Vexillum

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Ricostruzione di alcuni vexilla di epoca romana.

Il vexillum (latino) era un piccolo stendardo usato dagli eserciti antichi.

I primi esempi di vexillum (in italiano vessilli) risalgono all'epoca romano-repubblicana. Era costituito da un drappo rettangolare montato da uno dei lati ad un'asta di sostegno appesa orizzontalmente ad un montante verticale talvolta insieme ad altri oggetti metallici ornamentali. In questo modo il vexillum non aveva la necessità di essere sventolato per poter mostrare il suo contenuto, come accade per le bandiere.

Dal vexillum derivano i gonfaloni diffusi nel Medioevo, ma che ancor oggi sono utilizzati nei comuni italiani.

Un particolare tipo di vexillum è il cantabrum o labaro cantabrico, menzionato da Tertulliano e Minucio Felice. Era probabilmente utilizzato dalla cavalleria cantabrica e secondo alcune interpretazioni sarebbe stato il precursore del labaro imperiale. Dal vexillum inoltre si sono evoluti in età tardo-imperiale i drachi e i bandon da cui poi sono derivate le moderne bandiere, che invece di cadere verticalmente come i vessilli, sono fissate orizzontalmente su un montante verticale.

Nel 2006 le autorità archeologiche italiane hanno trovato dei resti sul Palatino riconducibili alle punte dei vessilli probabilmente usate in parate o nelle occasioni di rappresentanza[1].

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Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Articolo su Romanhideout (in inglese)