Cleomene III

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Cleomene III (Sparta, circa 260 a.C. – Alessandria d'Egitto219 a.C.) è stato un re di Sparta della dinastia agiade dal 235 a.C. al 222 a.C..

Indice

[modifica] Presa del potere e riforme

Cleomene, divenuto re nel 235 a.C., riprese il programma di Agide IV (del quale aveva sposato la vedova), basato sulla remissione dei debiti e l'allargamento della cittadinanza. Ammaestrato dall'esperienza del suo sfortunato predecessore, che era stato sconfitto e ucciso dai latifondisti ostili a tali riforme, Cleomene si preoccupò innanzitutto di impadronirsi dei pieni poteri. A tal fine fece nominare come coreggente non un Euripontide, come la tradizione avrebbe voluto, ma suo fratello, limitò i poteri della gerusia e, soprattutto, abolì la magistratura degli efori, dopo averne fatto uccidere quattro dei cinque in carica. Giusificò tale abolizione sostenendo che l'eforato non era previsto dalla costituzione di Licurgo. Si liberò dell'opposizione facendone uccidere dieci esponenti ed esiliandone altri 80.

Usò i pieni poteri così ottenuti per attuare la totale remissione dei debiti e distribuire 4000 lotti uguali di terreno ad altrettanti nuovi cittadini, scelti tra gli hypomeiones (ossia appartenenti a famiglie di spartiati che erano stati esclusi dai diritti politici per insufficienti requisiti di censo) e perieci. La cittadinanza fu inoltre estesa ad alcuni stranieri, che erano stati giudicati idonei a divenire cittadini spartani e verso la fine del regno, anche a molti iloti in grado di pagare il proprio affrancamento.

Per integrare i nuovi cittadini nelle istituzioni spartane Cleomene ripristinò l'obbligatorietà dell'agoghé, ossia il tradizionale rigido sistema di educazione la cui istituzione era attribuita a Licurgo.

[modifica] Politica estera

Il massiccio aumento del numero di cittadini permise di rafforzare l'esercito spartano, che migliorò anche grazie a varie riforme militari introdotte dal sovrano; inoltre la politica di riforme sociali attirò in molte città simpatie verso Sparta: l'effetto combinato di questi due fattori permise a Cleomede di attuare una vittoriosa politica di espansione, conquistanto molte città (tra le quali Mantinea, Tegea, Dime ed Elide) e restaurare la perduta egemonia spartana sul Peloponneso.

[modifica] Sconfitta, Fuga e fine

Il principale avversario di Sparta nel programma di espansione di Cleomene era stata la lega achea, guidata da Arato di Sicione. Arato, pur di fermare Sparta, finì col chiedere aiuto al re macedone Antigono III Dosone, nonostante la Macedonia fosse stata il tradizionale avversario della lega achea. Nel 222 a.C. le forze riunite della lega e macedoni inflissero agli spartani una disastrosa sconfitta nella battaglia di Sellasia. Con la sconfitta dell'esercito spartano finì anche l'autonomia politica di Sparta, che fu incorporata nello stato macedone fino al 206 a.C. (quando Nabide tentò per l'ultima volta di restaurare l'autonomia e la potenza spartana).

Cleomene riuscì a salvarsi fuggendo ad Alessandria d'Egitto, dove fu ben accolto dal re Tolomeo III Evergete. Il successore Tolomeo IV lo fece però arrestare e Cleomene, dopo aver tentato invano di organizzare una rivolta ad Alessandria, si suicidò nel 219 a.C.

[modifica] Fonti

  • Plutarco, Vite parallele: Agide e Cleomene,

[modifica] Letteratura secondaria

Ernst Baltrusch, Sparta, Bologna, Il Mulino, 2002 (traduzione di Sparta. Geschichte, Gesellschaft, Kultur, München, C.H.Beck Wissen,1998), pp. 106-108.


Predecessore:
Leonida II
Re di Sparta Successore:
repubblica


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