Elezioni politiche italiane del 1976

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VII Legislatura
Votazioni Elezioni politiche del 1976
Governi Andreotti III, Andreotti IV, Andreotti V

Le elezioni politiche del 1976 si tennero il 20 giugno. Furono le prime elezioni politiche con il voto ai diciottenni.

La situazione politica aveva evidenziato la possibilità del cosiddetto "sorpasso" (raggiungimento della maggioranza relativa) del Partito Comunista ai danni della Democrazia Cristiana: per questo, durante la campagna elettorale si diffusero sollecitazioni a votare per la DC in funzione di contrasto all'avanzata del PCI, anche "turandosi il naso"[1]; il risultato mostrò una tenuta dello Scudo Crociato ed un arretramento sia del PLI (che quasi scomparve), sia dell'MSI rispetto al consenso precedentemente acquisito in quegli anni.

Indice

[modifica] Risultati elettorali

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Grafico delle elezioni politiche italiane.
Distribuzione geografica del voto 1976 per la Camera.

[modifica] Camera dei deputati

Risultati complessivi[2]:

totale percentuale (%)
Elettori 40.426.658  
Votanti 37.755.083 93,4 (su n. elettori)
Voti validi 36.709.578 97,2 (su n. votanti)
Voti non validi 1.045.505 2,8 (su n. votanti)
di cui schede bianche 596.541 1,6 (su n. votanti)

Sistema elettorale proporzionale.

Partiti voti voti (%) seggi
Democrazia Cristiana (DC) 14.209.519 +1.290.249 38,71 +0,05 262 -4
Partito Comunista Italiano (PCI) 12.616.650 +3.544.196 34,37 +7,22 228 +49
Partito Socialista Italiano (PSI) 3.540.309 +329.882 9,64 +0,03 57 -4
Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale (MSI-DN) 2.238.339 -658.423 6,10 -2,57 35 -21
Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI) 1.239.492 -478.047 3,38 -1,76 15 -14
Partito Repubblicano Italiano (PRI) 1.135.546 +180.949 3,09 +0,23 14 -1
Democrazia Proletaria (DP) 557.025 - 1,52 - 6 -
Partito Liberale Italiano (PLI) 480.122 -816.983 1,31 -2,57 5 -15
Partito Radicale (PR) 394.439 - 1,07 - 4 -
Südtiroler Volkspartei (SVP) 184.375 +30.611 0,50 +0,04 3 =
PCIPSIPdUP[3] 26.748 - 0,07 - 1 -
Pour la Vallée d'Aoste (DCRVUVUVPPRI) 24.091 0,07 0
Democrazia Popolare-UVP 20.234 0,06 0
Nuovo Partito Popolare 10.927 0,03 0
Unione Slovena 8.183 0,02 0
Tirol 7.664 0,02 0
Partito Operaio Europeo 5.522 0,02 0
Movimento per l'Indipendenza del Territorio Libero di Trieste 4.540 0,01 0
Partito Democratico 2.797 0,01 0
Partito della Sinistra Democratica 1.757 0,00 0
Benessere e Civiltà 1.299 0,00 0
Totale 36.709.578 100,00 630

Elezioni politiche italiane del 1976/Eletti Camera

[modifica] Senato della Repubblica

Vittorie comune per comune

Risultati complessivi[4]:

totale percentuale (%)
Elettori 34.888.214  
Votanti 32.621.581 93,5 (su n. elettori)
Voti validi 31.449.431 96,4 (su n. votanti)
Voti non validi 1.172.150 3,6 (su n. votanti)
di cui schede bianche 713.373 2,2 (su n. votanti)

Il sistema elettorale del Senato è formalmente uninominale maggioritario, nel caso che il candidato ottenga almeno il 65% dei voti.

Per comodità di lettura e confrontabilità, i risultati sono riportati tenendo conto dei contrassegni associati ad ogni candidato.

Partiti voti voti (%) seggi
Democrazia Cristiana (DC) 12.227.353 38,88 135
Partito Comunista Italiano (PCI) 10.637.772 33,83 116
Partito Socialista Italiano (PSI) 3.208.164 10,20 29
Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale (MSI-DN) 2.086.430 6,63 15
Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI) 974.940 3,10 6
Partito Repubblicano Italiano (PRI) 846.415 2,69 6
Partito Liberale Italiano (PLI) 438.265 1,39 2
PLIPRIPSDI[5] 334.898 1,06 2
Partito Radicale (PR) 265.947 0,85 0
Südtiroler Volkspartei (SVP) 158.584 0,50 2
Democrazia Proletaria (DP) 78.170 0,25 0
PCIPSI[6] 52.922 0,17 1
PLIPRI 51.353 0,16 0
DCRVUVUVPPRI[3] 22.917 0,07 1
PCIPSI - PdUP 21.072 0,07 0
Democrazia Popolare-UVP 17.699 0,06 0
Unione Slovena 9.023 0,03 0
Tirol 7.193 0,02 0
Nuovo Partito Popolare 4.827 0,02 0
Partito Democratico 3.074 0,01 0
Margherita 1.892 0,01 0
Ave 521 0,00 0
Totale 31.449.431 100,00 315

Elezioni politiche italiane del 1976/Eletti Senato

[modifica] Analisi Territoriale del voto

La Democrazia Cristiana risulta sostanzialmente stabile nel risultato complessivo ma ciò è frutto dell'unione della crescita elettorale nel Centro e in Sicilia, dove guadagna il 3% dei voti, del contenuto calo di consensi nel Nord Ovest e dell'ingente arretramento in Basilicata, dove perde il 5%, Trentino, in cui cala del 7% dei voti, Molise e Abruzzo, nelle cui province di Chieti e L'aquila dove perde il 5% dei voti. Queste quattro regioni, insieme a Nord Est e Nord della Sicilia, restano le zone forti della Dc che però si mantiene molto debole nel Nord Ovest e nelle Regioni Rosse. A queste ultime si aggiunge in questa tornata anche il Lazio dove la DC viene scavalcata per la prima volta dal PCI.

Il Partito Comunista Italiano incrementa notevolmente i propri consensi su tutto il territorio nazionale con una crescita più contenuta, intorno ai 6 punti percentuali, nelle Regioni Rosse, in quanto in queste regioni il PCI raggiungeva già percentuali molto elevate. La zona di maggiore crescita è senza dubbio in Sud dove il PCI riscontra delle crescite in doppia cifra. È il caso della Campania e della Sardegna entrambe con un +10% frutto dell'incremento nelle province di Cagliari (+12%), Nuoro (+11%) e Napoli (+10%). Altre crescite rilevanti si riscontrano al Nord nelle province di Novara, Torino e Varese (+10%), e nel centro con le province di Isernia (+10%) e Roma (+9%). Queste notevoli variazioni portano Lazio e Sardegna ad aggiungersi alle zone forti del PCI, Regioni Rosse, Nord Ovest e Sud della Sicilia. Si confermano, invece, ostili ai comunisti Triveneto, in cui comunque si nota una forte avanzata nelle zone costiere, Alta Lombardia, Molise, Nord della Sicilia e Campania con l'esclusione di Napoli.

Anche la stabilità del Partito Socialista Italiano è frutto di diversi cambiamenti nella distribuzione del voto. Si registra, infatti una crescita di consensi contenuta nel Nord Est, nel Centro, in Sardegna e nel Molise in cui cresce del 1%. Altrettanto contenuti sono i cali nel Nord Ovest e nel Sud, specie in Piemonte, Puglia e Calabria dove cala di un punto percentuale. In particolare si riscontrano cali notevoli nelle province di Cuneo (-4%) e Siracusa dove arretra del 9%. Questi cambiamento rendono il PSI più omogeneo nella distribuzione elettorale con picchi in Lombardia, Nord Est e nella Provincia di Cosenza e una lieve debolezza nel Centro Sud.

Il Movimento Sociale Italiano arretra fortemente in tutte le regioni, specialmente in quelle regioni dove era cresciuto molto nel 1972, Lazio, Campania e Sicilia, che restano però le zone forti dei missini oltre alla Provincia di Trieste e in generale al Centro Sud. I cali più consistenti si registrano comunque nelle grandi città del Sud, Napoli, Reggio Calabria, Catania (-8%) e Roma (-6%).

Il Partito Socialista Democratico Italiano cala generalmente ovunque, con picchi di decrescita del 3-4% in Friuli-Venezia Giulia, Molise, e nelle province di Massa Carrara e Torino. Il PSDI risulta particolarmente incidente nel Nord, specialmente tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia.

Il Partito Repubblicano Italiano cresce nel Nord Italia, soprattutto in Veneto dove cresce del 1%, cala nelle Marche e nel Lazio mentre resta stabile nel resto d'Italia. Alla solite zone forti di Romagna, e costiera Toscana si aggiunge anche il Piemonte grazie alla crescita nelle ultime due tornate elettorali.

La Democrazia Proletaria risulta forte soprattutto nel Nord Italia e in particolare in Lombardia dove supera abbondantemente il 2% dei consensi. Fatica invece nel Centro Italia, non riuscendo a superare il punto percentuale in Emilia Romagna e Umbria.

Il Partito Liberale Italiano arretra ovunque con un calo del 4% nel Nord Ovest. Resta comunque forte nel Nord, in Sicilia, nella Provincia di Benevento e nelle grandi città.

Il Partito Radicale risulta particolarmente forte nel Nord Ovest e nel Lazio grazie all'ottimo risultato di Roma dove supera il 2% dei voti. Arranca invece nel Sud dove non riesce a superare il mezzo punto percentuale in Molise, Basilicata e Calabria.

Fonte: Ministero dell'Interno

[modifica] Galleria

[modifica] Note

  1. ^ Lo slogan "Turiamoci il naso e votiamo DC", originariamente di Gaetano Salvemini, fu ripreso dal giornalista Indro Montanelli.
  2. ^ ARCHIVIO STORICO DELLE ELEZIONI - Camera 20/06/1976
  3. ^ a b Candidature presentata in Valle d'Aosta. Eletto deputato il comunista Ruggero Millet che abbandonerà il gruppo nel corso della legislatura, senatore l'autonomista Pietro Fosson.
  4. ^ ARCHIVIO STORICO DELLE ELEZIONI - Senato 20/06/1976
  5. ^ Candidature presentate in Liguria e Toscana. Eletti il repubblicano Cesare Zappulli per Genova Est e il socialdemocratico Sergio Fenoaltea per Firenze Centro.
  6. ^ Candidature presentate in Molise. Eletto il socialista Guido Campopiano per Larino.
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