Teatro comunale (Bologna)

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Coordinate: 44°29′47.38″N 11°21′01.73″E / 44.496494°N 11.350481°E44.496494; 11.350481

Teatro Comunale di Bologna
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Bologna
Indirizzo Largo Respighi 1, Bologna
Dati tecnici
Tipo Sala a campana con quattro file di palchi e un loggione
Fossa Presente
Capienza 900 posti
Realizzazione
Inaugurazione 1763
Architetto Antonio Galli da Bibbiena
[1]

Il Teatro Comunale di Bologna fu costruito da Antonio Galli da Bibbiena nel luogo in cui, un tempo, sorgeva la Domus Aurea dei Bentivoglio distrutta nel 1507. Una parte dei resti formano gli attuali Giardini del Guasto, compresi tra via del Guasto e Largo Respighi, dove invece c'è l'ingresso artisti.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Dai disegni conservati nella Biblioteca dell'Archiginnasio di Bologna datati circa alla metà del Seicento, viene documentato in maniera straordinaria come durante le sfarzose feste barocche quali l'annuale festa della porchetta, la piazza principale della città venisse delineata in spalti disposti a semicerchio, come se si trattasse di un edificio concluso vero e proprio, dotato di un ordine inferiore e uno superiore e con il pubblico ivi posto, che senza saperlo era già in un vero e proprio teatro d'opera. Inoltre venivano usate per la prima volta complesse macchine a pantografo, antesignane di quelle che poi verranno usate nel Teatro pubblico, ponti e delle strutture esterne che diventeranno poi le torri sceniche.

Dopo l'incendio del febbraio 1745 che distrusse il Teatro Malvezzi, costruito nel 1651, la città promosse la costruzione di un nuovo teatro, il «Teatro Pubblico», come venne inizialmente chiamato il Teatro Comunale.

Fu il primo esempio di teatro dell'opera edificato con fondi pubblici e affittato dalla municipalità.

Realizzato su progetto di Antonio Galli da Bibbiena, la costruzione iniziò nel 1756 e il teatro fu inaugurato il 14 maggio 1763 con l'opera seria Il trionfo di Clelia su libretto di Pietro Metastasio, con musica di Gluck scritta per l'occasione.

1871: Wagner e Bologna[modifica | modifica sorgente]

Il teatro fu il primo in Italia a rappresentare in assoluto un'opera di Richard Wagner mettendo in scena nel 1871 il Lohengrin e altre opere quali: il Tannhäuser (1872), Der fliegende Holländer (1877), Tristan und Isolde (1888), Parsifal (1914), "prima" non solo italiana ma anche europea al di fuori di Bayreuth, dove fino ad allora l'opera era stata rappresentata in esclusiva, tanto che Bologna venne soprannominata città "wagneriana" (venne concessa al compositore tedesco persino la cittadinanza onoraria). Storica è la rivalità fra il Teatro milanese e quello bolognese dove nel primo venivano rappresentate le opere di Verdi e nel secondo quelle di Wagner, così come fra l'editore Giulio Ricordi e Francesco Lucca, dovuto però più a motivi concorrenziali. È famoso l'aneddoto che, durante la terza recita del Lohengrin, vede Verdi seduto su un palco del Comunale in completo anonimato, con in mano la partitura del rivale e Luigi Monti (agente Ricordi a Bologna) che, sapendo della presenza di Verdi, dopo il secondo atto lo addita gridando "Viva Verdi!", suscitando l'ovazione del pubblico alla quale il Maestro però non replicò.

Il XIX secolo vide la presentazione di venti opere di Gioacchino Rossini, mentre sette delle dieci opere di Vincenzo Bellini furono ivi rappresentate negli anni '30 del secolo.

Vari rinnovamenti del teatro furono eseguiti tra il 1818 e il 1820, e in seguito nel 1853.

1931: lo "schiaffo" a Toscanini[modifica | modifica sorgente]

Il teatro fu protagonista di un fatto che vide coinvolto il celebre direttore d'orchestra Arturo Toscanini. Il 14 maggio 1931 doveva dirigere un concerto in memoria di Giuseppe Martucci, tuttavia si rifiutò di eseguire gli inni fascisti "Giovinezza" e la "Marcia Reale" al cospetto di Ciano e Arpinati e venne perciò aggredito e schiaffeggiato da una "camicia nera" nei pressi di un ingresso laterale del teatro, venendo poi spintonato a terra. Fu questo il motivo che gli fece prendere la decisione di lasciare l'Italia.

Architettura[modifica | modifica sorgente]

L'auditorium, a forma di campana, è composto da quattro ordini di palchi con un palco reale e un loggione, e fu realizzato principalmente in muratura per prevenire gli incendi. Il teatro rimase a lungo incompleto, in particolare le attrezzature ospitate dietro le quinte furono terminate solo nel 1805, mentre la facciata fu completata da Umberto Rizzi nel 1933. All'interno di molti palchi vi sono ancora le decorazioni che i palchettisti del '700 e '800 facevano fare secondo i propri gusti.

Il meccanismo a pantografo del sottoplatea[modifica | modifica sorgente]

Nel teatro, fin dall'inizio, si effettuarono spettacoli d'ogni genere: opere serie e buffe, commedie e tragedie, cerimonie, balli e persino numeri da circo. A tal proposito venne concepito come una vera e propria macchina meccanica dove tutto si doveva muovere. Di particolare interesse infatti è l'inconsueto sottoplatea, ove è collocata una grandiosa macchina a pantografo la quale serviva a sollevare, abbassare e basculare l'intera platea. Il meccanismo è formato da una puleggia che, facendola girare sul proprio asse, fa muovere una ruota, la quale demoltiplica il movimento a due "rocchetti" di minori dimensioni posti sui due lati opposti; a loro volta, girando, muovono un bilanciere che con un movimento a pantografo tira verso il basso o spinge verso l'alto (a seconda di come e quale "rocchetto" viene fatto girare) la platea soprastante. Il parallelismo fra i due elementi del bilanciere consente anche il basculaggio. Tutte le varie parti del meccanismo sono collegate da una corda. Non essendo più necessari questo tipo di movimenti, oggi il meccanismo è stato bloccato, tuttavia sarebbe ancora perfettamente funzionante.

Inaugurazioni Stagioni operistiche[modifica | modifica sorgente]

Opere rappresentate nelle stagioni operistiche[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]