Italo Campanini (tenore)

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Italo Campanini

Italo Campanini (Parma, 30 giugno 1845Corcagnano, 22 novembre 1896) è stato un tenore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fratello del direttore d’orchestra Cleofonte, in gioventù lavorò nell'officina di fabbro ferraio del padre Francesco e studiò musica alla Reale Scuola di Musica di Parma (divenuta poi il Conservatorio di Parma). Combatté nelle campagne garibaldine a Milazzo e al Volturno. Esordì come cantante nel 1863 al Teatro Regio nell'opera Lucrezia Borgia di Donizetti, nel ruolo di Oloferno Vitellozzo, poi cantò nella Sonnambula di Bellini, nella parte del notaio.

Nel 1865 fece una tournée con una troupe italiana in Russia, ma non poté rientrare in Italia perché dichiarato renitente alla leva. Rimase in Russia tre anni, girovagando per i teatri anche in Siberia. Il teatro di Odessa gli affidò il ruolo di primo tenore ne I Lombardi alla prima crociata e ne Il trovatore di Giuseppe Verdi.

Tornato in Italia fu scritturato dal Teatro alla Scala di Milano per la stagione 1870-71. Interpretò il Faust di Gounod, il Don Giovanni di Mozart e la Lucrezia Borgia di Donizetti. Grazie al successo ottenuto fu chiamato al Comunale di Bologna, dove cantò nel Faust (1º ottobre 1871) e alla prima italiana del Lohengrin di Wagner (1º novembre 1871). La sua interpretazione nel Lohengrin ottenne un caloroso consenso. Tra gli altri il direttore d'orchestra Hans von Bülow si disse entusiasta del Campanini, che poi divenne specializzato in questo ruolo.

Ripeté il successo di Milano a Torino 1l 14 marzo 1877. Il critico musicale Giuseppe Depanis nel commentare la sua esecuzione lo definì - un superbo cavaliere del cigno, sobrio, corretto, alieno da sdilinquimenti e dalle esagerazioni. Nel 1878 si è esibito a New York, dove ha cantato all'Academy of Music al fianco di Etelka Gerster nelle opere Il talismano (di M.W. Balfe) e La traviata. Il 4 ottobre 1875 ebbe un successo trionfale al Comunale di Bologna nel Mefistofele di Boito, presente l’autore. Nella serata inaugurale del teatro felsineo, che come ogni anno coincideva con la festa patronale di san Petronio, il tenore interpretò la parte di Faust accanto al basso Romano Nannetti nel ruolo del protagonista e al soprano Erminia Borghi-Mamo, che faceva allora il proprio esordio sulle scene nazionali. L'interpretazione di Campanini contribuì a riscattare il fiasco cui l'opera era andata incontro a Milano sette anni prima.

Nel dicembre 1872 interpretò alla Scala il Ruy Blas di Marchetti, che divenne uno dei suoi cavalli di battaglia. Portò sulle scene quest'opera anche all'Apollo di Roma nella stagione 1875-1876, al Regio di Torino nel 1877 e a Parma nel 1879, in uno spettacolo da lui stesso allestito per beneficenza il 7 settembre, quando venne inaugurato il monumento al Parmigianino. In quegli anni Campanini fu scritturato anche all’estero e cantò nel 1872 al Drury Lane Theatre di Londra in Lucrezia Borgia e in Lucia di Lammermoor, e al Metropolitan di New York fino al 1883, nel Faust, Aida, Trovatore e Lohengrin.

Italo Campanini nella Carmen di Bizet nel ruolo di Don José

Il 16 settembre 1882 allestì a sue spese al Regio di Parma la Carmen di Bizet, diretta dal fratello Cleofonte, nel ruolo di don José. La critica lodò ancora una volta il suo talento scenico e interpretativo. Pochi giorni più tardi, il 28 settembre, allestì e interpretò il Trovatore, ancora una volta sotto la direzione del fratello. La romanza del terzo atto, Amor sublime amore, mandò il pubblico in delirio.[1]

Nel 1883 interpretò il Faust, inaugurando con questa opera la stagione del Metropolitan di New York, ma questo fu uno dei suoi ultimi successi. Nel 1884 la sua voce cominciò a dar segni di stanchezza e nel 1886, nell’interpretazione del Mefistofele al teatro San Carlo di Napoli, venne fischiato. Negli anni seguenti continuò a calcare le scene e concluse la carriera nel 1894 alla Royal Albert Hall di Londra con La dannazione di Faust di Berlioz.

Campanini era dotato di una voce notevole per il timbro e il volume, e seppe conquistare le platee anche per lo stile delle sue interpretazioni, misurato, elegante e, al tempo stesso, ricco di intensità espressiva. Nei paesi anglosassoni era chiamato "The ideal tenor", eguagliato solo da Caruso.

Nella Sala Verdi del Conservatorio di Parma è esposto un suo busto in marmo, opera dello scultore Marzaroli.

A Parma è ricordato, assieme al fratello Cleofonte, nel "viale Italo e Cleofonte Campanini".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gazzetta di Parma, 29 settembre 1882.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Roberto Lasagni, Dizionario biografico dei Parmigiani, ed. PPS, Parma 1999
  • Carlo Pariset, Dizionario biografico dei Parmigiani illustri, Parma, 1905

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