Il flauto magico

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Il flauto magico (disambigua).
Il flauto magico
Zauberflöte-Theaterzettel1791.jpg

Locandina della prima rappresentazione, nel 1791
Titolo originale Die Zauberflöte
Lingua originale tedesco
Genere Singspiel, o Opera tedesca
Musica Wolfgang Amadeus Mozart
(Partitura online)
Libretto Emanuel Schikaneder
(con Karl Ludwig Giesecke)
(Libretto online) (DE)
Atti due
Prima rappr. 30 settembre 1791
Teatro Theater auf der Wieden di (Vienna)
Personaggi

Il flauto magico (K 620), titolo originale Die Zauberflöte, è un Singspiel in due atti musicato da Wolfgang Amadeus Mozart, su libretto di Emanuel Schikaneder e con il contributo di Karl Ludwig Giesecke.

La prima rappresentazione avvenne al Theater auf der Wieden di Vienna il 30 settembre 1791 con lo stesso Schikaneder (Papageno) e Josepha Hofer (Regina della notte) diretti dal compositore.

Nel Regno Unito la prima rappresentazione è stata nel Her Majesty's Theatre in Haymarket a Londra il 6 giugno 1811.

Al Teatro alla Scala di Milano la prima rappresentazione è stata il 15 aprile 1816 con Teresa Belloc-Giorgi e Filippo Galli.

Al Royal Opera House, Covent Garden la prima è stata il 27 Maggio 1833 per la Alfred Bunn Opera Company.

Nel 1869 Il flauto magico debutta al Theatre Royal di Edinburgo diretto da Luigi Arditi nella traduzione italiana di Giovanni da Gamerra per l'Italian Opera Company.

Al Metropolitan Opera House di New York la premiere di Il flauto magico, in italiano, è stata nel 1900 con Marcella Sembrich ed Antonio Pini-Corsi diretta da Luigi Mancinelli e fino al 2011 è stata rappresentata 408 volte.

All'Opéra national de Paris la prima rappresentazione di La Flûte enchantée è stata nel 1923 nella versione francese di Jean-Gabriel Prodhomme e nella lingua originale nel 1977.

Al Glyndebourne Festival Opera va in scena nel 1934 diretta da Fritz Busch.

Al Wiener Staatsoper la premiere è stata nel 1941 diretta da Hans Knappertsbusch e da allora è stata rappresentata novecentocinque volte.

Al Festival di Salisburgo va in scena nel 1941 con i Wiener Philharmoniker ed Anton Dermota diretta da Karl Böhm.

Al San Francisco Opera va in scena nel 1950 con John Brownlee nella traduzione inglese di Ruth and Thomas Martin.

Al Teatro La Fenice di Venezia la prima rappresentazione è stata nel 1959 nella traduzione italiana di Giovanni Trampus con Anna Moffo e Sesto Bruscantini.

Al Teatro Verdi (Trieste) va in scena nel 1960 con Teresa Stich-Randall.

All'Opera di Chicago va in scena nel 1966 con Erich Kunz, Mady Mesplé e Karl Ridderbusch diretti da Eugen Jochum.

All'Opera di Santa Fe (Nuovo Messico) va in scena negli anni 1968, 1969, 1971, 1974, 1979, 1980, 1984, 1986, 1993, 1998, 2006 e 2010.

A Bilbao va in scena nel 1998 con Matti Salminen.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Libretto editore Barion 1940

PRIMO ATTO

Un paesaggio montuoso, con un tempio sullo sfondo in un Egitto immaginario. Il principe Tamino, disarmato, è inseguito da un serpente; sfinito, cade svenuto... Dal tempio escono tre dame velate che uccidono il serpente e, dopo aver ammirato la bellezza del volto del giovane principe, si allontanano per informare della sua presenza la loro signora, la Regina della Notte.

Tamino, ripresi i sensi, crede di dovere la propria salvezza a Papageno, un uccellatore vagabondo vestito di piume, sopraggiunto nel frattempo. Ma Papageno è subito smascherato e punito per la sua menzogna dalle tre dame, che gli chiudono la bocca con un lucchetto d’oro e mostrano al principe il ritratto di Pamina, figlia della Regina della Notte: il giovane se ne innamora all’istante.Con fragore di tuono appare la Regina della Notte, che spiega a Tamino come la figlia sia stata rapita da un malvagio di nome Sarastro e supplica il principe di liberarla, promettendogliela in sposa. Le dame donano al giovane, che si è offerto di salvare Pamina, un flauto d’oro incantato. A Papageno, liberato dal lucchetto, consegnano invece un carillon magico e gli ordinano di accompagnare Tamino nell’impresa. Sala nel palazzo di Sarastro.

Pamina, che ha tentato di fuggire per sottrarsi alle insidie del moro Monostatos, aiutante di Sarastro, è stata nuovamente catturata. Sopraggiunge Papageno, che involontariamente mette in fuga Monostatos, spaventato dal suo strano aspetto. Papageno rivela alla fanciulla di essere stato inviato dalla Regina della Notte, insieme a un giovane principe che l’ama. I due, pieni di speranza, esprimono la loro fede nella forza dell’amore. Guidato da tre fanciulli, Tamino giunge dinanzi a tre templi: se l’accesso al tempio della Ragione e a quello della Natura gli viene impedito, si schiude la porta del tempio della Sapienza. Un sacerdote spiega a Tamino che Sarastro non è un essere malvagio e che Pamina è stata allontanata dalla madre per profondi e imperscrutabili motivi. Rimasto solo, Tamino si domanda se la giovane sia ancora in vita. Un coro invisibile risponde di sì. Risollevato, il giovane comincia a suonare il flauto e subito sbucano dal bosco gli animali resi mansueti dal suono dello strumento. Da poco lontano Papageno risponde con il suo zufolo al richiamo del flauto.

Il carillon magico di Papageno obbliga Monostatos e alcuni servi, che stavano per catturarlo insieme alla fanciulla, a danzare e marciare come per magia. Sopraggiunge Sarastro con il suo seguito. La giovane implora perdono per la fuga, ma Sarastro si rifiuta di lasciar tornare Pamina dalla madre. Tamino viene trascinato da Monostatos al cospetto di Sarastro. Il principe e Pamina si riconoscono al primo sguardo e si abbracciano. Sarastro ordina che Monostatos venga punito per aver insidiato la fanciulla e fa condurre Tamino e Papageno al tempio degli iniziati.

SECONDO ATTO

Sarastro chiede ai sacerdoti degli iniziati di accogliere Tamino nel tempio, dove verrà sottoposto alle prove che gli consentiranno di appartenere alla schiera degli eletti e di sposare Pamina: la richiesta viene accolta e tutti invocano Iside e Osiride affinché donino alla nuova coppia spirito di saggezza. Tamino è condotto nell’atrio del tempio per essere sottoposto alla prima prova: mantenere il silenzio qualunque cosa accada. Da parte sua, Papageno si mostra spaventato e recalcitrante. Si lascia convincere dalla promessa di ottenere finalmente una compagna. I tentativi delle tre dame, inviate dalla Regina della Notte per costringerli a parlare, sono respinti, e alla prima prova superata Monostatos si avvicina furtivamente a Pamina addormentata: vorrebbe baciarla, ma è cacciato dalla Regina della Notte che, porgendo un pugnale alla figlia, le ordina di vendicarla uccidendo Sarastro. Monostatos, non visto, ha ascoltato tutto e minaccia di rivelare l’intrigo qualora Pamina non acconsenta alle sue brame. Ma giunge in tempo Sarastro, che dopo aver scacciato Monostatos si rivolge a Pamina spiegandole che solo l’amore, non la vendetta, conduce alla felicità. Sala del tempio. Tamino e Papageno sono invitati dai sacerdoti a rimanere ancora in silenzio.

Papageno inizia a conversare con una vecchia che scompare non appena egli le domanda quale sia il suo nome. Ricompaiono i tre fanciulli, che recano, insieme agli strumenti di Tamino e Papageno, una tavola imbandita. Mentre Papageno è felice di mangiare e bere, Tamino suona tristemente il suo flauto. Sopraggiunge Pamina, ma l’amato Tamino non può rispondere alla sua gioia di rivederlo. Disperata, Pamina crede di non essere più amata e si augura la morte. Antro delle piramidi. Sarastro esorta i due innamorati a pazientare, giacché altre prove li attendono. Al suono del carillon, Papageno medita sulla sua solitudine e sul suo desiderio di incontrare finalmente una donna che sia fatta per lui. Riappare la vecchia, che cela in realtà la bella Papagena.

Quando Papageno cerca di abbracciarla, la giovane scompare. Un giardino. Pamina, credendosi abbandonata da Tamino, tenta di uccidersi, ma è salvata dai tre fanciulli, che la rassicurano sui sentimenti dell’amato. Paesaggio montuoso. Tamino è scortato nel frattempo da due armigeri che lo conducono alle prove supreme del fuoco e dell’acqua, e poco dopo Pamina si unisce a loro. Al suono del flauto magico, le prove sono superate con successo. Ma Papageno è disperato perché Papagena è scomparsa. I tre fanciulli gli suggeriscono di suonare il carillon magico e così la fanciulla riappare. Nella scena conclusiva Monostatos, la Regina della Notte e le tre dame meditano di uccidere Sarastro e di prendere così il sopravvento sugli iniziati, ma sono subito travolti e vinti. Tutta la scena è invasa dalla luce del sole. Sarastro e i sacerdoti celebrano la vittoria della luce sulle tenebre.

Forme musicali[modifica | modifica sorgente]

Max Slevogt, Tamino e Pamina (1920). Acquerello per Il flauto magico
Papageno nel francobollo per il bicentenario dell'opera e della morte di Mozart (1991)
Il flauto magico nel francobollo delle poste ungheresi (1967)

Nella partitura del Flauto magico, un Singspiel tedesco come Il ratto dal serraglio, si possono identificare rimandi a varie forme e generi musicali, fino a vere e proprie citazioni:

  • L'Ouverture, ad esempio, riprende il tema principale della sonata in Si bemolle Maggiore di Muzio Clementi. Si può anche notare l'utilizzo di alcune caratteristiche tipiche dell'Ouverture francese, costituita da un'introduzione lenta, in un marcato ritmo puntato, seguita da un vivace movimento in stile fugato.
  • Lied viennese, bipartito in luogo della tripartizione tipica dell’aria italiana (ad es. "Ein Mädchen oder Weibchen" di Papageno);
  • Corale luterano, fuga e contrappunto con particolare riferimento all'arte di Bach e Handel che Mozart aveva potuto approfondire tramite il Barone Gottfried van Swieten (ad es. Ouverture);
  • Corale luterano variato, sul modello specificamente bachiano (Melodia originale Ach Gott vom Himmel sieh darein) scena degli armigeri;
  • Aria italiana, sia dell'opera buffa sia dell'opera seria (aria di Pamina e arie della Regina della notte);
  • Recitativo accompagnato secondo il modello di Gluck (scena dell'Oratore).

Struttura dell'opera[modifica | modifica sorgente]

Atto primo[modifica | modifica sorgente]

Quadro I Prologo in terra

  • N. 1 Introduzione Zu Hilfe! Zu Hilfe! Sonst bin ich verloren (Tamino, le tre dame)
  • N. 2 Aria Der Vogelfänger bin ich ja (Papageno)
  • N. 3 Aria di Tamino Dies Bildnis ist bezaubernd schön (Tamino)
  • N. 4 Recitativo e Aria O zittre nicht, mein lieber Sohn! - Zum Leiden bin ich auserkoren (Regina della notte)
  • N. 5 Quintetto Hm Hm Hm (Tamino, Papageno, le tre dame)

Quadro II Viaggio verso la saggezza

  • N. 6 Terzetto Du feines Täubchen, nur herein! (Monostatos, Pamina, Papageno)
  • N. 7 Duetto Bei Männern, welche Liebe fühlen (Pamina, Papageno)
  • N. 8 Finale primo Zum Ziele führt dich diese Bahn (i tre fanciulli, Tamino)

Atto secondo[modifica | modifica sorgente]

Quadro I Tempio di Sarastro

  • N. 9 Marcia dei Sacerdoti
  • N. 10 Aria con coro O Isis und Osiris (Sacerdoti, Sarastro)

Quadro II Intermezzo ambiguo

  • N. 11 Duetto Bewahret euch vor Weibertücken (Secondo sacerdote e Sarastro)
  • N. 12 Quintetto Wie? Ihr an diesem Schreckensort? (Le tre dame, Tamino, Papageno)

Quadro III Intermezzo notturno

Quadro IV Prove dell'aria e del silenzio

  • N. 16 Terzetto Seid uns zum zweitenmal willkommen (I tre fanciulli)
  • N. 17 Aria Ach, ich fühl's, es ist verschwunden (Pamina)

Quadro V Saggezza di Sarastro e saggezza di Papageno

  • N. 18 Coro O Isis und Osiris, welche Wonne! (Sacerdoti)
  • N. 19 Terzetto Soll ich dich, Teurer, nicht mehr seh'n? (Pamina, Tamino, Sarastro)
  • N. 20 Aria Ein Mädchen oder Weibchen wünscht Papageno sich! (Papageno)

Quadro VI Prove dell'acqua e del fuoco. Vittoria del bene

  • N. 21 Finale secondo Bald prangt, den Morgen zu verkünden (i tre fanciulli, Pamina)

Personaggi[modifica | modifica sorgente]

Tamino[modifica | modifica sorgente]

Tamino (tenore lirico) appare nell'opera sin dal primo momento, quando le tre Dame della Regina della notte lo salvano da un mostro. È un personaggio pacato, controllato e innamorato di Pamina.

Tamino appare anche nei due film ispirati alla grande opera mozartiana: Il flauto magico di Ingmar Bergman e Il flauto magico di Kenneth Branagh. In quest'ultimo veste i panni di un coraggioso soldato che viene salvato dalle tre Dame dal gas velenoso sparso tra le trincee, invece che dal mostro della versione tradizionale.

Pamina[modifica | modifica sorgente]

Pamina (soprano) è una giovane principessa, figlia della Regina della Notte, è innamorata di Tamino. Quest'ultimo la salva dalle forze del male e la rende felice.

Tamino e Pamina sono nomi di origine egiziana, derivano da Ta-Min e Pa-Min, cioè servo e serva del dio Min, antica divinità dell'Alto Egitto, protettore della fecondità e della fertilità.[1]

Papageno[modifica | modifica sorgente]

È un giovane uccellatore, al servizio della Regina della notte, che suona il flauto di Pan a cinque canne ed è alla ricerca di una donna da amare: una Papagena (che appare solo alla fine dell'opera, interpretato da un soprano). Funge da aiutante nei confronti del principe Tamino, al quale dice, mentendo, di averlo salvato da un serpente (ucciso invece dalle Tre dame che, per punizione, gli chiudono la bocca con un lucchetto). All'inizio dell'opera appare come un bugiardo e un codardo, ma in seguito si rivelerà di buon cuore e piuttosto saggio.

La sua parte è sostenuta da un baritono lirico - brillante, il primo dei quali fu lo stesso librettista Schikaneder.

Papagena[modifica | modifica sorgente]

È una giovane uccellatrice, interpretata da un soprano. Il soprano può essere leggero con toni acuti e con toni del registro più basso per il soprano drammatico.

Sarastro[modifica | modifica sorgente]

Il basso Alexander Kipnis in una rappresentazione dell'opera a Salisburgo nel 1937

Sarastro (basso profondo) all'inizio viene dipinto come un crudele tiranno poiché ha rapito Pamina, ma egli lo ha fatto per proteggerla dalla crudele madre, l'astrifiammante Regina della Notte. Quest'ultima minaccia Pamina, tramite la famosa aria Der Hölle Rache kocht in meinem Herzen, ordinandole di uccidere Sarastro e di consegnarle il prodigioso Cerchio Settemplice solare, il quale protegge Sarastro e i suoi discepoli, gli Iniziati.

Intona due arie: O Isis und Osiris e In diesen heil'gen Hallen.

La Regina della Notte[modifica | modifica sorgente]

L'astrifiammante Regina della Notte (Soprano di coloratura), è la madre della principessa Pamina, rapita da Sarastro, per proteggerla dalla madre stessa.

È una donna crudele che governa i suoi sudditi in un modo spietato facendoli spiare dalle tre Dame che ha al suo servizio.

Il suo unico scopo è la conquista del mondo. Per realizzare il suo sogno però ha bisogno del Settemplice Cerchio Solare, custodito da Sarastro. Per questo chiede a sua figlia, la principessa Pamina, di uccidere Sarastro. Come tono di voce è un soprano leggero. Morirà con Monostatos e le tre Dame in un terremoto al palazzo di Sarastro.

Nel primo atto la Regina usa le tre Dame per esortare Tamino e Papageno a partire per il salvataggio della figlia.

La regina della notte intona la famosissima aria Der Hölle Rache kocht in meinem Herzen (La vendetta dell'inferno ribolle nel mio cuore), in cui intima alla figlia di uccidere Sarastro.

Monostatos[modifica | modifica sorgente]

Monostatos è il (tenore) moro che insidia Pamina per costringerla ad amarlo. Dapprima alleato di Sarastro, lo tradisce aiutando la Regina della Notte in cambio della mano della figlia di quest'ultima. Morirà nel castello di Sarastro a causa di un terremoto con la regina e le tre Dame.

Le tre Dame[modifica | modifica sorgente]

Sono le tre donne al servizio della Regina della Notte. Sono incaricate di spiare i poveri sudditi della crudele monarca e di consegnare all'uccellatore Papageno birra, pane e fichi, a patto che egli catturi uccelli per la sovrana. All'inizio dell'opera le tre dame appaiono tre brave donne che salvano il principe Tamino perché innamoratesi di lui, però continuando nell'opera si capisce che sono tre tentatrici, il cui unico scopo è quello di aiutare la loro regina nella distruzione di Sarastro. Moriranno con la regina e Monostatos nel castello di Sarastro a causa di un terremoto.

Le prime due dame sono rispettivamente due ruoli da soprano mentre la terza dama è un ruolo da contralto.

Elementi culturali[modifica | modifica sorgente]

Vari elementi culturali sono confluiti nel Flauto magico:

  • Il fiabesco-meraviglioso settecentesco (flauto e Glockenspiel dalle proprietà magiche, apparizioni di animali e di genietti, montagne che si aprono svelando meravigliose sale);
  • L’illuminismo e il giusnaturalismo (aspirazione dell'uomo alla saggezza, alla ragione e al rapporto armonico con la natura);
  • La massoneria (riti d’iniziazione per accedere ai misteri e alla luce, invocazioni delle divinità egizie Iside e Osiride, comunità dei seguaci di Sarastro, ricca simbologia con particolare riferimento ai numeri e alla misteriosofia);
  • L’Hanswurst e il Kasperl popolar-viennese (l’umile, il popolaresco, il comico, il semplice, il naturale e il bonario che sono racchiusi nella figura di Papageno).

Il flauto magico è stato interpretato utilizzando varie chiavi di lettura: oltre che come fiaba per bambini, è stato letto anche come racconto massonico o come storia a contenuto illuminista.

La vicenda racconta però anche lo sviluppo di un individuo che, da giovane, ignorante e debole che era, diventa saggio, sapiente e uomo attraverso la scoperta dell’amore e il superamento di varie prove iniziatiche.

Durante questo percorso formativo, il giudizio di Tamino sui due Regni nemici si capovolge: il bene, inizialmente identificato con il Regno lunare della Regina della notte in quanto vittima del rapimento della figlia condotto da Sarastro, finirà per essere identificato nel Regno solare di quest’ultimo, inizialmente giudicato come malvagio. Nel Regno di Sarastro, Tamino troverà ragione e saggezza. Si scoprono così le buone intenzioni di Sarastro nel portare a sé Pamina, non togliendole libertà ma sottraendola con intento protettivo alla malvagia madre onde poterla destinare al giovane predestinato ed eroe della vicenda, ovvero lo stesso Tamino.

Oltre ad un’interpretazione incentrata sulla contrapposizione orizzontale fra i due Regni, si può interpretare in un’ottica verticale dove la contrapposizione è fra il potere, l'autorità, i Regni e il sotto-mondo popolare, semplice e genuino rappresentato da Papageno. L’antitesi è allora fra il concreto uomo-animale allo stato naturale e l’eletto, aristocratico ed astratto Tamino. Il Regno della luna e quello del sole sono nemici ma, allora, sostanzialmente uguali.

Entrambi rappresentano l’autorità e l’ordine, mentre Papageno - che non ha superato le prove iniziatiche ma che di ciò s'infischia beatamente - è l’uomo di tutti i giorni capace di servire allo stesso modo la Regina della notte come Sarastro, consapevole che la bontà e la felicità, seppur materiale, stanno dalla sua parte.

La Rivoluzione Francese porterà a "politicizzare" i personaggi: la perfida Regina della Notte sarà associata all'odiato Ancien Régime, Sarastro all'Illuminismo.

Oltre al filone razionalista della cultura massonica del '700, l’opera documenta un filone caratterizzato dal misticismo e dall’attrazione per i misteriosi scenari dell’Oriente. Mozart vi affronta tematiche tipiche della cultura massonica, e a lui care: morte e rinascita, rapporto tra terreno e ultraterreno, iniziazione e prova come cammino per giungere all'amore universale.

Alcune caratteristiche di questo viaggio iniziatico hanno suggerito anche, alla dantista Maria Soresina, la possibilità di un parallelo con il percorso di Dante Alighieri nella Divina Commedia, che viene proposta come una diversa chiave di lettura dell'opera[2].

Principali rappresentazioni[modifica | modifica sorgente]

  • 2003 - "Die Zauberflöte", eseguito alla Royal Opera House. Tamino: Will Hartmann, Pamina: Dorothea Röschmann, Regina della notte: Diana Damrau, Sarastro: Franz-Josef Selig, Papageno: Simon Keenlyside, Direttore: Colin Davis, Coro e Orchestra della Royal Opera House.
  • 2007 - The Magic Flute - Impempe Yomlingo, eseguito inizialmente al teatro Baxter di Città del Capo, è stato replicato in Italia nel giugno 2011 per il Ravenna Festival. Si tratta di un allestimento con ambientazioni africane cantato perlopiù in lingua Xhosae, e con un esteso uso di strumenti africani, con percussioni e marimbe adattate. Questo adattamento è più vicino ad un musical che ad un melodramma.[3]

Principali rappresentazioni in Italia[modifica | modifica sorgente]

Discografia parziale[modifica | modifica sorgente]

  • Flauto magico - Marriner/Te Kanawa/Araiza, 1989 Decca
  • Flauto magico - Abbado/Pape/Strehl/Miklósa, 2005 Deutsche Grammophon
  • Flauto magico - Böhm/Gueden/Böhme/Simoneau, Decca
  • Flauto magico - Karajan/Araiza/Mathis/Van Dam, 1980 Deutsche Grammophon
  • Flauto magico - Gardiner/Oelze/Schade/Sieden, 1995 Archiv Produktion
  • Flauto magico - Ostman/Bonney/Streit/Jo/Cachemaille, 1992 Decca
  • Flauto magico - Solti/Burrows/Prey/Deutekom, 1969 Decca
  • Flauto magico - Böhm/BPO/Wunderlich/Lear/Otto, 1964 Deutsche Grammophon
  • Flauto magico - Davis/Schreier/Price/Serra, 1984 Philips

DVD parziale[modifica | modifica sorgente]

  • Flauto magico - Harnoncourt/Salminen/Strehl, regia Martin Kusej - 2007 Deutsche Grammophon
  • Flauto magico - Levine/MET/Battle/Araiza - 1991 Deutsche Grammophon
  • Flauto magico - Sawallisch/Araiza/Popp/Moll, regia August Everding - 1983 Deutsche Grammophon
  • Flauto magico (Live, Salisburgo, 1991) - Solti/Serra/Pape/Van Der Walt, Decca
  • Flauto magico (Salisburgo 2006) - Muti/Pape/Damrau/Groves/WPO, regia Pierre Audi - Decca

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Riduzione per bambini[modifica | modifica sorgente]

L'editore Mursia, nella collana Becco giallo ha pubblicato una riduzione per bambini corredata da file audio MP3[4]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Siegfried Morenz, Die Zauberflöte, Cologne, 1952
  2. ^ Maria Soresina, Mozart come Dante. Il Flauto magico, un cammino spirituale, Moretti & Vitali, 2011
  3. ^ Un flauto magico sudafricano per un Mozart nero e tribale, 30 giugno 2011. URL consultato il 1º dicembre 2011.
  4. ^ Il flauto magico Edizioni Mursia, collana Becco giallo ISBN 9788842502241

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

musica classica Portale Musica classica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di musica classica