Don Pasquale

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Don Pasquale
Don Pasquale in London.png
Lingua originale italiana
Genere Opera buffa
Musica Gaetano Donizetti
Libretto Giovanni Ruffini e Gaetano Donizetti
(libretto online)
Fonti letterarie Angelo Anelli, Ser Marcantonio, libretto per Stefano Pavesi (1808)
Atti tre (cinque quadri)
Epoca di composizione novembre-dicembre 1842
Prima rappr. 3 gennaio 1843
Teatro Théâtre-Italien, Parigi
Personaggi
  • Don Pasquale (buffo), vecchio celibatario, tagliato all'antica, economo, credulo, ostinato, un buon uomo in fondo
  • Dottor Malatesta (baritono), uomo di ripiego, faceto, intraprendente, medico e amico di don Pasquale, e amicissimo di
  • Ernesto (tenore), nipote di Don Pasquale, giovine entusiasta, amante corrisposto di
  • Norina (soprano), giovane vedova, natura subita, impaziente di contraddizione, ma schietta e affettuosa
  • Un Notaro (basso)
  • Coro di servi e camerieri
  • Maggiordomo (mimo)
  • modista(mimo)
  • parrucchiere (mimo)
Autografo Archivio Ricordi, Milano

Don Pasquale è un'opera buffa in tre atti di Gaetano Donizetti.

Il libretto, firmato da Michele Accursi, è in realtà opera dello stesso Donizetti e di Giovanni Ruffini ed è ricalcato sul dramma giocoso di Angelo Anelli Ser Marcantonio, musicato da Stefano Pavesi nel 1810.

La prima rappresentazione dell'opera ebbe luogo con successo nella Salle Ventadour del Théâtre-Italien di Parigi il 3 gennaio 1843 con un cast d'eccezione formato da Giulia Grisi (Norina), Luigi Lablache (Don Pasquale), Antonio Tamburini (Malatesta), Mario (Ernesto) e Federico Lablache (notaio) alla presenza del compositore.[1][2]

Al Teatro alla Scala di Milano la prima è stata il successivo 17 aprile con Achille De Bassini (Malatesta) diretto da Eugenio Cavallini.

Il giorno dopo avviene la prima nel Teatro d'Angennes di Torino con De Bassini diretto da Cavallini.

Il 14 maggio 1843 avviene la prima nel Theater am Kärntnertor di Vienna.

Nel Regno Unito la prima è stata nel Her Majesty's Theatre in Haymarket di Londra nel giugno dello stesso anno con la Grisi, Giovanni Matteo De Candia e Lablache.

Nell'agosto 1843 avviene la prima nel Théâtre Royal de La Monnaie/De Munt di Bruxelles nella traduzione di Alphonse Royer e Jean-Nicolas van Nieuwenhuysen "Gustave Vaëz".

Il 9 novembre avviene la prima nel Théâtre de l'Hôtel de Ville di Lilla.

Il 29 settembre 1844 avviene la prima nella Semperoper di Dresda.

Il successivo 22 novembre avviene la prima nel Theater am Dammtor di Amburgo.

Il 7 gennaio 1845 avviene la prima nel Théatre d'Orléans di New Orleans in francese.

Il successivo 30 novembre avviene la prima nel Real Theatro de São Carlos di Lisbona diretta da Angelo Frondoni.

Il 10 gennaio 1846 avviene la prima nel Pesti Nemzeti Magyar Színház di Pest.

In Australia la prima è stata a Sydney nel 1854 nel Royal Victoria Theatre.

Al Royal Italian Opera (oggi Royal Opera House, Covent Garden) di Londra la prima è stata nel 1854.

Nel 1856 avviene la prima nel Theatre Royal di Edinburgo per l'Italian Opera Company.

Al Wiener Staatsoper la premiere è stata nel 1879 e fino al 1984 ha avuto 202 recite.

Per il Metropolitan Opera di New York la premiere è stata nel 1899 nel Freundschaft Club di Manhattan in concerto con Antonio Pini-Corsi, Marcella Sembrich ed Antonio Scotti e nel 1900 nel Metropolitan Opera House diretta da Luigi Mancinelli e fino al 2011 ha avuto 135 recite.

Al Teatro La Fenice di Venezia la prima è stata nel 1911 diretta da Gaetano Zinetti.

Al Teatro Regio di Torino la prima è stata nel 1912 diretta da Ettore Panizza con Rosina Storchio e Giuseppe De Luca; gli allestimenti successivi sono andati in scena negli anni: 1925, 1926, 1933, 1946, 1953, 1959, 1967, 1980, 1988, 1998 e 2009 con Roberto Scandiuzzi e Francesco Meli.

Al San Francisco Opera va in scena nel 1929 con De Luca e Tito Schipa.

Al Teatro Verdi (Trieste) va in scena nel 1938 con Margherita Carosio ed Angelo Mercuriali diretti da Gino Marinuzzi (1882-1945).

Al Glyndebourne Festival Opera va in scena nel 1938 diretta da Fritz Busch con Salvatore Baccaloni e Mariano Stabile (cantante).

Al Grand Théâtre di Ginevra va in scena nel 1945 diretta da Otto Ackermann.

Al Festival di Salisburgo va in scena nel 1952 con i Wiener Philharmoniker, Sesto Bruscantini, Hilde Güden e Mario Rossi (direttore d'orchestra).

A Bilbao va in scena nel 1958 con Alfredo Kraus e Renata Scotto.

All'Opera di Chicago va in scena nel 1974 con Wladimiro Ganzarolli, Kraus ed Ileana Cotrubas diretti da Bruno Bartoletti.

All'Opera di Santa Fe (Nuovo Messico) va in scena nel 1983 e nel 2014.

Genesi[modifica | modifica sorgente]

Donizetti, ormai giunto al culmine della celebrità (aveva già composto le sue opere più famose, tra cui Anna Bolena, L'elisir d'amore, Lucia di Lammermoor, La Favorita e La figlia del reggimento), decise di comporre il Don Pasquale dopo la lettura casuale del vecchio libretto di Angelo Anelli. La storia vuole che l'opera sia stata composta in soli undici giorni[3], ma è probabile che in questo periodo siano state composte "solo" le linee vocali e che l'orchestrazione abbia invece richiesto altro tempo.

Nella tradizione dell'Opera buffa l'opera prende a riferimento i personaggi della Commedia dell'arte. Pasquale è Pantalone, Ernesto è Pierrot, Malatesta è Scapino e Norina è Colombina.

Trama[modifica | modifica sorgente]

L'azione si svolge a Roma, agli inizi dell'Ottocento.

Atto Primo[modifica | modifica sorgente]

Don Pasquale è un anziano e ricco settantenne che è adirato con il nipote Ernesto, futuro erede delle sue fortune, perché questi rifiuta di sposare una ricca e nobile zitella come lo zio vorrebbe. Ernesto è invece innamorato di Norina, una vedova giovane e carina ma di modeste condizioni. Lo zio decide allora di diseredarlo sposandosi egli stesso e a tale scopo ha chiesto al dottor Malatesta di trovargli una moglie adeguata. Questi però, amico di Ernesto, ordisce un piano per aiutare i due giovani. Pertanto il dottore propone a Don Pasquale di sposare sua sorella Sofronia, donzella bella e pura e appena uscita dal convento. Don Pasquale accetta esultante e, per cominciare, scaccia di casa il nipote Ernesto. Ma il dottor Malatesta chiede a Norina di impersonare Sofronia, per organizzare un finto matrimonio e dopo le nozze ridurre alla disperazione Don Pasquale. Ernesto però non è a conoscenza del piano del dottor Malatesta.

Atto Secondo[modifica | modifica sorgente]

Libretto edizione Barion

Ernesto, saputo del matrimonio, si dispera e decide di partire per terre lontane ed esce affranto. Don Pasquale riceve la visita del dottor Malatesta e della finta Sofronia, che è Norina velata; egli si invaghisce subito della bella ragazza e vuole immediatamente concordare il matrimonio. Alla presenza di Carlo, cugino di Malatesta e finto notaio, Don Pasquale firma un contratto di nozze con il quale dona alla ragazza la metà dei suoi beni. Appena firmato il contratto, Norina muta immediatamente contegno, diventando arrogante e impertinente. In più comanda e spadroneggia per la casa e si dà a spese folli: raddoppia il salario alla servitù, ordina nuove carrozze e nuovi cavalli, progetta grandi feste, fa chiamare sarti e gioiellieri ma soprattutto disdegna le affettuose attenzioni del marito.

Atto Terzo[modifica | modifica sorgente]

Don Pasquale è in preda allo sconforto per le ingenti spese che la moglie gli procura e i continui cambiamenti per la casa. Esasperato proibisce alla moglie di andare a teatro quella sera ma si busca come risposta un sonoro ceffone. Inoltre Norina gli fa credere di avere anche un amante. Disperato egli chiede aiuto a Malatesta, il quale però mette subito al corrente Ernesto del piano in corso e gli chiede di far la parte dello spasimante. Ernesto, nascosto nel boschetto del giardino della casa, canta una serenata alla sua bella e poi entrambi cantano un duetto d'amore. Don Pasquale, insieme a Malatesta, esce dal nascondiglio da dove osservava tutta la scena e accusa la finta Sofronia. Ernesto, uscito di nascosto dal bosco ora rientra dal giardino e viene accolto da Don Pasquale che gli annuncia, per far dispetto alla moglie e convincerla ad andarsene, che egli potrà sposare Norina la quale diverrà la nuova padrona di casa. A questo punto però al vecchio viene rivelato l’intrigo ordito ai suoi danni ed egli, infine, ben lieto di essersi liberato della terribile finta moglie, perdona tutti e benedice le nozze fra Ernesto e Norina.

Organico orchestrale[modifica | modifica sorgente]

La partitura di Donizetti prevede l'utilizzo di:

Da suonare internamente:

Struttura[modifica | modifica sorgente]

  • Sinfonia

Atto primo[modifica | modifica sorgente]

  • Introduzione Son nov'ore... (Don Pasquale, poi Malatesta)
  • Bella siccome un angelo, cantabile di Malatesta (poi Recitativo tra Malatesta e Don Pasquale)
  • Ah, un foco insolito, cantabile di Don Pasquale
  • Recitativo Son rinato... (Don Pasquale, poi Ernesto)
  • Sogno soave e casto, cantabile di Ernesto
  • Mi fa il destin mendico, duetto tra Don Pasquale ed Ernesto
  • Quel guardo il cavaliere... Sa anch'io la virtù magica, cavatina di Norina
  • Recitativo E il dottor non si vede...
  • Pronta io son, duetto tra Norina e Malatesta

Atto secondo[modifica | modifica sorgente]

  • Povero Ernesto [...] Cercherò lontana terra, Se tu sei ben mio felice, recitativo, Aria e Cabaletta, di Ernesto; la cabaletta, anche se molto piacevole e significativa come testo, non sempre viene eseguita;
  • Recitativo Quando avrete introdotto... (Don Pasquale, poi Malatesta e Norina)
  • Sta a vedere, o vecchio matto... Terzetto (Norina, Don Pasquale e Norina)
  • Recitativo Non abiate paura (Malatesta, Don Pasquale e Norina)
  • È rimasto là impietrato, Riunita immantinente..., Ah, son tradito, beffegiato, Quartetto (Don Pasquale, Norina, Malatesta, Ernesto)

Atto terzo[modifica | modifica sorgente]

  • I diamanti, presto, presto... Coro di Introduzione (Camerieri, servi)
  • Recitativo Ah, vediamo!... (Don Pasquale)
  • È finita, Don Pasquale (Norina e Don Pasquale)
  • Recitativo Qualche nota di cuffie... (Don Pasquale)
  • Che interminabile andirivieni Coro (Servi)
  • Questa repentina chiamata... (Malatesta, poi Don Pasquale)
  • Cheti, cheti immantinente, duetto tra Malatesta e Don Pasquale
  • Com'è gentil la notte a mezzo april!, serenata di Ernesto
  • Tornami a dir che m'ami, duettino (definito in partitura notturno) tra Norina ed Ernesto
  • Recitativo Eccoli, attenti ben (Don Pasquale, Norina, Malatesta, poi Ernesto)
  • La morale in tutto questo... (Norina, Don Pasquale, Malatesta, Ernesto, Coro)

Incisioni discografiche (scelta)[modifica | modifica sorgente]

Anno Cast (Don Pasquale, Dottor Malatesta, Norina, Ernesto) Direttore
1932 Enresto Badini, Afro Poli, Adelaide Saraceni, Tito Schipa Carlo Sabajno
1952 Sesto Bruscantini, Mario Borriello, Alda Noni, Cesare Valletti Mario Rossi
1964 Fernando Corena, Tom Krause, Graziella Sciutti, Juan Oncina István Kertész
1964 Alfredo Mariotti, Mario Basiola, Anna Maccianti, Ugo Benelli Ettore Gracis
1978 Donal Gramm, Alan Titus, Beverly Sills, Alfredo Kraus Sarah Caldwell
1979 Evgeny Nesterenko, Bernd Weikl, Lucia Popp, Francisco Araiza Heinz Wallberg
1982 Sesto Bruscantini, Leo Nucci, Mirella Freni, Gösta Winbergh Riccardo Muti
1988 Enzo Dara, Alessandro Corbelli, Luciana Serra, Aldo Bertolo Bruno Campanella
1993 Renato Bruson, Thomas Allen, Eva Mei, Frank Lopardo Roberto Abbado

Video[modifica | modifica sorgente]

DVD[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ashbrook, Le opere, p. 330-331
  2. ^ almanacco di amadeusonline
  3. ^ myword.it

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • William Ashbrook, Donizetti. Le opere, (titolo originale Donizetti and his Operas, Cambridge University Press 1982), trad. it. di Luigi Della Croce, EDT, Torino 1987, pp. 244-251, 330-331 - ISBN 88-7063-047-1

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • Programma di sala, con libretto e note, per l'allestimento 2002 al Teatro La Fenice di Venezia
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