Giovanni Matteo De Candia

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Giovanni Matteo De Candia, noto col nome d'arte di Mario (Cagliari, 17 ottobre 1810Roma, 11 dicembre 1883), fu uno dei più famosi cantanti italiani dell'Ottocento[senza fonte], idolatrato dal pubblico di Parigi e Londra.

Giovanni Matteo De Candia negli anni 60 del XIX secolo

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Primi anni[modifica | modifica sorgente]

Giovanni Matteo De Candia nacque a Cagliari nel 1810 da una famiglia dell'aristocrazia del regno di Sardegna. I suoi titoli nobiliari erano cavaliere e nobile[1], come tale aveva diritto al trattamento di don[2]. Suoi parenti erano alla corte di Torino e suo padre, comandante del Reggimento Cacciatori Guardie, fu aiutante di campo del re Carlo Felice e governatore di Nizza, arrivando al grado di generale.

Per mitigare l'opposizione paterna alla carriera nello spettacolo (considerata non consona per un nobile), al suo debutto il 30 novembre 1838 adottò un nome d'arte di una sola parola, Mario[3]. Tuttavia negli scritti che si riferiscono a lui è indicato talvolta anche col nome di battesimo, mentre in molti altri e nei ritratti presenti alla biblioteca nazionale di Parigi è indicato come Mario De Candia o de Candia.

La decisione di Giovanni De Candia di diventare un cantante professionista derivò da varie circostanze. Aveva quasi sei anni quando la famiglia si trasferì da Cagliari in Liguria e in Piemonte. Nel 1822 entrò all'accademia militare di Torino ed ebbe fra i compagni di studi il futuro primo ministro, Camillo Cavour. Mentre era di servizio come luogotenente nei Cacciatori Guardie, il Reggimento comandato da suo padre, contrasse debiti che il padre rifiutò di pagare per lui. Com'è attestato dalle lettere al fratello Carlo[4], egli gettò allora la divisa e fuggì in Francia. L'aristocratico in esilio professò idee liberali e fu benvenuto nei salotti parigini e nell'ambiente radicale della città.

Carriera operistica, famiglia, morte[modifica | modifica sorgente]

Poiché possedeva una voce naturale eccezionalmente bella, Giovanni fu segnalato dal direttore dell'Opéra al compositore Giacomo Meyerbeer che decise il suo debutto nelle riprese della sua opera Robert le diable. Sudiò il ruolo sotto la guida del tenore Ponchard, dall'ex-tenore italiano Marco Bordogni e dello stesso Meyerbeer. Fece il suo debutto all'Opéra il 30 novembre 1838[3]. Meyerbeer aveva creato un recitativo ed un'aria apposta per lui nel secondo atto[5]. L'aria in origine era divisa in due parti, un andante ed una marcia. Mario cantò la marcia soltanto alla prima, con fatica, e Meyerbeer la tagliò lasciando solo la scena e l'andante[6].

Nonostante l'immediato successo, dovuto all'eccellenza del suo canto e ad un'elegante presenza scenica, Mario decise di non restare all'Opéra. Nel 1839 debuttò con successo a Londra, all'Her Majesty's Theatre nella Lucrezia Borgia di Donizetti ed ebbe per la prima volta collega la già celebre Giulia Grisi. Mario lasciò poi l'Opéra per il Théâtre Italien, dove si esibivano regolarmente cantanti illustri come Giovanni Battista Rubini, Antonio Tamburini e Luigi Lablache. La sua prima apparizione fu nella parte di Nemorino nell'Elisir d'amore di Donizetti.

La calorosissima accoglienza che Mario ricevette nelle opere italiane superò addirittura quella che aveva avuto nelle opere francesi ed egli acquisì in fretta una fama a livello europeo per la bellezza del suo canto e l'eleganza del suo portamento. Aveva un bel viso ed una figura snella e della sua voce lirica, benché meno perfetta di quella del più anziano tenore virtuoso Giovanni Battista Rubini e meno potente di quella del più giovane rivale Enrico Tamberlik, si diceva che possedeva una grazia ed una morbidezza vellutata e accattivante che la rendeva unica[senza fonte]. George Bernard Shaw, che era nato nel 1856 e dunque non aveva udito Mario all'apice della carriera, disse che il suo canto si caratterizzava per un netto vibrato.

Pochi ruoli d'opera furono creati per Mario: il più importante fu quello di Ernesto nel Don Pasquale di Donizetti (1843). Tuttavia cantò alla prima dello Stabat Mater di Rossini e Verdi scrisse per lui una cabaletta nuova per la principale aria tenorile dei Due Foscari per una messa in scena a Parigi. Nei ruoli tradizionali, le più grandi prestazioni di Mario erano nei ruoli di Otello nell'omonima opera di Rossini, Gennaro in Lucrezia Borgia, il conte d'Almaviva nel Barbiere di Siviglia, Fernando nella Favorita, il duca nel Rigoletto e Manrico nel Trovatore. I principali palcoscenici dei suoi trionfi furono la Royal Opera House a Londra (a Covent Garden) ed il Théâtre Italien a Parigi. Cantò a Londra dal 1847 al 1867 e di nuovo nel 1871.

Mario fece anche qualche apparizione occasionale in oratori, per esempio al festival di Birmingham nel 1849 ed al festival di Hereford nel 1855. Intraprese anche una serie di tour concertistici in giro per il Regno Unito. Cantò inoltre a Madrid e a Barcellona e, più volte, al Teatro Imperiale di Pietroburgo.

Nel 1852 acquistò villa Salviati a Firenze[7] e fece di nuovo dell'Italia la sua base. Nei suoi saloni riceveva molte distinte figure della cultura e dell'aristocrazia europea.

Nel 1854 fece un tour di circa sei mesi negli Stati Uniti con Giulia Grisi. Da molti anni lui e la Grisi avevano una liaison, benché essa non avesse mai ottenuto il divorzio dal suo primo marito Gérard de Melcy. Ella anche avuto un figlio da lord Castlereagh junior. Mario e la Grisi ebbero sei figlie, tre delle quali morirono bambine. Una delle figlie era Cecilia Maria De Candia, moglie del nobile inglese sir Godfrey Pearse, autrice di una biografia del padre[8].

Mario disse addio alle scene di Londra nel 1871. La sua decisione di ritirarsi seguì di qualche anno la scomparsa della Grisi, che era morta a Berlino nel 1869 durante un viaggio verso la Russia. Nell'ultima stagione a Pietroburgo le figlie furono affidate a tutori scelti dalla loro madrina, la duchessa di Leuchtenberg, presidente dell'Accademia Russa di Belle Arti.

Mario alla fine tornò dalla Russia nell'Italia ormai unita e si sistemò per gli ultimi anni a Roma (appena annessa al regno). Visse fra difficoltà finanziarie che adesso lo assediavano, a causa delle minori entrate e delle sue abituali stravaganze: per esempio, si disse che aveva l'abitudine di fumare sigari in continuazione, persino durante il bagno[9]. Nel 1880 fu organizzato per lui un concerto di beneficenza a Londra. Morì a Roma nel 1883 ed è sepolto nella sua città natale, Cagliari[senza fonte].

Nota sul palazzo avito[modifica | modifica sorgente]

Non esiste un vero e proprio "palazzo avito" dei De Candia. Nella prima infanzia il futuro tenore visse con la famiglia in un'abitazione d'affitto, dov'era nato, nella via Dritta (oggi via Lamarmora), a Cagliari nel rione Castello. Mentre lui era a Parigi, pensionatosi il padre, la famiglia tornò a Cagliari e visse di nuovo in affitto. Nel 1846 Mario acquistò per la madre, rimasta vedova, una casa in Contrada Santa Caterina 1, oggi via Canelles 5, inviandovi di tempo in tempo molti oggetti d'arte, sino a costituire una pregevole collezione, andata poi dispersa[10]. Il fratello Carlo comprò invece un palazzo nei paraggi, all'inizio di via dei Genovesi. La facciata è disegnata in stile neoclassico forse dall'architetto Gaetano Cima, o forse dallo stesso Carlo De Candia. Al piano nobile insistono vaste sale con alcuni dipinti ed una terrazza con vista panoramica sul golfo di Cagliari[11].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Elenco ufficiale delle famiglie nobili sarde nel 1896. URL consultato il 5 maggio 2012. Pagina 18 del testo.
  2. ^ Come da antica tradizione, codificata in ultimo dall'Ordinamento dello stato nobiliare italiano approvato con r.d. 651/1943, articolo 39, lettera c.
  3. ^ a b Pearse
  4. ^ Lettera del 24 ottobre 1836, Biblioteca universitaria di Cagliari, Carte De Candia, e lettera ottobre 1836, Archivio storico del Comune di Cagliari, Fondo Aymerich, Carte De Candia.
  5. ^ Kühnhold, p. 539
  6. ^ La France musicale, 9 dicembre 1838.
  7. ^ atto di compravendita notaio Guiducci, Archivio di Stato di Firenze, Uff. distrettuale delle imposte dirette
  8. ^ Cecilia Pearse De Candia, The Romance of a Great Singer, Londra, 1910; edizione italiana Il romanzo di un celebre tenore. Ricordi di Mario, Le Monnier, Firenze, 1913.
  9. ^ Pitt Byrne, II, 133-34: qui, 13 maggio 2012..
  10. ^ L'acquisto e la planimetria risultano dal catasto, consultabile presso l'Archivio di Stato di Cagliari. Per la collezione d'arte si veda Giovanni Spano, Guida della città di Cagliari e dintorni, Tip. Timon 1861
  11. ^ Palazzo De Candia oggi, 13 maggio 2012.

Avvertenza[modifica | modifica sorgente]

Questa voce nasce come traduzione della corrispondente voce dalla wikipedia in inglese.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Elizabeth Forbes, voce Mario, in Stanley Sadie (a cura di), The New Grove Dictionary of Opera, Londra, 1992. ISBN 0-333-73432-7 (si veda sotto il collegamento alla voce di wikipedia in inglese).
  • Wolfgang Künhold, Meyerbeer's Robert Le Diable: The First Singers of Robert and the 'Mario-Aria' at the Beginning of Act 2, a cura di Robert I. Letellier, in Letellier, pp. 534–542 (scritto in origine per il Meyerbeer Fan Club, 15 maggio 1998).
  • Robert Ignatius Letellier (a cura di), Giacomo Meyerbeer: A Reader, Cambridge Scholars Publishing, Newcastle, 2007. ISBN 9781847183880.
  • Cecilia Pearse De Candia, Il Romanzo di un celebre Tenore. Ricordi di Mario, Le Monnier, Firenze, 1913 (edizione originale con Frank Hird The Romance of a Great Singer, Smith Elder and Co., Londra, 1910). ISBN non disponibile. Quest'opera tuttavia contiene diversi errori. Il testo dell'edizione inglese da Internet Archive: The romance of a great singer; a memoir of Mario
  • [Mrs Pitt Byrne], Gossip of the Century, Ward and Downey, Londra, 1892 - Macmillan and Co., New York, 1892. ISBN non disponibile. Qui le pagine dedicate a Mario, 13 maggio 2012..
  • Alessandra Argiolas e Antonella Palomba (a cura di) Mario De Candia. L'uomo, l'artista (1810-1883). Catalogo delle mostra documentaria Archivio di Stato di Cagliari, Scuola sarda Editrice, Cagliari 2013.
  • Felice Todde Convenienze e inconvenienze tra Verdi e il tenore Mario in Nuova Rivista Musicale Italiana 4, 2012, RAI-ERI, Roma 2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 71478321 LCCN: n85326412

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