Otto mesi in due ore

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Otto mesi in due ore
Otto mesi in due ore Set Naples.jpg
Allestimento a Napoli per il primo atto, 1827
Lingua originale italiano
Genere melodramma romantico
Musica Gaetano Donizetti
Libretto Domenico Gilardoni
Fonti letterarie Elisabeth, ou Les exilés de Sibérie di Sophie Cottin e La figlia dell’esiliato, ossia Otto mesi in due ore di Luigi Marchionni
Atti 3
Epoca di composizione gennaio-maggio 1827
Prima rappr. 13 maggio 1827
Teatro Teatro Nuovo di Napoli
Personaggi
  • L'Imperatore (tenore)
  • Il Gran Maresciallo (basso)
  • Il conte Stanislao Potoski (tenore)
  • La contessa Fedora, sua moglie (mezzosoprano)
  • Elisabetta, loro figlia (soprano)
  • Maria, nutrice di Elisabetta (mezzosoprano)
  • Michele, di lei figlio, e corriere di governo (buffo)
  • Iwano, già boiardo, ed ora tragittatore al passo del Kama (basso)
  • Alterkan, capo di un'orda di Tartari (basso)
  • Orzak, altro capo tartaro (tenore)
  • Coro di cavalieri, Tartari, montanari, contadini. Soldati
Autografo Conservatorio di San Pietro a Majella, Napoli[1]

Otto mesi in due ore (o Gli esiliati in Siberia) è un'opera in tre atti di Gaetano Donizetti su libretto di Domenico Gilardoni. Fu rappresentata per la prima volta al Teatro Nuovo di Napoli il 13 maggio 1827.[1]

Gli interpreti della prima rappresentazione furono:[1]

Ruolo Interprete
Imperatore Manzi
Gran Maresciallo Giuseppe Fioravanti
Potoski Giuseppe Loyra
Fedora Servoli
Elisabetta Caterina Lipparini
Maria Francesca Ceccherini
Michele Gennaro Luzio
Iwano Vincenzo Galli
Alterkan Raffaele Scalese
Orzak Giuseppe Papi

Storia delle rappresentazioni[modifica | modifica wikitesto]

L'opera subì lungo gli anni molte revisioni e cambi di titolo, con esecuzioni dalle vicende convolute come la sua trama. La prima versione del 1827 fu eseguita 50 volte nel corso della stagione.

Il 30 maggio 1828 ha la prima al Real Teatro Carolino (poi Teatro Bellini (Palermo)) nella seconda versione. Il 3 febbraio 1831 ha la prima al Teatro Ducale di Modena come Gli esiliati in Siberia. Nel 1831, fu presentata da Luigi Astolfi al Teatro della Pergola di Firenze col titolo Gli esiliati in Siberia, con tiepido successo[2]. Nel 1832, Donizetti revisionò alquanto l'opera, adattando il ruolo di Elisabetta originariamente da soprano per il celebre contralto austro-ungherese Caroline Ungher andata in scena il 4 febbraio al Teatro Valle di Roma come Gli esiliati in Siberia ossia Otto mesi in due ore. Un'ulteriore revisione fu quella per Livorno del 1833. Il 28 febbraio 1835 avviene la prima della quarta versione nel Teatro Carignano di Torino. Il 4 marzo 1839 avviene la prima nel Teatro Nacional de São Carlos di Lisbona nella seconda versione.

Tra il 1838 e il 1840 Donizetti rivide l'opera in modo sostanziale, aggiungendo nuova musica per una versione più lunga, Élisabeth ou la fille de l'exilé, destinata a Parigi. Il libretto francese fu scritto da Adolphe de Leuven e Léon-Lévy Runswick. Il musicologo americano Will Crutchfield ritiene che a questo punto l'opera sarebbe diventata completamente diversa dall'originale, pur mantenendone alcuni elementi. Il nuovo lavoro peò non fu mai rappresentato durante la vita di Donizetti. Donizetti più tardi offrì il lavoro all'Her Majesty's Theatre di Londra, ma neppure in questo caso seguirono rappresentazioni.

Il compositore italiano Uranio Fontana, che dichiarava di essere stato allievo di Donizetti, tentò di riesumare la versione francese dopo la morte del bergamasco; Will Crutchfield, tuttavia, pensa che Fontana non avesse accesso al manoscritto, che a questo punto doveva trovarsi a Londra; Fontana forse cercò di adattare lo spartito originale al libretto francese più lungo, componendo la musica mancante, quasi metà dell'opera. La versione di Fontana andò in scena al Théâtre Lyrique di Parigi il 31 dicembre 1853.[3]

Rappresentazioni del XX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Lo spartito lungamente dimenticato di Elisabetta fu rinvenuto più tardi nei seminterrati del Royal Opera House di Londra. Il primo e terzo atto furono trovati da Will Crutchfield nel 1984, il secondo atto da Richard Bonynge nel 1988. La prima rappresentazione, con lo spartito curato da Will Crutchfield e Roger Parker, si ebbe al Royal Festival Hall di Londra il 16 dicembre 1997.[4][5][6] Carlo Rizzi diresse il coro e l'orchestra della Royal Opera House in una edizione in forma di concerto con Andrea Rost nella parte di Elisabetta, e il giovane Juan Diego Flórez come Conte Potoski.

La prima rappresentazione della versione francese del 1840, Élisabeth ou la fille de l'exilé, con l'utilizzo della sola musica di Donizetti ebbe luogo al Caramoor International Music Festival il 17 luglio 2003.[7][8][9]. Will Crutchfield diresse l'Orchestra di St. Luke in una produzione semi-scenica. Irini Tsirakidis cantò nel ruolo di Élisabeth, e Yeghishe Manucharyan era il Conte Potoski. Per preparare questa edizione, Crutchfield lavorò sul manoscritto francese, usando l'oechestrazione della versione di Londra, e lo spartito originale di Otto mesi in due ore Per ricostruire l'aria finale. I recitativi da Elisabetta vennero adattati per adattarsi all'opéra comique, come doveva essere la versione francese.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

L'azione succede nella prima parte in Saimka; nella seconda sulle rive del Kama; e nell'ultima in Mosca.

Atto I[modifica | modifica wikitesto]

Essendo stati ingiustamente esiliati, il Conte Potoski, sua moglie Fedora e la loro figlia Elisabetta vivono in una traballante dimora nei pressi di un'abbazia. Elisabetta giura di intraprendere un difficile viaggio a piedi verso Mosca per ottenere il perdono dello zar.

Atto II[modifica | modifica wikitesto]

Elisabetta viene aiutata dalle orde di tartari, che inizialmente l'avevano minacciata, poi sono stati conquistati dalla sua innocenza e virtù. Ella incontra anche Ivano, l'uomo che è responsabile dell'esilio dei suoi genitori, che ora lavora come traghettatore presso un fiume. Quando il fiume staripa, Elisabetta si salva costruendo una zattera con la tomba in legno della madre morta di Iwano.

Atto III[modifica | modifica wikitesto]

Il Gran Maresciallo, che è anche parzialmente responsabile per l'esilio della famiglia di Potoski, tenta di mettere in difficoltà Elisabetta. Ciononostante, ella riesce a raggiungere lo zar, che nel frattempo ha ricevuto una lettera dal messaggero Michele (amico di Elisabetta e figlio della sua bambinaia) che spiega l'ingiustizia dell'esilio. Lo zar perdona l'intera famiglia che può così riunirsi a Mosca.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Anno Cast
(Elisabetta, Potoski, Fedora, Maria
Direttore,
Orchestra e Coro
Etichetta[10]
1999 Brigitte Hahn,
Luca Canonici,
Christine Neithardt-Barbaux,
Alessandra Palomba
Enrique Diemecke,
Orchestre National de Montpellier e Coro della Radio Lettone
(Registrato dal vivo a Montpellier, 12 luglio)
Audio CD: Actes Sud
Cat: AD124

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c William Ashbrook, Donizetti. Le opere, EDT, 1987
  2. ^ Fernanda Mariani Borroni, Astolfi, Luigi in Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 4, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1962.
  3. ^ almanacco di amadeusonline (consultato il 19 marzo 2012)
  4. ^ (EN) Canning, Hugh. "Replacement value", The Sunday Times, 21 dicember 1997. Consultato il 25 giugno 2011
  5. ^ (EN) Recensione di Rodney Milnes, "Bizarre - but seldom boring", The Times (Londra), 18 dicembre 1997. Riprodotto su jcarreras.homestead.com. Consultato il 25 giugno 2011
  6. ^ (EN) Porter, Andrew, "Return of the exile", The Times (Londra), 2 gennaio 1998. Consultato il 25 giugno 2011
  7. ^ (EN) Lamb, Gregory M., "Lost and Found", The Christian Science Monitor, 27 giugno 2003. Consultato il 25 giugno 2011
  8. ^ (EN) Rosenberg, Marion Lignana, 'Donizetti's Elisabeth at Caramoor in Opera News, ottobre 2003, on mondo-marion.com. Consultato il 25 giugno 2011
  9. ^ (EN) Tommasini, Anthony. "A Donizetti Discovery, Reinterpreted", The New York Times, 19 luglio 2003. Consultato il 25 giugno 2011
  10. ^ Informazioni sulle registrazioni: operadis-opera-discography.org.uk

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