Poliuto
| Poliuto | |
|---|---|
| Lingua originale | italiano |
| Genere | tragedia lirica |
| Musica | Gaetano Donizetti |
| Libretto | Salvadore Cammarano (libretto online) |
| Fonti letterarie | dalla tragedia Polyeucte di Pierre Corneille |
| Atti | tre |
| Epoca di composizione | 1837-1838 |
| Prima rappr. | 30 novembre 1848 |
| Teatro | Napoli, Teatro San Carlo |
| Personaggi | |
|
|
Poliuto è un'opera di Gaetano Donizetti, su libretto di Salvadore Cammarano.
L'opera doveva essere rappresentata nel 1838 al Teatro San Carlo, ma la censura borbonica si oppose alla rappresentazione dell'opera: persino il Re si mosse per annullare la "prima". L'opera dovette essere riveduta e corretta, e debuttò successivamente all'Opéra di Parigi in versione francese, con il titolo Les Martyrs. Dopo la morte di Donizetti, l'opera fu eseguita in italiano per la prima volta al San Carlo, ottenendo un buon successo. Nota è la produzione del 1960 al Teatro alla Scala, con Maria Callas (Paolina), Franco Corelli (Poliuto), Ettore Bastianini (Severo).
Indice |
Trama [modifica]
Atto I [modifica]
Il battesimo
A Melitene, in una grotta, i cristiani si apprestano a battezzare Poliuto, magistrato. Nearco, capo della comunità cristiana, lo introduce nella caverna, mentre Paolina, sposa di Poliuto, li segue di nascosto. La donna teme che il marito si sia convertito al Cristianesimo, soprattutto ora che l'imperatore Decio ha cambiato la legge stabilendo la pena di morte per tutti coloro che hanno abbracciato il culto proibito. Lo stesso Poliuto conferma alla moglie di aver abbracciato la fede cristiana. A turbare Paolina c'è anche il ritorno in patria del proconsole Severo, suo antico amante e da lei creduto morto. Severo infatti ama ancora Paolina e come viene a sapere del suo matrimonio con Poliuto ne rimane avvilito.
Atto II [modifica]
Il Neofito
Per vendicarsi di Paolina, che l'aveva respinto, il gran sacerdote di Giove, Callistene, organizza nella casa di Felice un incontro tra Paolina e Severo, dopo aver fatto credere a lui che la donna lo ama ancora. Severo conferma a Paolina il suo amore, ella è combattuta, ma non cede. Intanto, condotto dal perfido Callistene, giunge Poliuto che riesce ad ascoltare le ultime parole dell'incontro tra Paolina e Severo, convincendosi del tradimento della moglie. Poliuto giura vendetta, ma, alla notizia dell'arresto di Nearco, sceglie di confessare la sua fede cristiana e morire. Durante l'interrogatorio Nearco rifiuta di fare il nome del neofita, anche sotto la minaccia di tortura. Poliuto allora compare e rivela che lui stesso è il neofita. Paolina supplica Callistene, Felice e Severo di non arrestarlo e condannarlo, ma Poliuto sdegnato rovescia l'ara del Nume maledicendo questo e la moglie.
Atto III [modifica]
Il martirio
Nel bosco sacro di Giove, Callistene annuncia ai sacerdoti che i cristiani si sono consegnati per essere martirizzati con Poliuto e Nearco e li invita a mischiarsi tra la folla per incitarla alla strage, qualora Paolina convinca Severo a risparmiare i condannati per salvare il marito. La donna intanto si reca al carcere e confessa a Poliuto di aver amato Severo in passato, ma nega il tradimento e chiede al marito chi lo abbia indotto a sospettare il contrario. Poliuto fa il nome di Callistene e Paolina rivela che l'empio sacerdote da lei rifiutato ha voluto perderla. Poliuto a questo punto si riconcilia con la moglie che lo prega di abiurare in cambio della vita, ma egli non può rinnegare Dio. Colpita dalla sua fermezza, ella decide allora di convertirsi. Infine, ignorando le suppliche di Severo, Paolina si avvia al supplizio assieme a Poliuto. Callistene esulta per la vendetta compiuta.
Bibliografia [modifica]
- William Ashbrook, Donizetti. Le opere, prima edizione in lingua inglese: Donizetti and his Operas, Cambridge University Press, 1982, trad. it. di Luigi Della Croce, EDT, Torino 1987, pp. 183-197, 322-323 - ISBN 88-7063-047-1
|
|