Anna Bolena (opera)

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Anna Bolena
Anna bolena.gif
Copertina del libretto della prima di Anna Bolena
Lingua originale italiano
Genere tragedia lirica
Musica Gaetano Donizetti
Libretto Felice Romani
(libretto online)
Fonti letterarie Ippolito Pindemonte, Enrico VIII ossia Anna Bolena,
Marie-Joseph Chénier, Henri VIII,
Alessandro Pepoli, Anna Bolena
Atti due
Epoca di composizione novembre-dicembre 1830
Prima rappr. 26 dicembre 1830
Teatro Milano, Teatro Carcano
Personaggi
« Cielo: a mei lunghi spasimi
Concedi alfin riposo
E questi estremi palpiti
Sian di speranza almen »
(Anna, atto II, scena ultima)

Anna Bolena è un'opera lirica di Gaetano Donizetti.

Caratteri generali[modifica | modifica wikitesto]

Donizetti venne scritturato, assieme al "rivale" Vincenzo Bellini dal Duca Pompeo Litta, responsabile del Teatro Carcano di Milano, per inaugurare la Stagione di Carnevale 1830-1831: la scelta non era casuale né sciocca, dato che l'impresario seppe sfruttare la rivalità tra i due compositori per farsi ottima pubblicità, arrivando, addirittura ad eclissare la consueta e più famosa Stagione della Scala. Per accentuare l'interesse (nonché la sfida tra i due), sia Donizetti e Bellini usufruirono dello stesso librettista (Felice Romani) e di due star dell'epoca (Giuditta Pasta e Giovanni Battista Rubini). La stagione vide quindi il debutto di due delle maggiori opere del Bel Canto italiano: a dicembre, l'Anna Bolena di Donizetti e, a marzo, La sonnambula di Bellini.

Il libretto (a cura di Felice Romani) è tratto da diverse fonti letterarie: Anna Bolena di Alessandro Pepoli (Venezia 1788), Enrico VIII ossia Anna Bolena di Ippolito Pindemonte (Torino 1816), che a sua volta costituisce poco più che una traduzione dell'Henri VIII di Marie-Joseph Chénier (Parigi 1791).

L'opera debuttò quindi al Carcano il 26 dicembre 1830, con uno straordinario successo, dovuto al cast eccezionale e all'affascinante drammaturgia di Romani.

Cast della prima e rappresentazioni[modifica | modifica wikitesto]

Ruolo Registro vocale Interprete
Anna Bolena soprano Giuditta Pasta
Enrico VIII basso Filippo Galli
Riccardo Percy tenore Giovanni Battista Rubini
Giovanna Seymour mezzosoprano Elisa Orlandi
Smeton contralto Henriette Laroche
Lord Rochefort basso Lorenzo Biondi
Sir Hervey tenore Antonio Crippa

Nel Regno Unito la premiere è stata l'8 luglio 1831 al Her Majesty's Theatre in Haymarket di Londra con Giuditta Pasta, Eugenia Tadolini, Giovanni Battista Rubini e Luigi Lablache.

Al Théâtre de la comédie italienne di Parigi la prima è stata il successivo 1 settembre con la Pasta, la Tadolini, Marietta Brambilla, Rubini e Lablache.

Al Teatro La Fenice di Venezia la prima è stata il 26 dicembre 1831 con Giuditta Grisi, Domenico Reina e Domenico Cosselli.

Al Teatro alla Scala di Milano la prima è stata il 25 febbraio 1832 diretta da Alessandro Rolla con la Pasta e la Grisi.

Al Teatro San Carlo di Napoli la prima è stata il 6 luglio successivo con Giuseppina Ronzi de Begnis e Lablache.

Al Teatro Comunale di Bologna la prima è stata il 3 ottobre 1832.

Al Teatro della Pergola di Firenze la prima è stata nel 1832.

A Vienna la premiere di Anne Boleyn è stata il 31 gennaio 1833 nella traduzione di Josef Kupelwieser.

Al Königstädtisches Theater di Berlino la prima di Anne Boleyn è stata il 26 agosto 1833 nella traduzione di Karl Johann Braun von Braunthal.

Il 26 dicembre successivo avviene la prima al Teatro degli Avvalorati di Livorno ed al Teatro Regio di Parma con Napoleone Moriani.

Al Teatro Nacional de São Carlos la prima è stata il 23 febbraio 1834.

Al Teatro Coppola di Catania la prima è stata il 27 novembre 1836.

Al Théâtre d'Orléans di New Orleans la prima è stata il 12 dicembre 1839 nella traduzione francese di François-Henri-Joseph Blaze.

All'Opéra municipal de Marseille la prima è stata il 20 dicembre 1841.

Al Teatro Riccardi (oggi Teatro Donizetti) di Bergamo la prima è stata il 31 agosto 1843 con la Tadolini.

Al Gran Teatre del Liceu di Barcellona la prima è stata il 17 aprile 1847.

Al Royal Italian Opera (oggi Royal Opera House), Covent Garden di Londra la premiere è stata l'8 luglio 1847 con Giulia Grisi, Marietta Alboni, Giovanni Matteo De Candia ed Antonio Tamburini.

Fortune dell'opera[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il fortunato debutto, nel corso dei decenni l'opera uscì di repertorio, tanto che dal 1877 non fu più eseguita alla Scala.

A Barcellona nel 1947 viene riproposta in occasione del centenario del Liceu (che era stato inaugurato nel 1847 con Anna Bolena) con Sara Scuderi come Anna, Giulietta Simionato come Giovanna Seymour e Cesare Siepi come Enrico VIII.

Alla Scala vi tornò trionfalmente nel 1957, diretta da Gianandrea Gavazzeni, con il seguente cast: Maria Callas Meneghini (Anna), Giulietta Simionato (Giovanna), Nicola Rossi-Lemeni (Enrico), Gianni Raimondi (Percy) e Plinio Clabassi (Lord Rochefort). Dell'evento esiste una registrazione. Va tuttavia sottolineato che alla sua "ripresa", l'opera fu pesantemente tagliata dal direttore, che eliminò la sinfonia, i "da capo", soppresse la scena del carcere di Percy e Rochefort e la parte corale nella cabaletta finale Coppia iniqua.
Dalle fortunate repliche milanesi, l'opera tornò pian piano sulle scene italiane e internazionali.

All'Opera di Santa Fe (Nuovo Messico) va in scena nel 1959.

Al Glyndebourne Festival Opera va in scena nel 1965 diretta da Gavazzeni con la London Philharmonic Orchestra, Leyla Gencer e Carlo Cava.

Al San Francisco Opera va in scena nel 1984 diretta da Richard Bonynge con Joan Sutherland e Rockwell Blake.

A Bilbao va in scena nel 1984.

Al Royal Opera House, Covent Garden va in scena nel 1988 diretta da Bonynge con la Sutherland e John Aler.

All'Opéra municipal de Marseille va in scena nel 1990.

Per l'Opera di Scozia la premiere è stata nel 2008 al Perth Theatre per la English Touring Opera.

All'Opera di Francoforte sul Meno va in scena nel 2009.

Al Wiener Staatsoper la premiere è stata nel 2011 con Anna Netrebko, Ildebrando D'Arcangelo, Elīna Garanča e Francesco Meli di cui esiste un video.

Al Metropolitan Opera House di New York la premiere è stata nel 2011 con la Netrebko.

Al Washington National Opera va in scena nel 2012 con Sondra Radvanovsky e Sonia Ganassi.

Al Teatro Verdi di Trieste va in scena nel 2012 con Mariella Devia e Rossana Rinaldi.

Dopo la Callas affrontarono il ruolo di Anna altre illustri personalità come Leyla Gencer, Elena Souliotis, Beverly Sills, Joan Sutherland, Katia Ricciarelli, Edita Gruberova, Maria Dragoni, Mariella Devia e Anna Netrebko, mentre il temibile ruolo rubiniano di Percy ha finora trovato soltanto nelle interpretazioni di Rockwell Blake e Gregory Kunde (peraltro non immortalate dalla discografia ufficiale) le dovute gratificazioni vocali e stilistiche.
Nel ruolo di Giovanna si distinsero soprattutto Fiorenza Cossotto, Giulietta Simionato, Marilyn Horne, Shirley Verrett e Sonia Ganassi; da ricordare, per il difficile ruolo di Enrico VIII, le autorevoli voci di Nicolai Ghiaurov, Paul Plishka e Samuel Ramey.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Atto I[modifica | modifica wikitesto]

Sala nel castello di Windsor negli appartamenti della regina. Il luogo è illuminato

L'opera si apre in uno degli appartamenti di Anna Bolena. I nobili passeggiano e discorrono (Né venne il re?): sono inquieti ed ansiosi. Infatti sanno che il "volubile cuore" di Enrico, così come di Anna, si è innamorato di un'altra donna, di cui si ignora l'identità. Entra Giovanna di Seymour, ancella di Anna, ed è proprio lei la nuova favorita del re. Giovanna teme che la regina sospetti qualcosa (Ella di me sollecita), combattuta tra l'amore per il re e il rimorso per ciò che sta facendo ad Anna.

Entra Anna, turbata così come tutti i presenti, ma cerca di dissimulare (invano) la sua tristezza. Per svagarsi, ordina al paggio Smeton di rallegrare la corte con il suo canto. Smeton, che di Anna è segretamente innamorato, canta una romanza (Deh non voler costringere), in cui dichiara implicitamente il suo amore alla regina, ma Anna, turbata e commossa, lo fa cessare: la canzone le ha fatto tornare alla mente i ricordi del passato. Fingendo che nulla sia accaduto, esorta tutti i presenti a ritornare alle proprie stanze, dato che il re non si è ancora presentato; intanto si confida con Giovanna e le consiglia di non cedere al fascino del trono, come invece ha fatto lei (Non v'ha sguardo).

Giovanna, rimasta sola, rimugina sulle parole della regina, divisa tra l'amicizia per lei e l'amore per Enrico, che sopraggiunge proprio in quel momento: ne segue un dialogo serrato in cui il Re dapprima promette all'amante il trono (Tutta in voi la luce mia), e poi, di fronte alle sue esitazioni, la accusa di non amarlo. Giovanna cerca di difendersi, ma non riesce a convincere Enrico a desistere dal suo "piano" contro Anna: l'unica maniera per far sì che l'amata sia sua moglie è ripudiare la moglie precedente, e afferma di aver trovato una maniera di sciogliere il legame matrimoniale con la Bolena. Giovanna, atterrita, non osa sapere o chiedere di più (Ah, qual sia cercar non oso).

Parco nel castello di Windsor. È giorno

Nel parco del castello di Windsor, si incontrano dopo tanto tempo Percy e Rochefort, fratello di Anna. Rochefort si rallegra per il ritorno di Percy, mandato in esilio da Enrico subito dopo le nozze di Anna, anche se l'amico si duole per il ritorno in Inghilterra, poiché è vicino all'amata Anna, il cui amore ha perduto (Da quel dì che lei perduta).

Entrano il re e la regina per la caccia. Enrico saluta Percy e gli comunica che il suo esilio è stato revocato su insistenza di Anna: durante un breve dialogo tra i due, la passione ritorna ad avvampare, ed Enrico (che ha ordinato, sadicamente, a Percy di baciare la mano della Regina, per ringraziarla) ordina al fido Hervey di sorvegliare la regina e Percy. Alla fine, il re parte per la caccia, e Anna si ritira nelle sue stanze.

Gabinetto nel castello, che mette all'interno delle stanza di Anna

Il paggio Smeton si aggira nell'appartamento della regina. Segretamente innamorato di lei, ne custodisce un'immagine (Ah, parea che per incanto). In quel momento ode dei rumori, e Smeton si nasconde all'arrivo di Anna seguita dal fratello. Rochefort convince la sorella a concedere almeno un incontro a Percy, e lei, malvolentieri, acconsente. Percy continua a rimarcare il suo amore mai sopito, ma Anna non può ricambiarlo, essendo regina e temendo per la loro reputazione (duetto: S'ei t'abborre io t'amo ancora). Al diniego di Anna, Percy estrae la spada per uccidersi, quando interviene Smeton per difendere la regina, scambiando il tentato suicidio per un attentato alla vita della Regina. Anna sviene, e il rumore della lotta richiama i cortigiani e il re. Il re, soddisfatto per il successo del suo piano, accusa pubblicamente Anna di adulterio. Nel tentativo di difenderla, Smeton lascia cadere l'immagine di Anna, che viene considerata come prova evidente del tradimento. Anna, Percy e Smeton vengono arrestati, mentre tutto il coro lamenta le disgrazie che affliggono il regno d'Inghilterra (Ah, segnata è la mia sorte).

Il soprano Giuditta Pasta, prima interprete del ruolo di Anna nell'opera omonima di Gaetano Donizetti.

Atto II[modifica | modifica wikitesto]

Gabinetto che mette nella stanza dov'è custodita Anna. Guardie alla porta

Le dame compiangono la regina (Oh, dove mai ne andarono), e vengono convocate da Hervey al Consiglio dei Pari. Rimasta sola, Anna prega, e riconosce, nella sua rovina, le stesse pene che ha fatto subire un tempo a Caterina d'Aragona, di cui era dama di compagnia e amica: lo stesso rapporto instaurato tra Anna e Giovanna. Proprio Giovanna si presenta alla Regina, con una supplica: il confessarsi colpevole di tradimento la farebbe divorziare da Enrico, senza la minaccia della condanna a morte. Anna rifiuta l'infamante proposta, e maledice Enrico con la sua nuova amante (Sul suo capo aggravi un Dio), ma il pianto di Giovanna le svela la verità: la sua ancella confessa la relazione, e chiede il perdono della Regina. Anna, dapprima sconvolta, la perdona, commiserando la sua futura sorte da Regina (Va', infelice, e teco reca).

Vestibolo che mette nella sala ov'è adunato il consiglio. Gli ingressi sono chiusi e le porte custodite da guardie

Percy ed Anna stanno per essere condotti davanti al tribunale (coro: Ebben? Dinnanzi ai giudici). Hervey comunica che il paggio Smeton, credendo di salvare la Regina, ha confessato, confermando la tesi dell'adulterio, condannando così Anna, e compiacendo i piani del Re.

Anna chiede ad Enrico di essere subito uccisa, e di non dover subire l'umiliazione del giudizio. Percy, allora, rivendica i diritti di Anna, affermando di essere stato suo marito, prima del matrimonio con il re. Allora Anna afferma di essersi pentita di aver scelto l'amore del re invece di quello di Percy. Il sovrano s'infuria, e affretta al tribunale la coppia (terzetto: Ambo morrete, o perfidi).

Enrico rimugina sulle affermazioni dei due, e pensa di includere nella vendetta la bambina avuta da Anna (la piccola Elisabetta I). Riappare Giovanna, che afferma di voler lasciare la corte per espiare altrove i suoi peccati contro di Anna: Enrico, furente, si sente ancora più avvampare dalla rabbia contro l'odiata ex moglie, che è riuscita a spegnere l'amore di Giovanna. Ma la nuova Regina afferma di amarlo ancora, e per l'amore che li lega lo supplica di non condannare Anna (Per questa fiamma indomita): in quel momento Hervey rientra, e annuncia la condanna a morte di Anna, Percy, Smeton e Rochefort appena emessa dai Pari. Il coro e Giovanna implorano Enrico di cedere alla clemenza, ma il sovrano rifiuta (Ah, pensate che rivolti).

Prigioni nella torre di Londra. Il fondo e le porte sono occupate da soldati

Percy e Rochefort sono condannati. Percy rimane indignato per la condanna di Rochefort, ma lui si autoaccusa di aver consigliato la sorella di cedere alle insistenze del Re. Entra Hervey che comunica la grazia impartita loro dal Re. I due rifiutano dato che Anna non è stata graziata, anche se Percy supplica Rochefort di salvarsi (Vivi tu te ne scongiuro): ma l'amico non cede, e i due uomini vengono condotti in carcere, forti delle loro convinzioni.

Le damigelle compiangono il destino di Anna, che, dopo la sentenza, è impazzita (Chi può vederla a ciglio asciutto?). Compare Anna vestita di stracci, e vaneggia, in preda a visioni: vede le nozze col re, e l'amato Percy (Al dolce guidami castel natìo).

Entrano Percy, Rochefort e Smeton, pronti per il supplizio. Il paggio cerca di farsi perdonare dalla regina per ciò che ha fatto. Anna non lo ascolta: è di nuovo in preda alle visioni (Cielo, a miei lunghi spasimi). Suonano le campane e rimbombano i cannoni che festeggiano le nozze. Il suono risveglia Anna, che, invece di maledire la coppia regale (Coppia iniqua, l'estrema vendetta), la perdona, e, sfinita, muore. Smeton, Percy e Rochefort vengono condotti al supplizio.

Struttura dell'opera[modifica | modifica wikitesto]

  • Sinfonia

Atto 1[modifica | modifica wikitesto]

  • 1 Introduzione: Né venne il Re? (Coro)
  • 2 Sortita: Ella di me sollecita (Giovanna)
  • 3 Scena e Romanza - Cavatina: Deh non voler costringere (Smeton) - Come, innocente giovane (Anna, Coro)
  • 4 Scena e Duetto: Tutta in voi la luce mia (Enrico, Giovanna)
  • 5 Scena e Cavatina: Da quel dì che, lei perduta (Percy, Coro)
  • 6 Scena e Quintetto: Io sentii sulla mia mano (Anna, Enrico, Hervey, Percy, Rochefort, Coro)
  • 7 Scena e Cavatina :Ah, parea che per incanto (Smeton)
  • 8 Scena e Duetto: S'ei t'abborre, io t'amo ancora (Percy, Anna)
  • 9 Finale Primo: Tace ognuno, è ognun tremante (Enrico, Smeton, Percy, Anna, Rocherfort, Giovanna, Coro)

Atto 2[modifica | modifica wikitesto]

  • 10 Introduzione: Oh, dove mai ne andarono (Coro)
  • 11 Scena e Duetto: Sul suo capo aggravi un Dio (Anna, Giovanna)
  • 12 Coro, scena e Terzetto: Ebben? Dinanzi ai giudici - Ambo morrete, o perfidi (Enrico, Anna, Percy)
  • 13 Scena ed Aria: Per questa fiamma indomita (Giovanna, Coro)
  • 14 Recitativo, scena ed Aria: Vivi tu, te ne scongiuro (Percy)
  • 15 Coro Chi può vederla a ciglio asciutto
  • 16 Scena della pazzia e Finale Secondo: Piangete voi? - Al dolce guidami (Anna) - Coppia iniqua

Discografia (parziale)[modifica | modifica wikitesto]

Anno Cast (Anna, Giovanna, Enrico, Percy, Smeton) Direttore Etichetta
1957 Maria Callas, Giulietta Simionato, Nicola Rossi-Lemeni, Gianni Raimondi, Gabriella Carturan Gianandrea Gavazzeni EMI
1958 Leyla Gencer, Giulietta Simionato, Plinio Clabassi, Aldo Bertocci, Anna Maria Rota Gianandrea Gavazzeni Melodram
1969 Elena Suliotis, Marilyn Horne, Nicolai Ghiaurov, John Alexander, Janet Coster Silvio Varviso Decca
1972 Beverly Sills, Shirley Verrett, Paul Plishka, Stuart Burrows, Patricia Kern Julius Rudel Westminster Records
1987 Joan Sutherland, Susanne Mentzer, Samuel Ramey, Jerry Hadley, Bernadette Manca di Nissa Richard Bonynge Decca
1994 Edita Gruberova, Delores Ziegler, Stefano Palatchi, José Bros, Helene Schneiderman Elio Boncompagni Nightingale Classic

Videografia (parziale)[modifica | modifica wikitesto]

Anno Cast (Anna, Giovanna, Enrico, Percy, Smeton) Direttore
1984 Joan Sutherland, Judith Forst, James Morris, Michael Mayers, Janet Stubbs Richard Bonynge
1986 Katia Ricciarelli, Stefania Toczyska, Evgenj Nesterenko, Francisco Araiza, Elena Zilio Giuseppe Patanè
2000 Dimitra Theodossiou, Daniela Barcellona, Andrea Papi, Raul Giménez, Maria Luce Menichetti Evelino Pidò
2005 Dimitra Theodossiou, Sofia Solovyi, Riccardo Zanellato, Gian Luca Pasolini, Josè Maria Lo Monaco Fabrizio Maria Carminati
2007 Mariella Devia, Laura Polverelli, Michele Pertusi, Francesco Meli, Elena Belfiore Lu Jia
2011 Anna Netrebko, Elīna Garanča, Ildebrando D'Arcangelo, Francesco Meli, Elisabeth Kulman Evelino Pidò

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • William Ashbrook, Donizetti. Le opere, prima edizione in lingua inglese: Donizetti and his Operas, Cambridge University Press, 1982, trad. it. di Luigi Della Croce, EDT, Torino 1987, pp. 95–98, 302-303. - ISBN 88-7063-047-1
  • Philip Gossett, "Anna Bolena" and the artistic maturity of Gaetano Donizetti, New York: The Clarendon Press, Oxford University Press, 1985.

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