Roberto Devereux

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Roberto Devereux ossia il conte di Essex
Elizabeth I George Gower.jpg
Elisabetta I d'Inghilterra
Lingua originale italiano
Genere tragedia lirica
Musica Gaetano Donizetti
Libretto Salvadore Cammarano
Libretto on line
Atti tre
Epoca di composizione 1837
Prima rappr. 29 ottobre 1837
Teatro Napoli, Teatro San Carlo
Personaggi
  • Elisabetta, regina d'Inghilterra (soprano)
  • Il duca di Nottingham (baritono)
  • Sara, duchessa di Nottingham (mezzosoprano)
  • Roberto Devereux, conte di Essex (tenore)
  • Lord Cecil (tenore)
  • Sir Gualtiero Raleigh (basso)
  • Un paggio (contralto)
  • Un familiare di Nottingham (basso)
  • Dame della corte reale, Lords del Parlamento, cavalieri e armigeri (coro)

Roberto Devereux è un'opera in tre atti di Gaetano Donizetti su libretto di Salvadore Cammarano, tratto dalla tragedia di Jacques-François Ancelot Elisabeth d'Angleterre.

Con Anna Bolena e Maria Stuarda, fa parte del cosiddetto "Ciclo delle regine Tudor" di Donizetti.

Nel ruolo di Elisabetta si cimentarono cantanti come Montserrat Caballé, Leyla Gencer, Beverly Sills e Edita Gruberova

Debutto[modifica | modifica sorgente]

Donizetti tardò la composizione dell'opera a causa della morte della moglie e del terzo figlio. L'opera, che doveva debuttare a settembre, fu sottoposta a censura e il debutto al San Carlo fu rinviato di un mese. Finalmente l'opera andò in scena il 29 ottobre 1837, ottenendo un grande successo, tale da farla rimanere tuttora nel repertorio donizettiano.

Cast della prima assoluta[modifica | modifica sorgente]

Personaggio Interprete[1]
Elisabetta I Giuseppina Ronzi de Begnis
Duca di Nottingham Paul Barroilhet
Sara, duchessa di Nottingham Almerinda Granchi
Roberto Devereux, conte di Essex Giovanni Basadonna
Lord Cecil Timoleone Barattini
Sir Gualtiero Raleigh Anafesto Rossi
Un servo Giuseppe Benedetti

Trama[modifica | modifica sorgente]

Atto I[modifica | modifica sorgente]

Sala terrena nel palagio di Westminster
Le dame osservano Sara, sola in un angolo a piangere mentre legge un libro (Geme! Pallor funereo le sta dipinto in volto). Le amiche distolgono l'amica dai suoi pensieri, che afferma di essere commossa dalla storia che sta leggendo, mentendo. Ella infatti pensa all'amato Roberto (All'afflito è dolce il pianto). Entra la Regina, che si rivolge con fare amichevole a Sara, e acconsente ad ascoltare il marito di lei, il Duca di Nottingham, e la sua difesa a favore di Devereux. Elisabetta teme che questo la tradisca (L'amor suo mi fè beata), ma Sara la rassicura.
Entrano Lord Cecil e Gualtiero, che riferiscono il responso del Parlamento: Devereux è condannato per tradimento durante la guerra. Elisabetta dice che rifletterà sulla condanna, se approvarla o meno, e in quel momento arriva Roberto, che si difende davanti alla regina delle accuse subite. Elisabetta gli ricorda i bei giorni vissuti da innamorati (Un tenero core mi rese felice) e chiede a Roberto se ama una qualche fanciulla. Roberto dice di no, ed Elisabetta parte sospettosa.
Entra Nottingham che abbraccia l'amico, promettendogli che lo difenderà fino alla morte (Forse in quel cor sensibile) e viene chiamato dal tribunale.
Appartamenti della duchessa nel palazzo di Nottingham
Sara attende Roberto, ed egli giunge, accusandola di tradimento. Lei risponde che, dopo essere partito dalla guerra, la regina l'aveva data in sposa al Duca. Roberto allora le giura eterno amore, dandole l'anello che prima Elisabetta gli aveva donato e parte (Questo addio fatale, estremo).

Atto II[modifica | modifica sorgente]

Magnifica galleria nella reggia
I lord e le dame attendono il responso del Parlamento (L'ore trascorrono). Elisabetta entra ed apprende da Cecil la decisione: morte. Entra Gualtiero che ritorna dalla casa di Devereux, che gli spiega che dopo essere tornato fu arrestato, e questi cercò di nascondere una sciarpa che aveva al collo (che Sara gli aveva donato in passato). Elisabetta prende la sciarpa, furente, certa del tradimento di Roberto.
Entra Nottingham, e viene informato dalla Regina del responso del Parlamento. Dapprima rimane turbato, ma quando Elisabetta mostra al Duca la sciarpa, capisce che egli è l'amante della moglie, e la rabbia si fa strada in lui. Roberto viene condannato a morte (Và, la morte sul capo ti pende).

Atto III[modifica | modifica sorgente]

Sala terrena nel palazzo di Nottingham
Sara attende il ritorno del consorte, e un parente del Duca le reca una lettera. È da parte di Roberto e le comunica di essere stato condannato a morte, e che può essere salvato solo se porterà l'anello alla regina. Sara fa per partire ma viene raggiunta dal Duca, che l'accusa di infedeltà (Io per l'amico in petto), legge la lettera, e ordina alle guardie di custodirla, affinché raggiunga il palazzo solo a condanna eseguita.
Orrido carcere nella torre di Londra
Roberto attende il suo destino: arriverà Sara con l'anello in tempo per salvarlo (Ed ancor la tremenda porta)? Le sue speranze sono distrutte dalle guardie che lo conducono al patibolo.
Gabinetto della regina
Elisabetta ha mandato Gualtiero al palazzo di Sara affinché la rimandi lì, dato che, impaurita dagli eventi, vuole la sua compagnia. Poi si rivolge all'amato Roberto, augurando che si salvi, anche se dovesse vivere nelle braccia dell'ignota amante (Vivi ingrato a lei d'accanto).
Giunge Cecil che la informa: Roberto sta andando al patibolo, ed Elisabetta chiede se egli avesse chiesto l'anello da dare alla regina, ma Cecil risponde di no. Gualtiero introduce Sara, pallida e sfinita, che da l'anello ad Elisabetta. Finalmente la regina capisce chi è l'amante di Roberto, ma Sara la supplica di salvare la vita al conte. È inutile: un suono funebre fa tremare i presenti, e Nottingham al colmo della gioia entra gridando che Roberto è morto. Elisabetta, sconvolta e furente, accusa Sara di tutto, ma il Duca si assume tutte le responsabilità. La regina condanna a morte i due coniugi, ed, ossessionata dalle visioni del fantasma dell'amato, abdica a favore di Giacomo I (Quel sangue versato).

Brani famosi[modifica | modifica sorgente]

  • L'amor suo mi fè beata, Elisabetta (Atto I)
  • Và, la morte Elisabetta, Roberto e Nottingham (Atto II)
  • Ed ancor la tremenda porta... A te dirò, negli ultimi singhiozzi Roberto (Atto III)
  • E Sara in questi orribili momenti... Vivi, ingrato Elisabetta (Atto III)

Registrazioni discografiche[modifica | modifica sorgente]

Anno Cast (Elisabetta, Roberto, Nottingham, Sara) Direttore
1964 Leyla Gencer, Ruggero Bondino, Piero Cappuccilli, Anna Maria Rota Mario Rossi
1969 Beverly Sills, Robert Ilosfalvy, Peter Glossop, Beverly Wolff Charles Mackerras
1970 Beverly Sills, Placido Domingo, Louis Quilico, Susanne Marsee Julius Rudel
1972 Montserrat Caballé, Gianni Raimondi, Mario D'Anna, Laura Londi Bruno Bartoletti
1994 Edita Gruberova, Don Bernardini, Ettore Kim, Delores Ziegler Friderich Haider
2002 Nelly Miricioiu, José Bros, Roberto Frontali, Sonia Ganassi Maurizio Benini

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ashbrook, Le opere, p. 319

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • William Ashbrook, Donizetti. Le opere, prima edizione in lingua inglese: Donizetti and his Operas, Cambridge University Press, 1982, trad. it. di Luigi Della Croce, EDT, Torino 1987, pp. 167–174, 319-320 - ISBN 88-7063-047-1
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