Olivo e Pasquale

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Olivo e Pasquale
Lingua originale italiano
Genere opera buffa
Musica Gaetano Donizetti
Libretto Jacopo Ferretti
Fonti letterarie Olivo e Pasquale, commedia di Antonio Simone Sografi (1794)
Atti 2
Epoca di composizione settembre-dicembre 1826
Prima rappr. 7 gennaio 1827
Teatro Roma, Teatro Valle
Versioni successive
Personaggi
  • Olivo (baritono) e
  • Pasquale (basso), fratelli
  • Isabella, figlia di Olivo (soprano)
  • Camillo, apprendista mercante (contralto o tenore)
  • Matilde, cameriera di Isabella (mezzosoprano)
  • Monsieur Le Bross, mercante di Cadice (tenore)
  • Columella, povero gentiluomo, viaggiatore (basso buffo)
  • Diego, domestico al servizio dei due fratelli (baritono)

Olivo e Pasquale è un'opera buffa in due atti, composta da Gaetano Donizetti su libretto di Jacopo Ferretti, rappresentata per la prima volta il 7 gennaio 1827 al Teatro Valle di Roma.

Composizione e ricezione[modifica | modifica sorgente]

Dopo aver trascorso a Napoli un periodo intensissimo, segnato dalla ripresa di Alahor in Granata e dalla composizione di Elvida e di Gabriella di Vergy, Donizetti partì il 31 agosto 1826 alla volta di Roma, dove firmò un contratto con l'impresario teatrale Aniceto Pistoni per la composizione di un'opera buffa destinata al Teatro Valle durante la seguente stagione di carnevale. Donizetti si mise al lavoro e, il 30 settembre, scriveva a Simon Mayr di aver interamente abbozzato (vale a dire senza orchestrazione) il primo atto e metà del secondo[1].

La nuova opera andò in scena il 7 gennaio 1827: venne accolta piuttosto freddamente a causa dell'incompetenza della primadonna, Emilia Bonini, e anche per il fatto che, visto lo scarso livello del cast messo a disposizione del compositore dal Teatro Valle, Donizetti era stato costretto ad affidare il ruolo del giovane innamorato Camillo a un musico, vale a dire un contralto donna en travesti, cosa che risultava abbastanza fuori moda nell'opera comica[2]. Anche il mediocre libretto di Jacopo Ferretti, costruito a partire dalla commedia omonima di Antonio Simone Sografi (Venezia, 1794), in cui venne inserito un episodio tratto da un'altra opera dello stesso autore, fu in parte responsabile. Ciò nonostante, il lavoro riscosse un discreto successo se non altro di stima, perché rimase in cartellone fino al 5 febbraio.

Quando, nel corso del medesimo anno, Donizetti modificò la partitura dell'opera per la ripresa a Napoli nel Teatro Nuovo, di cui nel frattempo era divenuto direttore musicale, traspose il ruolo di Camillo per tenore.

In ogni caso, Olivo e Pasquale ottenne un certo successo: venne rappresentato con una certa frequenza fino al 1869 in numerosi teatri italiani, in Inghilterra (Londra, 1832), Spagna (Barcellona, 1833), Francia (Bastia, 1833; Nizza, 1839), Portogallo (Lisbona, 1836), Germania (Berlino, 1845), Austria (Vienna, 1836 in lingua tedesca, 1847 in italiano). La prima ripresa dell'opera nel XX secolo ebbe luogo nel 1980 a Barga sotto la direzione di Bruno Rigacci.

Ruoli[modifica | modifica sorgente]

Ruolo Interpreti della prima del 7 gennaio 1827
Roma, Teatro Valle
Interpreti della ripresa del 1 settembre 1827
Napoli, Teatro Nuovo
(Versione riveduta nel 1827)
Olivo Domenico Cosselli
baritono
Vincenzo Galli
baritono
Pasquale Giuseppe Frezzolini
basso
Gennaro Luzio
basso
Isabella, figlia di Olivo Emilia Bonini
soprano
Annetta Fischer
soprano
Camillo, apprendista mercante Anna Scudellari-Cosselli
contralto
Francesco Regoli
tenore
Matilde, cameriera di Isabella Agnese Loyselet
mezzosoprano
Francesca Checcherini
mezzosoprano
Monsieur Le Bross, mercante di Cadice Giovanni Battista Verger
tenore
Sig. Manzi
tenore
Columella, povero gentiluomo, viaggiatore Luigi Garofolo
basso buffo
Sig. de Nicola
basso buffo
Diego, domestico al servizio dei due fratelli Stanislao Pro
baritono
Giuseppe Papi
baritono
Domestici, giovani negozianti, marinai.

Trama[modifica | modifica sorgente]

L'azione si svolge a Lisbona.

Olivo e Pasquale sono due fratelli, tutti e due negozianti di Lisbona: il primo è sanguigno e brutale, il secondo dolce e timido. La figlia di Olivo, Isabella, ama un giovane apprendista, Camillo, ma suo padre vuole che ella sposi un ricco mercante di Cadice, Le Bross. Isabella confessa a Le Bross di amare un altro e, quando egli le chiede di dirgli il nome di costui, ella dapprima non osa dire la verità e finge che si tratti di Columella, un vecchio vanitoso e ridicolo, poi rivela che è Camillo. Olivo, saputo che la figlia osa opporsi alla sua volontà, si infuria e Le Bross, colpito dalla sua reazione spropositata, diventa allora l'alleato di Isabella e promette di aiutarla a sposare Camillo. Gli amanti minacciano di suicidarsi alle cinque in punto se Olivo non acconsentirà alle loro nozze, ma l'uomo non ci crede e non cede al ricatto. Alle cinque, però, risuonano dei colpi di arma da fuoco: Pasquale sviene e Olivo dichiara che preferirebbe Isabella sposa di Camillo piuttosto che morta. Per fortuna, la minaccia del suicidio non era vera e i due compaiono alla porta, Olivo li abbraccia e benedice la loro unione.

Analisi[modifica | modifica sorgente]

«I numeri da ricordare di Olivo e Pasquale sono il quartetto per voci maschili (tenore, baritono e due bassi) che precede il primo cambiamento di scena nel primo atto, e il duetto fra Isabella e l'indulgente Le Bross (più o meno il dottor Malatesta dell'intreccio), "Isabella, voi scherzate?", nel secondo. Nel quartetto, Le Bross, facoltoso commerciante di Cadice, presenta se stesso, mentre il burbero Olivo, padre di Isabella, e il suo mite fratello Pasquale si vantano della istruzione gelosamente sorvegliata della ragazza e l'intrigante Columella aggiunge i suoi commenti; la musica, ispirata dai tipi opposti di carattere, è accortamente organizzata e l'interazione delle linee sovrapposte suscita una genuina ilarità. Nel duetto del secondo atto, Isabella confessa a Le Bross di amare Camillo e riesce ad ottenere che questi l'aiuti a persuadere il padre e lo zio della sincerità dei suoi sentimenti. La situazione contiene quegli elementi patetici che potevano indurre Donizetti a comporre una musica intrisa di autentica commozione» (William Ashbrook[3]).

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ashbrook, La vita, p. 36.
  2. ^ Ashbrook, Le opere, pp. 79-80. A quell'epoca, il ricorso a ruoli travestiti nell'opera seria era già in declino; cessò del tutto all'incirca una decina di anni dopo.
  3. ^ Ashbrook, Le opere, p. 80.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • William Ashbrook, Donizetti. La vita, EDT, 1986.
  • Id., Donizetti. Le opere, EDT, 1987.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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