Antonio Tamburini

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Antonio Tamburini

Antonio Tamburini (Faenza, 28 marzo 1800Nizza, 8 novembre 1876) è stato un basso-baritono italiano.

Studiò dapprima corno con il padre, maestro di banda, e poi canto con Aldobrando Rossi e Bonifazio Asioli. Debuttò come cantante all'età di 18 anni in La contessa di colle erbose di Pietro Generali.

Attivo soprattutto a Parigi e a Londra, fu un basso cantante (oggi le sue parti sono eseguite da baritoni) tra i più apprezzati del suo tempo. Era dotato di un fraseggio nobile e di una voce morbida, duttile e di notevole agilità. Fu rinomato anche per l'avvenenza e la presenza scenica, che gli consentì di avere successo anche nel repertorio buffo.

Il 16 gennaio 1828, due mesi e mezzo dopo la prima scaligera del Pirata (27 ottobre 1827), nella quale Tamburini aveva interpretato il ruolo di Ernesto, il cronista del giornale "I Teatri" scrisse:

« La voce di Tamburini è di basso baritono; essere melodiosa ed omogenea ne è il primo pregio; forte abbastanza per proporzionarsi ai due più vasti teatri che si conoscano, la Scala di Milano e S. Carlo di Napoli; il metodo del suo canto appartiene alla vera Scuola italiana, e spicca soprattutto nel genere affettuoso; l'estensione è qual si conviene ad un basso baritono; niuna fatica si scorge nella esecuzione, ed è facile il suo trascorrere in giù e in su per le scale della musica. Ne sono notabili l'agilità, la forza, la precisione delle note, la perfetta intonazione, l'intelligenza, e la nobiltà nell'atteggiarsi. Nel canto d'affetto piace assai più che in quello di slancio.[1] »

La sua voce è spesso associata al nome di Vincenzo Bellini: fece parte del cosiddetto "quartetto dei Puritani" - insieme al tenore Giovanni Battista Rubini, al soprano Giulia Grisi e al basso Luigi Lablache - che si riunì nuovamente, con Giovanni Mario al posto di Rubini, in occasione della prima del Don Pasquale di Gaetano Donizetti.

Sposò il contralto Marietta Gioja Tamburini, che cantò spesso al suo fianco.

Ruoli scritti per Antonio Tamburini[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "I Teatri", Milano, 16 gennaio 1828, p. 657.

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