Avanti!

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Avanti!
Paese Italia
Lingua italiano
Periodicità quotidiano
Genere Quotidiano politico
Fondazione 1896

Avanti! è il quotidiano del Partito Socialista Italiano (PSI). Il nome del giornale fu ispirato dall'omonimo periodico della socialdemocrazia tedesca. Il primo numero uscì a Roma il 25 dicembre 1896. Fu diretto inizialmente da Leonida Bissolati. Nel 2008 dopo la rinascita del Partito Socialista il giornale ritorna sulle sue posizioni storiche.

Indice

[modifica] Storia

[modifica] L'Avanti!, storico organo del PSI

In realtà erano già stati pubblicati diversi giornali socialisti con il nome "Avanti!", tra cui uno fondato nel maggio del 1896 dal filosofo Antonio Labriola[1].

Nel 1911 la sede del giornale venne trasferita a Milano. L'Avanti! sostenne una forte campagna per la neutralità assoluta da tenere nei confronti della prima guerra mondiale. Dopo aver sostenuto questa posizione, il quotidiano si schierò a favore dell'intervento sotto la spinta del suo direttore Benito Mussolini. Per questo Mussolini chiese alla direzione nazionale del partito di approvare la sua linea oppure avrebbe presentato le sue dimissioni. Si dimise dall'incarico il giorno seguente ed in seguito espulso dal PSI. Dopo la guerra fra i direttori ci fu Giacinto Menotti Serrati.

Il 15 aprile 1919, a Milano, squadre di nazionalisti, allievi ufficiali e arditi incendiarono la sede del quotidiano ed il governo di Benito Mussolini ne sospese le pubblicazioni nel 1926, ma l'Avanti! venne pubblicato in esilio come settimanale a Parigi e a Zurigo.

Il quotidiano ricomparve in Italia nel 1943, ma nel secondo dopoguerra ridusse la tiratura e non tornò ad essere il quotidiano influente che era tra le due guerre. L'Avanti! riacquistò però una certa notorietà soprattutto tra gli addetti ai lavori negli anni Ottanta grazie ai corsivi del segretario del partito Bettino Craxi, che firmava editoriali di analisi politica con lo pseudonimo di Ghino di Tacco.

Nel 1992 inizia la crisi che porterà il partito al tracollo. Nel agosto dello stesso anno, il quotidiano praticamente diretto e condizionato da Bettino Craxi sferra degli attacchi all'operato dei magistrati di Mani Pulite mettendo a repentaglio la neutralità del partito. Il direttore Roberto Villetti si dimette nel ottobre 1992 in protesta contro l'uso personale del giornale che ormai era diventato più che un quotidiano di partito un giornale politicamente influenzato dal suo editore ossia il segretario politico del Psi. Francesco Gozzano, collaboratore del direttore dimissionario prende la redine del giornale.

Se il 1992 fu un anno difficile per L'Avanti, il 1993 si dimostrerà catastrofico. Già dal marzo 1993, Gozzano troverà molto difficile pagare gli stipendi ai dipendenti. La tiratura che negli anni d'oro ammontava a più di 200.000 copie scende a pochi migliaia di copie. Lo spreco degli anni 80, e la abnorme modernizzazione voluta fortemente da Craxi porta al quotidiano un accumulo di debiti per circa 30-40 miliardi.

Nel Marzo 1993 vengono per mancanza di fondi sospesi gli stipendi. Ottaviano Del Turco, nuovo segretario del PSI dal febbraio 1993 invano cerca di mediare una soluzione e fare in modo che non venga chiuso il giornale. Nel ottobre 1993, vengono pignorati scrivanie e macchine da scrivere per affrontare un pagamento di 105 milioni. Il quotidiano ormai in crisi perenne e fortemente legato a un Partito Socialista ormai sinonimo di corruzione e mal-governo, chiude nel agosto 1993 . La casa editrice, la Nuova Editrice Avanti! viene messa in liquidazione del gennaio del 1994 da Michele Zoppo.

[modifica] I direttori

[modifica] I collaboratori

[modifica] Gli eredi dell'Avanti!

Nel dicembre 1996, il quotidiano rinasce con il nome L'Avanti!. Proprietaria ed editrice è la cooperativa giornalistica International press di Valter Lavitola. Il primo direttore è stato Sergio De Gregorio. Per difficoltà economiche chiude poco dopo.

Il 16 gennaio 2003 riprende le pubblicazioni sotto la direzione di Lavitola e come foglio (4 pagine) «liberalsocialista» degli ex Psi di Forza Italia, come Fabrizio Cicchitto (che lo ha fortemente voluto), Paolo Guzzanti, Renato Brunetta, Gianni Baget Bozzo.[2][3][4][5] L'editore-direttore era però vicino al Nuovo Psi di Gianni De Michelis.

Dall'8 marzo 2006 è divenuto un «quotidiano socialista»[6]. Il direttore responsabile è Valter Lavitola.[7]

Nel 1998 nasce l'Avanti! della domenica come organo dei Socialisti Democratici Italiani e diretto da Carlo Correr. [8] . Ha, poi, smesso le pubblicazioni.

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Note

  1. ^ cfr. Matteo Miele, Il primo Avanti! fu di Cassino, Avanti! della domenica, 15 settembre 2002
  2. ^ Prima pagina de L'Avanti! del 16 gennaio 2003
  3. ^ Queste sono le ragioni della nuova avventura
  4. ^ L'«Avanti!» bis debutta ad Hammamet
  5. ^ I figli dell'«Avanti!» in edicola sono tre
  6. ^ Prima pagina de L'Avanti! dell'8 marzo 2006
  7. ^ Home Page Avanti!
  8. ^ Home page Avanti! della Domenica
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