Tony Pérez

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Tony Pérez
Tony Perez All Star Parade 2008.jpg
Pérez nel 2008
Nazionalità Cuba Cuba
Baseball Baseball pictogram.svg
Ruolo Prima base, terza base, manager
Ritirato 1986 (giocatore)
2001 (allenatore)
Hall of fame National Baseball Hall of Fame (2000)
Carriera
Squadre di club
1964-1976Cincinnati Reds
1977-1979Montreal Expos
1980-1982Boston Red Sox
1983Philadelphia Phillies
1984-1986Cincinnati Reds
Carriera da allenatore
1993Cincinnati Reds
2001Florida Marlins
Statistiche
Batte destro
Lancia destro
Media battuta ,279
Valide 2 732
Punti battuti a casa 1 652
Fuoricampo 379
Palmarès
World Series 3
All-Star 7
Per maggiori dettagli vedi qui
Statistiche aggiornate al 18 giugno 2019

Atanacio "Tony" Pérez Rigal (Ciego de Ávila, 14 maggio 1942) è un ex giocatore di baseball e allenatore di baseball cubano che ha giocato nel ruolo di prima e terza base nella Major League Baseball (MLB). È stato introdotto nella National Baseball Hall of Fame nel 2000 per i suoi meriti come giocatore[1].

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Dopo avere giocato come prima base nella prima parte della carriera (1964–66) con i Cincinnati Reds, Pérez divenne stabilmente un All-Star come terza base dal 1967 al 1971. Dal 1972 in avanti tornò a giocare in prima base. Pérez fu uno dei migliori battitori di RBI della sua generazione, facendone registrare 100 o più in sette diverse stagioni. In un arco di 11 anni dal 1967 al 1977, Pérez batté almeno 90 RBI all'anno, con un massimo di 129 nel 1970. I suoi 954 battuti negli anni settanta furono il secondo massimo della MLB, dietro solo al compagno Johnny Bench.

A partire dal 1970, i Reds della cosiddetta Big Red Machine raggiunsero le World Series per quattro volte in sette anni, vincendo due titoli consecutivi nel 1975 e 1976, con Pérez in prima base. Dopo la vittoria delle World Series 1976 fu scambiato con i Montreal Expos con Will McEnaney per Woodie Fryman e Dale Murray.[2] Dopo questa scambio, la "Big Red Machine", considerata una delle migliori formazioni di tutti i tempi, collassò, non raggiungendo più le finali e tornando ai playoff solo una volta nel 1979. Sparky Anderson, manager dei Reds durante gli anni settanta, affermò in molte interviste che Pérez era il leader e l'anima di quella squadra.

Dopo tre stagioni a Montreal (in cui batté 46 fuoricampo, 242 RBI ed ebbe una media battuta di .281), nel 1980 Pérez firmò come free agent con i Boston Red Sox. Nella prima stagione con la nuova squadra si classificò tra i primi dieci dell'American League in home run (25), RBI (105) e basi su ball intenzionali (11).

Per la stagione 1983, Pérez si riunì con i compagni della "Big Red Machine" Pete Rose e Joe Morgan ai Philadelphia Phillies. Ancora un battitore temuto a causa della sua reputazione, Pérez fu una riserva dei Phillies che quell'anno parteciparono alle World Series. A fine anno tornò ai Cincinnati Reds come free agent, dove rimase fino al ritiro nel 1986.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Cincinnati Reds: 1975, 1976, 1990 (come assistente allenatore)

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

1967–1970, 1974–1976

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Hall of Fame induction colored Red, Reds.enquirer.com, 23 luglio 2000. URL consultato il 18 giugno 2019 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  2. ^ (EN) Tony Perez Statistics and History, Baseball-Reference.com. URL consultato il 18 giugno 2019.

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