Davide Campari-Milano

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Davide Campari-Milano N.V.
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StatoPaesi Bassi Paesi Bassi
Altri statiItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Borse valoriBorsa Italiana: CPR
ISINNL0015435975
Fondazione1860 a Milano
Fondata daDavide Campari
Sede principaleAmsterdam
Persone chiave
SettoreIndustria alimentare (bevande e liquori)
ProdottiAperol, Campari, Campari Soda, Crodino, Cynar, Amaro Averna, Grand Marnier, Glen Grant e altri
Fatturato1,711 miliardi di [1] (2019)
Utile netto296 milioni di €[1] (2019)
Dipendenti4 020 (2017)
Slogan«Red Passion»
NoteCompasso d'Oro Premio Compasso d'oro nel 1991
Sito webwww.camparigroup.com

Davide Campari-Milano N.V. è una società di diritto olandese, che opera nel settore alimentare ed è attiva oltre che nella produzione delle bevande analcoliche, anche nel settore delle bevande alcoliche dove è tra i leader mondiali.[2][3] Il prodotto di punta della società è lo storico Campari.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

La società viene fondata da Gaspare Campari che, nel 1860, avviò a Milano una distilleria, a cui seguirà poi l'apertura del Caffè Camparino, nella Galleria Vittorio Emanuele II. Alla morte del fondatore, la gestione dell'azienda, già allora nota per il suo Bitter,[4] passa a uno dei suoi cinque figli, Davide Campari, che nel 1896 cambia la denominazione in Gaspare Campari - Fratelli Campari Successori.

Sarà proprio Davide a dare un decisivo impulso alla società, sia sul piano dello sviluppo industriale, con l'apertura nel 1904 degli stabilimenti di Sesto San Giovanni, sia concentrando la produzione su due prodotti, il Bitter e il Cordial.[5] Nel 1910 viene trasformata in Davide Campari & C.[6][7] Nel 1932 inizia la produzione del Campari Soda e fu decisa una efficace campagna pubblicitaria affidata ai manifesti di Fortunato Depero e di altri artisti dell'epoca.[5] L'artista futurista si era anche occupato della creazione dell'originale bottiglietta del Campari Soda, dalla forma conica a "calice rovesciato".[8]

Con la morte di Davide Campari e della sorella Eva, nel 1943, l'altro fratello Guido Campari e il nipote Antonio Migliavacca trasformano la società in Davide Campari - Milano S.p.A.[9] Gli anni settanta e ottanta vedono una continua espansione della società, con l'apertura e la crescita di unità commerciali o produttive sia in Italia che all'estero.[5]

Nel 1982, l'ultima erede della famiglia Campari, Angiola Maria Migliavacca, vende la Davide Campari - Milano a Erinno Rossi e Domenico Garavoglia che ne diventano proprietari.[10]

Gruppo Campari[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1994 Luca Garavoglia (classe 1969) è presidente della società, nonché numero uno della famiglia che controlla la maggioranza della Campari,[11] già annunciato consigliere per conto di Fiat nel 2012 di RCS MediaGroup,[12] soltanto dal marzo 2014 entra nel Cda in qualità di membro del Comitato per la remunerazione e le nomine.[13]

Dal 1995 l'azienda intraprende una politica di grande sviluppo societario attraverso circa 20 acquisizioni di altri operatori del settore,[14] tra cui:

  • le attività italiane di Koninklijke BolsWessanen NV, meglio nota come Bols, con i marchi Crodino, Cynar, Lemonsoda, Oransoda, Biancosarti, Crodo e della licenza per la produzione e commercializzazione per l'Italia dell'amaro Jägermeister: l'operazione ha richiesto un impegno di 350 miliardi di lire, ma ha fatto raggiungere al gruppo il 20% del mercato italiano degli alcolici e il 23% del settore aperitivi[15][16][17]
  • le attività della Barbero 1891 e i marchi Aperol, Aperol Soda, Mondoro, Barbieri e Serafino[18], tramite accordo da 150 milioni di euro[19]
  • una quota di minoranza di Skyy Spirits LLC poi interamente acquisita nel 2009 e ridenominata Campari America
  • la proprietà del marchio Zedda Piras, tramite l'acquisizione nel 2002 di Sella&Mosca; l'acquisizione della distilleria e del marchio Glen Grant nel 2006

A ciò si aggiungono la stipula di accordi di licensing o di distribuzione esclusiva di prodotti di proprietà di soggetti terzi, come ad esempio la distribuzione dei prodotti SKYY Spirits e la distribuzione del Te Lipton fino al 2006.[20]

Nel 2001 si quota alla Borsa di Milano. Nel 2005 viene aperto l'impianto di Novi Ligure. Con un impegno finanziario di 433 milioni di euro, nel 2009 acquista Wild Turkey, detentrice dei marchi Wild Turkey e American Honey: si tratta della più grande acquisizione mai fatta da Campari.[21] Con il 2012 arriva anche l'acquisizione di Lascelles, leader del rum in Giamaica.[22]

Nel 2014 Campari acquisisce il 100% di Fratelli Averna, storica azienda di Caltanissetta produttrice dell'omonimo amaro e titolare dei marchi Braulio e Frattina. Il controvalore dell'operazione è di 103,75 milioni di euro, composto da un prezzo di 98 milioni e da un debito finanziario netto di 5,75 milioni di euro.[23]

Nel 2016 Campari raggiunge un accordo con la famiglia che controlla Societé des Produits Marnier Lapostolle (Spml), titolare del marchio Grand Marnier, per rilevarne il 17,19% e lanciare un'Opa ad un prezzo unitario di 8,05 euro per azione sulle azioni sul mercato (in totale 684 milioni di euro). Nello stesso anno, in marzo, per 3 milioni cede ad una cordata di imprenditori locali il business Casoni Fabbricazione Liquori, una società modenese (produzione di liquori e attività di imbottigliamento per conto terzi con stabilimenti a Modena e in Slovacchia) che faceva parte del Gruppo Averna.[24] In dicembre vende il business dei vini fermi, cedendo Sella & Mosca e Teruzzi & Puthod srl a Terra Moretti Distribuzione per 62 milioni.[25] Sempre in dicembre cede per una trentina di milioni i vini Lapostolle in Cile.

Nell'ottobre 2017 la società vende per 80 milioni di euro Lemonsoda, Oransoda e il marchio Crodo (ma non il Crodino) ai danesi di Royal Unibrew, noti in Italia per il loro prodotto di punta, la birra Ceres.[26] Alla fine dell'anno il Gruppo Campari rileva per 52,5 milioni di euro il Cognac Bisquit dal gruppo australiano Distell.[27] Nel dicembre 2019 Gruppo Campari annuncia di aver trovato un accordo con Baron Philippe de Rothschild S.A. per rilevare per una cifra pari a circa 60 milioni di € il suo distributore sul mercato francese Philippe de Rothschild France Distribution (RFD);[28] l'acquisto viene perfezionato nel febbraio 2020 e la denominazione della società acquisita viene cambiata in Campari France Distribution.[29]

Struttura e controllo[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio del 2019 viene portata a termine, dopo una serie di operazioni che riguardano anche immobili in Costa Smeralda, Roma, Milano, New York, Montecarlo, la fusione tra Alicros, la società italiana che ha il controllo del gruppo Campari, e Lagfin, un'accomandita con sede in Lussemburgo che ha la maggioranza di Alicros.[30] In questo modo viene accorpato il controllo del gruppo in Lagfin, con la conseguente scomparsa di Alicros. Nella Lagfin Luca Garavoglia ha la maggioranza (51% del capitale e 64% dei diritti di voto), mentre un'altra quota del 46% detenuta nella cassaforte lussemburghese del Gruppo dalla sorella Alessandra è intestata a una fiduciaria della banca ginevrina Pictet.[30][31] Nel febbraio 2020, dopo l'approvazione dei conti 2019, il cda di Campari ha inoltre proposto agli azionisti lo spostamento della sede legale del Gruppo in Olanda con la trasformazione della forma societaria in una N.V.(Naamloze Vennootschap, la società per azioni nel diritto olandese). Il Gruppo ha comunque assicurato che la sede fiscale continuerà a rimanere in Italia.[1]

Impianti[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine del 2017 il Gruppo Campari conta diciotto stabilimenti nel mondo: quattro in Italia (Crodo, Canale d'Alba, Novi Ligure, Alghero), tre in Giamaica, due in Francia, due in Brasile e uno stabilimento in Grecia, Scozia, Messico, Australia, Stati Uniti, Canada e Argentina

Settori e marchi del Gruppo Campari[modifica | modifica wikitesto]

Aperitivi Aperol, Campari, Campari Soda, Cinzano, Crodino
Champagne Lallier
Cognac & Brandy Bisquit
Gin Bickens, Bulldog, O'Ndina
Liquori e Amari Ancho Reyes, Averna, Braulio, Cynar, Dreher, Frangelico, Grand Marnier, Ouzo 12, Sagatiba, Zedda Piras
Mezcal Montelobos
Rum Appleton Estate, La Mauny, Old Smuggler, Trois Rivières, Wray and Nephew
Spumanti Cinzano Asti, Mondoro, Riccadonna
Tequila Cabo Wabo, Espolòn
Vodka Skyy
Whiskey Americano (Bourbon) Wild Turkey
Whisky Canadese (Rye) Forty Creek
Whisky Scozzese (Scotch) Glen Grant, Old Smuggler

Aziende e gruppi del settore[modifica | modifica wikitesto]

La bottiglia del Campari Soda.

Il Gruppo Campari è nel 2017 il sesto al mondo negli spirit di marca:

  • Diageo
  • Pernod Ricard
  • Bacardi Ltd.
  • Brown-Forman
  • Beam Suntory
  • Campari Group
  • Constellations Brands
  • E&J Distillers
  • Mast-Jagermeister
  • The Edington Group

Fonte: Campari Group, presentazione corporate 2017

Marchi a priorità globale[modifica | modifica wikitesto]

Sono oltre 50 i marchi del Gruppo Campari. Questi rappresentano il 49% del giro d'affari:

Marchi a priorità regionale[modifica | modifica wikitesto]

Rappresentano il 17% del giro d'affari:

Marchi a priorità locale[modifica | modifica wikitesto]

Rappresentano il 13% del giro d'affari:

Resto del portafoglio[modifica | modifica wikitesto]

Rappresenta il 21% del giro d'affari.

Dati economici[modifica | modifica wikitesto]

Campari Group ha chiuso il 2016 con un fatturato di 1,72 miliardi. Ebitda di 372,1 milioni, utile netto di 198,6 milioni.[32].

In base alle aree geografiche, i ricavi provengono: per il 42% dalle Americhe (720 milioni di euro), per il 31% dall'Europa meridionale, dal Medio Oriente e Dall'Africa (532 milioni di euro), per il 20% dall'Europa centrale, settentrionale e orientale (342 milioni di euro), per il 7% dall'Asia (128 milioni di euro). L'azienda ha nel 2016 4 172 dipendenti. Nel 2012 i dipendenti erano 2 450, di cui 853 in Italia.[33].

Nel 2017 i ricavi hanno raggiunto 1,816 miliardi di euro, l'Ebitda ha toccato quota 451 milioni, l'Ebit 350. L'utile netto è stato di 356 milioni di euro.[34] Nel 2018 i ricavi sono scesi a 1,7 miliardi di euro (-2,4%), l'utile netto è stato di 296 milioni (-16,9%) e l'utile rettificato di 249,3 milioni (+6,8%), l'Ebitda rettificato a 432,6 milioni (-1,1%).[35] Il fatturato 2019 è stato pari a 1,842 miliardi di €; gli utili hanno raggiunto quota € 308 milioni (+10% rispetto all'esercizio precedente).[1]

Azionariato[modifica | modifica wikitesto]

Davide Campari - Milano S.p.A. azionariato comunicato alla Consob alla data del 28 febbraio 2020:[36][37]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Campari sposta la sede legale in Olanda, utile a 308 milioni, su ilsole24ore.com, 18 febbraio 2020.
  2. ^ Campari - Borsa, Corriere della Sera, su borsa.corriere.it. URL consultato il 16 aprile 2014.
  3. ^ Campari brinda con il rum: la rivincita del made in Italy - Il Messaggero, su ilmessaggero.it. URL consultato il 16 aprile 2014.
  4. ^ Parma, p. 83.
  5. ^ a b c Parma, p. 84.
  6. ^ Davide Campari - Milano spa [numero REA: 217528 Mi] (1860 -) - Lombardia Beni Culturali, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 16 aprile 2014.
  7. ^ Storia d'Italia nel secolo ventesimo Strumenti e fonti - Ministero per i Beni e le Attività Culturali (PDF), su archivi.beniculturali.it. URL consultato il 16 aprile 2014.
  8. ^ Campari Soda - La storia, su camparisoda.it. URL consultato il 16 aprile 2014.
  9. ^ Campari S.p.A., società di beverage - TrendOnline.com, su trend-online.com. URL consultato il 16 aprile 2014.
  10. ^ Che cosa ci berremo dopo il Crodino - Corriere della Sera, su archiviostorico.corriere.it. URL consultato il 16 aprile 2014 (archiviato dall'url originale in data pre 1/1/2016).
  11. ^ Maurizio Maggi, Cinquanta sfumature di Campari, «L'Espresso», 17 settembre 2012
  12. ^ Rcs: verso ingresso Garavaglia, Ambrosoli, Vita e Bonomi in Cda, Milano Finanza, 4 aprile 2012. URL consultato il 20 aprile 2014 (archiviato dall'url originale il 21 aprile 2014).
  13. ^ Rcs acquista YouReporter.it, La Stampa, 5 marzo 2014. URL consultato il 20 aprile 2014 (archiviato dall'url originale il 21 aprile 2014).
  14. ^ (EN) Campari to buy Lascelles spirits unit - Financial Times, su ft.com. URL consultato il 16 aprile 2014.
  15. ^ Campari - Bols, aperitivi concentrati? - La Repubblica, su ricerca.repubblica.it. URL consultato il 16 aprile 2014.
  16. ^ Campari "beve" Bols - Corriere della Sera, su archiviostorico.corriere.it. URL consultato il 16 aprile 2014 (archiviato dall'url originale in data pre 1/1/2016).
  17. ^ Provvedimento 2596 - C 1705, Autorità Garante Concorrenza e Mercato.
  18. ^ Barbero 1891 (gruppo Campari) brinda con gli spumanti Riccadonna - SoldiOnline.it, su soldionline.it. URL consultato il 16 aprile 2014.
  19. ^ Campari si beve l'Aperol ecco il polo degli aperitivi - La Repubblica, su ricerca.repubblica.it. URL consultato il 16 aprile 2014.
  20. ^ Con il 2007 le bevande a marchio "Lipton Ice Tea" passano in distribuzione a Pepsicoanche sul mercato italiano - Beverfood.com, su beverfood.com. URL consultato il 16 aprile 2014.
  21. ^ Campari, mega acquisto negli Usa: è suo il whisky Wild Turkey - Il Sole 24 ore, su ilsole24ore.com. URL consultato il 16 aprile 2014.
  22. ^ Campari si "beve" il rum giamaicano: Opa da 415 milioni $ su Lascelles deMercado - Il Sole 24 ore, su ilsole24ore.com. URL consultato il 16 aprile 2014.
  23. ^ Campari acquisisce Fratelli Averna S.p.A - La Stampa, su finanza.lastampa.it. URL consultato il 16 aprile 2014.
  24. ^ Campari cede i liquori della modenese Casoni, su foodweb.it. URL consultato il 3 gennaio 2018.
  25. ^ Campari vende i vini Sella & Mosca e Teruzzi & Puthod per 62 milioni, su foodweb.it. URL consultato il 3 gennaio 2018.
  26. ^ Campari cede Lemonsoda, Oransoda e Crodo alla Ceres, su repubblica.it. URL consultato il 3 gennaio 2018.
  27. ^ Campari: nuovo shopping in Francia, compra Bisquit Cognac, su repubblica.it. URL consultato il 22 dicembre 2017.
  28. ^ Francia, Campari firma l'accordo per l'acquisto di Baron Philippe de Rothschild, su ildenaro.it, 21 dicembre 2019.
  29. ^ Campari France Distribution al via, su mark-up.it, 28 febbraio 2020.
  30. ^ a b Andrea Giacobino, Il cuore della Campari diventa tutto lussemburghese, su milanofinanza.it, 13 febbraio 2019. URL consultato l'8 novembre 2019.
  31. ^ Campari, il controllo passa direttamente in Lussemburgo, su ilsole24ore.com, 5 ottobre 2018. URL consultato il 6 ottobre 2018.
  32. ^ Il Gruppo Campari in breve: fatti e numeri, su camparigroup.com. URL consultato il 3 gennaio 2018 (archiviato dall'url originale il 4 gennaio 2018).
  33. ^ Bilancio Davide Campari Milano S.p.A. al 31 dicembre 12 (PDF), su camparigroup.com. URL consultato il 16 aprile 2014.
  34. ^ Rapporto annuale 2017 (PDF), su camparigroup.com. URL consultato il 6 ottobre 2018.
  35. ^ Campari, ricavi e utili in calo, su repubblica.it, 5 marzo 2019.
  36. ^ Le percentuali di azionariato derivano da quanto comunicato dagli azionisti, secondo quanto previsto dall'articolo 120 del TUF. Parti minori dell'azionariato possono essere indicate direttamente dalla società attraverso altre fonti.
  37. ^ Davide Campari Milano S.p.A. - azionisti rilevanti, su consob.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ezio Parma, Enciclopedia Sesto San Giovanni, Sesto San Giovanni, Ezio Parma Editore, 2000. ISBN non esistente

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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