Aperol

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Aperol
Aperol Logo.jpg
Aperol.jpg
Categoria Alcolico
Tipo bitter
Marca Davide Campari - Milano
Anno di creazione 1919 a Padova
Nazione Italia Italia
Colore Arancione
Gradazione alcolica 11°
Gusto dolce amaro
Sito http://www.aperol.com

L'Aperol è un aperitivo alcolico italiano con una gradazione di 11°, dal colore rosso-arancio e dal sapore dolce amaro.

Spritz con Aperol.

Creato nel 1919 a Padova dai fratelli Barbieri, dal 2003 è di proprietà del Gruppo Campari.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

L'Aperol è un aperitivo alcolico, dal colore rosso-arancio e dal sapore dolce amaro, ottenuto per infusione in alcol di arancia, erbe (tra cui il rabarbaro) e radici. La ricetta, segreta, è rimasta invariata dalla nascita.

Bottiglia Aperol nella versione 15° (quella comune ha 11°).

La gradazione alcolica standard dell'Aperol è di 11°, mentre in Germania viene venduto in una versione a 15°.[1]

L'Aperol viene spesso abbinato ad altre bevande per formare cocktail[2], il più noto dei quali è lo spritz.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'Aperol viene creato dai fratelli Barbieri e presentato ufficialmente in occasione della prima Fiera Campionaria di Padova nel 1919.[1]

[1] Sin dalla sua nascita l'Aperol si presenta con un distintivo colore arancione. Dato il successo del prodotto, i produttori Barbieri decidono di investire in pubblicità: negli anni venti l'arancione diventa la firma cromatica di Aperol e nei bar spuntano i primi poster pubblicitari che invitano a consumare un Aperol.

Negli anni trenta Aperol realizza una campagna dedicata alle donne sui principali quotidiani in cui si vede una sarta che misura il girovita di una cliente ed esclama: "Signora! L'Aperol mantiene la linea". Alle signore era consentito un Aperol in quanto aperitivo leggero.

Negli anni cinquanta, dal tradizionale spritz veneto (vino bianco con seltz) nasce la nuova ricetta con Aperol: 4 cl di Aperol, 6 cl di Prosecco e uno spruzzo di seltz o soda. Da allora l'Aperol si lega allo spritz.

Dal secondo dopoguerra l'Aperol conosce un grande sviluppo e una rapida diffusione grazie anche al carosello in cui Tino Buazzelli, portandosi la mano alla fronte, pronuncia le parole "Ah, Aperol!".

Negli anni ottanta viene creata la pubblicità in cui Holly Higgins si tira su la minigonna per raggiungere in moto gli amici in un bar di Miami mentre dice "Non so voi, ma io bevo Aperol".

Nel 1991 la F.lli Barbieri è stata acquisita dalla Barbero 1891 che, a sua volta, nel dicembre 2003, diventa di proprietà del Gruppo Campari.[1]

A partire dai primi anni 2000, anche grazie al successo dell'happy hour e del fenomeno spritz, Aperol incrementa la sua produzione espandendosi anche in Germania, Austria e altri Paesi. Nel 2008 il marchio si impone ulteriormente sul mercato grazie a una riuscita campagna pubblicitaria ispirata al rito tutto veneto dello spritz e lancia l'Aperol Spritz portandolo così a conoscenza del grande pubblico. L'Aperol Spritz si ottiene miscelando in un bicchiere con ghiaccio tre parti di prosecco, due di Aperol e una di seltz aggiungendo alla fine una fetta di arancia. Aperol Spritz è anche un brand del gruppo Campari.

Nel 2010 Aperol ritorna in televisione con una nuova campagna all'insegna dello spritz in cui il brano Street life di Randy Crawford è arrangiato in versione "garage" con la collaborazione del musicista e produttore Ferdinando Arnò.

Nel 2011 nasce Aperol Spritz home edition, il nuovo prodotto Aperol che offre gli ingredienti dello spritz all'interno di una bottiglietta.

Aperol e l'arte[modifica | modifica wikitesto]

Durante gli anni novanta l'artista italiano Lorenzo Mattotti realizza una serie di quadri che ritraggono diverse scene di consumo dell'Aperol[3].

Nel 2000 Aperol sponsorizza la mostra Peggy Guggenheim a Venezia[4].

Nel 2008, Maurizio di Robilant cura il progetto di aggiornamento del look della bottiglia che mantiene inalterata la forma, ma rende gli elementi grafici più semplici e contemporanei.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Storia dell'Aperol (PDF), su camparigroup.com. URL consultato il 10 gennaio 2016.
  2. ^ Ricette di cocktail con l'Aperol (PDF), su camparigroup.com. URL consultato il 01/04/2014.
  3. ^ Lorenzo Mattotti - Aperol è comunicato artisticamente, su camparigroup.com. URL consultato il 01/04/2014.
  4. ^ Happy spritz 2011, su guggenheim-venice.it. URL consultato il 01/04/2014.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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