Caffè Camparino

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Il Caffè Camparino.

Il Caffè Camparino è un celebre bar situato a Milano, in Galleria Vittorio Emanuele II, sull'angolo verso Piazza Duomo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1867 Gaspare Campari si insedia con abitazione, ristorante e bottiglieria nell'appena inaugurata Galleria Vittorio Emanuele II[1] alla presenza del Re. Nel 1915, sull'angolo opposto, viene aperto il bar Camparino i cui interni furono rinnovati e realizzati, nel 1923 da Eugenio Quarti, Alessandro Mazzucotelli e decorati dal pittore Angelo d'Andrea[2].

Nelle notti del 13 e del 15 agosto 1943 la Galleria è colpita dai bombardamenti aerei degli Alleati. Nello stesso anno la licenza del bar-caffè è rilevata da Guglielmo Miani, un sarto pugliese arrivato a Milano nel 1922.

Nell'ottobre 1983 viene sottoscritto un accordo fra la società Davide Campari-Milano Spa e la esercizi Galleria S.a.S. con il quale viene concesso la facoltà di utilizzare il nome "Camparino" come insegna del bar-caffè sito in Galleria. L'accordo verrà rinnovato il 3 dicembre 1990 e cesserà il 30 gennaio 1996.

Nel 1990 il bar viene ampliato, incorporando anche i locali dell'ex Libreria dello Stato. Il 3 gennaio 2012 dopo 16 anni ritorna in Galleria l'insegna del Camparino, firmata da Ugo Nespolo.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Caffè Camparino dal 1867 ha registrato ben 87 rotture di vetrine da parte dei dimostranti politici che facevano scorribande sotto i portici di piazza del Duomo e in Galleria.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Camparino in Galleria, su camparino.it. URL consultato il 29 febbraio 2016.
  2. ^ Lombardia Beni Culturali, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 29 febbraio 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]