Saviore dell'Adamello

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Saviore dell'Adamello
comune
Saviore dell'Adamello – Stemma
Saviore dell'Adamello – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Amministrazione
Sindaco Matteo Tonsi (centrosinistra) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 46°04′53″N 10°24′02″E / 46.081389°N 10.400556°E46.081389; 10.400556 (Saviore dell'Adamello)Coordinate: 46°04′53″N 10°24′02″E / 46.081389°N 10.400556°E46.081389; 10.400556 (Saviore dell'Adamello)
Altitudine 1.210 m s.l.m.
Superficie 84,27 km²
Abitanti 1 009[1] (30-06-2011)
Densità 11,97 ab./km²
Frazioni Ponte, Valle
Comuni confinanti Cevo, Daone (TN), Edolo, Ponte di Legno, Sonico, Spiazzo (TN)
Altre informazioni
Cod. postale 25040
Prefisso 0364
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 017175
Cod. catastale I476
Targa BS
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona F, 3 940 GG[2]
Nome abitanti savioresi
Patrono San Giovanni Battista
Giorno festivo 24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Saviore dell'Adamello
Posizione del comune di Saviore dell'Adamello nella provincia di Brescia
Posizione del comune di Saviore dell'Adamello nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Saviore dell'Adamello (Saviúr in dialetto camuno[3][4]) è un comune italiano di 1.009 abitanti[5] della Val Camonica, provincia di Brescia, in Lombardia.

Il territorio di Saviore in Val Camonica

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Saviore dell'Adamello è il più elevato dei paesi della Valle di Saviore; il suo territorio comunale, che si estende soprattutto in territorio montano, è uno dei più estesi della Val Camonica.

Municipio
Chiesa di Sant'Antonio
Chiesa di San Giovanni Battista

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Valle Camonica.

Alla pace di Breno del 31 dicembre 1397 il rappresentante della comunità di Saviore, Ottobono Predorni (anche notaio), si schierò sulla sponda ghibellina.[6]

Il 17 settembre 1423 il vescovo di Brescia Francesco Marerio investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Monno, Cevo, Andrista, Grumello, Saviore, Cemmo, Ono, Sonico, Astrio, Malegno, Cortenedolo, Vione, Incudine e Berzo Demo a Bertolino della Torre di Cemmo .[7]

Il 29 aprile 1651 un incendio distrusse il paese, riducendo in cenere anche i documenti dell'archivio comunale, per cui non rimane alcuna antica notizia.[8]

Tra il 1816 ed il 1818 viene attivato il comune di Valli di Saviore.[9]

Nel 1927, a seguito del Regio Decreto del 28 settembre, il comune di Saviore venne unito a quello di Cevo formando il comune di Valsaviore. I cittadini di Saviore, indignati, si armarono di forche e bastoni e, in corteo, si recarono alla sede comunale di Cevo e, ripresi con la forza registri e scartoffie e caricatili sui carretti, li riportarono all'antica sede di Saviore.

Il loro gesto non servì ad altro che a far mettere in galera una sessantina di persone, uomini e donne, che furono processati per direttissima e se la cavarono alla meno peggio grazie all'intervento del deputato Carlo Bernardi[10]

Il comune di Valsaviore fu soppresso nel 1954 e sostituito da quello di Cevo e Saviore dell'Adamello.[11]

Feudatari locali[modifica | modifica wikitesto]

Famiglie che hanno ottenuto l'infeudazione vescovile dell'abitato:

Famiglia Stemma Periodo
Della Torre 1423 - ?

Ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

  • 24 giugno, festa patronale di San Giovanni Battista: Un tempo era consuetudine addobbare il cornicione interno della parrocchiale con veli rossi, mentre davanti all'entrata si formavano arcate di rami d'abete (in dialetto camuno dàse). I bambini raccoglievano quindi la resina in mucchietti, accendendoli a mo' di lumini.[12]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Le chiese di Saviore sono:[13]

  • Parrocchiale di San Giovanni Battista, ultimata nel primo decennio del Seicento, restaurata nel 1942. Sorge sopra quello che è chiamato Dosso Merlino, dove sono ancora visibili le rovine dell'omonimo castello.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[14]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Gli scutüm sono nei dialetti camuni dei soprannomi o nomignoli, a volte personali, altre indicanti tratti caratteristici di una comunità. Quello che contraddistingue gli abitanti di Saviore è Marà.[15]

Presso il Dosso Merlino si racconta riemergessero frantumi di terraglie, sassi lavorati e tombe con ossa umane.[16]

Esistono nel folklore della Val Camonica alcuni proverbi in dialetto camuno riguardanti Saviore:

  • I marà de Saviúr, quand i sà mia a chi pataila, i sa la peta 'ntrà de lùr . I Marà di Saviore, quando non riescono a far danni agli altri, se li fanno tra di loro.[17]

Persone legate a Saviore[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 giugno 2004 26 maggio 2014 Alberto Tosa Democratici di Sinistra poi PD Sindaco [18]
26 maggio 2014 in carica Matteo Tonsi Partito Democratico Sindaco

Unione di comuni[modifica | modifica wikitesto]

Saviore fa parte dell'Unione Comuni della Valsaviore, assieme ai comuni di Cedegolo, Cevo, Berzo Demo e, dal 2003, Sellero.
L'Unione di comuni, che ha sede a Cedegolo, è stata creata il 20 agosto 1999, e ha una superficie di circa 225 km².[19]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2011.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Lino Ertani, Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica, Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980, p. 161.
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 609.
  5. ^ Dato Istat all'30/06/2011.
  6. ^ Gregorio Brunelli, Curiosi trattenimenti contenenti ragguagli sacri e profani dei popoli camuni, a cura di Oliviero Franzoni, Breno, Tipografia Camuna [1698], 1998, pg. 183.
  7. ^ Roberto Celli, Repertorio di fonti medievali per la storia della Val Camonica, Brescia, Tipolitografia Queriniana, 1984, p. 206, ISBN 88-343-0333-4.
  8. ^ Marcello Ricardi, Giacomo Pedersoli, Grande guida storica di Valcamonica Sebino Val di Scalve, Cividate Camuno, Toroselle, 1992, p. 325.
  9. ^ Lombardia Beni Culturali. URL consultato il 3 novembre 2008.
  10. ^ Gian Maria Bonomelli, Storia di Gorzone e del suo castello, Darfo Boario Terme, Armando Armanini, 1972, p. 253.
  11. ^ Lombardia Beni Culturali. URL consultato il 3 novembre 2008.
  12. ^ Atlante Demologico Lombardo. URL consultato il 12-08-2008.
  13. ^ Eugenio Fontana, Terra di Valle Camonica, Brescia, Industrie Grafiche Bresciane, 1984, p. 117.
  14. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  15. ^ Lino Ertani, Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica, Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980, p. 162.
  16. ^ Bortolo Rizzi, Illustrazione della Valle Camonica, Bornato, Arti Grafiche Sardini [1870], 1974, pg. 209.
  17. ^ Andrea Morandini, Folklore di Valcamonica, Breno, Tipografia Camuna, 1988, p. 291.
  18. ^ Voli - Speciale elezioni 2009. URL consultato il 14 giugno 2009.
  19. ^ Ministero dell Interno - Unione Comuni della Valsaviore. URL consultato il 26 luglio 2008.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Franco Bontempi, Storia della Valsaviore, Tipografia Camuna, Breno, 2005

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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