Vittime di Cosa Nostra

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Elenco delle vittime di Cosa Nostra in Italia. In totale le vittime di Cosa Nostra risultano essere approssimativamente più di 5000[senza fonte].

Indice

[modifica] XIX secolo

[modifica] Anni 1860

[modifica] Anni 1890

[modifica] XX secolo

[modifica] Anni 1900

  • Luciano Nicoletti (14 ottobre 1905), contadino socialista, impegnato nelle affittanze collettive per ottenere la gestione delle terre da parte dei contadini. Ucciso a Corleone (Pa).
  • Andrea Orlando (13 gennaio 1906), medico chirurgo nonché consigliere comunale socialista di Corleone, sosteneva anch'egli le affittanze collettive. Ucciso a Corleone (Pa).
  • Giuseppe (Joe) Petrosino (12 marzo 1909), figlio di emigranti, divenne ben presto tenente della polizia di New York, in particolare dell'Italian Legion, cioè gruppi di agenti italiani, a suo giudizio indispensabili per combattere la mafia americana. Stimato da Roosevelt per il suo impegno costante nel cercare di sconfiggere la mafia, allora chiamata Mano Nera, assicurò alla giustizia boss di alto calibro. Capì che la mafia, a New York, aveva le sue radici in Sicilia, tant’è che intraprese un viaggio in Sicilia per infliggerle il colpo mortale.

[modifica] Anni 1910

  • Lorenzo Panepinto (16 maggio 1911), maestro elementare nonché consigliere comunale socialista a S. Stefano Quisquina, si batteva per i diritti dei contadini contro lo strapotere dei feudatari collusi. Viene ucciso una sera in pieno centro di S. Stefano Quisquina.
  • Mariano Barbato (1914), esponente di spicco del Partito socialista del tempo, viene ucciso nel 1914.
  • Giorgio Pecoraro (1914).
  • Bernardino Verro (3 novembre 1915), sindaco socialista di Corleone si batteva anch'egli per le affittanze collettive.
  • Giorgio Gennaro (1916), prete non gradito a Cosa Nostra, viene ucciso a Ciaculli (Pa) per aver denunciato il ruolo dei mafiosi nell'amministrazione delle rendite ecclesiastiche.
  • Giovanni Zangara (29 gennaio 1919), dirigente contadino e assessore della giunta socialista a Corleone, viene ucciso a Corleone (Pa).
  • Costantino Stella (6 luglio 1919), arciprete di Resuttano, era uscito dalla sacrestia e si era dedicato ad importanti attività sociali. Viene accoltellato il 19 giugno per poi morire il 6 luglio a Resuttano (Cl).
  • Giuseppe Rumore (22 settembre 1919), segretrario della Lega contadini, viene ucciso a Prizzi (Pa).
  • Alfonso Canzio (19 dicembre 1919), presidente della Lega per il miglioramento agricolo, viene ucciso a Barrafranca (En).

[modifica] Anni 1920

- Giuseppe Zaffuto (Casteltermini (AG), 09/04/1896 - Ivi, 26/12/1920), Gaetano Circo (Casteltermini (AG), 05/12/1854 - Palermo, 04/02/1921), Calogero Faldetta (Casteltermini (AG), 19/07/1896 - Palermo, 31/12/1920), Carmelo Minardi (Casteltermini (AG), 05/08/1878 - Palermo, 26/12/1920), Salvatore Varsalona (Casteltermini (AG), 19/02/1861 - Ivi, 27/12/1920): Il 26 dicembre 1920, quattro persone incappucciate, rimaste sconosciute, lanciarono una bomba all'interno della sezione socialista di Casteltermini (sita in via Nazario Sauro), in quel momento piena di militanti. L'esplosione provocò, oltre a numerosi feriti, la morte del prof. Zaffuto, segretario locale, insieme a quattro contadini iscritti al partito. Dall'accertamento compiuto dai carabinieri, incaricati di indagare sul grave attentato, risultò che l'atto criminale venne compiuto dalla mafia della Valle del Platani, «perché le cooperative agricole socialiste avrebbero provocato la fine dei campieri della mafia che indisturbati imperavano su tutte le campagne e su tutti i i proprietari».

[modifica] Anni 1930

[modifica] Anni 1940

[modifica] Anni 1950

[modifica] Anni 1960

[modifica] Anni 1970

[modifica] Anni 1980

[modifica] Anni 1990

[modifica] XXI secolo

[modifica] Anni 2000

  • Salvatore Vaccaro Notte (5 febbraio 2000), caposquadra forestale e fratello di Vincenzo, ucciso per non essersi piegato ai condizionamenti di una cosca locale meglio conosciuta come "Cosca dei Pidocchi".
  • Giuseppe D'Angelo (22 agosto 2006), pensionato, ucciso per sbaglio davanti a un fruttivendolo del quartiere Sferracavallo di Palermo perché scambiato per il boss Bartolomeo Spatola.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Note

  1. ^ Sicania

[modifica] Collegamenti esterni

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