Vittime della 'Ndrangheta
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
- Questa lista è soggetta a frequenti variazioni e potrebbe non essere aggiornata.
Elenco di vittime della 'Ndrangheta:
Indice |
[modifica] Anni settanta
- Giovanni Ventra, consigliere comunale del PCI, assassinato il 27 dicembre del 1972 a Cittanova RC
- Francesco Ferlaino, Avvocato Generale della Corte d'appello di Catanzaro. Il 3 luglio 1975, mentre rientrava nella propria abitazione a Lamezia Terme, veniva colpito alla schiena da due colpi di fucile esplosi da due sconosciuti che si trovavano a bordo di un'autovettura. Al suo nome è intitolato il palazzo di giustizia di Catanzaro.
- Rocco Gatto, mugnaio ed iscritto al PCI viene ucciso l'12 marzo 1977 a Gioiosa Jonica.
- Donald Mackay, attivista antidroga ucciso in Australia il 15 luglio 1977.
- Carmelo Di Giorgio e Primo Perdoncini, operai ditta Montresor e Morselli di Verona che avevano acquistato agrumi dai produttori della piana di Gioia Tauro turbando così il mercato agrumicolo controllato dalla 'ndrangheta- uccisi a Rizziconi il 5 gennaio 1979.
[modifica] Anni ottanta
- Giuseppe Valarioti, segretario della Sezione del PCI di Rosarno. Assassinato l'11 giugno 1980.
- Giovanni Losardo, militante comunista, già Sindaco di Cetraro e Segretario capo presso la Procura della repubblica del Tribunale di Paola. Assassinato il 21 giugno 1980.[1]
- Gennaro Musella, morto a Reggio Calabria il 3 maggio 1982
- Bruno Caccia, magistrato, morto a Torino il 26 giugno 1983
- Il brigadiere Carmine Tripodi, 25 anni, di Castel Ruggero, piccola frazione di Torre Orsaia (Salerno), ucciso in un agguato mafioso, a colpi di lupara, a San Luca, il 6 febbraio del 1985, sulla strada provinciale, ad un anno della sua morte, venne decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria.
- Sergio Cosmai direttore del carcere di Cosenza (assassinato nel marzo del 1985)
- Lodovico Ligato ex parlamentare DC ed ex presidente delle Ferrovie dello Stato. Coinvolto nello "scandalo delle lenzuola d'oro", nel novembre del 1988 fu costretto a dimettersi dalla presidenza delle Ferrovie dello Stato. Venne assassinato in un agguato mafioso a Bocale di Reggio Calabria il 27 agosto 1989.
- Giovanni Mileto, Caposquadra Cantonieri FCL di Cittanova, assassinato in un agguato mafioso il 7 novembre 1987, sacrificatosi per salvare un'altra vita umana, riconosciuto vittima della criminalità organizzata.
- Vincenzo Grasso, rivenditore d'automobili, assassinato a Locri nel marzo 1989.
- Antonio Raffaele Talarico, guardia giurata assassinata il 2 settembre 1988 a Lamezia Terme Riconosciuto vittima innocente della criminalità organizzata. Per difendere il suo diritto al lavoro gli è stato negato il suo diritto alla vita.
- Francesco Ventura, imprenditore. Assassinato il 3 novembre del 1989 a Reggio Calabria.
[modifica] Anni novanta
- Antonino Marino, comandante della caserma di Platì (ucciso nel 1990)
- Nicodemo Panetta, imprenditore di Grotteria ucciso a Mammola dagli Ursini il 13 giugno 1990
- Versaci Angelo, guardia municipale, ucciso il 3 settembre 1990
- Tramonte Francesco e Cristiano Pasquale, 2 netturbini uccisi sul lavoro a Lamezia Terme il 24 maggio 1991.
- Antonino Scopelliti, magistrato, ucciso da una joint-venture ndrangheta-cosa nostra il 9 agosto del 1991.
- Salvatore Aversa e Lucia Precenzano, sovrintendente della Polizia di Lamezia Terme e moglie, uccisi il 4 gennaio 1992.
- Giuseppe Marino, Vigile Urbano, ucciso in servizio nella città di Reggio Calabria il 16 aprile 1993.
- Adolfo Cartisano detto Lollò, fotografo, sequestrato il 22 luglio 1993 e ritrovato morto nel 2003.
- Matteo Bottari, professore di Diagnostica e Chirurgia endoscopica dell'Università di Messina ucciso il 15 gennaio 1998.
- Luigi Ioculano, medico di Gioia Tauro ucciso il 25 settembre 1998.
[modifica] 2000
- Torquato Ciriaco, noto avvocato civilista e amministrativista del Foro di Lamezia Terme, assassinato lungo la strada che collega Lamezia con Maida (1 marzo 2002)
- Gianluca Congiusta, imprenditore (assassinato a Siderno il 24 maggio 2005) Sito di Congiusta
- Francesco Fortugno, vicepresidente del Consiglio Regionale della Calabria, assassinato a Locri (16 ottobre 2005)
- Daniele Polimeni, ragazzo di 18 anni barbaramente ucciso a Reggio Calabria nel 2005
- Antonio Longo, imprenditore (26 marzo 2008).
- Lea Garofalo, ex convivente di uno ndranghetista di Petilia Policastro, sciolta nell'acido nei pressi di Monza nel febbraio 2010 a causa di sue dichiarazioni sull'omicidio dello ndranghetista Antonio Comberiati[2]. (24 novembre 2009)
[modifica] Voci correlate
[modifica] Note
- ^ http://italy.indymedia.org/news/2005/12/953112.php
- ^ «'Ndrangheta, uccisa e sciolta nell'acido "Punita perché aveva collaborato"». Repubblica.it.
[modifica] Bibliografia
- Alessio Magro, DIMENTICATI - Vittime della 'Ndrangheta, Alberto Castelvecchi Editore, 2010, p466. 978-88-7615-429-4