Antonio Imerti

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Antonio Imerti (Villa San Giovanni, 22 agosto 1946) è un criminale italiano, detto Nano feroce, è stato il capo dell'omonima cosca della 'Ndrangheta che controlla la zona di Fiumara di Muro, paese vicino Reggio Calabria.

Nel 1983 si sposa con Giuseppina Condello sancendo così un'alleanza con i Condello, ai tempi affiliati ai De Stefano.

Temendo una forte destabilizzazione del potere i De Stefano l'11 ottobre 1985 tentarono l'omicidio di Antonio Imerti con un attacco-bomba uccidendo però solo le sue 3 guardie del corpo[1]. Solo due giorni dopo, invece andò a segno l'omicidio Paolo De Stefano, capobastone di Reggio Calabria[2]. Scoppia la seconda guerra di 'Ndrangheta che vede contrapposti i Condello-Imerti e i De Stefano-Tegano. in sei anni ci saranno oltre 600 morti.

Il 7 luglio 1986 scampò ad un altro attacco-bomba e da allora si diede alla latitanza. Fu arrestato a Reggio Calabria solo il 23 marzo 1993, insieme a suo cognato Pasquale Condello. I giornali vociferarono che Antonio Imerti, perdendo la sua importanza all'interno della 'ndrina perché contro la pax mafiosa potesse essere stato ucciso dal ben più noto Pasquale Condello detto U supremu[3]. Fu condannato durante la sua latitanza a 15 anni di carcere per omicidio ed associazione mafiosa.

Il 27 marzo 2012 il Ministero della Giustizia su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria dispone il carcere duro per il Boss (41 bis ordinamento penitenziario).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Si è salvato soltanto il boss in Repubblica.it. URL consultato il 6 ottobre 2010.
  2. ^ Ucciso il re delle cosche e ora lotta per la successione in Repubblica.it. URL consultato il 9 ottobre 2010.
  3. ^ Manette al capocosca " Nanu Feroce " Imerti e al cognato in Corriere.it. URL consultato il 9 ottobre 2010.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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