Antonio Nirta

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Antonio Nirta (San Luca, 22 aprile 1919) è un criminale italiano della 'ndrangheta, capobastone della 'ndrina dei Nirta La Maggiore di San Luca.

Antonio Nirta è una delle figure criminalmente più prestigiose e carismatiche della storia della 'Ndrangheta

Antonio Nirta governa la 'ndrina dei Nirta La Maggiore un tempo insieme ai suoi fratelli Giuseppe, Francesco e Sebastiano. Fu un importante membro della Commissione provinciale.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1935 all'età di 16 anni fu già accusato di uso d'armi. Nel 1953 lo considerarono un pericolo per l'ordine pubblico e nel 1967 fu accusato di associazione a delinquere, estorsione e tentato omicidio,[1]

L'ottobre del 1969 partecipò all'incontro di Montalto nei pressi del Santuario della Madonna di Polsi.

Divenne famoso anche per le sue doti diplomatiche e difatti mediò la pace tra i De Stefano e gli Imerti-Condello durante la seconda guerra di 'Ndrangheta tra il 1985 e il 1991. Nirta garantì per i De Stefano mentre Antonio Mammoliti per gli Imerti[2]

Nel 1993 fu nuovamente paciere insieme ai De Stefano nei primi anni della faida di San Luca scoppiata nel 1991 tra i Nirta-Strangio e i Pelle-Vottari.[3]

L'8 agosto 1993 fu arrestato a Benestare.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.calshop.biz/www.roccafortedelgreco.info/giornaledicalabria02102004.pdf L’operaio forestale diventato miliardario, Giornale di Calabria del 2 ottobre 2004]
  2. ^ 'Ndrangheta 2005, Nisio Palmieri, Dossier della Fondazione Cesar e dell’Associazione Sicurstrada per conto della Consulta Nazionale dei Consigli Regionali Unipol Assicurazioni
  3. ^ E il boss rifiutò la tregua, La Repubblica, 19 agosto, 2007
  4. ^ Italy Seizes Mafia Suspect, The New York Times, August 8, 1993

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]