Antonino Polifroni
Antonino Polifroni (1947 – Varapodio, 30 settembre 1996) è stato un imprenditore italiano, vittima della 'Ndrangheta.
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Biografia[modifica]
Imprenditore edile padre di sei figli, comincia la propria attività tra gli anni sessanta e settanta del secolo scorso, lavora con appalti pubblici e privati nella Locride ma la 'Ndrangheta vuole manifestare il suo potere e la sua violenza chiedendo il Pizzo a Polifroni ma questi si rifiuta sempre e scattano minacce, soprusi, intimidazioni, telefonate minacciose, fucilate alle finestre di casa, incendi ai cantieri dell'impresa edile di Polifroni, l'imprenditore però continua a rifiutare e denuncia il tutto alle forze dell'ordine. Nel 1992 per queste sue denunce subisce un attentato dinanzi casa e rimane ferito, in seguito gli viene imposto un altro tipo di estorsione e cioè rifornirsi di materiale da imprese mafiose ma anche questa volta l'imprenditore rifiuta categoricamente.
L'omicidio[modifica]
Il 30 settembre 1996 a Varapodio Polifroni viene ucciso da quattro uomini a colpi d'arma da fuoco terminando la loro missione di morte con un colpo di grazia[1].
Tributi[modifica]
Ogni due anni la sua famiglia lo ricorda con un bando che prevede l'assegnazione di 18 assegni di studio da destinare agli studenti di scuole primarie e secondarie di primo grado di Varapodio al fine di sostenere il diritto allo studio ed educare alla legalità e alla pace[2].
Note[modifica]
- ^ http://www.stopndrangheta.it/stopndr/art.aspx?id=1609,Antonino+Polifroni
- ^ http://www.scuolamolochio.it/BANDO%20POL.pdf
Voci correlate[modifica]
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