Città fantasma in Italia

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1leftarrow.pngVoce principale: Città fantasma.

Le città fantasma in Italia sono quelle località italiane un tempo abitate che sono state abbandonate, a seguito di calamità o di migrazioni, dall'intera popolazione, e i cui edifici sono in rovina.

Elenco per regione[modifica | modifica sorgente]

Abruzzo[modifica | modifica sorgente]

Valle Piola in Provincia di Teramo

In Provincia di Teramo vi sono alcune frazioni montane dei comuni di Rocca Santa Maria, Torricella Sicura, Cortino e Valle Castellana: Martese, Serra, Tavolero, Valle Piola, Altovia, Valle Pezzata, Fiume, ecc. nonché il borgo medievale di Faraone Antico, la frazione Case Cascignoli del comune di Bisenti e Frunti nel Comune di Teramo.

Particolarmente interessante è Valle Piola, situato nel cuore dei Monti della Laga, paese che risulta abbandonato dal 1977, quando l'ultima famiglia si trasferì altrove. In varie case è presente il caratteristico Gafio, un balcone in legno di origine longobarda.

In Provincia dell'Aquila troviamo poi Sperone, assorbita da Gioia dei Marsi, Morino Vecchia, nel comune di Morino, e Frattura vecchia, nel comune di Scanno, Alba Fucens vecchia villaggio abbandonato dopo il terremoto del 13 gennaio 1915 nel comune di Massa D'Albe sovrastante un'antica città romana anche essa abbandonata.

In Provincia di Chieti invece è da considerarsi città fantasma il borgo abbandonato di Gessopalena, Gessopalena Vecchia.

Basilicata[modifica | modifica sorgente]

Craco

Il vecchio centro abitato di Craco, paese in provincia di Matera, è stato abbandonato nel 1963 a causa di una frana che lo distrusse e tuttora è rimasto come il momento in cui venne abbandonato. Questa evacuazione ha conferito al borgo un certo fascino che ha attratto alcuni registi, i quali scelsero Craco per girare scene dei loro film (La Passione di Cristo di Mel Gibson, Cristo si è fermato a Eboli di Francesco Rosi, King David di Bruce Beresford e Agente 007 - Quantum of Solace di Marc Forster sono alcuni esempi). Inoltre, secondo gli appassionati di paranormale, Craco sarebbe infestata da presenze arcane, in cui risuonano strani rumori, echi di voci, urla e misteriose forme luminose nelle abitazioni.[1]

Da menzionare è anche Campomaggiore Vecchia, un piccolo centro della provincia di Potenza ove le case erano disposte a scacchiera ed ogni abitante aveva un pezzo di terreno da coltivare. Analogamente a Craco, la città fu abbandonata nel 1885 per via di una frana, divenendo un borgo molto suggestivo da osservare.

Il paesino di Alianello Vecchio, frazione del Comune di Aliano in provincia di Matera, è stato abbandonato dopo il terremoto dell'Irpinia del 1980 e la sua popolazione trasferita nel nuovo nucleo di Alianello Nuovo.

Calabria[modifica | modifica sorgente]

Il borgo di Africo, ed il villaggio di Casalinuovo frazione di Africo, sull'Aspromonte, furono abbandonati nel 1951-1953 a causa dell'alluvione, del mese di ottobre 51 e ricostruiti al livello del mare col nome di Africo Nuovo, nella contrada "Le quercie" del comune di Bianco, molto vicino alla foce della fiumara La Verde, presso il promontorio di capo Bruzzano, l'antica Epyzefhiry. I borghi (Africo e Casalinuovo) abbandonati, erano adagiati su due costoni della montagna, dirimpettai, divisi da una fiumara affluente del La Verde. Poche centinaia di metri li separavano. Non vi era collegamento stradale, nel senso comune del termine, ma una mulattiera che con ghirigori, era lunga più di tre chilometri.

L'antico borgo di Laino Castello in provincia di Cosenza fu abbandonato all'inizio degli anni ottanta, anche se la costruzione delle infrastrutture del nuovo centro abitato era già in atto dalla prima metà degli anni settanta in località Pornia (poco distante dal vecchio centro). Il borgo è rimasto abbandonato e dimenticato dalle istituzioni per circa 20 anni, ma ora è oggetto di recupero e riqualificazione che vorrebbero farne un borgo-albergo.

Di Panduri — cittadina situata in collina nel comune di Careri (RC) —, distrutta da un terremoto nel 1570, rimangono le antiche mura del convento; dalla sua distruzione, su una collina vicina, sorse il nuovo paese, Careri. Si narra che nelle viscere della collina di Panduri si trovi una caverna alla quale si accede attraverso una piccola fessura nascosta chi sa dove, ma conosciuta dagli abitanti del posto. Questa caverna presenta, secondo il racconto di molti abitanti, misteriosi fenomeni di magnetismo. Fatto sta che dal terremoto che distrusse la cittadina di Panduri sopravvisse solo un terzo della popolazione. I morti non vennero seppelliti. Interessante è la storia di un famoso quadro conservato nel monastero e ritrovato successivamente al terremoto. Venne ritrovato, racconta la leggenda, da un bue che costrinse i proprietari a scavare nel luogo dal quale non voleva più muoversi. Si trattava di un'opera raffigurante una madonna, "La Madonna delle Grazie di Panduri". Il quadro venne conservato fino agli anni ottanta del Novecento presso la chiesa parrocchiale di Careri. Misteriosamente venne trafugato. Molto probabilmente rivenduto presso collezionisti. Panduri vede ogni estate riempirsi la sua collina di fedeli che si raggruppano per pregare in suffragio dei morti del terribile terremoto e per la Madonna di Panduri, di cui si porta in processione una riproduzione.

Inoltre il paese di Cavallerizzo (frazione di Cerzeto in provincia di Cosenza), è disabitato dal 7 marzo 2005 in seguito ad una frana che distrusse una parte delle abitazioni. È uno dei paesi albanofoni (arberesh) della provincia di Cosenza.

Pentidattilo ora frazione del comune di Melito Porto Salvo ma comune autonomo fino al 1811, caratteristico per la forma della roccia "a cinque dita" su cui è costruito e da cui prende il nome.

Roghudi in Provincia di Reggio Calabria

Roghudi abbandonato negli anni settanta a seguito di alluvioni e ricostruito in un'area compresa nel comune di Melito Porto Salvo. È un dei comuni ellenofoni della Provincia di Reggio Calabria (vedi Area Grecanica)

Cirella Vecchia - Alle spalle dell'attuale paese (Cirella), arroccato su di un promontorio c'è il vecchio abitato. Venne abbandonato nel 1806 in quanto bombardato dalla flotta francese durante l' "insurrezione calabrese".

Campania[modifica | modifica sorgente]

Veduta di Roscigno Vecchia

Altri tre esempi sono presenti in provincia di Salerno, nell'area del Parco nazionale del Cilento: si tratta degli abitati di Roscigno Vecchia, San Severino di Centola e Romagnano al Monte. Inoltre nella provincia di Benevento si segnala "Tocco Vecchio" nel comune di Tocco Caudio; vanno ricordate anche le parti vecchie di Apice, in provincia di Benevento, e di Conza della Campania e Melito Irpino in provincia di Avellino, abbandonate rispettivamente in seguito ai terremoti del 1962 e del del 1980. In provincia di Napoli va segnalato il Rione Terra nel comune di Pozzuoli, evacuato con un'ordinanza comunale dopo il terremoto del 1970 soprattutto per le carenti situazioni igieniche in cui versava e forse anche per calcolo di speculatori edili. Nella Provincia di Caserta è da annoverare San Pietro Infine duramente bombardato durante la seconda guerra mondiale e successivamente sgomberato, consegnandolo alla storia in stato di rudere. L'attuale centro è stato ricostruito più a valle negli anni cinquanta.

Emilia-Romagna[modifica | modifica sorgente]

Nella provincia di Bologna sono da citare i resti del borgo medioevale di Durazzo nel comune di Molinella. Il borgo, che nel Medioevo possedeva una discreta importanza, cominciò a decadere a causa dell'impaludamento della zona dovuto alle continue rotte dell'Idice e della Quaderna a metà del Settecento. L'abbandono dei terreni e della sontuosa villa da parte della famiglia senatoria bolognese dei Pepoli era già avvenuto tuttavia all'inizio del XVIII secolo. Del borgo rimane, tuttora, solo il campanile della chiesa dei SS. Filippo e Giacomo, mentre probabili resti di abitazioni e della villa dei Pepoli sono sepolti nei terreni circostanti, sotto accumuli di sedimenti fluviali. Sempre in questa provincia si può annoverare la località di Prada in comune di Grizzana Morandi: gran parte degli edifici sono disabitati e/o in rovina così come le chiese, il cimitero e le abitazioni padronali; le altre poche abitazioni restano vuote per gran parte dell' anno. In provincia di Parma si ricordano, in alta Val Taro, il borgo disabitato dagli anni 1970 di Bozzi (comune di Bedonia) e il borgo di Varviaro (comune di Santa Maria del Taro), ormai coperto da una fitta vegetazione. In Val Ceno, si ricorda Ca' Scapini con le suggestive case in pietra in stato di avanzato degrado.

Friuli-Venezia Giulia[modifica | modifica sorgente]

Tipico esempio di borgo rurale montano abbandonato è Palcoda, frazione del comune di Tramonti di Sotto. Degno di nota è anche il borgo medioevale di Cja Ronc, abitato fino alla fine del XIX secolo, si trova in cima a una collina che domina la frazione di Campeis, nel comune di Pinzano al Tagliamento. Il paese si sviluppa intorno ad una piazza e possedeva anche un cimitero ed una pieve propri. Attualmente il borgo versa in un grave stato di abbandono; la vegetazione ha reso quasi del tutto impossibile l'accesso, già impervio a causa del carattere franoso della montagna e nel tempo ha subito numerosi atti di sciacallaggio. Ai piedi della collina su cui sorge, si trovano alcune case di recente costruzione, con pochi abitanti. Troviamo poi il paesino di Pozzis, il primo centro abitato che il torrente Arzino incontra dopo la sorgente, nel comune di Verzegnis. Il paese si spopolò definitivamente nei primi anni sessanta, a causa dell'emigrazione. Si trova in una posizione estremamente isolata, ma oggi non è difficile raggiungerlo. Il paese salì agli onori della cronaca nel 1999, a causa di un omicidio che si consumò nel posto.

Lazio[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di San Bonaventura Monterano

Le città fantasma nel Lazio sono:

  • Tolfaccia, vicino ad Allumiere.
  • Monterano, feudo abbandonato in seguito al saccheggio dell'esercito francese del XVIII secolo, è una cittadella vasta e spettacolare con la vegetazione che entra nelle dimore abbandonate ancora intatte e nei palazzi signorili.
  • Galeria Antica, borgo abbandonato definitivamente nel 1809 in seguito a un'epidemia di malaria, nei cui dintorni sono state trovate le fosse comuni degli appestati. Sorge sul ciglio del fiume Arrone, spettrale, buia, facile da raggiungere da Roma.
  • Civita di Bagnoregio
  • Ninfa, natura bellissima ed incontaminata.
  • Monte follettoso, vicino a Roccagiovine.
  • Fontefredda, vicino a Fiamignano.
  • Rocchettine in Sabina, di fronte al paese di Rocchette.

Liguria[modifica | modifica sorgente]

il vecchio borgo di Balestrino

Di borghi fantasma in Liguria ricordiamo: il borgo vecchio di Balestrino in provincia di Savona, abbandonato nel 1963 per un dissesto idrologico. Il fascino del borgo fantasma ha portato un discreto turismo escursionistico in zona, ed è stato anche set cinematografico del film Inkheart - La leggenda di cuore d'inchiostro.

Il borgo di Lavazzuoli, frazione del comune di Valbrevenna in valle Scrivia, abbandonato negli anni sessanta e recentemente recuperato; Canate, frazione del comune di Davagna, Noci, frazione del comune di Montoggio e Assereto, frazione del comune di Casella, Beverone La Spezia frazione con circa 20 abitanti è una casa di riposo; il paese è situato nella Val di Vara. Ricordiamo, inoltre, l'enorme frazione "Cravarezza", a Calice Ligure, abbandonata agli inizi degli anni sessanta a seguito della chiusura di un'importante miniera e per l'isolamento dalle località principali. Attualmente l'unico edificio ancora utilizzato è una piccola cappella, mentre rimangono in piedi ancora numerosi ruderi, tra cui una taverna e parte della miniera stessa.

In provincia di La Spezia, Luni fu un'importante città romana, sede vescovile, finché non fu abbandonata dai suoi abitanti per la scarsa difendibilità dalle incursioni barbariche. Oggi è un sito archeologico.

Si può ricordare infine Bussana Vecchia (IM), semidistrutta dal terremoto del 1887 e poi completamente evacuata. Rimasta abbandonata fino alla metà del Novecento, alcuni degli edifici meno diruti vennero poi occupati da una comunità di artisti.

Lombardia[modifica | modifica sorgente]

Per quanto riguarda la Lombardia, un esempio relativamente famoso è quello di Consonno,[2] piccola frazione del comune di Olginate, in provincia di Lecco. Esiste inoltre un paese senza alcun collegamento stradale e raggiungibile solo attraverso sterrati e mulattiere: si tratta di Savogno e si trova in Valchiavenna. Inevitabilmente il destino del villaggio si è compiuto verso la metà degli anni cinquanta, quando civiltà e progresso hanno isolato questo borgo montano che ancora oggi si è conservato molto bene offrendo spunti interessanti agli amanti del trekking. Da segnalare anche il borgo del Canto, sito sulle colline fra Sotto il Monte, Carvico e Pontida, in provincia di Bergamo. L'antica contrada, abitata fino agli anni cinquanta, giace oggi in uno stato di totale abbandono e decadenza, nonostante i tentativi di recupero e la costruzione di alcuni nuovi edifici negli anni 2000.

Molise[modifica | modifica sorgente]

Il borgo abbandonato di Rocchetta Alta, in Molise

Molti sono i borghi molisani, specialmente nella provincia di Isernia, completamente o parzialmente abbandonati a causa dell'emigrazione dal dopoguerra in poi. Il più conosciuto è Rocchetta Alta, frazione del comune di Rocchetta a Volturno di cui era il nucleo principale prima dello spopolamento. Il borgo, che si trova ai piedi dei Monti della Meta, è completamente abbandonato e gli edifici sono gravemente in rovina, con solai crollati e porte divelte. Tuttavia è agevolmente visitabile.

Piemonte[modifica | modifica sorgente]

In val Borbera in Provincia di Alessandria ci sono sette borghi abbandonati tutti nell'alta valle tranne uno abbandonati nel corso degli anni sessanta e sono:

Erbareti, frazione disabitata di Sabbia, Vercelli, 2012

Altri paesi fantasma nella regione sono:

In Val di Susa, provincia di Torino, è completamente abbandonata fin dagli anni anni cinquanta del XX secolo[3] la frazione Coindo, appartenente al comune di Condove (e fino al 1936 appartenente a Mocchie).

Puglia[modifica | modifica sorgente]

Nel Salento in Provincia di Lecce si trova la frazione Monteruga del comune di Veglie, un centro abitato abbandonato nel corso degli anni ottanta.

Abbandonata è anche Roca Nuova, frazione di Melendugno, dalla seconda metà del XIX secolo.

Sardegna[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Città fantasma della Sardegna.

Altra testimonianza di villaggio fantasma si trova a Naracauli nei pressi di Piscinas (Arbus) e Ingurtosu (Arbus). Negli anni cinquanta era un fiorente villaggio che ospitava i minatori delle vicine miniere di piombo, zinco e argento; una volta crollato il sistema economico basato sull'estrazione mineraria, il paese è stato abbandonato. Oggi vi si possono osservare ancora i resti delle abitazioni e degli uffici minerari.

Altri paesi abbandonati sono Gairo ed Osini, nell'Ogliastra, a seguito di alcune inondazioni che provocarono frane nella zona e che convinsero gli abitanti a ricostruire i centri abitati in altre zone (Gairo più in quota, Osini a circa 2 km). Nella zona del Sulcis Iglesiente ricordiamo il piccolo centro di Tratalias che a cavallo tra gli anni ottanta e gli anni novanta fu abbandonata e ricostruita sul Monte Nigali, che si trova a nord-est rispetto al Paese Vecchio, circa 30 metri sopra il livello del mare per sfuggire alle infiltrazioni distruttive del lago artificiale di Monte Pranu. Ad oggi il vecchio borgo è stato in gran parte demolito, ma una zona attorno alla Cattedrale di Santa Maria di Monserrato è in fase di recupero e ristrutturazione.

Nell'isola dell'Asinara è presenta il paese di Cala d'Oliva che non ha più residenti stazionali dall'istituzione del carcere e successivamente del parco nazionale, e attualmente ospita solo lavoratori stagionali, guardie forestali e turisti.

A Bonorva il villaggio di Rebeccu si è spopolato nel corso dei secoli, arrivando a contare un solo residente registrato nel 2010.

Interessante è anche il caso di Santa Chiara del Tirso, presso Ulà Tirso (OR); si tratta di un villaggio che ospitava i dipendenti della Società Elettrica Sarda, circa 450 persone, occupati nella vicina diga di Santa Chiara. Alla fine degli '80 del Novecento, con la dismissione della centrale idroelettrica della vecchia diga, il piccolo centro venne abbandonato.

Sicilia[modifica | modifica sorgente]

Gioiosa Guardia è un borgo abbandonato nel 1783, a causa di un terremoto. I vecchi paesi di Poggioreale vecchia, Gibellina vecchia o Cretto di Burri, Salaparuta Vecchia e Santa Ninfa vecchia sono stati abbandonati dopo il terremoto della valle del Belice del 1968. I villaggi Schisina furono costruiti negli anni '50 sui monti Peloritani.

Toscana[modifica | modifica sorgente]

L'abitato di Rocca San Silvestro, nel comune di Campiglia Marittima è un villaggio fantasma medioevale fondato nel X-XI secolo, dalla famiglia dei Della Gherardesca e morto insieme alle miniere di rame e piombo argentifero che lo circondano, il cui sfruttamento è iniziato in epoca etrusca. Il villaggio è oggi visitabile nell'ambito del "Parco minerario di San Silvestro". In provincia di Lucca, nel comune di Bagni di Lucca, c'è la Località Buiano, paese di circa 50 case, completamente abbandonato a causa anche della sua posizione, difficile da raggiungere in auto.

Un tipo particolare di città fantasma è Fabbriche di Careggine, abitato sgomberato nel XX secolo a causa di una diga il cui bacino sommerse il villaggio ancora intatto. Fino allo scorso secolo, con cadenza variabile tra i 4 e i 6 anni, l'invaso veniva svuotato per ispezionare la diga e il paese riaffiorava, attirando turisti e vecchi residenti per vivere un'esperienza unica al mondo. Questo "miracolo" oggi non è più in programmazione grazie all'ausilio di sonde e moderni sistemi di monitoraggio. Un altro paese fantasma è Col di Favilla, nel comune di Stazzema che ha visto diminuire drasticamente la popolazione verso gli anni sessanta del 1900 in seguito alla costruzione di una strada alternativa che ha definitivamente, isolato il paese dai traffici commerciali una volta tappa obbligatoria per chi voleva attraversare questo tratto dell'alta Versilia.

In provincia di Massa Carrara, nel comune di Zeri, sorge il paese fantasma di Formentara, antico alpeggio per i pastori che d'estate portavano il bestiame in alta quota.

In provincia di Pisa vi è Toiano, situato in una zona di notevole interesse paesaggistico, tra le morbide verdi colline pisane e i calanchi di sabbia che sconfinano nelle balze della zona intorno a Volterra.

In provincia di Siena, nel comune di Rapolano Terme, sorge la frazione fantasma di Poggio Santa Cecilia, situata sulla sommità di una collina.

In provincia di Livorno, nell'Arcipelago Toscano, si trova l'Isola di Pianosa, completamente abbandonata come paese ed abitato solo dal personale ministeriale, ecclesiastico e turistico durante il periodo estivo.

In alto Casentino, provincia di Arezzo si segnala la frazione di Serelli presso Vallucciole (Stia) completamente distrutto da una frana nel 1993. Quello che rimane sono una ringhiera posta sopra un muro, l'unico superstite allo smottamento, e una cucina economica, unica vigilante di un paese dimenticato.

Si segnala il paese di Bivignano nel comune di Arezzo, vecchio borgo agricolo nei pressi di Palazzo del Pero che conserva una chiesa molto bella e i resti di un castello e Calbi, borgo alle falde del monte Lignano abbandonato da molti decenni.

Infine Castelnuovo dei Sabbioni nel comune di Cavriglia provincia di Arezzo fu centro vitale legato alle miniere di lignite. Oggi restano solo le testimonianze dell’abbandono: il borgo fu infatti evacuato negli anni ’70 perché a rischio di crollo.

Da citare è anche il borgo di Castiglioncello, situato in provincia di Firenze ai confini con quella di Bologna, nei pressi della località Moraduccio. Venne progressivamente abbandonato a partire dal Settecento, quando al posto dell'antica strada che correva sul crinale appenninico si iniziò ad utilizzare una strada nel fondovalle, che è quella tuttora utilizzata. Gli abitanti rimasero sempre più isolati e decisero così di abbandonare il paese.

Altra località tuttora abbandonata nella provincia di Firenze è Fornello, piccolo villaggio di origine ferroviaria situato nel comune di Vicchio.

Trentino Alto Adige[modifica | modifica sorgente]

Il campanile di Curon

Curòn Venosta, paese sommerso situato in provincia di Bolzano abbandonato nel 1950 per far spazio al Lago di Resia (il paese non esiste più in quanto fu demolito, ma fu lasciato il campanile in ricordo di esso), bacino artificiale per la produzione di energia elettrica. Il paese è stato ricostruito poco distante.

Umbria[modifica | modifica sorgente]

Umbriano è una fortezza attualmente abbandonata ubicata nel comune di Ferentillo (TR). La fortezza fu costruita sul versante nord del monte S. Angelo nell'890 dopo le invasioni da parte dei saracene in Umbria. La fortezza quindi si trovava in una posizione dominante e difficilmente attaccabile. Essendo in una zona sprovvista di collegamenti stradali con la Valnerina e di attrattive economiche nel secondo dopoguerra avvenne un progressivo spopolamento e dal 1950 risulta essere completamente abbandonato.

Scoppio è una frazione disabitata del comune di Acquasparta (TR), sita a circa 640 m s.l.m. I resti del paese si trovano lungo la strada provinciale 418 che collega Acquasparta a Spoleto, sui monti Martani, a circa 15 km dal capoluogo. Secondo i dati del comune, solo 8 persone risultano abitare nelle case circostanti l'antico borgo. Il nome deriva dal latino scopulus, per via della sua posizione di dominio sulla piana sottostante. Intorno all'anno 1000 entra nelle Terre Arnolfe e ne seguirà le sorti. Nel 1750 ancora vi dimoravano 25 famiglie, ma il paese venne abbandonato intorno al 1950 in seguito ai danni causati da una serie di terremoti. Il suo aspetto fantasma e la sua suggestiva posizione di isolamento su uno sperone di roccia che domina il fosso della Matassa, ne fanno una meta caratteristica nell'ambito del percorso di trekking dei monti Martani. Nei pressi del borgo vi è anche un rifugio dove è possibile pernottare.

Veneto[modifica | modifica sorgente]

Nel comune di Gosaldo si ricorda l'insediamento di California, così chiamato dal nome dell'osteria-albergo intorno alla quale era sorto e che attirava numerosi turisti durante la stagione estiva. A sua volta questo nome era un riferimento allo Stato americano della California, per analogia tra la corsa all'oro e le attività estrattive di mercurio che costituivano l'economia del paese. California fu gravemente colpita dall'alluvione del 1966 e abbandonata.

Oggi di California rimangono solo pochi ruderi e l'antico sito cittadino è stato riconquistato dal bosco. Vi si accede attraverso un ponte pedonale o guadando il torrente nei periodi di secca.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il paese dei fantasmi (Craco Vecchia - Matera). URL consultato il 24-11-2010.
  2. ^ La storia di Consonno, da borgo a città dei balocchi
  3. ^ I Cordola del Coindo

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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