Bagni di Lucca

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Bagni di Lucca
comune
Bagni di Lucca – Stemma Bagni di Lucca – Bandiera
Bagni di Lucca – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Lucca-Stemma.png Lucca
Amministrazione
Sindaco Massimo Adriano Betti (lista civica) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 44°00′34″N 10°34′46″E / 44.009444°N 10.579444°E44.009444; 10.579444 (Bagni di Lucca)Coordinate: 44°00′34″N 10°34′46″E / 44.009444°N 10.579444°E44.009444; 10.579444 (Bagni di Lucca)
Altitudine 150 m s.l.m.
Superficie 164,65 km²
Abitanti 6 528[1] (31-12-2010)
Densità 39,65 ab./km²
Frazioni Bagni di Lucca, Bagni Caldi, Benabbio, Brandeglio, Casabasciana, Casoli, Cocciglia, Crasciana, Fabbriche di Casabasciana, Fornoli, Granaiola, Isola, Limano, Lucchio, Lugliano, Montefegatesi, Monti di Villa, Palleggio, Pieve di Contron, Pieve di Monti di Villa, Ponte a Serraglio, San Cassiano di Controni, San Gemignano, Val Fegana, Vetteglia, Vico Pancellorum
Comuni confinanti Abetone (PT), Borgo a Mozzano, Coreglia Antelminelli, Cutigliano (PT), Pescia (PT), Piteglio (PT), Villa Basilica
Altre informazioni
Cod. postale 55022
Prefisso 0583
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 046002
Cod. catastale A560
Targa LU
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti bagnaioli
Patrono San Pietro e san Paolo
Giorno festivo 29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bagni di Lucca
Posizione del comune di Bagni di Lucca all'interno della provincia di Lucca
Posizione del comune di Bagni di Lucca all'interno della provincia di Lucca
Sito istituzionale

Bagni di Lucca è un comune sparso di 6.541 abitanti nella valle della Lima, in provincia di Lucca.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le più antiche presenze umane nella valle, ricavate da alcune tracce rinvenute presso le grotte di Ponte Maggio, risalgono all'età del bronzo. Successive presenze, rinvenute in tombe liguri presso Montefegatesi, sono databili all'VIII secolo a.C. Il territorio era abitato da popolazioni autoctone che si sono in seguito fuse con gli Etruschi (nel fondovalle) e con i liguri (nelle parti montane).

Benché la presenza romana abbia lasciato pochi manufatti, è databile fin dal III secolo a.C. e in modo più stabile nel II secolo a.C., quando Lucca diventa un'importante colonia romana. La presenza dei coloni romani è riscontrabile anche nella toponomastica dei luoghi: Brandeglio, Villa Terenziana, Vico Pancellorum, Lugliano, Palleggio, Vetteglia, Casabasciana, Benabbio, Ponte a Diana, Corsena (con la lapide del Centurione), ecc.

Presso le Terme, la leggenda narra dell'esistenza del culto di divinità celtiche protettrici delle acque, mentre la presenza in valle del culto di Diana è testimoniata dal suo tempio, sopra il quale venne edificata la chiesa di San Cassiano di Controni.

Dopo la caduta dell'Impero Romano anche la valle subì le invasioni barbariche, che causarono inenarrabili sofferenze per le popolazioni. Il dominio dei Longobardi fin dal 570 e la successiva unione della popolazione romana con i germani portò alla ripopolazione di luoghi montani ritenuti più salubri e difendibili.

Con la conversione al Cristianesimo nel 603 si avranno le divisioni ecclesiastiche del territorio tuttora vigenti (Pieve dei Monti di Villa "Villa Terenziana", pieve di Controni, pieve di Vico Pancellorum, pieve di Casabasciana).

La divisione in domini di potenti consorterie di origine longobarda dominerà fino all'avvento dei Franchi e la divisione in feudi resterà inalterata fino alla penetrazione del Comune di Lucca nella valle.

I Suffredinghi dominarono Fornoli e Lugliano, i Porcareschi governarono i Monti di Villa, Montefegatesi e Corsena fino a Lucchio, mentre la Controneria (cioè "luogo di contro") fu amministrata dai Palleschi, un ramo dei Porcareschi. Infine i Lupari dominarono da Benabbio a Brandeglio, Casabasciana, Crasciana, Casoli, Cocciglia, Limano, e Vico Pancellorum.

Tracce documentarie, che risalgono dal VII fino al X secolo, concernenti tali località, sono presenti presso gli Archivi sia di Stato che Arcivescovili di Lucca.

La penetrazione di Lucca nella valle era praticamente totale già dal 1215. Nello Statuto del Comune di Lucca del 1308 troviamo infatti tutta la valle riunita in una vicaria denominata Val di Lima, che seguirà le vicende non sempre pacifiche dello stato di Lucca fino al 1847.

Bagni di Lucca di notte

Le Terme di Bagni di Lucca[modifica | modifica sorgente]

Le prime notizie delle terme di Bagni di Lucca si datano al Primo Triunvirato nel 56 a.C., quando Cesare, Pompeo e Crasso si divisero il mondo e poi vennero a passare le acque a Bagni di Lucca. Questo narra la leggenda; è comunque certo che all'epoca della Roma repubblicana le terme fossero già conosciute.

Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente anche le terme decaddero e l'abbandono della popolazione del fondovalle per luoghi montani più sicuri portarono ad un rapido abbandono delle fonti terapeutiche.

I Longobardi riscoprirono le virtù miracolose delle acque, ma solo durante il periodo della Contessa Matilde ci sarà un restauro e un nuovo sviluppo degli stabilimenti termali. La vicinanza delle terme alla via Francigena, che coincideva con l'antica via Clodia Nuova che da Lucca conduceva in Emilia, portava una notevole massa di viandanti, pellegrini e mercanti che si recavano sia a Roma che in Francia, tanto che la Contessa Matilde di Canossa edificò il ponte della Maddalena detto del Diavolo proprio per permettere ai viandanti di recarsi alle terme per curarsi. La bontà delle acque crearono quell'alone di luogo miracoloso per la salute che aiutarono a rendere famoso il nostro luogo nel mondo. Intorno alle sorgenti nasceranno poi i chiusi (gli alberghi medioevali), le osterie, e le abitazioni da affittare ai forestieri più abbienti.

Fin dai primi anni del XIII secolo Lucca si impadronì stabilmente della zona termale, ben consapevole del valore delle terme come luogo di soggiorno e cura, e con lo statuto del Comune di Lucca del 1308 ne regolamentò l'amministrazione sia pubblica che termale.

Secondo la tradizione, per volere della Contessa Matilde, ai poveri e pellegrini venivano offerta a spese delle terme un bagno curativo e un pasto, il che costituiva una notevole spesa per l'economia della zona, tanto che la Repubblica di Lucca, sempre attenta a non gravare troppo di tasse la popolazione, pensò bene di regolamentare il gioco che si svolgeva presso le “le osterie o biscazze”, dove la presenza di bari creava inevitabili problemi di ordine pubblico, confinandolo in un luogo ben definito e controllato dallo Stato (le terme) e in un momento preciso (durante il periodo delle balneazioni), dando così vita al primo casinò del mondo[senza fonte]. L'utile ricavato da tale attività veniva devoluto a curare i bisognosi secondo la tradizione voluta dalla “gran Contessa” e a mantenere lo stabilimento termale. In una sola volta si eliminava la situazione malavitosa delle biscazze, e si garantiva un gioco onesto, e un pasto a tutti i bisognosi. “Era nata la mutua nel 1308! E il Casinò.”

Nel nuovo statuto di Lucca del 1331 un intero capitolo è dedicato alle terme. Ai vicari che vi soggiornano durante il periodo estivo o delle balneazioni (da maggio a ottobre), si raccomanda che le osterie e gli alberghi (i chiusi) siano ben forniti di cibi e bevande e di attendere all'igiene dei luoghi, affinché i “forestieri” siano ben accolti.

La fama curativa delle acque, divulgata da tutti quei frequentatori che per tutto il Medioevo giungevano o passavano per la nostra valle, fecero sì che dal XV secolo in poi le terme dei Bagni di Lucca fossero le più famose e frequentate in Europa, anche da medici famosi come Gentile da Foligno e Ugolino da Montecatini, che nel suo trattato sulle acque del 1417 descrive dettagliatamente gli stabilimenti e l'efficacia delle cure.

Fin dal 1469 la direzione delle terme veniva infatti affidata a medici di indubbia fama, e tutti gli statuti della Repubblica di Lucca confermano le prescrizioni riguardo al buon funzionamento delle terme e dell'indotto, tanto che la diplomazia lucchese userà moltissimo le proprietà curative delle acque inviandone in dono a tutte le corti europee. Questa tradizione di acquistare acqua sia da bibita o per cura dalle corti Europee durerà fino alla prima guerra mondiale.(Lo Zar voleva l'acqua dei Bagni e i “problemi” della regina Vittoria venivano curati con l'acqua delle Docce Basse.)

Nel Rinascimento la nobiltà lucchese cominciò a costruire delle residenze estive presso le terme, che la Repubblica requisiva per gli ospiti illustri (sovrani, papi e cardinali).

Grazie al nuovo clima politico e al lungo periodo di pace che la Repubblica garantì dal XVI secolo al 1799, da tutta l'Europa continuò l'afflusso di ospiti illustri che trovavano un clima mite e un'accoglienza squisita. I Bagni di Lucca divennero così capitale estiva e fiore all'occhiello dello stato lucchese.

La località fu descritta abbondantemente dal Montaigne che vi soggiornò più volte, e decantata dai grandi Falloppio e Redi, i medici più famosi del tempo, che la descrissero come un paradiso terrestre.

Il grande sviluppo delle terme e la forma attuale del paesaggio sono stati plasmati dalla volontà di Elisa Bonaparte Baciocchi che, divenuta Principessa di Lucca e Piombino, durante il suo breve regno (1805-1814) determinò una svolta internazionale dei Bagni di Lucca elevandola a capitale estiva, con un grandissimo afflusso di ospiti internazionali. A lei si deve la ristrutturazione degli stabilimenti termali, realizzati dai più famosi architetti del tempo, il Marracci e il Sanbuchy per nominarne appena due.

Con la ristrutturazione delle terme e l'ammodernamento delle cure sorgono una notevole quantità di alberghi, per ospitare ospiti sempre più eterogenei, e alla fine dell'Ottocento si conteranno ben ottanta licenze tra alberghi pensioni o affittacamere.

La restaurazione con i Borboni, e soprattutto col ducato di Carlo Ludovico dal 1826 al 1847 proietterà Bagni di Lucca a stazione turistico-termale di prima importanza in Europa. Il nuovo casinò fu inaugurato nel 1839; seguirono la costruzione della prima chiesa Anglicana in Italia (1840)[senza fonte], il cimitero Inglese (1842), il Club des Anglais (1840, altra casa da gioco in funzione fino alla grande guerra, dove si giocava in moneta Inglese o Francese) portarono una nutritissima colonia Britannica che descriveva la Val di Lima come Svizzera della Toscana.

La costruzione a Bagni di Lucca di un Teatro Accademico (1790), di un Circolo dei Forestieri (Casa da gioco invernale e luogo di ritrovo del bel mondo), davano la possibilità di trascorrere spensieratamente i periodi di cura o villeggiatura.

Con la cessione del Ducato di Lucca al Granduca nel 1847 inizia un lentissimo decadimento, accelerato con l'unità d'Italia e la perdita di tutti quei vantaggi derivanti dall'essere la capitale estiva di uno stato e non solamente un Comune capoluogo.

Bagni di Lucca è stata la prima cittadina d'Italia ad avere illuminazione elettrica pubblica nel 1886.

Tra il giugno ed il luglio del 1910 nacque a Bagni di Lucca la prima associazione scout sorta in Italia, i R.E.I. "Ragazzi Esploratori Italiani". I REI furono fondati dal baronetto inglese Sir Francis Vane e dal Maestro Remo Molinari.

Il periodo delle due guerre mondiali, la successiva chiusura del Casinò nel 1953 (per non rinnovare la tassa di concessione)[senza fonte], e la scelta tra artigianato e turismo che portò a trasformare gli alberghi in case e fabbriche[senza fonte] ha mutato le condizioni economiche della zona, che ospita rinomate sorgenti termali.

Gli edifici termali[modifica | modifica sorgente]

Stabilimento Jean Varraud: unico in funzione con acqua a 54°, grotte a vapore, fangoterapia, idromassaggio, inalazioni, e cure estetiche, sede della prima casa da gioco del mondo, ove la roulette ha girato per la prima volta in Europa.

Stabilimento delle Docce Basse: sorgenti da 42° a 46°, ora in disuso, dove, nel tardo Medioevo, si curavano con docce le patologie, il che per l'epoca costituiva una novità assoluta. Qui Falloppio scoprì il funzionamento delle tube di Falloppio, e la leggenda narra che…“Se vuoi che la tua donna resti pregna mandala al Bagno e tu non ci venga” e che la sorgente denominata “Disperata” curasse quelle patologie che altrimenti curava il becchino.

Stabilimento dell'Ospedale Demidoff: con acqua a 46°, fu costruito dai Principi Demidoff nel 1828 come ospedale per i poveri. Oggi è sede di un centro di medicina olistica.

Stabilimento Bernabò: con acqua a 40,1°, straordinaria per la cura di tutti i problemi della pelle. Nel 1510 un tale Bernabò da Pistoia, uomo ricco ma con una malattia orrenda alla pelle, si immerse in quella sorgente dove i paesani portavano gli animali malati a guarire e ne usci guarito. Bernabò edificò a sue spese questo stabilimento che porta il suo nome. Certo è che la nobiltà europea veniva a togliesi i segni del vaiolo al Bernabò. Restaurato da Elisa nel 1812 su progetto del Sanbuchy era considerato lo stabilimento con il più bel panorama d'Italia.

Bagno S.Giovanni: con sorgenti a 38°, è citato per la prima volta come edificio già esistente nel 1307. Così chiamato per la tradizione popolare di andare a bagnarsi per la ricorrenza del Santo. La sorgente molto copiosa alimentava 6 vasche adibite alla cura di varie categorie di persone: i Cavalieri, i Cittadini, le Donne, gli Ebrei, ed infine i servitori. Non dovevano essere molto capienti perché alcuni scrittori scrivono che si immergevano 50 persone per volta. Vi si beveva e imbottigliava l'acqua dal XIV secolo al dopoguerra. Qui Heine fu ispirato la sua famosa pagina dei Reisebilder.

Bagno alla Villa: con acque a 39°, restaurato ad opera della Repubblica nel 1376. Il Bertini (direttore dei Bagni), dopo un successivo restauro, nel 1471 volle far apporre in facciata una lapide di marmo dove indicava tutte le cure fatte all'interno dello stabilimento, la prima descrizione pubblicitaria delle terme al mondo. Frequentato dal Montaigne che vi curò la sua calcolosi renale orinando 36 calcoli della dimensione di una piccola oliva. Tra i frequentatori illustri vi fu anche Letizia Ramolino, madre di Napoleone, ricordata per la sua tirchieria (voleva che il fornaio ritirasse il pane secco e lo sostituisse con quello fresco).

Bagno Cardinali: con acqua a 37,1° detta sorgente alla Cova (citata per la prima volta solo nel 1775), usata anche oggi come soluzione a tutti quei problemi di digestione, indicata a far "digerire anche i sassi", come dicono i paesani. Prima era denominato Bagno Gualoppino (citato già nel 1292) perché vi si portavano ad abbeverare e curare i cavalli. Costruito come nuovo stabilimento da un certo Cardinali nel 1858 nei pressi del Regio Casinò, unico stabilimento privato in funzione fino al 1921, è stato poi adibito ad abitazione privata.

I frequentatori delle terme[modifica | modifica sorgente]

Tra i vari poeti che hanno frequentato Bagni di Lucca vi è Dante, che passò per Montefegatesi per fuggire ai sicari fiorentini, e attraversando l'Orrido di Botri, si ispirò all'inferno. Richard Church nel 1958 scrisse la lirica Bagni di Lucca, ispirato alle bellezze naturali e all'efficacia delle sorgenti termali:

« Alle acque,salubri, ai ruscelli
Alle aure che Milton ai cieli
Assegnò,credenti o infedeli, di
Fegato e d'arti ribelli malati sicuri affidate.
I Bagni in eterno vivranno,
seppur lor bellezze incantate
ridite i poeti non sanno. »

Tra gli avvenimenti curiosi avvenuti ai Bagni di Lucca, bisogna notare il Passaggio di Annibale, che si recava a combattere Roma protetto dai Liguri, il quale, nel fermarsi alla confluenza tra Lima e Serchio, decise che vi fossero edificati dei forni tanto per panificare che per costruire armi. (leggenda della fondazione di Fornoli).

Sia il Boccaccio che il novellista Sercambi ambientano una novella alle terme dei Bagni di Lucca.

Tra il cinquecento e il periodo Napoleonico è un continuo arrivo di ospiti "stranieri" compresi vari sovrani. Qui la Granduchessa Della Rovere venne a curare la sua sterilità, accompagnata da Falloppio, guarendo totalmente dai suoi problemi.

Con l'arrivo dei francesi, e la corte a Bagni di Lucca, inizia la tradizione dei carri carnevaleschi tra Villa e Ponte, e il teatro di Bagni di Lucca accoglie le "prime" delle opere che vengono recitate in Italia, tradizione poi mantenuta più in piccolo, fino al dopoguerra. Famose tra queste le commedie recitate da Totò.

Metternich, dopo il congresso di Vienna, venne a passare le acque in compagnia di sette sovrani tedeschi (chiamati dagli anziani del luogo i 7 re).

Le Terme sono state inoltre luogo di ispirazione sia per poeti come Byron, Shelley, Heine, Lamartine, Quida, Giacosa, Tosti, Carducci, Montale o compositori come: Rossini, Verdi, Puccini, Mascagni, solo per citarne alcuni.

Primati singolari[modifica | modifica sorgente]

Il Casinò di Bagni di Lucca, riaperto ad agosto 2009
  • Il Casinò, prima casa da gioco del mondo, “apripista” per tutte le altre case da gioco Europee, e la costruzione del Regio Casinò (1837-1839), prima casa da gioco europea non all'interno delle terme.
  • La roulette del Casinò delle Terme, di cui si parla in Europa per la prima volta in epoca prenapoleonica.
  • La prima chiesa Anglicana (1840).
  • La prima illuminazione pubblica ad elettricità in Italia (1886).
  • La fondazione del movimento scout in Italia (1910)
  • Il primo Casinò automatizzato d'Italia, riaperto l'8 agosto 2009

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Il Ponte delle Catene progettato da Lorenzo Nottolini e costruito nel 1860.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Bagni di Lucca[modifica | modifica sorgente]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Bagni Caldi
    Antico borgo famoso per le sue terme, utilizzate già dai Romani e rinomate anche in seguito (vi hanno soggiornato lord Byron, Eugenio Montale, Henry James). Vi si trovano due grotte a vapore naturale: la "Grotta Grande" e la più piccola "Grotta Paolina", così chiamata in onore della sorella di Napoleone, nella quale la temperatura interna varia in base all'altezza, per cui è più calda all'altezza del tronco umano e più bassa ai piedi. Le acque solfato-bicarbonato-calciche delle grotte sono considerate utili per la cura di patologie di tipo reumatico e da stress. Una leggenda popolare vuole che sotto Bagni Caldi e la vicina Ponte a Serraglio esista un vulcano, al quale sarebbe dovuta l'attività termale.
  • Brandeglio (640 m s.l.m.)
  • Benabbio
  • Fornoli
    Sorge nella piana lungo il fiume Lima, in vicinanza alla confluenza con il Serchio, è sede della stazione ferroviaria. Le origini sono antiche visto che è ricordata in un documento del 776.Vi si ammira il Ponte delle Catene opera del Nottolini che attraversa la Lima e collega con Chifenti ( Frazione di Borgo a Mozzano). Altro monumento è la chiesa parrocchiale di San Pietro che era già ricordata in un documento dell'825. Dai primi del Novecento è stata sede della fabbrica del tannino detta dei Francesi, adesso dismessa, rimangono in zona aziende nell'attività cartaria e nella fabbricazione di statuine. Data la felice posizione la frazione ha avuto un notevole sviluppo edilizio e demografico.
  • Granaiola
    Paesino montano e luogo di villeggiatura. Ha dato nascita a Nicolao Dorati, compositore del XVI secolo, al quale è intitolata una via del paese.
  • Casabasciana (572 m s.l.m.)
    Antico paese di origine tardoromanica, nel corso dei secoli XIV-XV fu sede dei Vicari di Val di Lima. All'interno del paese da visitare la chiesa parrocchiale intitolata ai santi Quirico e Giulitta Mm. in stile barocco. Si conservano all'interno della chiesa, sotto la mensa dell'Altare Maggiore, le spoglie di San Primo Martire, festeggiato ogni anno la seconda domenica di agosto. Alla sommità del paese si trova l'Oratorio del Murrotto dove è venerata la Madonna omonima. Sotto il paese si trova la pieve romanica del secolo XII, antica parrocchiale. Il paese è ricco di strade selciate, fontane (tra cui due lavatoi tuttora in funzione) e punti panoramici.
  • Limano
    Paese di montagna, vi si svolge il 1º agosto la "Festa in piazza Gave", con canti e danze in costume, in occasione della quale un tempo dall'alpe scendevano i pastori a vendere gli agnelli. La festa cominciava con una messa cantata alla presenza del Pievano di Vico e in serata si improvvisano canti e musica con chitarre e fisarmoniche per fare serenate alle ragazze. Negli anni settanta la festa decadde, ma fu riportata in auge dall'associazione "Limano Nostro". Da segnalarsi la bellissima decorazione del coro della chiesa di San Martino, patrono del paese, opera del maestro Arturo Chelini del 1908.
  • Lucchio
    Piccolo borgo medioevale, arroccato sul rilievo omonimo, visibile a chi entra nel territorio comunale percorrendo la statale SS12 dall'Abetone verso Lucca. Visibili i resti della rocca del XII secolo. Solitamente qualche giorno prima il ferragosto si rievocano antichi fasti e tradizioni culinarie ne la Festa Medioevale.
  • Lugliano
Ponte a Serraglio, la passerella sul Lima
  • Ponte a Serraglio
    Piccola frazione, dove vi è il casinò più antico d'Europa, risalente al 1839; dall'8 agosto 2009 è stato riaperto come primo casinò elettronico Kulstar d'Italia. È stata anche inaugurata la passerella pedonale che collega il lato del fiume del casinò a quello dove è presente Villa Fiori, e alcuni hotel turistici.
  • San Cassiano di Controni
    Paese alle pendici del Monte Prato Fiorito, formato da otto piccoli borghi chiamati villette: Campiglia, Cappella, Vizzata, Cembroni, Cocolaio, Livizzano, Chiesa, Piazza. Di notevole importanza storico-artistica è la chiesa romanica dedicata a San Cassiano. Il vicino Monumento ai Caduti in bronzo è opera dello scultore Del Guerra (1925). Il 13 agosto 2012, nell'oratorio antistante la chiesa parrocchiale è stato inaugurato un piccolo museo di arte sacra contenente, tra le altre, la pregevole scultura lignea raffigurante San Martino di Tours a cavallo (sec. XIV). L'opera è attribuita a Jacopo della Quercia.
  • Montefegatesi
    Dista da Bagni di Lucca circa 15 km e posto a 850 m s.l.m. Antico borgo medioevale e già appartenuto al Ducato di Modena. Meta estiva per il turismo, soprattutto da parte straniera. Il busto bronzeo di Garibaldi è opera di Urbano Lucchesi (1902). Degna di nota la chiesa parrocchiale, risalente al Secolo XVIII e dedicata a San Frediano, con la sua lunetta posta sulla facciata ritraente il santo realizzata e donata dallo scultore Gino Boni. La statua di Dante Alighieri, realizzata dallo scultore lucchese Francesco Petroni, è posta in una piazzetta sulla cima che sovrasta il paese e testimonia il passaggio dell'illustre personaggio da questi luoghi. Si dice che dall'Orrido di Botri, piccolo canyon naturale posto nella vallata sottostante, egli abbia tratto ispirazione per alcuni scenari dell'inferno nella Divina Commedia.

Sport[modifica | modifica sorgente]

  • A Bagni di Lucca è presente la squadra di calcio femminile Bagni di Lucca che è stata promossa in Serie C.
  • La squadra di calcio Maschile USD Bagni di Lucca, dopo la fusione con la squadra Appennino Pistoiese, partecipa al campionato di Promozione girone A della Toscana.
  • Il Tennis Club Bagni di Lucca dopo 4 anni ha riportato la propria squadra in Serie C

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Città gemellate[modifica | modifica sorgente]

Gruppo storico[modifica | modifica sorgente]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Bagni di Lucca è attraversata della strada regionale 445 della Garfagnana, dalla strada statale 12 dell'Abetone e del Brennero e da alcune strade provinciali sulle quali sono svolte autocorse in servizio pubblico a cura di CTT Nord.

È inoltre presente una stazione ferroviaria, servita dalle corse effettuate da Trenitalia che percorrono la ferrovia Lucca-Aulla nell'ambito del contratto di servizio con la Regione Toscana.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[2]


Etnie[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 728 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania Romania 210 3,22%

Regno Unito Regno Unito 101 1,55%

Marocco Marocco 72 1,10%

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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  • Bindoli Giuseppe Lugliano, Lucca 1931
  • Bonaventura Arnaldo I Bagni di Lucca, Bergamo 1914
  • Buonamici Mauro Terme, Lucca 1992
  • Burlamacchi Maurizio Le antiche case del Bagno alla Villa, Firenze 1969
  • Carina Alessandro Delle condizioni fisiche, meteorologiche e igieniche del territorio di Bagni di Lucca, Firenze 1863
    • Ricordi storici e considerazioni intorno all'amministrazione di Bagni di Lucca, Lucca 1866
    • Dei Bagni di Lucca, Firenze 1866
    • Indicatore topografico e medico di Bagni di Lucca, Lucca 1867
    • Notizie storiche sul contado Lucchese e specialmente sulle valli della Lima e dell'alto Serchio, Lucca 1871
    • L'uomo preistorico, Lucca 1881
  • C.E.P.L.A.T. Atti delle giornate mediche di Bagni di Lucca, Lucca 1980
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    • I Bagni di Lucca, Lucca 1972
    • Bagni di Lucca tra cronaca e storia, Lucca 1977
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  • Del Chiappa Giuseppe Petizione del Municipio dei Bagni di Lucca al Regio Governo, Lucca 1861
    • Notizie storiche su Montefegatesi, Lucca 1896
  • Donati G.Battista De acquis lucensibus, Lucca 1580
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  • Lazzareschi Eugenio Bagni di Lucca la Svizzera della Toscana, Milamo s.d.(anni venti)
    • Lucca e le sue stazioni di cura e soggiorno, Milano 1935
  • Lombardi Achille Guida de' Bagni di Lucca e dintorni, Firenze 1882
  • Lunardi Giuseppe Lucchesia pittoresca, Firenze 1931
  • Mondat Vincent Bains de Lucques, Firenze 1840
  • Martini Ludovico Brevi discorsi della natura ed effetti dei Bagni di Corsena di Lucca, Bologna 1614
  • Moscheni Domenico De' Bagni di Lucca, Lucca 1792,
  • Motroni Mario Aspetti economici e sociali nella storia delle Terme di Bagni di Lucca, Pisa 1964
  • Paoli Sebastiano Rara paralisis Usu Thermarum Lucensium plene sanata, Lucca 1772,
  • Pellegrini Luigi Di alcuni paesi della montagna Lucchese, Lucca 1891
    • I Bagni di Lucca, Lucca 1899
  • Regali Matteo Intorno all'uso dell'acqua della Villa, Lucca 1713
  • Ruspoli Sforza I Bagni di Lucca,Firenze 1928
  • Snow William Hand Book for Baths of Lucca, Pisa 1847
  • Solenander Ranieri De caloris fontium, Lione 1558
  • Stefani Paolo Pensieri relativi a Bagni di Lucca, Lucca 1861
  • Stisted Elisabeth Letters Bye Ways of Italy, Londra 1845
  • Vannini Domenico Lettere sull'ordinamento delle Terme Lucchesi, Firenze 1868
  • Whipple Evangeline A famous corner of Tuscany, Londra 1928
  • Zambeccari Giuseppe Breve trattato de Bagni di Pisa e Lucca, Padova 1712

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