Frunti

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I ruderi del paese abbandonato di Frunti

Frunti o Fronto è stata un'antica circoscrizione territoriale e amministrativa di cui ancora oggi si ha memoria del suo nome, sita a sud ovest di Teramo, che nel corso del basso medioevo assunse estensione e confini diversi.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

A ben leggere i documenti ancora superstiti, quali quelli descritti da Niccola Palma, e dai sopralluoghi effettuati per la redazione dei DAT, i pochi ruderi a cui si vorrebbe attribuire la antica denominazione, si devono invece ricondurre al distrutto paese di Solignano la cui chiesa era dedicata a S. Maria, sito sulla sommità del colle e sull'antico tracciato viario che conduceva sin dall'antichità al tempio di Pagliaroli, e che nel sec. XIV dipendeva promiscuamente sia dalla pieve di Pagliaroli che dall'Abbazia di S. Giovanni in Pergulis; mentre il nome Frunti, derivato dall'aspetto alto e ripido del colle, come comunemente accadeva per i comuni abruzzesi, non identificava necessariamente una località ma tutto il territorio. La comunità ebbe il privilegio del Foro almeno dal 1328.

Nota almeno dalla metà del sec. XIII dette il nome alla famiglia feudale "di Fronto"[1] che ne fu feudataria fino a buona parte del Trecento[2], e che per brevi periodi detenne anche quote del confinante castello di Fornarolo.
Nel territorio che comprese per un periodo anche i comuni o castra di Scalellis e Rocca di Padula, poi riunite al comprensorio di Montagna di Roseto, e oggi facenti parte del comune di Cortino, sorgeva l'antica abbazia benedettina di S. Giovanni in Pergulis nota sin dalla bolla di papa Anastasio IV del 1153, come possedimento della Chiesa Aprutina. L'abbazia, che godette di diritti signorili nel territorio circostante e di cui rimangono solo i ruderi del campanile a vela, sorgeva nelle immediate vicinanze a Ovest dell'attuale località di Valle San Giovanni, già esistente nel sec. XIV e che si ritiene quindi ragionevolmente rappresentare il capoluogo dell'antica Frunti, e forse anche la probabile residenza dell'antica famiglia signorile.
L'antico comune, privato di alcuni territori, venne poi aggregato alla Contea poi Marchesato di Montorio di cui ne seguì le vicende fino alla eversione della feudalità. Oggi gran parte del suo territorio è annesso al Comune di Teramo

I resti del paese abbandonato di Frunti

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Niccola Palma, Storia ecclesiastica e civile della città e diocesi di Teramo, Teramo, 1832, ristampa 1978; vol. II, cap. LXV v. "de Plebe Pagliaroli"
  • DAT - Documenti dell'Abruzzo Teramano, La valle dell'alto Vomano e i Monti della Laga, vol. I, p. 190;
  • Associazione Gandhi, Paesi abbandonati, Teramo, Edizioni Grafiche Italiane, 1991, pp. 100–104;

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Francesco Savini, le famiglie feudali della regione teramana nel Medioevo, Roma 1916
  2. ^ Nel 1363 la Regina dispone della 3ª parte del feudo di Fronto, già appartenuta a Roberto di Lalle di Fronto morto senza eredi; Francesco Brunetti, Sacra ac profana Aprutii Monumenta, Fragmenta, Te 2008 (a cura di Roberto Ricci).