Roscigno

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Roscigno
comune
Roscigno – Stemma Roscigno – Bandiera
Roscigno – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Campania – stemma Campania
Provincia Salerno – stemma Salerno
Sindaco Luca Iannuzzi (lista civica Amministrazione insolita = Consiglieri di maggioranza + consiglieri d'opposizione) dal 29/05/2007
Territorio
Coordinate 40°24′0″N 15°21′0″E / 40.4°N 15.35°E / 40.4; 15.35 (Roscigno)Coordinate: 40°24′0″N 15°21′0″E / 40.4°N 15.35°E / 40.4; 15.35 (Roscigno)
Altitudine 570 m s.l.m.
Superficie 14 km²
Abitanti 860[1] (31-12-2010)
Densità 61,43 ab./km²
Comuni confinanti Bellosguardo, Corleto Monforte, Laurino, Sacco, Sant'Angelo a Fasanella
Altre informazioni
Cod. postale 84020
Prefisso 0828
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 065111
Cod. catastale H564
Targa SA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti roscignoli
Patrono san Rocco
Giorno festivo 16 agosto
Localizzazione
Roscigno è posizionata in Italia
Roscigno
Sito istituzionale

Roscigno è un comune italiano di 860 abitanti della provincia di Salerno in Campania.

Roscigno fa parte della Comunità montana Alburni, del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano e della Diocesi di Teggiano-Policastro.

Il nome del paese è una derivazione dalla dizione dialettale "russignuolo", vale a dire usignuolo. Ha una economia agricola: abbondano sul suo territorio numerosi terreni coltivati ad olivi e viti.

Indice

[modifica] Geografia fisica

[modifica] Roscigno Vecchia

Il Comune di Roscigno si divide in due parti: Roscigno Vecchia e Roscigno Nuova. Roscigno Vecchio, il centro storico, è una frazione completamente disabitata da tempo a causa della presenza di diverse frane. Il centro storico di Roscigno inizia a svuotarsi intorno all'anno 1902 a causa di due ordinanze del genio civile (la legge speciale n. 301 del 7 luglio 1902 e la legge n. 445 del 9 luglio 1908) che obbligano la popolazione al trasferimento nell'attuale ubicazione del paese, Roscigno nuova.

In Roscigno vecchia attualmente risiede un solo abitante (Giuseppe Spagnuolo) che, dopo la morte di Dorina, unica vera ultima residente, si è trasferito in una delle vecchie case, trascorre le giornate per le vie deserte del paese dove, talvolta, giunge qualche turista; il solitario abitante (poco più di 50 anni) ne approfitta allora per fare da cicerone. Nel 2000 il centro storico di Roscigno contava 1 abitante[2].

[modifica] Storia

Il nome del paese dalla ricostruzione storica deriva da "Russino" che compare in alcuni scritti del 1086 (custoditi presso l'Abbazia territoriale della Santissima Trinità di Cava de' Tirreni) quando il signore di "Corneto" (Corleto Monforte) donò la chiesa di S. Venere all'abbazia di Cava.

Il piccolo borgo di "Russigno" e "Ruscigni" si può trovare impresso in molti scritti di epoca medievale.

[modifica] Primi insediamenti abitativi

I primi insediamenti abitativi, che costituirono uno dei primi nuclei abitati di Roscigno Vecchia, si formarono verso la fine dell'anno mille intorno ad un convento di Benedettini che fu costruito ad un miglio a sud dalla località chiamata "Piano".

La formazione dei primi insediamenti abitativi si ebbero per esigenze logistiche da parte dei pastori, porcari e bovari di Corleto Monforte che stanchi di percorrere tutti i giorni la distanza (circa 4 km) tra l'attuale centro abitato di Roscigno Vecchia e l'antico centro medievale di Corleto Monforte decisero di costruire degli insediamenti abitativi vicini al convento dei Benedettini e la chiesa di S. Venere.

[modifica] Cronologia storica

Nel 1268 Roscigno Vecchia contava con una popolazione di 110 fuochi.

Nel 1303 da un documento di tipo testamentario si certifica e si testimonia la presenza sul territorio di "Rosinii", appartenente alla Baronia dei Fasanella, di frati ospedalieri.

L'anno 1515 è un anno fondamentale nella storia della comunità di Roscigno che era feudo dei San Severino .

Il 1515 è l'anno in cui si verifica l'autonomia del comune dalla proprietà del comune di Corleto Monforte e la storica e definitiva separazione amministrativa dallo stesso. La piccola comunità di Roscigno passa di mano e raggiunge la sua autonomia completa con l'acquisto da parte del feudatario Michele Soria per la somma di 15.000 ducati dei territori di tipo collinari e montani che andavano dalle "Difese di Galdo" e della "Costa del Monte", al "Cellino" ed alle "Serricelle".

Dal 1811 al 1860 ha fatto parte del circondario di Sant'Angelo a Fasanella, appartenente al Distretto di Campagna del Regno delle Due Sicilie.

Nel 1817 iniziarono i lavori per la costruzione del Camposanto in Roscigno Vecchia a seguito dell'applicazione dell'Editto di Saint Cloud.

Dal 1817, quindi, i morti di Roscigno non vengono più inumati nelle chiese e nelle cappelle dell'antico centro abitato.

Nel 1860 molti cittadini di Roscigno aderirono alla rivolta contro i Borboni e furono contenti per l'annessione al Piemonte ed alcuni di loro fecero parte della colonna organizzata da Lorenzo Curzio che prese parte prima alla repressione dei moti filo-borbonici che erano sorti nell'avellinese e poi alla battaglia del Volturno.

Murature antiche in Roscigno vecchia

Dal 1860 al 1927, durante il Regno d'Italia ha fatto parte del mandamento di Sant'Angelo a Fasanella, appartenente al Circondario di Campagna.

[modifica] Briganti

Nel 1866 la sera del 7 luglio, verso le ore 9 del pomeriggio, in P.zza Giovanni Nicotera si verificò un'invasione di bande di briganti capeggiate da Angelo Croce e Francesco Mazzei che lasciarono a terra due morti e molteplici feriti.

[modifica] Roscigno Vecchia: "Il paese che cammina"

Qualsiasi studioso che intraprenda uno screening serio sulla storia di Roscigno si accorgerebbe subito che questa è la definizione giusta per il piccolo borgo abbandonato di "Roscigno Vecchia". Il movimento franoso che nel corso dei secoli ha costretto gli abitanti di Roscigno Vecchia alla migrazione forzosa dalle zone più basse del centro storico verso la località nominata "Piano" (in cui oggi è situata l'imponente Piazza Giovanni Nicotera).

La tenacia certosina, l'orgoglio, i sacrifici dei cittadini di Roscigno Vecchia e le continue ricostruzioni del centro abitato con i materiali di risulta provenienti da precedenti crolli di case che si trovavano nella parte sud dell'antico abitato hanno fatto nascere il mito del "paese che cammina".

[modifica] Roscigno fra frane e alluvioni

Il dottore Lucido Di Stefano nei suoi "discorsi storici sulla valle di Fasanella" descrivendo Roscigno scrive:<<...Fu Ella malamente situata in terra non stabile per esser un masso di Creta, e per dapertutto sgorgare acqua, avendo ne' lati de Torrenti, che rodono il terreno, oltre un altro, che passa per mezzo dell'Abitazione; ond'è, che in tempo di està dissecandosi l'acqua, e restringendsi il terreno cretoso, le mura dell'edifizi delle Case si aprono facendo delle gravi lesioni, ed aperture con pericolo di rovinarsi, siccome molti ne sono rovinati, senza esservi Casa, che non patisca tale difetto, stando in gran pericolo l'Abitatori allorche soffiano l'Aquiloni, gli Scilocchi....>>.

L'instabilità del terreno è una variabile che gli abitanti di Roscigno tengono sempre in cosiderazione nel corso dei secoli.

Roscigno è stato riedificato per tre volte a causa delle frane (intorno al 1600, intorno al 1700 e ultimo trasferimento agli inizi del 1900).

Testimonianze storiche confermano la continua lotta dei cittadini di Roscigno nei confronti della matrigna natura.

La chiesa di San Nicola è stata completamente ricostruita in località "Piano" in Roscigno Vecchio intorno al 1770 utilizzando i resti della precedente costruzione che fu demolita a causa di insanabili lesioni causate da una frana.

[modifica] Alluvione

Nel 1776 nella zona chiamata "Bella Pala" (vicina alla zona interessata dalla frana in località "Molinello") si è formato un piccolo laghetto a seguito di una depressione del terreno. Nell'aprile del 1776 il signore Mazzeo Francesco nel laghetto di "Bella Pala" si tuffò per misurare e vedere il fondo e, purtroppo, se ne persero le tracce per 8 giorni fino a quando non fu rinvenuto il suo cadavere.

[modifica] Archeologia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Monte Pruno.

Nel territorio collinare di Roscigno, a quasi due chilometri dal centro abitato, si trova il sito archeologico del Monte Pruno, sede di un vasto insediamento enotrio e lucano, databile tra il VII e il III secolo a.C.

Di particolare rilevanza una tomba principesca rinvenuta nel 1938, il cui ricco corredo è conservato presso il Museo archeologico provinciale di Salerno.

Altri ritrovamenti sporadici risalgono agli anni venti, mentre ricerche sistematiche si sono svolte a partire dagli anni ottanta ed i ritrovamenti stanno delineando e tracciando una estesissima e ricchissima necropoli.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Infrastrutture e trasporti

[modifica] Strade

  • Strada Provinciale 342 Innesto ex SS 166-Roscigno-Sacco-Innesto SP 11.
  • Strada Provinciale 418 Italia.svg Strada Provinciale 418 Roscigno-Bellosguardo.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Luca Iannuzzi (lista civica Amministrazione insolita = Consiglieri di maggioranza + consiglieri d'opposizione) dal 29/05/2007

[modifica] Altre informazioni amministrative

Il comune fa parte della Comunità montana Alburni.

[modifica] Cultura e manifestazioni

[modifica] Feste culturali e religiose

A Roscigno si celebrano molte feste soprattutto di carattere religioso, ma anche feste popolari come sagre estive. Di seguito sono riportate le date delle principali manifestazioni:

[modifica] Mercati e fiere

[modifica] Associazioni presenti sul territorio

[modifica] Attrazioni turistiche

Antico tracciato Via degli Stranieri

[modifica] Curiosità

Il cognome più diffuso nel paese è Resciniti.

[modifica] Musei

[modifica] I film girati in Roscigno Vecchia

In Roscigno Vecchia sono stati girati film e cortometraggi.

I principali film girati sono:

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Articolo di Repubblica

[modifica] Bibliografia

  • "Fede e religiosità a Roscigno" di Marco Ambrogi - Vicende storiche e produzione artistica di un millenario paese degli Alburni - ottobre 2006
  • "Roscigno Monte Pruno: Un insediamento indigeno tra Paestum ed il Vallo di Diano", a cura di Giovanna Greco - edizione 2002
  • "Roscigno: La Tomba di Monte Pruno" di Domenico Sorrentino - edizione 2003 stampato dalla Comunità Montana degli Alburni
  • Briganti degli Alburni - Giuseppe Melchionda - Ed. Arci Postiglione
  • Della Valle di Fasanella nella Lucania - Discorso del Dottor LUCIDO DI STEFANO della terra di Aquaro nella stessa Lucania - Libro II

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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