Vittime della camorra

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Questa pagina è una lista delle vittime della camorra, dagli anni ottanta fino ai tempi odierni.

Anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

  • Domenico Beneventano, (7 novembre 1980), consigliere comunale del PCI di Ottaviano
  • Ciro Rossetti (11 ottobre 1980) operaio dell'Alfa Sud ucciso per un errore a S. Giovanni a Teduccio Napoli a seguito di una sparatoria fra clan rivali lascia la moglie Antonietta Lamberti e due figli piccoli Gennaro e Cristina
  • Marcello Torre (11 dicembre 1980), sindaco di Pagani
  • Filomena Morlando (17 dicembre 1980), insegnante, uccisa per errore durante una sparatoria per strada
  • Mariano Mellone (12 marzo 1981), padre di una bambino di appena 1 anno, ucciso per errore a seguito di sparatoria fra clan rivali
  • Dino Gassani (27 marzo 1981), avvocato penalista, ucciso nel suo studio per non aver voluto rinunciare alla difesa
  • Giuseppe Grimaldi (27 marzo 1981), segretario dell'Avv. Dino Gassani
  • Giuseppe Salvia (14 aprile 1981), vice direttore del carcere di Napoli-Poggioreale
  • Simonetta Lamberti (29 maggio 1982), figlia del giudice Lamberti di Cava de' Tirreni. Uccisa durante un attentato al padre. In sua memoria sono intitolati lo stadio di Cava dei Tirreni e la Biblioteca "Museo del Mare" di Bagnoli
  • Salvatore Nuvoletta (2 luglio 1982), carabiniere ventenne, ucciso perché accusato a torto dalla camorra di aver partecipato allo scontro a fuoco in cui morì un loro affiliato
  • Antonio Ammaturo (15 luglio 1982), vicequestore della Polizia di Stato a Napoli
  • Pasquale Paola (15 luglio 1982), agente che accompagnava Antonio Ammaturo
  • Andrea Mormile (3 settembre 1982) maresciallo dei falchi
  • Elio Di Mella (7 ottobre 1982), carabiniere trentenne, ucciso mentre conduceva il detenuto Mario Cuomo, uomo della Nuova Camorra Organizzata, in tribunale
  • Gennaro De Agelis (15 ottobre 1982),lavorava nel carcere di Poggioreale,ucciso da 2 camorristi perché si opponeva a lavorare per loro.
  • Franco Imposimato (11 ottobre 1983), Maddaloni, ucciso per ritorsione nei confronti del fratello, il giudice Ferdinando Imposimato, e per il suo impegno sul territorio
  • Giancarlo Siani (23 settembre 1985), giornalista ucciso per degli articoli che aveva scritto
  • Mario Ferrillo (5 novembre 1986), impresario teatrale assassinato a Licola scambiato con noto camorrista locale lascia moglie e quattro figli di cui la più piccola Marianna di 10 anni
  • Rosa Visone (8 novembre 1986), di 16 anni uccisa a Torre Annunziata, per errore a seguito di sparatoria tra carabinieri e pregiudicati camorristi
  • Luigi D'Alessio (8 novembre 1986), maresciallo dei carabinieri, ucciso a Torre Annunziata in seguito a conflitto a fuoco con pregiudicati camorristi
  • Gennaro Galano (12 novembre 1986), segretario della X municipalità di Napoli della Democrazia cristiana, titolare insieme con il fratello dell'omonimo Bar "Galano", situato in una delle piazze più importanti della città. Deciso a non piegarsi al racket della camorra, fu assassinato all'uscita del suo bar mentre era in compagnia della figlia.

Anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

  • Pasquale Feliciello, (5 maggio 1990), impiegato della ASL, ucciso barbaramente per uno scambio di persona, si puntava all'uccisione di un pregiudicato.
  • Nunzio Pandolfi (18 maggio 1990), ucciso a due anni nel rione Sanità, mentre era tra le braccia della zia, nella stessa stanza dove c'era il padre vero obiettivo dell'agguato, anch'esso ucciso.
  • Tobia Andreozzi (30 agosto 1990), un ragioniere incensurato, estraneo alla camorra fu eliminato per il solo fatto di trovarsi in compagnia del vero obiettivo dei sicari.
  • Fabio De Pandi, 21 luglio 1991, bambino di undici anni. Ucciso da un proiettile vagante indirizzato ad uno spacciatore.
  • Angelo Riccardo, (21 luglio 1991), giovane di Casapesenna (Caserta) - 21 anni. Testimone di Geova, stava andando alla sala del Regno con degli. Ucciso durante un conflitto a fuoco tra clan avversari dei casalesi.
  • Alberto Varone, 24 luglio 1991, ucciso dal clan di Sessa Aurunca (CE) per non aver voluto cedere la sua attività. Storia raccontata nel libro “La Bestia”, di Raffaele Sardo
  • Stefano Ciccarelli, (31 luglio 1991), elettricista di Villa di Briano (attualmente residente a Casal di Principe) ferito alla colonna vertebrale all'età di 29 anni, costretto a vivere su di una sedia a rotelle per il resto della sua vita. Stava rincasando dopo una lunga giornata di lavoro, quando venne ferito gravemente da una pallottola vagante durante un conflitto a fuoco tra clan avversari casalesi.
  • Nunziante Scibelli (30 ottobre 1991, Lauro, AV), prima vittima innocente della faida Cava-Graziano. Ha 26 anni, è di Taurano e fa l'operaio. Ucciso per errore a causa della sua auto, un'Alfetta marrone, la stessa del vero obiettivo dei killer. Succede a Ima, frazione di Lauro.
  • Gennaro Falco (31 ottobre 1993), medico. Fu ucciso a Parete, suo paese natale, per via di essere ritenuto "colpevole" di aver curato non adeguatamente la moglie di Francesco Bidognetti
  • Giuseppe Diana (19 marzo 1994), parroco di Casal di Principe
  • Palma Scamardella (12 dicembre 1994) Nipote della vittima designata, Domenico Di Fusco. Palma, madre di una bimba di 15 mesi, è sulle scale della sua abitazione a Pianura (Napoli). Nascosta dal fogliame, i sicari le sparano vedendo la sua sagoma che si muove, colpendola alla testa.
  • Gioacchino Costanzo (15 ottobre 1995), bimbo di due anni, viene ucciso in auto con lo zio, pregiudicato, venditore di sigarette di contrabbando, che il “commando” di sicari aveva deciso di eliminare[1]
  • Romano Luigi (15 ottobre 1996) falegname, inseguito e freddato nella sua macchina a Pollena (NA)
  • Luigia Esposito (14 novembre 1996), ragazza uccisa perché alcuni giorni prima aveva assistito all'omicidio di Ciro Rispoli, delitto commesso nell'ambito della faida tra i clan della zona orientale di Napoli[2]
  • Raffaele Pastore (23 novembre 1996), commerciante di Torre Annunziata, ucciso dalla camorra nel suo stesso negozio per aver denunciato un'estorsione e aver fatto arrestare un camorrista[3]
  • Anjo Arcella (18 dicembre 1996), Avvocato di Napoli, ucciso dalla camorra perché si temeva che la sua attività professionale di difensore del boss Luigi Giuliano potesse indurre questi al pentimento[4]
  • Ciro Zirpoli (26 gennaio 1997), 16 anni, ucciso a Ercolano perché figlio di un pentito[5].
  • Silvia Ruotolo (11 giugno 1997), madre di famiglia di 39 anni uccisa per errore in un conflitto a fuoco. Era cugina dei giornalisti Guido e Sandro.
  • Alberto Vallefuoco, Salvatore De Falco e Rosario Flaminio (20 luglio 1998), operai, uccisi a Pomigliano d'Arco perché scambiati per componente di una banda rivale [6]
  • Giovanni Gargiulo (18 febbraio 1998), ucciso a 14 anni, forse per qualche parentela[7]
  • Giustino Perna, 30 aprile 1999, assicuratore, ucciso per una vendetta trasversale nell'ambito della faida di Pianura.

Anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

  • Luigi Sequino e Paolo Castaldi (10 agosto 2000), ragazzi uccisi a 20 anni per errore[8][9]
  • Valentina Terracciano (12 novembre 2000), uccisa a due anni[10]
  • Francesco Antonio Santaniello (31 gennaio 2002), imprenditore, ucciso nella sua rivendita di materiale edile a Lauro (Av)
  • Federico Del Prete (18 febbraio 2002), sindacalista
  • Paolino Avella (5 aprile 2003) diciassettenne, muore a San Sebastiano al Vesuvio mentre cerca di scappare da una rapina
  • Annalisa Durante (27 marzo 2004), ragazzina uccisa a 14 anni per errore
  • Gelsomina Verde (21 novembre 2004), uccisa a 22 anni nel pieno della prima faida di Scampia da un sicario del clan Di Lauro perché per un breve periodo era stata legata affettivamente ad un componente del clan degli Scissionisti.
  • Antonio Landieri (6 novembre 2004), disabile venticinquenne ucciso per errore
  • Dario Scherillo, 26 anni, ucciso il 6 dicembre 2004[11]
  • Francesco Rossi, 50 anni, ferito per errore a Sant'Anastasia (NA), il 28 dicembre 2004), morirà il 2 gennaio 2005 per le ferite riportate
  • Carmela Attrice (15 gennaio 2005), 47 anni[12][13]
  • Attilio Romanò (30 marzo 1975 - 24 gennaio 2005), 29 anni[14]
  • Nunzio Giuliano (21 marzo 2005)
  • Enrico Amelio (10 ottobre 2006)
  • Ciro Galotta (29 giugno 2007), ucciso per errore dai casalesi
  • Giuseppe Veropalumbo ucciso il 31 dicembre 2007 la sera di fine anno da una pallottola vagante a Torre Annunziata
  • Domenico Noviello (Baia Verde, 20 maggio 2008), imprenditore ribellatosi al pizzo impostogli dal clan dei casalesi diversi anni prima, già sotto protezione
  • Umberto Bidognetti, ucciso il 2 maggio 2008[15] padre del pentito Domenico
  • Raffaele Granata, ucciso l'11 luglio 2008, padre del sindaco di Calvizzano: ucciso per aver rifiutato di pagare il pizzo al clan dei casalesi
  • Strage di Castelvolturno (18 settembre 2008)
  • Nicola Nappo, 23 anni, ucciso per errore il 9 luglio 2009 a Poggiomarino.

Anni 2010[modifica | modifica wikitesto]

  • Angelo Vassallo (5 settembre 2010), sindaco di Pollica, ucciso in un attentato la cui sospetta matrice camorristica è ancora oggetto di indagini da parte della magistratura.
  • Vincenzo Liguori, (13 gennaio 2011), 57 anni, meccanico ucciso per errore in una sparatoria a San Giorgio a Cremano.
  • Pasquale Romano (15 ottobre 2012), 30 anni, ucciso per errore da due sicari in sella ad una moto a Napoli, nel quartiere di Marianella, al confine con Scampia, perché scambiato per uno spacciatore (vero bersaglio dei killer) a cui assomigliava[16].
  • Vincenzo Ferrante (26 febbraio 2014), 29 anni, ucciso per errore ad Arzano, all'interno di un solarium, perché ritenuto un guardaspalle di un boss, ucciso nello stesso agguato, ma in realtà il ragazzo era totalmente estraneo ad ambienti criminali[17]. La notizia di tale agguato suscitò scalpore perché ricalcava esattamente la scena iniziale del film Gomorra.
  • Gennaro Cesarano (6 settembre 2015), ragazzo di 17 anni, morto in Piazza San Vittorio nel quartiere napoletano della Sanità (dove abitava), ucciso da un proiettile vagante sparato da una paranza (ovvero un gruppo di fuoco composto da giovani camorristi) durante una stesa, ovvero un raid armato con cui le paranze impongono il proprio dominio sul territorio.
  • Maikol Giuseppe Russo (31 dicembre 2015), 26 anni, ucciso a Napoli all'interno di un bar di Piazza Calenda a Forcella da un proiettile vagante sparato durante una stesa.
  • Vincenzo Amendola (4 febbraio 2016), ragazzo di 18 anni, ucciso a Napoli, nel quartiere San Giovanni a Teduccio e ritrovato sepolto in un campo poco lontano da casa sua; la sua colpa era quella di aver stretto una relazione extraconiugale con la moglie di Antonio Formicola, boss della zona, detenuto al 41 bis; autore dell'omicidio è Gaetano Formicola, figlio ventunenne di Antonio e della donna con cui Amendola aveva instaurato tale relazione clandestina.
  • Ciro Colonna (7 giugno 2016), 19 anni, ucciso assieme a Raffaele Cepparulo (ritenuto il vero obiettivo dei sicari) nel quartiere napoletano di Ponticelli[18].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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