Gabriel García Márquez

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« Lei gli domandò in quei giorni se era vero, come dicevano le canzoni, che l'amore poteva tutto. – È vero – le rispose lui – ma farai bene a non crederci. »
(G. García Márquez, da Dell'amore e di altri demoni)
Gabriel García Márquez in una foto del 2009
Medaglia del Premio Nobel Nobel per la letteratura 1982

Gabriel José de la Concordia García Márquez (Aracataca, 6 marzo 1927[1]) è uno scrittore e giornalista colombiano, insignito, nel 1982, del Premio Nobel per la letteratura.

La sua notorietà si deve principalmente all'attività di scrittore, nella quale si è espresso ad un altissimo livello, ottenendo un grande successo di pubblico e di critica in tutto il mondo. Considerato il maggior esponente del cosiddetto realismo magico in narrativa, ha contribuito a rilanciare fortemente l'interesse per la letteratura latinoamericana.

La sua prosa è sempre scorrevole, ricchissima, immaginifica e costantemente pervasa di una amara ironia; la struttura dei suoi romanzi complessa e articolata, con frequenti intrecci fra realtà e fantasia, fra storia e leggenda, con una grande padronanza nel gestire diversi piani di lettura, anche allegorici, oltre che di un uso sapiente dei flashback e dello svolgersi di vicende parallele.

Indice

Biografia [modifica]

García Márquez autografa una copia di Cent'anni di solitudine all'Avana, Cuba
García Márquez in una foto del 1984

Primogenito dei sedici figli del telegrafista Gabriel Eligio García e della chiaroveggente Luisa Santiaga Márquez Iguarán, Gabriel García Márquez nacque ad Aracataca, un paesino fluviale della Colombia, il 6 marzo 1927, anche se è talvolta ed erroneamente riportato come anno di nascita il 1928.[1] Dopo il trasferimento a Riohacha, crebbe con i nonni materni: il colonnello d'ispirazione politica liberale Nicolás Márquez Mejía e sua moglie Tranquilina Iguarán Cotes.

Nel 1937, a seguito della morte del nonno, Gabriel García Márquez si trasferì a Barranquilla per studiare. Dal 1940 frequentò il Colegio San José e si diplomò al Colegio Liceo de Zipaquirá nel 1946. L'anno dopo, García Márquez si trasferì a Bogotá per studiare giurisprudenza e scienze politiche presso l'Universidad Nacional de Colombia, ma presto abbandonò lo studio di quelle materie che non lo affascinavano.

Dopo i disordini del 1948, in cui nel rogo della pensione in cui abitava bruciarono alcuni suoi scritti, si trasferì a Cartagena dove cominciò a lavorare dapprima come redattore e poi come reporter de "El Universal". Alla fine del 1949 si trasferì a Barranquilla per lavorare come opinionista e reporter a "El Heraldo". Su invito di Álvaro Mutis, nel 1954 García Márquez tornò a Bogotá, a lavorare a El Espectador come reporter e critico cinematografico.

L'anno successivo trascorre alcuni mesi a Roma, dove segue dei corsi di regia presso il Centro Sperimentale di Cinematografia, in seguito si trasferisce a Parigi. Nel 1958 sposa a Barranquilla Mercedes Barcha e, dopo la vittoria di Fidel Castro, visita Cuba e lavora (prima a Bogotà, poi a New York) per l'agenzia "Prensa latina", fondata dallo stesso Castro.

Nel 1958, dopo un soggiorno a Londra, García Márquez tornò in America, stabilendosi in Venezuela. Dalla moglie Mercedes ha avuto due figli, Rodrigo (nato a Bogotá nel 1959) e Gonzalo (che nacque in Messico tre anni più tardi). Nel 1961 si trasferisce a New York come corrispondente di Prensa Latina. Le continue minacce della CIA e degli esuli cubani lo inducono a trasferirsi in Messico.

Nel 1967 pubblicò la sua opera più nota: Cent'anni di solitudine un romanzo che narra le vicende della famiglia Buendía a Macondo attraverso diverse generazioni. Un'opera complessa e ricca di riferimenti e allusioni alla storia e alla cultura popolare sudamericana, considerata la massima espressione del cosiddetto realismo magico, e che ha consacrato in tutto il mondo García Márquez come un autore del massimo livello. Una curiosità: il paese immaginario di Macondo, ispirato ad Aracataca, deve il suo nome ad una zona di vigneti, poi occupata da un villaggio bananiero (Makond), vicina proprio al suo paese di origine, che l'autore poteva vedere dal treno in occasione dei suoi spostamenti.

Nel 1973 abbandona temporaneamente, per circa due anni, la letteretura per dedicarsi il giornalismo sul campo, come segno di protesta per il colpo di stato cileno del generale Pinochet, che portò alla morte del presidente Salvador Allende.

Negli anni successivi seguiranno numerosi altri romanzi e saggi, fra i quali spiccano soprattutto L'autunno del patriarca (1975) e Cronaca di una morte annunciata, e l'ironico L'amore ai tempi del colera, pubblicati negli anni settanta e ottanta, che ottengono un grande successo di pubblico in tutto il mondo, e dai quali sono state tratte omonime versioni cinematografiche.

Dal 1975, Gabriel García Márquez vive tra il Messico, Cartagena de Indias, L'Avana e Parigi. Nel 1982, venne insignito del Premio Nobel per la letteratura. Nel 1999 gli viene diagnosticato un cancro linfatico che lo spinge a iniziare a scrivere le sue memorie e nel 2000 il periodico peruviano "La República" diffonde l'errata notizia secondo cui il Nobel sarebbe ormai agonizzante.

Poco dopo circolò in rete lo scritto La Marioneta, una sorta di commiato dagli amici più cari. In un'intervista al periodico mattutino salvadoregno "El Diario de Hoy", datata 2 giugno 2000, fu lo stesso Garcìa Màrquez a negarne la paternità, affermando, tra l'altro: «Quello che potrebbe uccidermi è che qualcuno creda che io abbia scritto una cosa così kitsch. È la sola cosa che mi preoccupa». In seguito, García Márquez e l'autore del brano, Johnny Welch, si incontrarono, ponendo fine alla querelle. In questo stesso periodo diventa un sostenitore del leader venezuelano Hugo Chávez e del socialismo del XXI secolo.

Nel 2002 ha pubblicato la prima parte della sua autobiografia intitolata Vivere per raccontarla. Nel 2005 García Márquez, vinta la sua battaglia contro il cancro, è tornato alla narrativa pubblicando il romanzo Memorie delle mie puttane tristi. L'ultimo romanzo è del 2007, Diatriba d'amore contro un uomo seduto.

Nel 2011 la Fundación del Nuevo Cine Latino Americano - L'Habana Cuba ha organizzato l'esposizione "Espressioni di Gabriel García Márquez" 20 ritratti realizzati dal pittore italiano Franco Azzinari.

Nel 2012 l'amico Plinio Mendoza ha dato notizia che lo scrittore è ammalato di morbo di Alzheimer e che a causa della perdita di memoria dovuta a questa malattia non potrà più scrivere[2], notizia confermata dal fratello dello scrittore, che afferma che "Gabo" ha la demenza senile, ma non confermata dalla moglie, che tramite un portavoce afferma che il Nobel ha solo qualche problema di memoria dovuto all'età, ma non è malato.[3]. Lo stesso scrittore ha dichiarato alla stampa, per il suo 86° compleanno, il 6 marzo 2013, di essere "molto felice" di essere arrivato a quest'età, senza fare cenno alla presunta malattia.[4].

Opere [modifica]

Romanzi [modifica]

Racconti [modifica]

Varie [modifica]

Note [modifica]

  1. ^ a b Sezione «La vita» dell'introduzione alla traduzione italiana di Gabriel García Márquez, Cent'anni di solitudine, Mondadori, 2012.
  2. ^ «Gabo ha l'Alzheimer, non scriverà mai più» - Corriere.it
  3. ^ Garcia Marquez ha l’Alzheimer? Il fratello dice sì, moglie smentisce. E’ giallo | Blitz quotidiano
  4. ^ Marquez: very happy for his 86th birthday

Altri progetti [modifica]

Film [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]

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