Cronaca di una morte annunciata

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Cronaca di una morte annunciata
Titolo originale Crónica de una muerte anunciada
Autore Gabriel García Márquez
1ª ed. originale 1981
Genere romanzo
Sottogenere poliziesco
Lingua originale spagnolo
Protagonisti Santiago Nasar

Cronaca di una morte annunciata (Crónica de una muerte anunciada) è uno dei romanzi più conosciuti di Gabriel García Márquez, pubblicato nel 1981, sei anni dopo l'apparizione de L'autunno del patriarca. La pubblicazione del romanzo veniva a smentire le intenzioni rese pubbliche in precedenza da García Márquez il quale, colpito dalla situazione politica americana, aveva dichiarato di voler abbandonare la "ficción" per dedicarsi a un’attività impegnata politicamente.[1]

L'opera fu pubblicata in Italia dalla Arnoldo Mondadori Editore per la prima volta nel 1982.

La storia si basa su un fatto realmente accaduto in una cittadina della Colombia da cui Márquez, a distanza di trent'anni, ha preso ispirazione per scrivere il romanzo. L'autore ha dichiarato che tutti i personaggi hanno nomi di fantasia, tranne i suoi famigliari, e che la storia narrata parte da un fatto storico reale a cui però ha aggiunto un'ampia componente narrativa. [2]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il libro narra la tragica vicenda di Santiago Nasar, accusato di aver tolto l’onore a Angela Vicario e per questo assassinato dai fratelli della ragazza, Pablo e Pedro Vicario. Il narratore è un amico di Santiago che, interrogando le persone a lui vicine, riesce a ricostruire gli avvenimenti dei giorni precedenti e successivi al delitto.

Il romanzo si apre con il risveglio di Santiago la mattina stessa in cui sarà ucciso e con i preparativi frenetici degli abitanti della cittadina per l’arrivo del vescovo. La cronaca della giornata in cui Santiago viene accoltellato si intreccia con la vicenda amorosa di Angela Vicario e Bayardo San Roman e con il racconto della loro prodigiosa festa di matrimonio, in cui viene coinvolta tutta la comunità. I bagordi e i festeggiamenti continuano fino alla mattina, ma la notte stessa delle nozze, Bayardo scopre che la moglie non è vergine e quindi la ripudia riportandola alla casa paterna. I fratelli di Angela, decisi a vendicarla, le chiedono di confessare il nome dell’uomo che le ha tolto la verginità e le accuse ricadono su Santiago Nasar. Il mattino seguente, lo stesso mattino in cui è previsto l'arrivo del vescovo, Pablo e Pedro escono di casa alla ricerca di Santiago. Si passa così da un clima gioioso a un’attesa preoccupata: i fratelli Vicario non fanno segreto delle loro intenzioni e gli abitanti vengono coinvolti emotivamente nella vicenda. Prima di compiere l’atto i fratelli dichiarano apertamente di voler uccidere Santiago nella speranza che si verifichino circostanze che impediscano loro di commettere l’omicidio. Questo perché da un lato sentono l’obbligo morale di vendicare l’onore della sorella, ma dall’altro provano ripugnanza verso un atto di violenza che non appartiene alla loro natura. Non credendo che i fratelli Vicario siano capaci di un tale gesto, molti pensano che le loro siano solo minacce formali, altri sono convinti che Santiago sarà avvisato in tempo così da scampare alla morte, altri ancora sono convinti dell'innocenza dell'uomo. Nonostante tutti sappiano le intenzioni dei due fratelli, nessuno fa niente e si verificano una serie di coincidenze e di eventi che rendono ineluttabile il tragico epilogo della vicenda. Mentre gli abitanti si dirigono verso il molo per accogliere il vescovo, la notizia si diffonde, ma l’unico che rimane totalmente ignaro di ciò che sta per accadere è proprio il diretto interessato, Santiago Nasar, che verrà a conoscenza dei fatti solo pochi attimi prima di essere ammazzato.

Il romanzo si conclude con il il racconto della vicenda dei fratelli Vicario, che dopo tre anni di carcere vengono lasciati liberi, perché viene riconosciuto il motivo di onore. Angela e Bayardo, invece, si rincontrano dopo 17 anni, quando Bayardo si presenta alla porta di lei con una valigia ricolma di lettere, mai aperte, che la donna gli aveva incessantemente scritto nell’arco di tutti quegli anni nella speranza di essere perdonata.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Personaggi principali[modifica | modifica wikitesto]

Santiago Nasar: la vittima. Un giovane di 21 anni, di origini arabe, ricco e affascinante. Si occupa di amministrare l’azienda di famiglia. Viene descritto come un giovane donnaiolo, allegro e pacifico, con la passione per i cavalli e le armi da fuoco.

Angela Vicario: di famiglia modesta, è la minore di quattro sorelle e la più bella. Donna debole e rassegnata, educata per sposarsi e diventare una brava moglie. Dopo l’omicidio di Santiago dimostra una grande perseveranza nel cercare di riconquistare il marito.

Bayardo San Román: arriva misteriosamente nel villaggio, suscitando la curiosità di tutti gli abitanti. Ha circa trent’anni ed è figlio del generale Petronio San Román; è un uomo molto ricco, sicuro di sé e abituato a ottenere sempre ciò che vuole attraverso il denaro.

Pedro e Pablo Vicario: sono i responsabili del crimine. Erano gemelli, identici nell’aspetto fisico, ma molto diversi nel modo di reagire di fronte alle situazioni difficili. Sono due uomini mansueti, ma nel momento di compiere l'atto efferato rivelano una natura nascosta, sanguinaria e violenta.

Personaggi secondari[modifica | modifica wikitesto]

Plácida Linero: è la madre di Santiago. Capace di interpretare i sogni, non è tuttavia riuscita a capire ciò che realmente significava il sogno di suo figlio il giorno in cui l’avrebbero ammazzato. È una figura decisiva nel momento del crimine, dato che è proprio lei a chiudere la porta principale della casa impedendo così al figlio di rientrare e condannandolo inconsapevolmente alla morte.

Victoria Guzmán: è la cuoca che lavora in casa di Santiago. Ha una figlia, Divina Flor, che cerca di proteggere dalle attenzioni di Santiago, dato che lei stessa era stata sedotta anni prima dal padre dell’uomo e non vorrebbe che alla figlia toccasse lo stesso destino. Per questo motivo non prova simpatia per il giovane e per la sua famiglia.  

Clotilde Armenta: è la proprietaria del negozio dove i fratelli Vicario passano la notte in attesa di Santiago. È l’unica che prende sul serio le dichiarazioni di Pablo e Pedro e l’unica che cerca realmente di impedire il crimine.

Cristo Bedoya: è un amico della vittima. Viene a conoscenza di ciò che sta per accadere dopo l’arrivo del vescovo, quando Santiago si sta dirigendo verso casa. Cerca di salvare l’amico, ma inutilmente.

Coronel Lázaro Aponte: è il sindaco della cittadina. Cerca di fermare i fratelli Vicario portandogli via i coltelli. Crede in ogni caso che i Vicario siano troppo ubriachi per riuscire ad ammazzare Santiago.

Narratore: non viene svelato esattamente di chi si tratta. Tuttavia dalla narrazione riusciamo a cogliere alcuni indizi: è cugino di Angela, è un amico della vittima e sua madre era la madrina di Santiago. È colui che intraprende le investigazioni anni dopo la morte di Santiago e scrive la “cronaca” con l’intenzione di fare chiarezza su ciò che è accaduto. 

Temi[modifica | modifica wikitesto]

Gli studi critici sull’opera e le interpretazioni che ne sono state date sono molteplici: alcuni credono che il nucleo centrale sia la critica al maschilismo nella società Latinoamericana, altri vedono nel romanzo un attacco indiretto alla Chiesa cattolica e ai suoi valori tradizionali, altri ancora si sono occupati della componente simbolica del delitto visto come rito sacrificale e del rapporto tra il romanzo e la tragedia greca.

Molti autori credono che Gabriel García Márquez abbia trovato gli elementi per l’elaborazione del romanzo nella commedia del Siglo de Oro, specialmente in quella di Lope De Vega.[3]

Il tema principale è l'onore. L’autore sottolinea come il delitto d’onore per mano dei fratelli Vicario sia inevitabile perché legato a dei valori profondamente radicati nella società in cui vivono. Si tratta di una società legata alle tradizioni rurali, in cui predominano la morale conservatrice, le apparenze e i tabù e dove la religione occupa un posto importante. Tutti i personaggi hanno una relazione diretta con la morte di Santiago. Il pueblo, l’intera comunità, partecipa in qualche modo al crimine ed è responsabile per lo stesso; tuttavia nessuno interviene per salvare la vita di Santiago, in quanto per principio le questioni d’onore vanno risolte dai diretti interessati e a nessuno è permesso intromettersi. Lo scrittore non manca di colpevolizzare gli abitanti del villaggio, che pur sapendo da tempo della minaccia incombente, nulla fanno per evitarla, spinti dai sentimenti più vari: trascuratezza, viltà, rancore immotivato verso un giovane bello e ricco, indifferenza o pura curiosità di vedere come sarebbero andate a finire le cose.

Altri due temi importanti sono la morte e la fatalità. Il destino di Santiago appare inevitabile dovuto a una serie di coincidenze sfortunate. Egli non potrà sfuggire alla sua sorte e non sarà capace, come del resto sua madre, sempre così abile interprete dei segni del destino, di comprendere il significato premonitore del suo sogno. Sotto il segno della fatalità operano anche i fratelli Vicario, che nonostante cerchino affannosamente un pretesto per non dover compiere la vendetta alla fine non riescono a sfuggire al destino.

Un altro aspetto su cui si concentra il romanzo è l’impossibilità di scoprire la verità sui fatti accaduti. Nell'opera viene riconosciuto il fallimento nella ricerca della verità, i dubbi che cercano di essere risolti persistono e il lettore non riesce a risalire al vero colpevole del crimine.  

Tecnica narrativa[modifica | modifica wikitesto]

In Cronaca di una morta annunciata ritroviamo alcune caratteristiche tipiche del romanzo poliziesco. Innanzitutto l’ordine cronologico degli avvenimenti viene completamente rovesciato; il racconto si apre con l'evento finale (l'omicidio del protagonista Santiago Nasar) e solo successivamente l'autore ricostruisce l'antefatto e tutte le vicende intermedie. Il romanzo, infatti, si apre proprio con la frase "Il giorno che l'avrebbero ammazzato,...", e d'altronde il fatto in sé è già suggerito nella "morte annunciata" contenuta nel titolo stesso del libro. Questo tipo di intreccio è tipico del genere poliziesco; la narrazione inizia dall'evento finale e più importante, ovvero il crimine, senza però svelarne i dettagli con l'intento di suscitare curiosità nel lettore. Nel romanzo fabula e intreccio non corrispondono e la narrazione è ricca di analessi e Prolessi. Il romanzo ha una struttura circolare in quanto la narrazione si apre e si chiude con la morte di Santiago.

Nell'opera troviamo altri elementi tipici del genere poliziesco: un detective, ovvero il narratore, che cerca di ricostruire gli avvenimenti attraverso le testimonianze, spesso contraddittorie, di coloro che hanno assistito al crimine; la descrizione dettagliata del delitto; l’investigazione, ossia l’opera di ricostruzione dei fatti accaduti, accurata e minuziosa; la discussione degli indizi. Tuttavia in questo caso l’enigma, altro elemento tipico del genere poliziesco, non sta nel scoprire chi è l’assassino, bensì nel verificare se Santiago è colpevole o no. Questo è lo scopo del narratore e la conclusione che viene presentata al lettore è quella dell’innocenza di Santiago, da cui deriva l’impossibilità di identificare il vero responsabile. Il lettore si convince poco a poco che Santiago è stato vittima del destino e che non è il vero colpevole dell'atto criminoso; tuttavia Angela continuerà a indicarlo come tale, anche quando, ventitré anni dopo, verrà interrogata dal narratore e lo inviterà a non proseguire nella sua ricerche.

Nel romanzo l'inchiesta è usata come tecnica letteraria. Il narratore torna sul luogo ventisette anni dopo e cerca di ricostruire gli avvenimenti attraverso le diverse opinioni e testimonianze di coloro che in qualche modo furono presenti al fatto criminale o ne ebbero notizia diretta. Si tratta di verità soggettive e parziali, spesso contraddittorie tra loro, che però concorrono tutte a formare il mosaico complessivo, a tratti confuso, della vicenda.

Il narratore è omodiegetico, ovvero è un personaggio interno alla storia, in questo caso un amico di Santiago. Il lettore ricostruisce la storia attraverso i suoi occhi e le sue considerazioni. La narrazione è in prima persona e denota il coinvolgimento emotivo del narratore nei fatti narrati. Nel romanzo l’identità del narratore rimane occulta, al contrario di quella di tutti gli altri personaggi; il narratore ci fornisce però dei dettagli circa la sua vita e la sua famiglia (svela infatti il nome di sua madre e quello dei fratelli).  

Nel romanzo il linguaggio è semplice e diretto. Alla narrazione si alterna la descrizione accurata dei luoghi e dei personaggi. In alcuni punti l’autore usa un linguaggio umoristico e spesso fa ricorso all’iperbole e alle ripetizioni, per sottolineare la violenza dell’atto che sta per compiersi. Seguendo lo stile della cronaca, il narratore si sofferma su alcuni dettagli, come ad esempio le ore e i minuti in cui si svolge la vicenda. A catturare il lettore sono il gioco narrativo, caratterizzato da uno stile vivace, ironico e poetico al tempo stesso, e il percorso, quasi da detective story, che porta a svelare una verità umana amara e beffarda.  

Adattamento cinematografico[modifica | modifica wikitesto]

È stato portato sul grande schermo da Francesco Rosi nel film del 1987 Chronicle of a Death Foretold, con un cast di tutto rispetto: Rupert Everett, Ornella Muti, Gian Maria Volonté, Irene Papas, e Lucia Bosè. Lo sceneggiatore è Tonino Guerra.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giuseppe Bellini, Gabriel García Márquez: Un'epopea della sconfitta in Cnr-Lett.e culture dell'America latina, Bulzoni, 2006, ISBN 9788878701175.
  2. ^ El País - JESÚS CEBERIO, García Márquez: «Crónica de una muerte anunciada» es mi mejor novela, 1 maggio 1981.
  3. ^ Sara Choe, La verdadera pregunta de Crónica de una muerte anunciada in Journal of Arts and Humanities (JAH), Volume -3, No.-3, March, 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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