Cronaca di una morte annunciata

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Cronaca di una morte annunciata
Titolo originale Crónica de una muerte anunciada
Autore Gabriel García Márquez
1ª ed. originale 1981
Genere romanzo
Lingua originale spagnolo

Cronaca di una morte annunciata (Crónica de una muerte anunciada) è uno dei romanzi più conosciuti di Gabriel García Márquez, pubblicato nel 1981. L'opera fu pubblicata in Italia dalla Arnoldo Mondadori Editore per la prima volta nel 1982.

È stato portato sul grande schermo da Francesco Rosi nel film omonimo del 1987, con un cast di tutto rispetto: Rupert Everett, Ornella Muti, Gian Maria Volonté, Irene Papas, e Lucia Bosè.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

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Il libro narra la vicenda di Santiago Nasar che, accusato di aver tolto l'onore ad Angela Vicario, viene ucciso dai fratelli di lei, la mattina dopo le nozze. Quella stessa mattina, infatti, il marito, Bayardo di San Roman, ripudia la moglie, rimandandola nella casa paterna.

La cronaca della giornata in cui Santiago viene accoltellato si intreccia con la vicenda amorosa dei due sposi, con il racconto della prodigiosa festa di nozze e con i destini dei protagonisti della vicenda dopo quel fatale giorno. Come suggerito dal titolo, la volontà di uccidere il protagonista viene annunciata dai fratelli Vicario a tutto il paese, ma il destino appare fatalmente inevitabile. Il narratore è un amico di Santiago che interrogando le persone a lui che riesce a ricostruire i giorni prima e dopo il delitto.

Commento[modifica | modifica wikitesto]

Pur essendo uno dei romanzi più brevi di García Márquez, Cronaca di una morte annunciata è uno dei più interessanti e meglio strutturati dell'autore colombiano, un intreccio di situazioni e di personaggi molto complesso ma perfettamente funzionante.

La particolarità che rende estremamente interessante e accattivante il romanzo è nel fatto che la stessa vicenda viene narrata di volta in volta attraverso il punto di vista e la testimonianza dei diversi personaggi coinvolti. Ognuno di essi sapeva cosa stava per accadere, o cosa sarebbe potuto accadere, ma nessuno di loro, per un motivo o per l'altro, ha potuto impedire la tragica fine del protagonista Santiago Nasar. La fatalità, l'incastro degli equivoci e delle situazioni personali è tale che neanche i due assassini, che pure fanno di tutto per farsi notare affinché qualcuno impedisca loro di agire, riescano a sfuggire alla assurda ineluttabilità del delitto.

Ciò che affascina in questo romanzo è proprio la presentazione delle diverse verità soggettive e parziali sullo stesso fatto, che concorrono tuttavia a formare il mosaico complessivo. Lo stesso lettore è condotto a ripercorrere e ricostruire i fili della vicenda pur conoscendone fin dall'inizio l'esito finale. Il romanzo si apre infatti proprio con la frase "Il giorno che l'avrebbero ammazzato, Santiago Nasar...", e d'altronde il fatto in sé è già suggerito nella "morte annunciata" contenuta nel titolo stesso del romanzo. Ma proprio partendo dall'esito finale, ciò che interessa è risalire attraverso gli antefatti e fare luce nella caotica fatalità delle ore, poche in fondo, nelle quali si svolgono i fatti che coinvolgono l'intero paese, è il gioco narrativo a catturare per lo stile vivace, ironico e poetico al tempo stesso, e per il percorso, quasi da detective story, che porta a svelare una verità umana amara e beffarda.

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