Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia

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Bandiera delle FARC

Le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia - Esercito del Popolo, in spagnolo Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia - Ejército del Pueblo, più note con gli acronimi di FARC o FARC-EP, sono un'organizzazione paramilitare comunista clandestina della Colombia di ispirazione bolivariana fondata tra il 1964 e il 1966 come braccio armato del Partito Comunista Colombiano.

Il movimento ha da sempre basato la sua pratica politica sulla guerriglia creando una struttura nota come "Partito Comunista Clandestino della Colombia". La nascita delle "Forze Armate" risale al 27 maggio 1964 durante l'"Operazione Marquetalia", una massiccia operazione militare dello Stato colombiano atto a reprimere con la forza le esperienze di autorganizzazione agraria contadina che si erano sviluppate nelle regioni Tolima e Huila, che rappresentavano per il governo un pericolo per l'integrità della nazione definendo le stesse come delle "inaccettabili repubbliche indipendenti". Alla luce della cruenta repressione i sostenitori di quelle esperienze stabilirono che la resistenza e la lotta armata era l'unica strada da percorrere per portare in Colombia il cambiamento e le riforme strutturali che la popolazione chiedeva.

Il loro scopo è sovvertire l'ordinamento statale colombiano per instaurare una democrazia popolare socialista.

Per il governo colombiano e le autorità degli Stati Uniti e dell'Unione Europea sono un'organizzazione criminale, in quanto responsabile, tra l'altro, del rapimento e dell'uccisione di numerosi civili e di azioni di terrorismo (quali attentati e sabotaggi) che mantengono la Colombia in uno stato di forte destabilizzazione politica e di crisi sociale. Sono anche accusate di autofinanziarsi mediante il traffico illegale di narcotici, anche se le stesse FARC hanno sempre negato il loro coinvolgimento nel narcotraffico. Nonostante le accuse di terrorismo, le FARC-EP si considerano un movimento di guerriglia. Sostengono di rappresentare gli interessi dei poveri che abitano la Colombia rurale contro le classi ricche e si oppongono all'ingerenza degli Stati Uniti d'America negli affari interni della Colombia (particolarmente al Plan Colombia), alla privatizzazione delle risorse naturali, alle multinazionali e alla violenza delle organizzazioni paramilitari.

Nel gennaio 2008 il Presidente venezuelano Hugo Chávez, recentemente impegnato come mediatore nel sequestro di Ingrid Betancourt, ha avanzato la richiesta al governo colombiano di riconoscere le FARC come "forza belligerante" di un conflitto civile e non più come un gruppo terrorista.

Le FARC sono probabilmente tra le più longeve organizzazioni ribelli del mondo ancora esistenti e ad esse aderiscono una forza stimata (al 2008) di 6.000 - 16.000 effettivi, di cui tra il 20% ed il 30% con meno di 18 anni di età.[1]. Le FARC-EP controllano il 15-20 % del territorio colombiano al 2007, concentrate principalmente nelle giungle del sud-est dello stato e nelle pianure ai piedi delle Ande.

Una giovanissima guerrigliera delle FARC

Dopo la morte dovuta ad un infarto dell'ex leader Manuel Marulanda Vélez (noto come Tirofijo, ossia colpo sicuro) avvenuta il 26 marzo 2008, le FARC sono guidate dal quasi sessantenne Guillermo Leon Saenz, detto Alfonso Cano, e da un gruppo di altri sette membri tra i quali il comandante militare Jorge Briceño.[2]

Il 1° marzo 2008 le forze armate colombiane hanno ucciso, dopo aver sconfinato in territorio dell'Ecuador, il numero 2 delle FARC nonché portavoce Raúl Reyes insieme ad altri 18 membri delle FARC tra cui anche la figlia di Manuel Marulanda Vélez compagna di Reyes.[3]

Il 24 febbraio 2008 a Roma è morto a causa di un cancro Bernardo Gutierrez, ex capo delle FARC nel 1978, colpevole secondo i ribelli di essere una figura chiave nei negoziati con il governo Gaviria. Tra il 1990 e il 1994 si incontrò più volte con l'allora presidente Cesar Gaviria, i due arrivano a firmare nel 1991 l'attuale carta costituzione colombiana e proclamarono una tregua generale fra esercito ed il EPL. Costretto all'esilio in Italia. Poco prima della sua morte lanciò un appello per la liberazione di Ingrid Betancourt.

Il 18 maggio 2008 si è costituita all'esercito colombiano Nelly Avila Moreno, detta "Karina", comandante del "Fronte 47", considerato uno dei più attivi e violenti tra i vari gruppi rivoluzionari colombiani, e responsabile dell'assassinio di Alberto Uribe Sierra, padre dell'attuale presidente della Colombia.

Il 31 agosto 2008 il governo colombiano ha denunciato i contatti esistenti tra il responsabile esteri di Rifondazione Comunista, Ramon Mantovani, e le FARC; il dossier del governo Colombiano definisce i contatti "non solo politici", le informazioni sui contatti con l'organizzazione terroristica sono venute alla luce in seguito al ritrovamento del computer di Raul Reyes (numero due della guerriglia) grazie ai cui documenti sono emersi "appoggi espliciti, raccolta fondi, scambio informazioni". Il PRC ha risposto a questa denuncia chiarendo che i contatti con le FARC sono sempre stati alla luce del sole e avevano l'obiettivo di far riprendere il processo di pace.[4]

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[modifica] Note

  1. ^ (EN) Human Rights Watch. "Colombia: Armed Groups Send Children to War." 22 febbraio 2005. disponibile online in inglese Consultato il 1º settembre 2006.
  2. ^ «Le Farc confermano la morte del loro capo supremo», 25-05-2008. URL consultato in data 25/05/2008.
  3. ^ Articolo su Wikinotizie: Duro colpo alle FARC: ucciso il numero 2 dei terroristi colombiani
  4. ^ «La Colombia accusa: legami Farc-Prc. E Rifondazione: è già tutto chiarito», 31-08-2008.

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