Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia

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Bandiera delle FARC-EP

Le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia - Esercito del Popolo, in spagnolo Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia - Ejército del Pueblo, più note con gli acronimi di FARC o FARC-EP, sono un'organizzazione guerrigliera comunista della Colombia di ispirazione marxista-leninista fondata nel 1964.

Le origini del movimento[modifica | modifica wikitesto]

La nascita delle FARC risale al 27 maggio 1964 durante l'"Operazione Marquetalia", una massiccia operazione militare dello Stato colombiano, effettuata con appoggio statunitense, atta a reprimere con la forza le esperienze di autorganizzazione agraria contadina che si erano sviluppate nelle regioni Tolima e Huila, accusate dal governo di rappresentare un pericolo per l'integrità della nazione, in quanto "inaccettabili repubbliche indipendenti". Alla luce della cruenta repressione subita, i sostenitori di quelle esperienze, che sfuggirono sotto la direzione di Manuel Marulanda Vélez ad un accerchiamento effettuato da 16.000[1] effettivi dell'esercito, stabilirono che la resistenza e la lotta armata mediante la pratica militare della guerra di guerriglia mobile, erano l'unica strada da percorrere per portare in Colombia il cambiamento e le riforme strutturali che la popolazione chiedeva. Il loro scopo è sovvertire l'ordinamento statale colombiano per instaurare una democrazia popolare e socialista.

Le FARC sono tra le più longeve organizzazioni ribelli del mondo ancora esistenti, ed hanno attraversato tutta la storia recente della Colombia. Dopo 20 anni di lotta armata ininterrotta, nel 1984 firmarono con l'allora presidente Belisario Betancourt i cosiddetti "accordi della Uribe", che prevedevano tra le altre cose, un cessate il fuoco, l'istituzione di elezioni popolari per sindaci e governatori, decentralizzazione amministrativa e garanzie per l'attività politica di tutti i movimenti. In conseguenza di tali accordi le FARC costituirono, in alleanza con altre forze, un movimento politico legale denominato Unión Patriottica e si presentarono alle elezioni del 1985 eleggendo 14 parlamentari e diversi sindaci e consiglieri.

Il partito dell'UP venne sterminato fisicamente: caddero in pochi anni migliaia di membri e dirigenti ad ogni livello, compresi i candidati alla presidenza della Repubblica Jaime Pardo Leal e Bernardo Jaramillo. In seguito a questi eventi le FARC valutarono che in Colombia non vi erano spazi per la lotta politica legale e di massa e decisero di tornare alla lotta guerrigliera. In questa fase, alla fine degli anni Ottanta, si separarono definitivamente dal Partito Comunista Colombiano, creando una propria struttura per la lotta politica clandestina nota come "Partito Comunista Clandestino della Colombia". Negli anni Novanta, anche in conseguenza del vistoso peggioramento delle condizioni di vita, soprattutto nelle zone rurali del paese, le FARC sperimentarono un periodo di grande crescita numerica e di rafforzamento militare che convinse nel 1998 il presidente Andrés Pastrana ad aprire un negoziato di pace, in un'area smilitarizzata nel centro della Colombia.

Tale negoziato, che durò fino al 2002 prende il nome di "Dialoghi del Caguán". Nel corso di questi dialoghi, l'allora presidente Andrés Pastrana e l'allora comandante in capo delle FARC-EP, Manuel Marulanda, sottoscrissero un'intesa, articolata in dodici punti, chiamata "Agenda Comune per il cambiamento verso la Nuova Colombia"[2]. L'intesa venne sottoscritta con l'obiettivo di ricercare una soluzione politica al conflitto sociale e armato, partendo dal presupposto della necessità della difesa dei diritti umani (sistematicamente violati attraverso il terrorismo di Stato), e della costruzione di una reale ed integrale riforma agraria che potesse risolvere i motivi di fondo che hanno generato il conflitto stesso. La costruzione di un nuovo Stato prevedeva un nuovo modello di sviluppo economico, la riforma della giustizia e la lotta alla corruzione ed il narcotraffico, elementi strutturali nell'architettura del vecchio Stato, espressione dell'oligarchia. Dal punto di vista delle relazioni internazionali, viene posto l'accento sulla integrazione latinoamericana.

Gli anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

Con l'approvazione del Plan Colombia ed il conseguente massiccio sostegno economico e militare che ricevette dagli USA il governo colombiano, il presidente Pastrana, alla fine del proprio mandato, decise di interrompere l'esperienza dei dialoghi di pace e di tornare ad una politica fortemente incentrata sull'azione militare. Nel frattempo le FARC costruirono un altro strumento politico, più ampio del Partito Comunista Clandestino Colombiano, con l'intento di organizzare tutti quei settori della società che si oppongono alla politica governativa, anche non sostenitori dell'ideologia marxista-leninista.

Il movimento che lanciarono prende il nome di Movimento Bolivariano, e per proteggere la vita e la sicurezza dei suoi attivisti e militanti, opera clandestinamente. Negli anni che seguirono ogni tentativo di riaprire spazi di dialogo e di negoziati è stato fallimentare e le FARC hanno sostenuto il peso di una delle maggiori offensive militari della storia in America Latina, condotta per dieci anni consecutivi a partire dalla volontà del governo di Alvaro Uribe (20022010) di vincere la guerra sul piano militare. Il governo che seguì, quello del presidente Santos, ha proseguito fino al 2011 la politica del suo predecessore.

Il bilancio di questa campagna militare ancora in corso è controverso: mentre fonti governative esaltano l'importanza di alcuni colpi assestati contro membri del Segretariato delle FARC a partire dal 2008, diversi osservatori fanno notare come anche stando a stime governative il numero di perdite riportate dall'esercito colombiano sia sempre maggiore di anno in anno dal 2009 in avanti, quando tali perdite tornarono ai livelli di quelli del periodo precedente al Plan Colombia e pertanto prevedono che una sconfitta militare della guerriglia non sia uno scenario credibile. Inoltre l'esperienza ha mostrato che ogni perdita, seppur importante nella gerarchia della guerriglia, viene rimpiazzata senza produrre particolari effetti nei reciproci rapporti di forza.

Le FARC sostengono di rappresentare gli interessi dei poveri che abitano la Colombia contro le classi ricche e si oppongono all'ingerenza degli Stati Uniti d'America negli affari interni della Colombia (particolarmente al Plan Colombia), alla privatizzazione delle risorse naturali, alle multinazionali e alla violenza delle organizzazioni paramilitari. Ad esse aderiscono una forza stimata (al 2008) di 8.000 - 16.000 effettivi, di cui tra il 20% ed il 30% con meno di 18 anni di età[3]. Le FARC-EP controllano un 20-25% del territorio colombiano al 2011, concentrate principalmente nelle giungle del sud-est del paese e nelle pianure ai piedi delle Ande, anche se ormai agiscono militarmente e politicamente in ogni dipartimento.

Dopo la morte dovuta ad un infarto dell'ex leader Manuel Marulanda Vélez (noto come Tirofijo, ossia colpo sicuro) avvenuta il 26 marzo 2008, le FARC sono state guidate dal quasi sessantenne Guillermo Leon Saenz, detto Alfonso Cano, fino alla morte[4] avvenuta in combattimento nel novembre 2011, e dal gruppo di altri sette membri che costituisce il Segretariado, la massima istanza di direzione politica e militare delle FARC. A seguito di ciò, Rodrigo Londonio detto "Timochenko", 52 anni, è stato designato nuovo massimo comandante.

Il 1º marzo 2008 le forze armate colombiane hanno ucciso, dopo aver sconfinato in territorio dell'Ecuador, il numero 2 delle FARC nonché portavoce Raúl Reyes insieme ad altri 18 membri delle FARC tra cui anche la compagna di Reyes, scatenando una crisi diplomatica tra Colombia, Ecuador ed Venezuela.[5]. Il 18 maggio 2008 si è consegnata all'esercito colombiano Nelly Avila Moreno, detta "Karina", militante del "Fronte 47" e responsabile secondo alcuni dell'assassinio di Alberto Uribe Sierra, padre dell'expresidente della Colombia, Alvaro Uribe; anche se altre versioni relazionano l'omicidio del latifondista Alberto Uribe con i regolamenti di conti interni all'ambiente narco-paramilitare, anche per via della sua amicizia e frequentazione con il defunto Pablo Escobar.

Il 31 agosto 2008 il governo colombiano ha denunciato i contatti esistenti tra il responsabile esteri di Rifondazione Comunista, Ramon Mantovani, e le FARC; il dossier del governo Colombiano definisce i contatti "non solo politici", le informazioni sui contatti con l'organizzazione guerrigliera sono venute alla luce in seguito al ritrovamento del computer di Raul Reyes grazie ai cui documenti sono emersi "appoggi espliciti, raccolta fondi, scambio informazioni". Il PRC ha risposto a questa denuncia chiarendo che i contatti con le FARC sono sempre stati alla luce del sole e avevano l'obiettivo di far riprendere il processo di pace[6]. Nel corso del 2009 e del 2010 molti dubbi sono cresciuti in merito alla validità delle informazioni ricavate dai suddetti supporti informatici, sia per l'utilizzo politicamente spregiudicato che ne è stato fatto dal governo Uribe, per colpire suoi oppositori tanto in Colombia quanto all'estero, sia perché l'ombra delle manipolazioni si è stesa sui computer dal momento in cui l'Interpol ha certificato la rottura della corretta catena di custodia di tali materiali, nonché l'alterazione di migliaia di archivi, nei primi giorni seguenti alla sottrazione operata ai danni delle autorità dell'Ecuador, dall'esercito colombiano.

In effetti Ronald Coy, ufficiale della scientifica colombiana, che ha effettuato le analisi dei dischi del computer per conto delle autorità colombiane, ha dapprima affermato che contrariamente a quanto sostenuto dal governo, non è stata ritrovata traccia di alcuna e-mail scambiata tra il capo guerrigliero e alcuna persona, ed in agosto 2010 lo stesso Coy ha ammesso di aver personalmente operato una serie di modifiche al contenuto dei dischi rigidi. Nel maggio del 2011 la Corte Suprema di Giustizia colombiana ha riconosciuto come nulle, ai fini giuridici, le informazioni provenienti da tali materiali,[7] invalidando de facto i processi in corso fondati su di essi.[8][9] Nel 2010 venne ucciso in un bombardamento l'allora comandante del Blocco Orientale Jorge Briceño detto El Mono Jojoy.

Le FARC e la comunità internazionale[modifica | modifica wikitesto]

Per il governo colombiano e le autorità degli Stati Uniti e dell'Unione Europea sono un'organizzazione terrorista, inserita nel 2002 in una lista nera statunitense, accettata in seguito dall'Unione Europea. Per tutti i paesi latinoamericani, fatta eccezione per i governi di Perù e Colombia, non sono un'organizzazione terrorista, ma una forza guerrigliera, così come per l'ONU, nella cui lista le FARC non sono presenti. Le azioni belliche delle Farc, quali attacchi, attentati e sabotaggi, mantengono la Colombia in uno stato di forte destabilizzazione politica. Sono anche accusate di autofinanziarsi mediante il traffico illegale di narcotici, ma le stesse FARC hanno sempre negato il loro coinvolgimento nel narcotraffico. Nonostante le recenti accuse di terrorismo, le FARC-EP sono state considerate prima del 2002, e continuano a considerarsi, una forza belligerante, con la quale gli stessi governi colombiani si sono più volte seduti al tavolo delle trattative.

Nel gennaio 2008 il Presidente venezuelano Hugo Chávez, allora impegnato come mediatore per la liberazione di Ingrid Betancourt, ha avanzato la richiesta al governo colombiano e a tutta la comunità internazionale di riconoscere le FARC come "forza belligerante" di un conflitto civile e non più come un gruppo terrorista. Questo riconoscimento è considerato un passaggio importante per la conquista della pace in Colombia, perché consentirebbe al governo di effettuare uno scambio di prigionieri tra le due parti in conflitto e riprendere il processo di pace interrotto nel 2002.

I Dialoghi dell'Avana[modifica | modifica wikitesto]

Tra il tra il 23 febbraio e il 26 agosto 2012, all’Avana, Cuba, FARC e governo colombiano hanno preso parte ad un Incontro Esplorativo per valutare la possibilità di intraprendere dei Dialoghi mirati all’ottenimento della fine del conflitto, “condizione essenziale alla costruzione di una pace stabile e duratura”.[10] Secondo alcuni sondaggi, il 72% della popolazione appoggia e sostiene il processo di pace, e solo il 33% ritiene possibile un’uscita dal conflitto per via militare.[11]

Il sostegno al processo è rilevante anche in campo internazionale, e può contare, ad esempio su personalità come quella dell’ex presidente statunitense Jimmy Carter[12] o di movimenti politici di ampio respiro come il Forum di Sao Paulo, che il 25 gennaio 2013 ha emesso un documento, approvato all’unanimità, di pieno sostegno ai dialoghi dell’Avana, esigendo dal presidente Santos garanzie democratiche per tutte le organizzazioni coinvolte, per la sinistra e per il movimento sociale”[13]

Il 18 ottobre 2012 le FARC ed il governo colombiano hanno presieduto la conferenza stampa d’inaugurazione ufficiale dei dialoghi di pace ad Oslo, in Norvegia. Il 19 novembre i dialoghi sono effettivamente iniziati all’Avana, a partire dal primo dei sei punti in agenda: Politica di sviluppo agrario integrale, Partecipazione politica, Fine del conflitto, Soluzione al problema delle droghe illecite, Vittime e, infine, Implementazione, verifica e vidimazione. Lo stesso giorno, la guerriglia, cogliendo una proposta dei Colombiani per la Pace, annuncia un cessate il fuoco unilaterale “necessario perché le parti che iniziano il dialogo ottengano il proposito desiderato da tutti i colombiani”, con validità dal 20 novembre del 2012 alla mezzanotte del 20 gennaio del 2013.

Nonostante le reiterate richieste levate da più parti, la delegazione del governo colombiano si rifiuta di proclamare la tregua, e le operazioni militari delle Forze Armate proseguono ininterrotte, con bombardamenti su accampamenti guerriglieri seguiti da azioni di truppe di terra.[14] Dall’inizio delle conversazioni, le FARC richiedono a gran voce la partecipazione popolare alla discussione nel tavolo dei dialoghi; il 26 novembre le parti concordano sulla realizzazione di un forum sulla questione agraria, che permetta un’ampia partecipazione sociale; i lavori del forum iniziano a Bogotá il 17 dicembre, e le relative conclusioni saranno ricevute nel gennaio successivo dalle FARC all’Avana. Anche sulla base di tali conclusioni, pochi giorni dopo le FARC elaborano una proposta di riforma rurale ed agraria integrale, democratica e partecipativa, nel rispetto della società e dell’ambiente in 10 punti, che esprime e riassume le posizioni dei movimenti sociali colombiani.

Fonti di finanziamento[modifica | modifica wikitesto]

Soldati delle FARC

Per finanziare la propria attività di guerriglia le FARC utilizzano principalmente l'imposizione di tasse nei confronti di persone fisiche o giuridiche il cui patrimonio sia superiore ad un milione di pesos, secondo quanto disposto dalla legge 002 promulgata dalle FARC nel marzo del 2000 e denominata "impuesto para la paz" (imposta per la pace), nei territori nei quali esercitano maggiore influenza. Questa tassazione riguarda sia le attività economiche legali, secondo l'ordinamento giuridico dello stato colombiano, sia quelle illecite.

Tale imposta suscita polemiche e discussioni in quanto tra coloro che sono soggetti all'imposta vi sono anche i narcotrafficanti colombiani che, mediante intermediari, comprano presso i contadini la pasta ottenuta dalla macerazione delle foglie di coca coltivate, e che costituisce la materia prima attraverso la quale con un processo di raffinazione chimica si ottiene in seguito la cocaina. Le FARC impongono agli intermediari il pagamento ai contadini di un prezzo predeterminato per comprare la pasta-base e, sempre agli intermediari, una tassa sull'acquisto che trattengono come forma di finanziamento al pari delle altre imposte riscosse sulle attività legali.

Secondo alcune stime non confermate ammontano ad oltre 300 milioni di dollari i guadagni ottenuti grazie a questo sistema. Secondo fonti del Centro Militare Studi Strategici del Ministero della Difesa italiano intorno alla fine degli anni novanta le FARC sarebbero diventate direttamente produttori della pasta-base[15], mentre secondo il commissario governativo Daniel García Peña[16] e altre fonti indipendenti[17] le FARC non hanno nessuna partecipazione nel narcotraffico. Le FARC, da parte loro, sostengono che la politica di tassazione non sia cambiata e rifiutano di essere considerati parte del commercio di stupefacenti.

Un'altra questione molto controversa legata alla tassazione riguarda gli arresti disposti nei confronti dei soggetti che, operando nelle aree sulle quali le FARC esercitano la propria autorità, rifiutano il pagamento dell'imposta prevista dalla legge 002. Le FARC in questo caso sono solite produrre l'arresto di coloro che considerano evasori fiscali. Tale arresto viene in genere protratto fino alla regolarizzazione della posizione del soggetto mediante il pagamento di quanto stabilito. Questa pratica viene considerata dal governo colombiano, che rifiuta di riconoscere le FARC come uno Stato in fase di formazione, con le sue leggi e con la forza in grado di farle rispettare, al pari di un sequestro di persona con fini estorsivi[18]. In un comunicato diffuso il 26 febbraio 2012, il segretariato delle FARC comunica di aver abrogato dalla legge 002 la disposizione che prevede la detenzione per i soggetti morosi e di aver proscritto questo tipo di arresti dalla propria pratica rivoluzionaria[19].

In ogni caso questo genere di arresto non ha mai avuto nulla a che vedere con il prendere come prigionieri di guerra soldati e poliziotti catturati in combattimento (così come esponenti politici dello Stato) i quali possono essere rilasciati, secondo le FARC, unicamente mediante uno scambio con i guerriglieri catturati dall'esercito, oppure attraverso una decisione politica unilaterale della guerriglia volta a favorire un negoziato di pace. Negli ultimi anni si sono molto incrementate queste liberazioni unilaterali grazie alla mediazione del gruppo Colombiani per la Pace.[20][21]. Altre fonti di finanziamento delle FARC sono l'esproprio dei beni in possesso dello Stato colombiano e del sistema bancario mediante azioni armate e la contribuzione volontaria ottenuta in forma clandestina.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ url consultato il 26/03/2013 http://www.resistenze.org/sito/te/po/cl/pocl2f20.htm
  2. ^ il testo in italiano si trova su http://www.nuovacolombia.net/cartelle/comunicatifariani/COMUN060599AGENDA.HTM
  3. ^ (EN) Human Rights Watch. "Colombia: Armed Groups Send Children to War." 22 febbraio 2005. disponibile online in inglese Consultato il 1º settembre 2006.
  4. ^ Ucciso in un bombardamento il leader delle Farc Alfonso Cano, 05 novembre 2011. URL consultato il 05 novembre 2011.
  5. ^ Articolo su Wikinotizie: Duro colpo alle FARC: ucciso il numero 2 dei terroristi colombiani
  6. ^ La Colombia accusa: legami Farc-Prc. E Rifondazione: è già tutto chiarito, 31 agosto 2008.
  7. ^ http://www.nuovacolombia.net/Joomla/clamoridallacolombia/1432-2105-la-corte-suprema-di-giustizia-della-colombia-dichiara-illegali-le-proveq-contenute-nei-pc-del-comandante-reyes.html Sito consultato il 30/11/2011
  8. ^ http://www.nuovacolombia.net/Joomla/clamoridallacolombia/1559-2506-definitivamente-assolto-manuel-olate.html Sito consultato il 30/11/2011
  9. ^ http://www.nuovacolombia.net/Joomla/clamoridallacolombia/1500-0706-assolto-il-professor-miguel-angel-beltran.html Sito consultato il 30/11/2011
  10. ^ Traduzione in italiano dell’Accordo Generale reperibile in http://www.nuovacolombia.net/Joomla/clamoridallacolombia/3284-accordo-generale-per-porre-fine-al-conflitto-e-costruire-una-pace-stabile-e-duratura.html
  11. ^ http://www.elcolombiano.com/BancoConocimiento/H/hay_apoyo_al_proceso_de_paz_pero_con_recelos/hay_apoyo_al_proceso_de_paz_pero_con_recelos.asp URL consultato il 3/3/2013
  12. ^ http://noticias.latam.msn.com/co/colombia/articulo_afp.aspx?cp-documentid=255679572 URL consultato il 4/3/2013
  13. ^ http://www.marchapatriotica.org/oficina-de-prensa/noticias/1096-paz-foro-de-sao-paulo-apoya-negociaciones-de-paz-de-colombia
  14. ^ http://www.caracol.com.co/noticias/judicial/baja-de-guillermo-pequeno-es-un-golpe-contundente-contra-las-farc-ffmm/20121203/nota/1805155.aspx URL consultato 4/03/2013
  15. ^ Elisa Nicodano, Legami tra traffici di droghe e terrorismo in www.difesa.it. URL consultato il 09 novembre 2011.
  16. ^ "il discorso mille volte ripetuto di una guerriglia senza ideali, convertitasi in una organizzazione mafiosa, è falso. Si tratta di un'organizzazione politico-militare che, siccome la guerra costa cara, impone la tassa sul raccolto di foglia di coca, ma non ha nessuna partecipazione nel narcotraffico.", tradotto da "Colombia, laboratorio de embrujos", pp.8 http://books.google.it/books?id=32FgGZwEtF8C&printsec=frontcover&hl=it&source=gbs_ge_summary_r&cad=0#v=onepage&q&f=false URL consultato il 1º gennaio 2012
  17. ^ http://www.nuovacolombia.net/Joomla/clamoridallacolombia/422-1304-cardinale-colombiano-non-sono-daccordo-che-si-chiamino-narcoterroriste-le-farc.html Sito consultato il 30/11/2011
  18. ^ Chi è Ingrid Betancourt, simbolo degli ostaggi delle Farc - LASTAMPA.it
  19. ^ Farc: comunicato pubblico sulla liberazione dei prigionieri di guerra :: Il pane e le rose - classe capitale e partito
  20. ^ PeaceReporter - Colombia, ancora in vita gli ufficiali rapiti delle Farc negli anni Novanta
  21. ^ Infoparl - Offline

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