Odeon TV

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Odeon TV
Logo dell'emittente
Stato Italia Italia
Lingua italiano
Tipo generalista
Versioni Odeon TV
(data di lancio: 6 settembre 1987)
Sostituisce Euro TV
Editore Sara (1987-1989)
Sasea (1989-1991)
RTA (1991-2002)
Gruppo Profit (2002-2012)
Primarete (2012-2015)
Gold TV (dal 2015)
Diffusione
Terrestre

Mux locali
Odeon TV (Italia)
DVB-T - FTA
Canale 177 SD

Odeon TV è attualmente un'emittente televisiva italiana a diffusione interregionale curata da Gold TV, ma in passato, dal 1987 al 2006 è stata una delle syndication televisive italiane più diffuse su tutto il territorio nazionale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La nascita e le gestioni Sara e Sasea (1987-1991)[modifica | modifica wikitesto]

Il canale nacque come syndication dalle ceneri di Euro TV il 6 settembre 1987[1], grazie agli imprenditori Calisto Tanzi e di Vincenzo Romagnoli ma quest'ultimo cederà subito dopo le proprie azioni al costruttore Edoardo Longarini. Alla nascita della rete collaborò anche Marco Bassetti, già collaboratore di Rete 4 all'epoca della gestione Mondadori. Capofila è l'emittente milanese Telereporter. Il circuito si fondava su venti televisioni locali, diciassette delle quali provenienti dal circuito di Euro TV. Si prefiggeva di inserirsi nel sistema televisivo italiano, allora dominato dal duopolio RAI - Fininvest con un investimento triennale di 250 miliardi di lire e con l'obiettivo dichiarato iniziale del 5% di share, per puntare in un secondo momento all'8% dell'ascolto.

La rete venne inaugurata con un gran galà condotto da Paolo Villaggio e Roberta Termali a Montecarlo con la presenza di numerosi ospiti internazionali tra cui Joan Collins e Dionne Warwick. Per competere con i colossi televisivi, Lillo Tombolini, direttore generale della Titanus e della nuova emittente costruisce un palinsesto generalista con otto ore di programmazione al giorno, lasciando fasce di autonomia alle emittenti locali appartenenti al consorzio.

Tra i primi successi ci fu la trasmissione Forza Italia condotta dal calciatore Walter Zenga.[2] La rete aveva anche un magazzino di film cinematografici con 280 pellicole proposte in prima visione oltre che con un pacchetto di film della Canon, ereditato da Euro TV. Tra i punti forti di questa prima gestione vi furono anche i cartoni animati giapponesi, telenovelas e soap opera statunitensi.

Nonostante le ambizioni dell'editore, ovvero quelle di scalfire il duopolio televisivo italiano, e lo sforzo messo in atto per produrre un palinsesto generalista concorrenziale e appetibile, la syndication non riuscì a decollare. Il fatto di non trasmettere in contemporanea su tutto il territorio italiano e di non disporre di un network integrato come quello della Fininvest non permise alcun consolidamento economico e già nel 1989 si registravano 100 miliardi di lire di debiti gravanti sulle tre società del gruppo (Odeon programmi, Odeon network e Odeon pubblicità). La rete avviò una causa legale contro la Fininvest denunciando una serie di illeciti e abusi, utilizzati per premere su alcune emittenti dell'ex circuito Euro TV, assorbito parzialmente da Odeon TV e in parte dalla syndication concorrente Italia 7 (alla quale Publitalia e Fininvest garantivano rispettivamente la raccolta pubblicitaria e la produzione dei programmi televisivi da essa trasmessi), syndication costituita appena un mese dopo la nascita di Odeon TV. In effetti la Fininvest, titolare dei tre maggiori canali televisivi privati in Italia, cercò di contrapporsi all'eventualità di un successo commerciale di un altro gruppo le cui premesse sembrava dovessero mettere la parola fine al duopolio televisivo de facto esistente in Italia; ad esempio la messa in onda su Odeon TV in prima visione di un film avente come protagonista Sylvester Stallone nella prima serata totalizzò quasi 3 milioni di telespettatori. La Fininvest dunque non solo promosse la fondazione di una syndication alternativa (Italia 7), scippando alcune emittenti locali alla nascente Odeon TV, ma acquistò un pacchetto di oltre mille film e 73 serie televisive, per un totale di 5000 ore di trasmissione, dal distributore Vittorio Balini, accaparrandosi così i diritti di molti titoli di successo.

Alla fine del 1989 la rete venne acquisita dalla Sasea del finanziere Florio Fiorini per la cifra di 150 miliardi di lire. Il prezzo pagato viene giudicato troppo alto dal Tribunale di Milano che accusa gli ex proprietari di concorso in bancarotta della Sasea.

Gestione RTA (1991- 2002)[modifica | modifica wikitesto]

Dopo una serie di vicissitudini che portarono il circuito alla liquidazione fallimentare nel 1990, nell'ottobre 1991 Odeon TV venne acquisita da una cordata capitanata da Angelo Samperi, imprenditore già titolare della dorsale d'interconnessione TivuItalia. In occasione della legge Mammì che regolamentò il sistema radiotelevisivo italiano, Odeon TV non fu inserita nella lista delle emittenti cui era concesso di trasmettere come network su scala nazionale: si scelse così di potenziare il segnale attraverso l'associazione ad alcune nuove emittenti locali, mentre altre si erano staccate dal consorzio, e partì la produzione di nuove trasmissioni, per cui vennero ingaggiati fra l'altro alcuni comici famosi come Giobbe Covatta ed Enzo Iacchetti, abbinate alla messa in onda di alcuni film di richiamo. Nel settembre 1993 venne annunciata la creazione del polo RTA (acronimo di Reti Televisive Associate)[3] con una nuova programmazione insieme al circuito Cinquestelle e la syndication TivuItalia, con l'intento di proporre un'alternativa ai colossi televisivi dominanti RAI e Mediaset attraverso l'integrazione nella gestione e nella programmazione delle tre syndication del nuovo gruppo.

Nel corso degli anni, alcuni personaggi popolari che non riuscirono a trovare più una collocazione sui canali principali vennero ingaggiati dal canale come ad esempio Barbara D'Urso, Wilma De Angelis e Gianfranco Funari; altri programmi popolari del periodo furono Tappeto volante e Fiori di zucca.

Gestione Profit (2002-2013)[modifica | modifica wikitesto]

Fallito il progetto RTA, il 3 giugno 2002 il gruppo Profit di Raimondo Lagostena Bassi, già proprietario di Telecampione, rilevò il circuito, con Telereporter, capofila della syndication, e TivuItalia, dorsale d'interconnessione nazionale; lo stesso gruppo acquisì anche la syndication per ragazzi Junior TV,[4] che sarà poi chiusa ed usata per potenziare Odeon. Dal 16 ottobre 2003 Odeon TV iniziò a trasmettere anche via satellite su una propria frequenza 24 ore al giorno, con il nome "Odeon Sat", superando per la prima volta i limiti della ripetizione terrestre: nonostante ciò, l'emittente satellitare non si staccava mai dal palinsesto della syndication, e trasmetteva la programmazione in simultanea durante gli orari del collegamento con le TV locali che ripetevano il segnale; durante le ore in cui la syndication non trasmetteva, la frequenza satellitare - in genere - veniva occupata solo da televendite, rubriche di cartomanzia, del lotto e durante la fascia notturna da servizi telefonici erotici e talvolta senza il logo del circuito in sovraimpressione.

Nel 2006 Riccardo Pasini divenne direttore di rete, che riuscì ad attrarre personaggi noti come Lamberto Sposini, Irene Pivetti e Silvana Giacobini. Sorpassato il modello della syndication, Odeon diventò Odeon24, una televisione multi-piattaforma attiva 24 ore al giorno, che si caratterizzò con una forte identità editoriale come televisione generalista d'approfondimento. L'attività di syndication fu molto ridotta e limitata ad alcune emittenti locali che ripropongono il segnale nella fascia oraria compresa perlopiù dalle 20:00 alle 23:00.

Molte trasmissioni dell'emittente prodotte interamente dalla stessa Profit, cosa che in quel periodo rese Odeon TV l'unica emittente nazionale italiana con oltre il 90% del palinsesto made in Italy e autoprodotto. Tra le produzioni principali, "Venerabile Italia" ideata e condotta da Lucia Leonessi, a cui è seguita Stelle d'Italia. Grande scalpore suscitò la scelta dell'emittente di affidare il programma Venerabile Italia a Licio Gelli, che diventò così conduttore a partire dal 3 novembre 2008[5][6].

Odeon sbarcò anche su Internet con una web-tv free, e fu la prima emittente commerciale italiana in chiaro ad aver realizzato programmi utilizzando contenuti user-generated.[senza fonte] Dal gennaio 2008 Sky Italia inserì Odeon nella sua offerta per un breve periodo. Infine, durante il passaggio dalla televisione analogica a quella digitale, Odeon24 iniziò ad essere trasmessa interamente anche sulla televisione terrestre, senza mai godere di una buona visibilità in quanto l'emittente non riuscì a trovare una collocazione fissa su multiplex di grosso rilievo, dovendosi "accodare" su quelli a bassa ricezione e/o di livello interregionale, principalmente le varie versioni locali del mux Telecampione.

Dal 2009 il gruppo Profit entrò in crisi: le prospettive del vasto editore iniziarono a peggiorare rapidamente a causa del calo degli ascolti e dei ricavi pubblicitari, degli investimenti da sostenere per lo sbarco sul digitale terrestre e delle difficoltà giudiziarie dell'editore Lagostena, arrestato nel 2009 con l'accusa di aver pagato una tangente all'allora assessore regionale lombardo Piergianni Prosperini.[7] Nel marzo 2012 Profit restituì al Ministero dello sviluppo economico alcune frequenze in cambio di un indennizzo di 22 milioni di euro, ed infine a luglio 2012 il Tribunale di Milano emanò una sentenza di fallimento nei confronti della Profit spa. A settembre 2012 il gruppo Profit cedette alla cremonese Primarete il ramo d'azienda che comprende il marchio Telereporter Shopping, le relative autorizzazioni e soprattutto l'ambito canale 13 del digitale terrestre. Il gruppo, dal 2009 al 2012, è passato da 250 a 97 dipendenti.[7]

Gestione Primarete (2013-2014)[modifica | modifica wikitesto]

A seguito di questo passaggio di proprietà, dal 2013 Odeon24 divenne principalmente un canale di televendite, tranne che nelle fasce di maggior ascolto, in cui veniva trasmessa una programmazione totalmente autoprodotta. Dal marzo 2013 per un periodo si aggiunsero al palinsesto, in orario serale o mattutino, anche dei cartoni animati nel contenitore Contactoons, il quale tuttavia verrà rimosso in meno di un anno. Il 1º giugno 2013[8] la frequenza satellitare ufficiale di Odeon24 venne definitivamente spenta, lasciando l'emittente visibile solo a livello terrestre (e sul satellite di servizio usato per queste ripetizioni).

Dall'aprile 2014 Odeon24 variò la grafica, ed il logo a schermo iniziò ad alternarsi fra cinque variabili a seconda del tipo del programma trasmesso. Ma dall'estate 2014 sono stati abbandonati il sito e la pagina Facebook.

Gestione Gold TV (dal 2014)[modifica | modifica wikitesto]

Dal settembre 2014 l'emissione del canale è passata sotto la gestione del gruppo Gold TV, che poi da novembre ha raggiunto la proprietà definitiva dell'emittente. Con questa gestione Odeon ha riassunto il suo primo e quasi trentennale logo ed è diventato un canale in cui vengono trasmesse esclusivamente televendite e lotto, tranne che in serata quando vanno in onda varie rubriche specialmente di carattere sportivo ed alcune emittenti locali continuano ancora a collegarsi a Odeon. Dal 1º gennaio 2018 Odeon24 trasmette spesso aggiungendo anche il logo "Nuvola61", ricollegandosi al canale con LCN 61 precedentemente prodotto da Gold TV.

Programmazione[modifica | modifica wikitesto]

Il primo palinsesto della rete prevedeva il programma musicale Jenny 20 21 alle 13,30 con Michael Pergolani, la telenovela messicana Il segreto di Jolanda con Verónica Castro alle 14, il contenitore di cartoni animati Slurp con Paola Ajmone Rondo (l'anno dopo ribattezzato Sugar) dalle 16:30 e due quiz preserali a partire dalle 19,30. Il primo è La ruota della fortuna condotto da Casti e acquistato dal network statunitense CBS (che era già apparso all'interno del quiz di Canale 5 Pentatlon condotto da Mike Bongiorno e in seguito sarà trasmesso nuovamente dalla rete ammiraglia di Mediaset sempre con Bongiorno alla conduzione), il secondo è la riedizione dello storico quiz di Rete 4 M'ama non m'ama, con Sebastiano Somma e Simona Tagli. La programmazione della rete lascia grande spazio anche allo sport, dal basket al calcio (con l'esclusiva delle partite del Real Madrid), e in prima serata allo show di punta Villaggio Party condotto da Paolo Villaggio. Tra i telefilm trasmessi in prima visione televisiva, Biancaneve a Beverly Hills, T. and T., Buona fortuna Schimansky e Captain Power.[9] Ci sono anche i cartoni animati giapponesi come I Cavalieri dello Zodiaco, e le telenovelas come Maria, Ti chiedo perdono (che lanciano per prime in Italia Grecia Colmenares), Señora e la soap opera statunitense Rituals.

Barbara D'Urso che nel 1995 presenta in prima serata il talk show sentimentale Per amore - dove porta il sentimento, Wilma De Angelis, reduce da Telemontecarlo, che presenta il magazine culinario Wilma e... contorni e Gianfranco Funari il quale, dopo esser stato cacciato prima dalla RAI e poi anche da Mediaset, trova spazio sulla syndication per proporre i suoi programmi "senza bavaglio" come L'edicola di Funari e Funari live, divenendo così per molti anni uno dei volti principali del circuito. Viene inoltre trasmesso in seconda serata un ciclo di B-movies dal titolo I Bruttissimi di Odeon, sorta di parodia de I Bellissimi di Retequattro.

Negli anni 2000 Tina Lagostena Bassi conduce la rubrica Tinamite!. Nel 2004 trasmette il Controfestival di Mantova, organizzato e condotto da Nando dalla Chiesa in contrapposizione a quello di Sanremo e che verrà seguito da 200.000 spettatori. Luciano Rispoli conduce Tappeto Volante, in onda in diretta in prima serata; Vittorio Sgarbi e alcuni noti giornalisti come Vittorio Feltri e Gianfranco Funari conducono rubriche come Extra Omnes e Virus. Tra gli altri programmi dell'emittente sotto la gestione Profit ci furono Rebus, questioni di conoscenza curata e condotta da Maurizio Decollanz, Basta un poco di Zucchero, in prima mattina, Iride, il colore dei fatti e Sessolosapessi, intime rivelazioni, tutti format originali creati dalla OdeonFactory.

Annunciatrici[modifica | modifica wikitesto]

Anche Odeon TV ha avuto le sue signorine buonasera: quella più ricordata è Paola Rota (passata in seguito a Telemontecarlo), la prima, nell'inverno 1987/88, fu Didi Leoni (poi diventata giornalista del TG5) ed infine Roberta Modigliani (che prima di essere annunciatrice del circuito era stata una delle ragazze di Non è la RAI).

Loghi[modifica | modifica wikitesto]

Programmi trasmessi[modifica | modifica wikitesto]

Disponibilità[modifica | modifica wikitesto]

Oggi Odeon24 è trasmessa come canale autonomo con LCN 177 sul digitale terrestre. Sin dalla dismissione dei mux Telecampione dal novembre 2012, Odeon24 è stato quasi sempre (a parte nel periodo fra marzo 2016 e dicembre 2017) veicolato a livello nazionale dal mux Alpha; a questa trasmissione si aggiungono, e talvolta sostituiscono, ripetizioni con stessa LCN trasmesse su alcuni mux locali, variati nel tempo.

La syndication continua ancora oggi (anche se, ormai, in maniera pressoché effimera) su alcune emittenti locali che ripetono il segnale di Odeon24 nella fascia oraria compresa perlopiù fra le 20:00 e le 23:00: fra queste ci sono le piemontesi Videonord e Videonovara.

Multiplex che trasmettono o trasmettevano Odeon24[modifica | modifica wikitesto]

Questo è l'elenco dei mux che ospitano Odeon24 oggi, sempre con LCN 177. Questa lista è suscettibile di variazioni e potrebbe non essere completa o aggiornata.

Fino al termine della gestione Profit (2012), Odeon24 era invece trasmesso da:

Emittenti televisive che hanno trasmesso Odeon TV[10][modifica | modifica wikitesto]

Piemonte e Valle d'Aosta[modifica | modifica wikitesto]

Liguria[modifica | modifica wikitesto]

Lombardia[modifica | modifica wikitesto]

Veneto[modifica | modifica wikitesto]

Friuli-Venezia Giulia[modifica | modifica wikitesto]

Trentino-Alto Adige[modifica | modifica wikitesto]

Emilia-Romagna[modifica | modifica wikitesto]

Toscana[modifica | modifica wikitesto]

Umbria[modifica | modifica wikitesto]

Lazio[modifica | modifica wikitesto]

Marche[modifica | modifica wikitesto]

Abruzzo[modifica | modifica wikitesto]

Molise[modifica | modifica wikitesto]

Campania[modifica | modifica wikitesto]

Puglia e Basilicata[modifica | modifica wikitesto]

Calabria[modifica | modifica wikitesto]

Sicilia[modifica | modifica wikitesto]

Sardegna[modifica | modifica wikitesto]

Share 24h* di Odeon 24[11][modifica | modifica wikitesto]

Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre
2011 0,02% 0,03% 0,03% 0,03% 0,04% 0,04% 0,01% 0,00% 0,01% 0,01% 0,01% 0,00%
2012 0,00% 0,00% 0,01% 0,01% 0,01% 0,01% 0,01% 0,01% 0,01% 0,01% 0,01% 0,00%
2013

*Giorno medio mensile su target individui 4+

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ l'Unità, 6 settembre 1987, pag. 20; vedi Archivio Storico Unità [1][collegamento interrotto].
  2. ^ l'Unità, 11 settembre 1987, pag. 22; vedi Archivio Storico Unità.
  3. ^ Odeon&C: Ecco il terzo polo, articolo de La Repubblica, del 2 febbraio 1994
  4. ^ La tv del sommerso, Aldo Grasso pag. 50
  5. ^ Licio Gelli: «Io in tv? C'è di peggio» Su Odeon con «Venerabile Italia» - Corriere della Sera
  6. ^ Licio Gelli su Odeon, è polemica - Politica - Excite Italia
  7. ^ a b Metodo Odeon Tv: incassare gli incentivi dallo Stato e chiudere - Il Fatto Quotidiano, in Il Fatto Quotidiano, 25 ottobre 2012. URL consultato il 15 febbraio 2018.
  8. ^ KingOfSat - Storia delle news, su it.kingofsat.net. URL consultato il 19 maggio 2016.
  9. ^ Ecco i nuovi acquisti di Odeon tv, articolo de La Repubblica, del 4 novembre 1987
  10. ^ Scheda su "Storiaradiotv.it", su storiaradiotv.it. URL consultato il 21 dicembre 2015.
  11. ^ Dati auditel, su auditel.it. URL consultato il 19 maggio 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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