Portogallo nell'era delle grandi scoperte

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Enrico il Navigatore

Il Portogallo nell'era delle grandi scoperte è l'epopea delle scoperte e delle conquiste dei navigatori portoghesi nel XV e XVI secolo. Fra le maggiori si può annoverare l'apertura della rotta per l'India fatta da Vasco da Gama attraverso il superamento del Capo di Buona Speranza. La colonizzazione delle coste dell'Africa consentì ai portoghesi di creare dei porti nei quali le navi potevano fare scalo nel corso dei lunghi viaggi verso l'estremo oriente. Questo consentì l'avvio di un commercio di spezie con l'India e le nazioni più importanti affacciate sull'Oceano indiano.

Le ragioni delle esplorazioni[modifica | modifica wikitesto]

Come popolo più occidentale d'Europa, i portoghesi furono i principali esploratori durante il Medioevo. Le coste molto sviluppate sull'Oceano Atlantico ed i porti situati sulle coste e lungo i fiumi che si riversavano in esso fecero sì che il paese si trovò ad avere una grande marineria. Poiché lo sviluppo dei commerci via terra era molto difficile per l'interposizione dei regni di Castiglia e Aragona, spesso ostili, venne naturale cercare di sviluppare i commerci per le vie del mare. Iniziarono quindi a commerciare con l'Inghilterra, la Fiandra e le città della Lega anseatica. L'intera storia del popolo portoghese fu sempre ispirata al desiderio di nuove conquiste da parte dei suoi regnanti. Il Portogallo ebbe successo ed ora difendeva la sua indipendenza con la forza delle armi. Le lunghe lotte per cacciare i Mori con l'ausilio dei crociati stranieri e dei Cavalieri templari, diede un sigillo religioso al desiderio di conquiste. In nessun altro popolo era così profondamente insito l'antico spirito delle crociate. Fare la guerra contro l'islam apparve allora ai portoghesi il loro naturale destino ed un dovere come cristiani.

L'economia portoghese beneficiò del commercio con alcuni stati islamici confinanti. Il fatto di essere pagati in valuta sia nelle città che nelle campagne creò prosperità nel popolo portoghese. L'agricoltura venne diversificata importando il grano dal Marocco e trasformando le vecchie colture di frumento in più remunerativi vigneti ed oliveti e fabbriche di zucchero nell'Algarve.
Il primo impulso venne dalla dinastia di Aviz che andò al potere nel 1385 approfittando della decadenza della casa di Borgogna. Inoltre i buoni rapporti con alcuni regni islamici fecero sì che molti matematici e scienziati arabi si trasferissero in Portogallo venendo così a creare dei centri scientifici di grande importanza. Il governo portoghese sfruttò questa situazione per creare dei centri di ricerca che divennero una fucina di sviluppo delle tecnologie navali.

Enrico il Navigatore[modifica | modifica wikitesto]

Fu il genio del principe Enrico il Navigatore, che coordinò ed utilizzò tutte queste risorse verso l'espansione. Egli pose a disposizione dei suoi capitani le grandi risorse finanziarie dei Cavalieri templari, di cui era il capo, e le più precise informazioni e carte nautiche di cui poté venire in possesso.
La concezione di una rotta oceanica verso l'India sembra sia emersa dopo la sua morte. Sulla terraferma egli sconfisse nuovamente i mori che tentavano di riconquistare Ceuta nel 1418, ma in una spedizione contro Tangeri, intrapresa da Edoardo del Portogallo nel 1436, i portoghesi vennero sconfitti e poterono scampare alla distruzione concedendo in ostaggio Ferdinando d'Aviz (1402–1443) il giovane fratello del Re. Ferdinando, detto anche il Costante per la forza dimostrata nella sua prigionia, morì nel 1443 a Fes in Marocco rifiutando che si pagasse un riscatto per la sua liberazione.
Per mare, il principe Enrico continuò le sue esplorazioni dell'Africa e dell'Oceano Atlantico. Nel 1433 doppiò capo Bojador e nel 1434 il primo gruppo di schiavi venne portato a Lisbona ed il commercio degli schiavi divenne presto l'affare più importante del Portogallo. Il Senegal venne raggiunto nel 1445 assieme a Capo Verde mentre nel 1446, Alvaro Fernandes si spinse fino alla Sierra Leone. Questo fu probabilmente il punto più lontano raggiunto prima della morte di Enrico avvenuta nel 1460. Un altro vettore di scoperte fu la rotta verso ovest lungo la quale scoprirono il Mar dei Sargassi e probabilmente raggiunsero la Nuova Scozia prima del 1492. A Madera, con l'aiuto dei genovesi, intraprese la produzione di una pregiata varietà di vino dolce e liquoroso.

Il trattato di Tordesillas[modifica | modifica wikitesto]

Antica mappa del Brasile stampata dai portoghesi nel 1519.

Nel frattempo la colonizzazione progrediva nelle Azzorre ed a Madera, dove veniva prodotto zucchero e vino; ma soprattutto l'oro proveniente dalla Guinea stimolava l'energia commerciale dei portoghesi. Diventa subito chiaro che, a parte gli aspetti religiosi e scientifici, questi viaggi di scoperta erano molto vantaggiosi. Sotto il regno di Alfonso V, soprannominato l'africano, venne esplorato il golfo di Guinea e tre spedizioni (1458, 1461, 1471) vennero inviate in Marocco; nel 1471 Arzila e Tangeri vennero conquistate dai mori. Sotto il regno di Giovanni II fu costruita la fortezza di Elmina per la protezione dei commerci con la Guinea. Diogo Cão, o Can, scoprì il Congo nel 1482 e raggiunse Capo Croce nel 1486; Bartolomeo Diaz doppiò il Capo di Buona Speranza nel 1488, dando così prova che l'Oceano Indiano era raggiungibile via mare. Dopo il 1492 la scoperta delle Indie Occidentali da parte di Cristoforo Colombo rese necessaria una suddivisione delle sfere di influenza di Spagna e Portogallo. Questa si raggiunse attraverso il Trattato di Tordesillas, firmato il 7 giugno 1495, che modificava le delimitazioni autorizzate da Papa Alessandro VI con due bolle papali del 4 maggio 1493. Il trattato dava al Portogallo tutte le terre che potevano essere scoperte a est di una linea retta che collegava il Polo artico al Polo antartico ad una distanza di 370 leghe ad ovest di Capo Verde. La Spagna riceveva le terre scoperte ad ovest di questa linea: In ogni caso le difficoltà di misurazione erano notevoli e la linea di demarcazione non poté essere determinata ed il trattato fu soggetto a diverse interpretazioni. Su questo si basarono le rivendicazioni portoghesi sul Brasile e quelle spagnole sulle Molucche. Il trattato fu molto importante per i portoghesi come riconoscimento del prestigio da loro acquisito. Questo prestigio venne ingigantito quando fra il 1497 ed 1499 Vasco da Gama completò il viaggio in India.

La scoperta da parte di Colombo di quella che loro chiamavano India, è qualcosa di cui gli storici discutono sulle conseguenze apportate da questo evento. Da una teoria basata su una prova recentemente venuta alla luce, sembrerebbe che Cristoforo Colombo fosse in realtà portoghese e fosse una spia inviata in Spagna per indirizzare le ricerche spagnole verso destinazioni diverse da quelle che erano le mete del Portogallo. Comunque questa ipotesi è molto discussa. Azioni come quella indicata non sarebbero state comunque al di fuori della realtà poiché la competitività fra i due regni era molto accesa ed entrambi avevano i loro servizi segreti che erano in costante conflitto fra di loro per far passare delle informazioni fuorvianti e nascondere le rotte commerciali e di scoperta che interessavano ognuno dei due stati. Tutti questi sforzi di segretezza portarono alla prolificazione di documenti falsi e pertanto la documentazione di quel tempo rischia di essere fuorviante. In conseguenza di ciò alcuni storici credono che territori come il Brasile, alcuni stati africani ed il nord America possano in realtà essere stati scoperti prima delle date a noi note.

I portoghesi in Asia[modifica | modifica wikitesto]

Possedendo una popolazione di soli due milioni di abitanti, gli sforzi di colonizzazione di diversi paesi sparsi per tutto il mondo allora conosciuto, Africa, Brasile, India, Malaysia, Giappone, Cina, Indonesia ed anche Timor, costituì un grosso impegno per il mantenimento di guarnigioni a tutela dei traffici commerciali nonché della compattezza dell'impero coloniale. A causa della segretezza mantenuta durante questo periodo per nascondere la realtà delle cose, molti documenti portoghesi dell'epoca sono chiaramente falsi. In quest'ottica, la conquista del Brasile può essere avvenuta ben prima del 1480. Difatti molti storici sospettano che già al tempo del Trattato di Tordesillas, Giovanni II potesse già conoscere l'esistenza del Brasile e del nord America tanto da richiedere che gli venissero assegnati i territori a ovest della linea di demarcazione prevista dal trattato. Molti storici ritengono che la documentazione vera potesse essere contenuta negli archivi di Lisbona e sia andata persa fra le rovine ed il successivo incendio dovuto al terremoto del 1755.[senza fonte]

La decadenza del governo portoghese[modifica | modifica wikitesto]

Monumento alle scoperte sulle rive del fiume Tago a Lisbona.

Mentre la Corona era impegnata nell'acquisizione di nuovi possedimenti, la sua autorità nel paese andò eclissandosi per la crescita dei privilegi della nobiltà. Dopo la morte di Edoardo, diversi tentativi di mettere a freno il potere della nobiltà furono messi in atto dal fratello Pietro duca di Coimbra, che governava nella qualità di reggente durante la minore età di Alfonso V del Portogallo. Il capo dell'opposizione era il duca di Braganza che tentava di accattivarsi le simpatie del Re e di scalzare il reggente. La tensione sfociò in una guerra civile e nel maggio del 1449 Pietro venne sconfitto ed ucciso. Da allora in poi le concessioni fatte da Giovanni I del Portogallo, furono rinnovate ed ulteriormente migliorate, tanto che il territorio della casa di Braganza era costituito da un terzo dell'intero territorio portoghese. Un altro evento contribuì a ridurre la popolarità di Alfonso a causa del suo matrimonio con la nipote Giovanna di Castiglia, figlia di Enrico IV di Castiglia che rivendicò il diritto sul regno del Portogallo.
Ne nacque una guerra ed alla battaglia di Toro, del 1476, egli venne sconfitto da Ferdinando ed Isabella e nel 1478 fu obbligato a firmare il trattato di Alcantara mediante il quale Giovanna venne reclusa in un convento. Il suo successore Giovanni II del Portogallo, ristabilì l'alleanza con la Castiglia e l'amicizia con l'Inghilterra.
Trovando, come egli disse, che la liberalità del suo predecessore aveva ridotto la Corona "senza patrimonio ad eccezione delle grandi strade del Portogallo", schiacciò la nobiltà confiscandole la maggior parte del patrimonio. Il Parlamento riunito ad Évora nel 1481 diede il potere al Re di amministrare la giustizia in tutti i domini feudali. I nobili resistettero a questa drastica riduzione dei loro diritti feudali, ma il loro capo Ferdinando duca di Braganza, venne decapitato per alto tradimento nel 1483. Nel 1484 il Re fece uccidere suo cognato Ferdinando duca di Viseu assieme ad altri otto membri dell'aristocrazia che furono uccisi negli anni successivi. Così Giovanni il perfetto, come volle essere chiamato, riuscì ad assicurare la supremazia della Corona. Gli succedette, nel 1495, Manuele I del Portogallo che fu chiamato il grande o il fortunato, poiché durante il suo regno fu scoperta la rotta per l'India e fu costituito l'impero portoghese. Egli viene anche ricordato per aver avviato la costruzione di grandi opere pubbliche, chiese, monasteri e palazzi, nello stile che dal suo nome fu detto manuelino.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]