Isola Gough

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Isola Gough
Gough Island
L'isola Gough in una foto satellitare della NASA.
L'isola Gough in una foto satellitare della NASA.
Geografia fisica
Localizzazione Oceano Atlantico
Coordinate 40°19′05″S 9°56′07″W / 40.318056°S 9.935278°W-40.318056; -9.935278Coordinate: 40°19′05″S 9°56′07″W / 40.318056°S 9.935278°W-40.318056; -9.935278
Arcipelago Tristan da Cunha
Superficie 91 km²
Altitudine massima 910 m s.l.m.
Classificazione geologica Isola vulcanica
Geografia politica
Stato Regno Unito Regno Unito
Territorio d'oltremare Flag of Saint Helena.svg Sant'Elena, Ascensione e Tristan da Cunha
Fuso orario UTC+0
Demografia
Abitanti 0
Cartografia
Gough.png
Mappa di localizzazione: Oceano Atlantico
Isola Gough

[senza fonte]

voci di isole del Regno Unito presenti su Wikipedia
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Riserva naturale dell'Isola Gough e dell'Isola Inaccessibile
(EN) Gough and Inaccessible Islands
Gough island top view.png
Tipo Naturali
Criterio (vii) (x)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 2004
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

L'isola Gough (o isola Gonçalo Alvares come riportato nella mappa stesa da Ortelius nel 1570) è un'isola del sud dell'oceano Atlantico, a circa 350 km a sud-est dall'arcipelago Tristan da Cunha. Si trova a circa 2.582 km dalle coste sudafricane e a più di 3.200 km da quelle sudamericane.

L'isola non ha popolazione costantemente residente, ma è presidiata da circa sei persone che risiedono a turno nella base sudafricana impiantata sull'isola in accordo col governo del Regno Unito, svolgente servizi meteorologici.

Cenni geografici[modifica | modifica wikitesto]

L'isola è territorio del Regno Unito (Territori britannici d'oltremare) e dipende amministrativamente dall'isola di Sant'Elena. La sua superficie è di 65 km² (25 mi²) e le acque territoriali si estendono per 3 miglia nautiche.

Di origine vulcanica (le ultime attività vulcaniche risalgono a circa 2400 anni fa), è circondata da ripide scogliere, che si elevano dai 300 m fino ai 450 m sul mare, con poche spiagge molto strette. Da citare la Sea Elephant Bay, la Quest'Bay, e la Hawkins Bay. All'interno tuttavia l'isola è relativamente piana eccezion fatta per qualche elevazione: l'altitudine media è di 300 m s.l.m. e il punto più alto è l'Edinburgh Peak (910 m); altre montagne sono High Peak, Mount Argus, Hags Tooth, Mount Rowett.

L'isola per effetto della sua conformazione, con coste scoscese, è di difficilissimo accesso.

Riceve annualmente in media più di 2.540 mm di pioggia, ha un'umidità media dell'80%.

Il punto più indicato per sbarcare si trova a Quest Bay, sulla la costa orientale. Si distinguono inoltre piccole isole periferiche come Southwest Island e Saddle Island (a sud), Tristiana Rock, Isolda Rock (a ovest), Round Island, Cone Island, Lot's Wife, Church Rock (a nord), Penguin Island (a nordest), e The Admirals (a est).

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

L'isola fu scoperta all'inizio del XVI secolo dal navigatore portoghese Gonçalo Alvares, ma cadde nell'oblio fino a quando venne riscoperta nel 1731 dal capitano inglese Charles Gough, della nave "Richmond", che ne precisò le coordinate geografiche. I cacciatori di foche vi arrivarono nel 1804 e nel gennaio 1811 il capitano inglese Peter Heywood, della nave "Nereus" tentò di popolare l'isola, senza riuscirci.

Venne proclamata possedimento britannico il 29 marzo 1938 dal capitano Cuncliffe della marina britannica, e in seguito fu assunta amministrativamente come "dipendenza" di Tristan da Cunha.

Dal 1955 l'isola ospita a Transvaal Bay un centro meteorologico affittato ai sudafricani, costituito da diversi generatori, magazzini, un centro comunicazioni e una pista per l'atterraggio per elicotteri, il centro è presidiato da personale sudafricano.

Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

Il navigatore statunitense Frances Alleyn vi condusse una spedizione della durata di cinque mesi, scoprendo le nuove specie della Gallinula comeri (uno degli uccelli più rari al mondo) e della Rowettia coughensis.

L'isola è uno degli ecosistemi meglio preservati del mondo: vi sono presenti dodici specie vegetali specifiche, introvabili altrove.

Dal 1995 l'isola è stata inserita dall'UNESCO nella lista dei Patrimoni dell'umanità (categoria "Strict Nature Reserve", nella sezione "Natural World Heritage Site").

È considerato uno dei migliori rifugi per gli uccelli marini nidificanti in Atlantico, ospita inoltre quasi tutta la popolazione mondiale dell'Albatro di Tristan e del petrello dell'Atlantico (Pterodroma incerta). Tuttavia, una ricerca del 2007 ha dimostrato che le specie sono in pericolo di estinzione a causa dei topi, introdotti dall'uomo, che divorano circa il 60% dei pulcini degli uccelli marini.[1] La Royal Society per la protezione degli uccelli ha ricevuto uno stanziamento di £ 62.000 da parte del governo britannico per finanziare ulteriori ricerche sui topi dell'Isola di Gough e per uno studio di fattibilità del modo migliore per trattare il problema.

Specie vegetali indigene[modifica | modifica wikitesto]

Tra le alghe si citano:

Specie vegetali importate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ From stowaway to supersize predator: the mice eating rare seabirds alive in The Guardian. URL consultato il 14 dicembre 2010.