Sonchus asper

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Grespino spinoso
Sonchus asper2.jpg
Sonchus asper
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cichorieae
Sottotribù Hyoseridinae
Genere Sonchus
Specie S. asper
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cichorieae
Sottotribù Hyoseridinae
Nomenclatura binomiale
Sonchus asper
(L.) Hill, 1769
Nomi comuni

Crespino ruvido

Il grespino spinoso (nome scientifico Sonchus asper (L.) Hill, 1769) è una specie di piante spermatofite dicotiledoni appartenenti alla famiglia Asteraceae.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome generico (Sonchus) ha probabilmente origine nel periodo classico antico, infatti era usato già ai tempi di Teofrasto e di Plinio (in realtà il vocabolo usato era lievemente diverso: "sogchos).[1] Il nome specifico (asper) significa aspro, ispido o anche ruvido e grezzo e fa riferimento alla spinosità generale della pianta.[2]
Il binomio scientifico di questa pianta inizialmente era Sonchus oleraceus var. asper, proposto dal botanico Carl von Linné (1707 – 1778) biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione "Species Plantarum" del 1753, modificato successivamente in quello attualmente accettato Sonchus asper proposto dal botanico inglese John Hill (1716-1775) nella pubblicazione "Herbarium Britannicum, exhibens plantas Britanniæ indigenas secundum methodum floralem novam digestas, cum historia, descriptione, characteribus specificis, viribus, et usis: tabulis æneis illustratum. London - 1: 47" del 1769.[3]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Descrizione delle parti della pianta

Il portamento
Località: Farra, Mel(BL), 330 m s.l.m. - Data: 04-05-2007

(La seguente descrizione è relativa alla specie Sonchus asper s.l.; per i dettagli delle varie sottospecie vedere più avanti.)
Questa pianta può raggiungere un'altezza di 180/200 cm (normalmente è alta da 30 a 100 cm). La forma biologica è terofita scaposa (T scap), ossia sono piante erbacee che differiscono dalle altre forme biologiche poiché, essendo annuali, superano la stagione avversa sotto forma di seme e sono munite di asse fiorale eretto e spesso privo di foglie. Questa specie è anche definita emicriptofita bienne (H bienn) con ciclo biologico biennale.[4]

Radici[modifica | modifica sorgente]

Le radici sono di tipo fittonante.[5]

Fusto[modifica | modifica sorgente]

La parte aerea del fusto è robusta, cava e poco ramosa ma con bracci per lo più allargati.

Foglie[modifica | modifica sorgente]

Le foglie sono simili a quelli dei cardi, spesse e spinose, di colore verde tendente al bluastro (di sopra sono lucide), con lamina di tipo lanceolato e con margini ondulati, coperte di spine dorsali su entrambi i margini: se tagliate secernono un liquido lattiginoso. Lungo il caule sono disposte in modo alterno e sono amplessicauli. Alla base delle orecchiette, arrotolate a chiocciola, avvolgono il fusto. Dimensioni delle foglie: larghezza 1 - 15 cm; lunghezza 6 - 30 cm.

Infiorescenza[modifica | modifica sorgente]

Le infiorescenze sono composte da capolini disposti in cime ombrelliformi con peduncoli provvisti di ghiandole stipitate (a volte può essere glabro); alla base possono essere fioccosi. I capolini sono formati da un involucro a forma piriforme composto da brattee (o squame) disposte in modo embricato su 2 - 4 serie all'interno delle quali un ricettacolo fa da base ai fiori tutti ligulati. I capolini spesso sono pauciflori. Le squame hanno una forma lanceolata e spesso sono ricoperte da ghiandole stipitate. Il ricettacolo è nudo, senza pagliette a protezione della base dei fiori. Dimensione dell'involucro: 9 - 13 mm.

Fiore[modifica | modifica sorgente]

I fiori ligulati

I fiori sono tutti del tipo ligulato[6] (il tipo tubuloso, i fiori del disco, presente nella maggioranza delle Asteraceae, qui è assente), sono tetra-ciclici (ossia sono presenti 4 verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (ogni verticillo ha 5 elementi). I fiori sono ermafroditi e zigomorfi.

  • Formula fiorale: per questa pianta viene indicata la seguente formula fiorale:
* K 0/5, C (5), A (5), G (2), infero, achenio[7]
  • Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.
  • Corolla: la corolla è colorata di giallo; i lembi apicali (ligula) sono inferiori ai tubi.
  • Androceo: gli stami sono 5 con filamenti liberi, mentre le antere sono saldate in un manicotto (o tubo) circondante lo stilo.[8] Le antere alla base sono acute.
  • Fioritura: a quote basse o al sud tutto l'anno.

Frutti[modifica | modifica sorgente]

I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni sono compressi a forma obovato-ellittica con 3 evidenti coste longitudinali per lato, sono ristretti bruscamente all'apice (sono troncati e senza becco); la superficie è liscia. Il pappo è formato da setole semplici. Dimensione degli acheni: larghezza 1 mm; lunghezza 2,5 mm. Lunghezza del pappo: 6 - 9 mm.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

  • Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama).
  • Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
  • Dispersione: i semi cadendo a terra (dopo essere stati trasportati per alcuni metri dal vento per merito del pappo, se presente – disseminazione anemocora) sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria).

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

  • Geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Eurasiatico divenuto Subcosmopolita.
  • Distribuzione: questa specie è nativa del continente europeo; in Italia è presente ovunque. Si trova anche in Africa, Asia; in America e in Australia è considerata specie naturalizzata.[9]
  • Habitat: il Sonchus asper vive in tutti i tipi di suolo, nei terreni incolti (ma anche colti come orti e vigne), in zone sabbiose in prossimità del litorale; vive anche ai margini delle strade, come erba spontanea. Il substrato preferito è calcareo ma anche siliceo con pH neutro, alti valori nutrizionali del terreno che deve essere mediamente umido.
  • Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a 1500 m s.l.m..
  • Dal punto di vista fitosociologico la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale:[10]
Formazione: delle comunità terofiche pioniere nitrofile
Classe: Stellarietea mediae

Sistematica[modifica | modifica sorgente]

La famiglia di appartenenza di Sonchus asper (Asteraceae o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale e comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi[11] (22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti[12]). Il genere Sonchus comprende circa un centinaio di specie, mezza dozzina delle quali sono presenti nella flora spontanea italiana.
La specie di questa voce fa parte del Gruppo di Sonchus oleraceus formato oltre dalla presente specie, anche dalla specie Sonchus oleraceus L. (Grespino comune). I caratteri di questo gruppo sono i seguenti:[4]

  • fusti: i fusti sono eretti (o ascendenti) a sezione tubulosa; sono ramosi è fogliosi lungo tutto il loro sviluppo;
  • foglie: la lamina delle foglie ha un contorno per lo più spatolato e grossolanamente lobato (2 - 5 lobi per lato); le foglie superiori sono generalmente sessili (e amplissicauli) con forme spatolate e bordi dentati; dimensioni delle foglie inferiori: larghezza 4 - 6 cm; lunghezza 12 - 18 cm;
  • infiorescenza: i capolini di diametro da 2 a 3 cm sono generalmente fioccosi alla base; l'involucro ha quasi sempre un disegno piriforme (dimensione dell'involucro: larghezza 7 - 9 mm; lunghezza 11 - 16 mm);
  • fiori: i fiori tutti ligulati sono colorati di giallo e sono lunghi 12 - 14 mm.

Le due specie di questo gruppo spesso sono confuse tra di loro, hanno caratteri vegetativi confluenti e si distinguono soprattutto per l'aspetto dell'achenio. Rispetto all'asper, la specie oleraceus ha gli acheni spinulosi sulle coste e le foglie sono opache e prive di spine. Si distinguono comunque nettamente da un punto di vista genetico in quanto asper è diploide (numero cromosomico 2n = 18), mentre oleraceus è tetraploide (numero cromosomico 2n = 36).[13]
Il basionimo di questa specie è: Sonchus oleraceus var. asper L., 1753[14]

Sottospecie[modifica | modifica sorgente]

Per questa specie sono riconosciute due sottospecie entrambe presenti sul territorio italiano:[4][15]

sottospecie asper[modifica | modifica sorgente]

Distribuzione della sottospecie asper (Distribuzione regionale[16] – Distribuzione alpina[10])

sottospecie glaucescens[modifica | modifica sorgente]

Distribuzione della sottospecie glaucescens (Distribuzione regionale[16] – Distribuzione alpina[10])
  • nome scientifico: Sonchus asper (L.) Hill, 1769 subsp. glaucescens (Jord.) Ball ex Ball, 1878 (Nella "Floea d'Italia" è indicata con il nome di subsp. nymani (Tineo et Guss.) Hegi);
  • basionimo: Sonchus glaucescens Jordan;
  • ciclo biologico: bienne;
  • descrizione: in questa sottospecie la spinosità è molto forte; l'aspetto è glaucescente; il diametro dei capolini varia da 3 a 4 cm; gli acheni sono provvisti di ciglia riflesse sulle coste;
  • fioritura: (nella zona alpina) da marzo a giugno;
  • geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Mediterraneo / Sud Ovest Asiatico;
  • distribuzione: in Italia ha una presenza discontinua dai Friuli alla Sicilia; sull'arco alpino si trova solamente all'estremo occidentale (Francia (dipartimento Alpes-Maritimes). Nell'areale mediterraneo questa sottospecie è presente nella Penisola Iberica, Penisola Balcanica, Europa orientale, Africa, Anatolia e in Transcaucasia.[18]
  • distribuzione altitudinale: da un punto di vista altitudinale questa sottospecie frequenta il piano vegetazionale collinare e in parte quello montano (oltre a quello planiziale);

Sinonimi[modifica | modifica sorgente]

Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:[9]

  • Sonchus aemulus Merino
  • Sonchus asper (L.) Hill subsp. nymani (Tineo et Guss.) Hegi (sinonimo della sottospecie glaucescens)
  • Sonchus asper (L.) Hill var. asper
  • Sonchus asper (L.) Hill var. glaucescens (Jord.) Batt. (sinonimo della sottospecie glaucescens)
  • Sonchus asper (L.) Hill var. inermis <smal>Bisch. (sinonimo della sottospecie asper)
  • Sonchus asper (L.) Hill var. pungens Bisch. (sinonimo della sottospecie asper)
  • Sonchus asper (L.) Hill f. asper
  • Sonchus asper (L.) Vill.
  • Sonchus asper Garsault
  • Sonchus asper All.
  • Sonchus australis Hort. ex Colla
  • Sonchus borderi Gand.
  • Sonchus carolinianus Walter
  • Sonchus crocifolius Hort. ex Sch.Bip.
  • Sonchus cuspidatus Blume
  • Sonchus decipiens (De Not.) Zenari
  • Sonchus eryngiifolius Sosn.
  • Sonchus eryngiifolius Grossh. (sinonimo della sottospecie glaucescens)
  • Sonchus eryngioides DC.
  • Sonchus fallax Wallr.
  • Sonchus fallax Wallr. var. asper Wallr.
  • Sonchus fallax Wallr. var. fallax
  • Sonchus fallax Wallr. var. decipiens De Not.
  • Sonchus fallax Wallr. var. laevis Wallr.
  • Sonchus ferox Wall.
  • Sonchus glaber Thunb.
  • Sonchus glaucescens Jordan (sinonimo della sottospecie glaucescens)
  • Sonchus infestus Poepp. ex DC.
  • Sonchus nymanii Tineo & Guss. (sinonimo della sottospecie glaucescens)
  • Sonchus oleraceus Wall.
  • Sonchus oleraceus Wall. subsp. asper (L.) Ehrh.
  • Sonchus oleraceus Wall. subsp. oleraceus var. laevis L.
  • Sonchus oleraceus Wall. var. asper L.
  • Sonchus oleraceus Wall. f. asper (L.)
  • Sonchus oleraceus Wall. f. runcinatus Fiori
  • Sonchus spinosus Lam.
  • Sonchus spinulosus Bigelow
  • Sonchus spinulosus Bigel.
  • Sonchus sulphureus Boiss.
  • Sonchus tibesticus Quézel
  • Sonchus umbellatus E.Mey. ex DC.
  • Sonchus viridis Zenari

Nomi obsoleti[modifica | modifica sorgente]

L'elenco seguente indica alcuni nomi della specie di questa voce non ritenuti più validi (tra parentesi il taxon a cui si riferisce eventualmente il nome obsoleto):[15]

  • Sonchus asper Hall ex G.Gaertn., B.Mey. & Scherb. (sinonimo di Sonchus oleraceus (L.) L.)
  • Sonchus asper P. Gaertn. & al. (sinonimo di Sonchus oleraceus (L.) L.)
  • Sonchus asper Wulf. ex DC.
  • Sonchus asper var. glanduliferus Garrett
  • Sonchus asper var. littoralis (Kirk) Kirk (sinonimo di Sonchus kirkii Hamlin)
  • Sonchus asper var. littoralis J.M.Black
  • Sonchus asper var. megalocarpa Hook.f.
  • Sonchus asper var. sabulosus P.D.Sell
  • Sonchus asper f. glandulosa Hauman
  • Sonchus asper f. hydrophilus (Boulos) J.Kost. (sinonimo di Sonchus oleraceus f. hydrophilus (Boulos) J.Kost.)
  • Sonchus asper f. inermis (Bisch.) Beck

Specie simili[modifica | modifica sorgente]

Nell'ambito del genere Sonchus le seguenti specie (che vivono sull'arco alpino) possono essere confuse fra di loro:[4]

  • Sonchus arvensis: i fusti sono poco ramosi con foglie cauline provviste di orecchiette cordate; le ghiandole dell'involucro e del peduncolo sono gialle; gli stigmi sono gialli; gli acheni hanno 5 coste per faccia;
  • Sonchus asper: i fusti sono molto ramosi con foglie lucide e spinose; gli stigmi sono verde-olivacei; gli acheni sono lisci con tre coste per faccia.
  • Sonchus oleraceus: i fusti sono molto ramosi con foglie opache e lisce; gli stigmi sono verde-olivacei; gli acheni sono spinulosi sulle tre coste per faccia.
  • Sonchus palustris: i fusti sono poco ramosi con foglie cauline provviste di orecchiette acute; le ghiandole dell'involucro e del peduncolo sono nere; gli stigmi sono gialli; gli acheni hanno 5 coste per faccia.

Usi[modifica | modifica sorgente]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Farmacia[modifica | modifica sorgente]

Secondo la medicina popolare questa pianta può essere usata come impacco contro le ferite e foruncoli epidermici:[19]

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Le foglie sono commestibili sia crude che cotte.[19]

Altre notizie[modifica | modifica sorgente]

Il crespino ruvido in altre lingue è chiamato nei seguenti modi:

  • (DE) Raue Gänsedistel
  • (FR) Laiteron rude
  • (EN) Prickly Sowthistle

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Motta 1960, op. cit., Vol. 3 - pag. 729
  2. ^ Botanical names. URL consultato il 23 febbraio 2013.
  3. ^ The International Plant Names Index. URL consultato il 23 febbraio 2013.
  4. ^ a b c d Pignatti 1982, op. cit., Vol. 3 - pag. 263
  5. ^ Catalogazione floristica - Università di Udine. URL consultato il 25 febbraio 2013.
  6. ^ Pignatti 1982, op. cit., Vol. 3 - pag. 12
  7. ^ Tavole di Botanica sistematica. URL consultato il 20 dicembre 2010.
  8. ^ Pignatti 1982, op. cit., Vol. 3 - pag. 1
  9. ^ a b Global Compositae Checklist. URL consultato il 23 febbraio 2013.
  10. ^ a b c d Flora Alpina, op. cit., Vol. 2 - p. 648
  11. ^ Judd 2007, op. cit., pag. 520
  12. ^ Strasburger 2007, op. cit., pag. 858
  13. ^ Tropicos Database. URL consultato il 25 febbraio 2013.
  14. ^ The International Plant Names Index. URL consultato il 25 febbraio 2013.
  15. ^ a b Global Compositae Checklist. URL consultato il 23 febbraio 2013.
  16. ^ a b Checklist of the Italian Vascular Flora, op. cit., p. 169
  17. ^ EURO MED - PlantBase. URL consultato il 25 febbraio 2013.
  18. ^ EURO MED - PlantBase. URL consultato il 25 febbraio 2013.
  19. ^ a b Plants For A Future. URL consultato il 25 febbraio 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Jose L. Panero and Vicki A. Funk, Toward a phylogenetic subfamilial classification for the Compositae (Asteraceae) in Proceeding of the biological society of Washington. 115(a):760 – 773. 2002.
  • Funk V.A., Susanna A., Stuessy T.F. and Robinson H., Classification of Compositae in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume 3, Bologna, Edagricole, 1982, pag. 263, ISBN 88-506-2449-2.
  • D. Aeschimann, K. Lauber, D.M. Moser, J-P. Theurillat, Flora Alpina. Volume 2, Bologna, Zanichelli, 2004, pag. 648.
  • 1996 Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.
  • Strasburger E, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
  • Judd S.W. et al, Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
  • F. Conti, G. Abbate, A. Alessandrini, C. Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, pag. 169, ISBN 88-7621-458-5.
  • Kadereit J.W. & Jeffrey C., The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VIII. Asterales. Pag 198, Berlin, Heidelberg, 2007, pag. 190.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]