Croce del Sud

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Croce del Sud
Mappa della costellazione
Mappa della costellazione
Vedi l'immagine della costellazione
Immagine della Croce del Sud
Immagine della Croce del Sud
Nome latino Crux
Genitivo Crucis
Abbreviazione Cru
Coordinate
Ascensione retta 12 h
Declinazione -60°
Area totale 68 gradi quadrati
Dati osservativi
Visibilità da Terra
Latitudine min -90°
Latitudine max +20°
Transito al meridiano maggio
Stella principale
Nome Acrux (α Cru)
Magnitudine app. 0,77
Altre stelle
Magn. app. < 3 5
Magn. app. < 6 34
Sciami meteorici
Costellazioni confinanti
Da est, in senso orario:

La Croce del Sud (in latino Crux, "croce"; così chiamata in contrasto con la Croce del Nord, la costellazione del Cigno), è la più piccola delle 88 costellazioni moderne, ma anche una delle più famose. È circondata da tre lati dal Centauro, mentre a sud si trova la piccola Mosca.

Osservazione[modifica | modifica wikitesto]

La Croce del Sud si trova sotto le zampe anteriori del Centauro. Contiene una nuvola scura di polvere nota agli astronomi moderni come il Sacco di Carbone, ma chiamata Macula Magellanica (Macchia di Magellano) in quest'illustrazione da Uranographia di Johann Bode.

La costellazione della Croce del Sud è una delle più brillanti e caratteristiche del cielo australe: la sua stella principale, Acrux, è la tredicesima stella più brillante del cielo; la costellazione si osserva per intero a sud del 27º parallelo nord, mentre dall'emisfero sud è circumpolare nelle sue regioni temperate: in queste zone si può affermare che la Croce del Sud fa da controparte australe all'asterismo del Grande Carro, in quanto è visibile in tutte le notti dell'anno e consente di individuare il polo sud celeste.

Infatti, dato che il Polo Sud celeste manca di una stella brillante che lo marchi, come fa la Polaris con il Polo Nord (Sigma Octantis è la più vicina, ma è così debole da essere inutile), due delle stelle della Croce del Sud (α e γ, Acrux e Gacrux rispettivamente) sono normalmente usate per trovarlo: infatti il metodo più semplice per rintracciare il polo sud celeste consiste, una volta nota la Croce del Sud, nel tracciare una linea che parta dalla stella più settentrionale della Croce (Gacrux), scenda alla più meridionale (Acrux), secondo l'asse maggiore, e prolungandola nella stessa direzione e verso per circa cinque volte.

Alternativamente, si può costruire una linea tra α Centauri e Achernar (α Eridani), una stella situata alla medesima declinazione, ma opposta rispetto al Polo Sud Celeste: il punto dove questa linea interseca la linea precedente corrisponde col Polo Sud Celeste.

La costellazione giace sulla Via Lattea australe, in un tratto molto brillante, sulla quale si sovrappone. A sud-est, una nebulosa oscura nota come Sacco di Carbone; le sue stelle più brillanti (ad eccezione di γ Crucis) fanno parte di un'associazione stellare nota come Associazione Scorpius-Centaurus.

Il periodo più propizio per la sua osservazione nel cielo serale ricade nei mesi compresi fra febbraio e luglio; nell'emisfero australe la sua presenza sempre più alta nel cielo poco dopo il tramonto indica che la stagione estiva volge al termine, mentre nelle sere dell'autunno la costellazione raggiunge il suo punto più alto sopra l'orizzonte.

Stelle principali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stelle principali della costellazione della Croce del Sud.
  • Acrux (α Crucis) è la stella più brillante; si tratta di una stella azzurra di magnitudine integrata pari a 0,81; in realtà è una stella tripla composta da due astri di magnitudine 1,4 e 2,09, il primo dei quali è a sua volta una binaria spettroscopica. Si tratta inoltre della stella brillante più meridionale di tutte, avendo declinazione -63°. Il sistema dista da noi 322 anni luce.
  • Mimosa (β Crucis) è una stella azzurra di magnitudine 1,25, la ventesima stella più luminosa del cielo; si tratta di una variabile pulsante con oscillazioni minime. la sua distanza è stimata sui 352 anni luce.
  • Gacrux (γ Crucis) è una stella dal colore rosso vivo, che contrasta fortemente col colore azzurro delle altre stelle brillanti della costellazione; di magnitudine 1,59, costituisce il vertice più settentrionale della croce. A differenza delle altre stelle brillanti vicine, questa stella non appartiene all'Associazione Scorpius-Centaurus, ma vi si trova in primo piano: la sua distanza è infatti stimata sugli 88 anni luce da noi, e possiede anche un moto proprio relativamente elevato, in direzione WNW.
  • δ Crucis è la stella meno brillante del quartetto disposto a croce; è una stella azzurra di magnitudine 2,79, distante 364 anni luce.
  • ε Crucis è una stella di colore arancione, di magnitudine 3,59; conferisce alla costellazione un aspetto caratteristico, sulla linea di congiunzione fra Acrux e δ Crucis. La sua distanza è stimata sui 228 anni luce.

Tra le altre stelle, è da notare HD 108147, una stella di settima magnitudine nota per avere un sistema planetario.

Stelle doppie[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante le ridotte dimensioni, nella Croce del Sud si osservano numerose stelle doppie, sia fisiche che prospettiche.

  • Acrux è la più famosa: un semplice binocolo è in grado di risolvere, poco a sud della stella brillante, una stellina azzurra di magnitudine 4,8; la sua osservazione è resa un po' difficoltosa dalla luminosità della primaria. La componente principale è a sua volta una doppia molto stretta, con componenti di magnitudine 1,4 e 2,1 separate da appena 4".
  • Gacrux è un'altra coppia molto facile, grazie alla grande separazione, quasi 2 primi d'arco, che intercorre fra la primaria, di seconda grandezza, e la secondaria, di sesta e visibile con un binocolo; si tratta di una doppia prospettica.
  • μ1 e μ2 Crucis costituiscono un'altra coppia non legata fisicamente; le due stelle sono risolvibili anche con un binocolo di medio-alta potenza, o con un piccolo telescopio.
Principali stelle doppie[1][2]
Nome
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Magnitudine
Separazione
(in secondi d'arco)
Colore
AR
Dec
A B
Acrux (α Cru) 12h 26m 36s -63° 05′ 57″ 1,40 2,09 4,4 azz + azz
Acrux AB - HD 108250 12h 26m 36s -63° 05′ 57″ 0,77 4,80 90 azz + azz
Gacrux (γ Cru) 12h 31m 10s -47° 46′ 05″ 1,59 6,39 110,6 r + b
ι Crucis 12h 45m 38s -60° 58′ 52″ 4,69 10,34 26,9 ar + b
HD 110956 12h 46m 23s -56° 29′ 20″ 4,62 8,93 69 azz + azz
μ1-μ2 Crucis 12h 54m 36s -57° 10′ 30″ 4,03 5,08 34,9 azz + azz

Stelle variabili[modifica | modifica wikitesto]

Fra le stelle variabili, sono note un gran numero di Cefeidi, tutte osservabili con un piccolo binocolo.

Fra queste la più luminosa è la BG Crucis, le cui oscillazioni avvengono entro la quinta magnitudine, anche se sono piuttosto ridotte e dunque non facilmente percepibili. Una Cefeide con ampie escursioni è la R Crucis, che in quasi sei giorni oscilla fra la sesta e la settima grandezza e le sue variazioni sono osservabili nel corso dei giorni con un binocolo prendendo come riferimento delle stelle vicine; lo stesso discorso si applica alla AG Crucis, dove però le escursioni avvengono più rapidamente e sono comprese fra la settima e l'ottava grandezza.

La μ2 Crucis, la componente minore della coppia di μ Crucis, è una variabile Gamma Cassiopeiae che oscilla di pochi decimi di magnitudine, che sono però percepibili in quanto nella fase di massima luminosità la sua magnitudine tende ad essere più simile alla compagna μ1 Crucis.

Principali stelle variabili[1][2][3]
Nome
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Magnitudine
Periodo
(giorni)
Tipo
AR
Dec
Max. Min.
R Crucis 12h 23m 38s -61° 37′ 45″ 6,4 7,23 5,8258 Cefeide
S Crucis 12h 54m 22s -58° 25′ 50″ 6,22 6,92 4,6810 Cefeide
T Crucis 12h 21m 21s -62° 16′ 54″ 6,32 6,83 6,7333 Cefeide
AG Crucis 12h 41m 26s -59° 47′ 39″ 7,73 8,58 3,83373 Cefeide
BG Crucis 12h 31m 40s -59° 25′ 26″ 5,34 5,58 3,3428 Cefeide
BH Crucis 12h 16m 17s -56° 17′ 10″ 7,2 10,0 421: Mireide
BO Crucis 12h 36m 39s -61° 40′ 48″ 7,7 12,0 - Mireide
BY Crucis 12h 04m 49s -62° 00′ 08″ 7,62 8,01 - Eclisse
μ2 Crucis 12h 54m 37s -57° 10′ 07″ 4,99 5,18 - Irregolare (Stella Be - γ Cas)

Oggetti del profondo cielo[modifica | modifica wikitesto]

NGC 4755, un celebre ammasso aperto.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Oggetti non stellari nella costellazione della Croce del Sud.

La costellazione, come detto, giace sulla Via Lattea; questo fa sì che entro i suoi confini siano ben visibili diversi oggetti del profondo cielo interni alla nostra Galassia.

La Nebulosa Sacco di Carbone è la più prominente nebulosa oscura del cielo, ben visibile ad occhio nudo come una toppa scura in questo tratta di Via Lattea, poco ad est della stella Acrux.

Un altro oggetto è l'ammasso aperto NGC 4755, conosciuto anche come Scrigno di Gioie o Ammasso di Kappa Crucis; fu scoperto da Nicolas Louis de Lacaille nel 1751. Si trova ad una distanza di circa 7.500 anni luce, e consiste di circa 100 stelle azzurre sparse su un'area larga 20 anni luce, sulle quali domina una stella rossa che contrasta con le altre e che conferisce all'ammasso il nome ancor più noto di Scrigno di Gioielli. Un altro ammasso aperto facilmente rintracciabile è NGC 4609, visibile ad est di Acrux, sul bordo occidentale del Sacco di Carbone.

Principali oggetti non stellari[2][4][5]
Nome
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Tipo Magnitudine
Dimensioni apparenti
(in primi d'arco)
Nome proprio
AR
Dec
NGC 4103 12h 06m 40s -61° 15′ 00″ Ammasso aperto 7,4 6
NGC 4349 15h 24m 06s -61° 52′ 13″ Ammasso aperto 7,4 15
NGC 4609 12h 42m 20s -62° 59′ 38″ Ammasso aperto 6,9 5
NGC 4755 12h 53m 37s -60° 21′ 22″ Ammasso aperto 4,2 10 Scrigno di Gioie
Sacco di Carbone 12h 50m : -63° : Nebulosa oscura - 420 x 240 Nebulosa Sacco di Carbone

Sistemi planetari[modifica | modifica wikitesto]

HD 108147 è una stella di sequenza principale con una massa leggermente superiore a quella del Sole; possiede un sistema planetario composto da un solo pianeta confermato, che possiede una massa minima inferiore alla metà di quella di Giove e si trova su un'orbita molto stretta, a 0,1 UA dalla sua stella madre. Si tratterebbe dunque di un pianeta gioviano caldo.

Sistemi planetari[1]
Nome del sistema
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Magnitudine
Tipo di stella
Numero di pianeti
confermati
AR
Dec
HD 108147 12h 25m 46s -64° 01′ 20″ 6,99 Nana bianco-gialla 1 (b)

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La costellazione della Croce del Sud

È questa la più piccola di tutte le ottantotto costellazioni. Le stelle che la formano erano note ai Greci antichi e ai Romani, poiché a causa del fenomeno della precessione degli equinozi erano visibili anche dalla Grecia e dall'Italia. All'epoca tuttavia non erano considerate una costellazione a sé stante, ma erano ritenute parte delle zampe posteriori del Centauro. Sembra che la croce sia stata descritta per la prima volta nel 1516 dal navigatore italiano Andreas Corsali, che la definì «così leggiadra e bella che nessun altro segno celeste vi può essere paragonato».

La croce era usata dai naviganti come indicatrice del polo sud celeste, e fu adottata dagli astronomi come costellazione a sé alla fine del XVI secolo. Nella sua forma moderna la Croce del Sud sembra sia apparsa nei mappamondi celesti dei cartografi olandesi Petrus Plancius e Jodocus Hondius rispettivamente nel 1598 e nel 1600; prima di allora Plancius aveva rappresentato una croce del sud stilizzata in una parte del cielo completamente diversa, a sud di Eridano, dove ora sorge l'Idra Maschio. La stella più brillante della costellazione è qualche volta chiamata Acrux, un nome che i navigatori attribuiscono alla sua designazione scientifica Alfa della Croce. Vista attraverso telescopi piccoli è divisibile in due punti brillanti bluastri. La seconda invece riporta un nome proprio, Mimosa.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bandiere con la Croce del Sud.

La croce del sud è rappresentata su numerose bandiere dell'emisfero australe:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Result for various objects, SIMBAD. URL consultato il 4 giugno 2009.
  2. ^ a b c Alan Hirshfeld, Roger W. Sinnott, Sky Catalogue 2000.0: Volume 2: Double Stars, Variable Stars and NonstellarObjects, Cambridge University Press, aprile 1985, ISBN 0-521-27721-3.
  3. ^ The International Variable Stars Index - AAVSO in Results for various stars. URL consultato il 20 giugno 2009.
  4. ^ The NGC/IC Project Public Database in Results for various objects. URL consultato il 20 giugno 2009.
  5. ^ NASA/IPAC Extragalactic Database in Results for various stars. URL consultato il 20 ottobre 2006.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Michael E. Bakich, The Cambridge Guide to the Constellations, Cambridge University Press, 1995, ISBN 0-521-44921-9.
  • (EN) Milton D. Heifetz; Wil Tirion, A Walk through the Heavens: A Guide to Stars and Constellations and their Legends, Cambridge University Press, 2004, ISBN 0-521-54415-7.
  • AA.VV., Astronomia - Dalla Terra ai confini dell'Universo, Fabbri Editori, 1991.

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