Lira (costellazione)

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Lira
Mappa della costellazione
Mappa della costellazione
Vedi l'immagine della costellazione
Immagine della Lira
Immagine della Lira
Nome latino Lyra
Genitivo Lyrae
Abbreviazione Lyr
Coordinate
Ascensione retta 19 h
Declinazione +40°
Area totale 286 gradi quadrati
Dati osservativi
Visibilità da Terra
Latitudine min -40°
Latitudine max +90°
Transito al meridiano agosto
Stella principale
Nome Vega (α Lyrae)
Magnitudine app. 0,03
Altre stelle
Magn. app. < 3 1
Magn. app. < 6 38
Sciami meteorici
Costellazioni confinanti
Da est, in senso orario:

La Lira (in latino Lyra) è una costellazione dell'emisfero nord, una delle 88 costellazioni moderne, e faceva parte anche delle 48 elencate da Tolomeo. La Lira non è molto grande, ma può essere trovata facilmente grazie alla sua stella α, Vega, che è una delle stelle più luminose del cielo e fa parte del Triangolo Estivo.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Confronto fra Vega (a sinistra) e il Sole (a destra).

La costellazione è individuabile con estrema facilità, grazie alla sua stella principale, Vega, che costituisce il vertice occidentale e più luminoso del noto asterismo del Triangolo Estivo. Ad est della Lira corre la scia luminosa della Via Lattea, molto ben evidente in questo tratto anche in una notte non completamente oscura.

La Lira è una costellazione ben osservabile dall'emisfero boreale e da gran parte di quello australe, specialmente nei mesi compresi fra giugno e settembre; nell'emisfero nord inoltre è ben osservabile anche durante tutto l'autunno e parte della primavera.

Circa 14.000 anni fa in direzione della Lira si trovava il polo nord celeste: la stella polare dell'epoca era Vega, che si trovava a pochi gradi dal polo, e l'intera costellazione era circumpolare da quasi tutto l'emisfero nord; fra 12.000 anni l'asse di rotazione terrestre punterà nuovamente nella sua direzione.

Stelle principali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stelle principali della costellazione della Lira.
  • α Lyrae (Vega): con una magnitudine apparente di 0,03 è la seconda stella più luminosa dell'emisfero settentrionale (dopo Arturo) e la quinta di tutto il cielo (se si considerano le magnitudini integrate della coppia di α Centauri, la quarta stella più brillante diventa Arturo); il suo tipo spettrale è A0 V, e si trova ad una distanza di appena 25,3 anni luce. Vega è in realtà una stella multipla, con 5 componenti. Fu la prima stella ad essere fotografata.
  • γ Lyrae (Sulafat) è una stella multipla, la principale ha una magnitudine apparente di 3,24 e un colore azzurro.
  • β Lyrae (Sheliak) è una stella azzurra variabile, più precisamente una variabile a eclisse; è prototipo di una particolare classe di binarie a eclisse note come variabili Beta Lyrae. Ha una magnitudine apparente di 3,45.
  • δ Lyrae è una stella doppia apparente, consistente di una stella blu-bianca di sesta magnitudine e una gigante rossa semiregolare che varia tra le magnitudini 4 e 5.

ε Lyrae è una coppia di stelle molto ben conosciuta; visibile ad occhio nudo come una stellina allungata, nel più piccolo dei binocoli già è risolta in due componenti pressoché uguali, entrambe azzurre. Con strumenti maggiori si può notare che entrambe le componenti sono a loro volta doppie, caratteristica che è valsa alla coppia il nome di "doppia doppia".

RR Lyrae è una stella variabile pulsante di colore rosso vivo, che ha dato il suo nome ad un'intera classe di stelle, le Variabili RR Lyrae; al suo massimo è ben visibile anche ad occhio nudo.

Stelle doppie[modifica | modifica wikitesto]

Le stelle doppie della costellazione della Lira sono spesso facili da risolvere; alcune di esse sono pure particolarmente conosciute ed ammirate.

  • ε Lyrae, soprannominata la Doppia doppia, è una delle stelle multiple più famose del cielo: con un binocolo anche di piccole dimensioni è possibile già risolverla in due componenti di magnitudine molto simile e dallo stesso colore azzurrognolo; in un telescopio di media potenza entrambe le componenti sono a loro volta doppie, con componenti fra la quinta e la sesta grandezza e colori a loro volta simili.
  • ζ Lyrae è una coppia ben risolvibile anche con un binocolo; la componente primaria ha un colore bianco-azzurrastro, mentre la secondaria in un cielo nitido mostra un colore azzurro o marcatamente verdastro.
  • β Lyrae è anch'essa facilmente risolvibile con un binocolo: le due componenti, entrambe biancastre, sono separate da quasi mezzo primo d'arco.
Principali stelle doppie[1][2]
Nome
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Magnitudine
Separazione
(in secondi d'arco)
Colore
AR
Dec
A B
ε Lyrae 1-2 18h 44m : +39° 38′ : 4,69 4,49 209,3 b + b
ε1 Lyrae 18h 44m 23s +39° 36′ 45″ 5,00 6,10 3,2 b + b
ε2 Lyrae 18h 44m 41s +39° 40′ 12″ 5,23 5,47 2,6 b + b
ζ Lyrae 18h 44m : +37° 36′ : 4,36 5,73 43,7 b + verde
β Lyrae 18h 50m 05s +33° 21′ 46″ 3,52 var 8,5 45,7 b + b
η Lyrae 19h 13m 46s +39° 08′ 46″ 4,40 8,4 28,3 azz + b

Stelle variabili[modifica | modifica wikitesto]

Moltissime sono le stelle variabili presenti nella costellazione, nonostante le sue ridotte dimensioni; molte di queste sono pure alla portata di piccoli strumenti e le loro variazioni possono essere apprezzate con molta facilità.

Fra le Mireidi spicca W Lyrae, che in circa sei mesi e mezzo varia fra la settima e la tredicesima grandezza, sparendo anche dalla vista dei piccoli telescopi; un'altra Mireide è SS Lyrae, che in poco meno di un anno oscilla fra l'ottava e la quattordicesima magnitudine.

Una stella molto importante è RR Lyrae, il prototipo di una classe di variabili pulsanti note proprio come variabili RR Lyrae: questo tipo di stelle è estremamente comune negli ammassi globulari e sono utilizzate come riferimenti (candele standard) per determinarne la distanza.

Un'altra stella che ha svolto il ruolo di prototipo è β Lyrae, una variabile a eclisse le cui oscillazioni sono apprezzabili anche ad occhio nudo, se si prende come riferimento la luminosità delle stelle vicine; le variabili β Lyrae sono dei sistemi in cui le stelle sono a contatto fisico fra di loro.

Fra le molte variabili irregolari è da notare T Lyrae, una stella al carbonio che oscilla fra la settima e la nona magnitudine; anche la HK Lyrae compie delle oscillazioni simili.

Principali stelle variabili[3][1][2]
Nome
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Magnitudine
Periodo
(giorni)
Tipo
AR
Dec
Max. Min.
R Lyrae 18h 55m 20s +43° 56′ 46″ 3,88 5,0 46 Semiregolare
T Lyrae 18h 32m 20s +36° 59′ 56″ 7,84 9,6 - Irregolare (stella al carbonio)
W Lyrae 18h 14m 56s +36° 40′ 13″ 7,3 13,0 197,88 Mireide
X Lyrae 19h 13m 03s +26° 46′ 40″ 8,6 9,8 - Irregolare
RR Lyrae 19h 25m 28s +42° 27′ 04″ 7,06 8,12 0,5669 Pulsante (prototipo RR Lyrae)
SS Lyrae 19h 13m 16s +46° 58′ 46″ 8,4 14,0 346,33 Mireide
XY Lyrae 18h 38m 07s +39° 40′ 06″ 5,80 6,35 - Irregolare
HK Lyrae 18h 42m 50s +36° 57′ 31″ 7,8 9,6 - Irregolare
V539 Lyrae 18h 51m 27s +39° 19′ 14″ 7,26 7,31 - Eclisse
β Lyrae 18h 50m 05s +33° 21′ 46″ 3,25 4,36 12,914 Eclisse
δ2 Lyrae 18h 54m 30s +36° 53′ 55″ 4,22 4,33 - Semiregolare

Oggetti del profondo cielo[modifica | modifica wikitesto]

La Nebulosa Anello vista col Telescopio Spaziale Hubble.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Oggetti non stellari nella costellazione della Lira.

La vicinanza della Via Lattea, che corre nell'adiacente costellazione del Cigno, fa sì che alcuni oggetti galattici siano presenti entro i confini della Lira.

Tra gli ammassi aperti l'unico di una certa entità è NGC 6791, che pur essendo relativamente debole è composto da diverse centinaia di stelle. Quest'ammasso è molto interessante per gli studi sulle dinamiche degli ammassi stellari, poiché è uno dei più antichi che si conoscano all'interno della nostra Galassia.

M56 è invece un ammasso globulare poco concentrato, menzionato dal Messier (che lo inserì nel suo catalogo); è posto ad una distanza di 32.900 anni luce ed ha un diametro di 85 anni luce. La sua magnitudine apparente è di 8,3.

M57, conosciuta come la Nebulosa Anello, è una delle nebulose planetarie più conosciute, grazie alla sua luminosità e alla sua forma molto regolare. Ha un'età stimata tra i 6.000 e gli 8.000 anni e la sua magnitudine apparente di 8,8 le permette di poter essere individuata con un piccolo telescopio, in cui si mostra come un dischetto chiaro con una piccola macchia al centro.

Principali oggetti non stellari[4][5][2]
Nome
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Tipo Magnitudine
Dimensioni apparenti
(in primi d'arco)
Nome proprio
AR
Dec
M57 18h 53m 35s 33° 01′ 45″ Nebulosa planetaria 9,7 3,9 x 3,9 Nebulosa Anello
M56 19h 16m 36s +30° 11′ 04″ Ammasso globulare 8,3 8,8
NGC 6791 19h 20m 53s +37° 46′ 18″ Ammasso aperto 9,5 16

Sistemi planetari[modifica | modifica wikitesto]

La Lira contiene alcuni sistemi planetari noti; il più ricco (prima delle scoperte di Kepler) e conosciuto in questa costellazione è quello di HD 177830, che contiene due pianeti, il più interno dei quali ha una massa pari a un quinto di quella di Giove e orbita a mezza UA dalla sua stella madre, mentre il secondo ha una massa di poco superiore a quella di Giove e si trova mediamente poco oltre 1 UA. WASP-3 è una nana gialla che possiede un pianeta gioviano caldo, ossia un corpo celeste (probabilmente un gigante gassoso) estremamente vicino ad essa. Il telescopio spaziale Kepler, che osserva le stelle di queste costellazione ( e di quelle del Cigno), ha scoperto tramite il metodo del transito numerosi sistemi planetari. I più ricchi sono quelli di Kepler-20, Kepler-33 e Kepler-80, stelle con 5 pianeti confermati al seguito.

Sistemi planetari[1]
Nome del sistema
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Magnitudine
Tipo di stella
Numero di pianeti
confermati
AR
Dec
HAT-P-5 18h 17m 37s +36° 37′ 17″ 11,95 Nana gialla 1 (b)
WASP-3 18h 34m 32s +35° 39′ 42″ 10,49 Nana gialla 1 (b)
HD 173416 18h 43m 36s +36° 33′ 24″ 6,06 Gigante gialla 1 (b)
Kepler-8 18h 45m 09s +42° 27′ 04″ 13,9 Nana bianco-gialla 1 (b)
HD 177830 19h 05m 21s +25° 55′ 14″ 7,18 Subgigante gialla 2 (b - c)
HD 178911 19h 09m 05s +34° 06′ 02″ 6,74 Nana gialla 1 (b)
GSC 02652-01324 19h 04m 09s +36° 37′ 57″ 11,79 Nana arancione 1 (TrES-1b)
Kepler-20 19h 14m 19s +41° 05′ 23″ 13,9 Nana gialla 5 (b, e, c, f, d)
Kepler-7 19h 14m 19s +41° 05′ 23″ 12,51 Nana gialla 1 (b)
Kepler-33 19h 16m 19s +46° 00′ 19″ 13,99 gialla 5 (b, c, d, e, f)

Mitologia[modifica | modifica wikitesto]

Una costellazione piccola ma appariscente, contenente la quinta stella del cielo in quanto a grandezza, Vega. In termini mitologici, Lira era la lira del grande musicista Orfeo, la cui impresa rischiosa nel mondo dell'oltretomba costituisce una delle storie greche più famose. Fu la prima lira a essere costruita, inventata da Ermes, il figlio di Zeus e di Maia (una delle Pleiadi). Ermes fece la lira dal guscio di una testuggine che aveva trovato a brucare fuori dalla sua grotta sul Monte Cillene in Arcadia. Ermes pulì il guscio, fece dei buchi lungo il bordo e vi legò diagonalmente sette corde fatte di budello di mucca, tante quanto il numero delle Pleiadi. Inventò anche il plettro con cui suonare lo strumento.

La Lira è stata spesso rappresentata anche come un'aquila o un avvoltoio; in questa illustrazione presa da Uranographia di Johann Bode si vedono entrambe le rappresentazioni. Vicino alla punta del becco del rapace c'è la stella lucida Vega, qui scritta Wega (Bode la chiamò anche Testa - in latino: corazza di tartaruga) con riferimento al guscio di tartaruga che si suppone Ermes avesse usato per fare la lira.

Grazie a quella lira Ermes si tirò fuori dai guai in cui s'era cacciato per un'impresa giovanile, che l'aveva portato a rubare del bestiame di proprietà di Apollo. Infuriato Apollo si presentò a reclamare la sua restituzione, ma quando sentì la bella musica che proveniva dalla lira lasciò che Ermes si tenesse le bestie e in cambio si prese la lira. Eratostene riferisce che più tardi Apollo diede la lira a Orfeo per accompagnare con essa le sue canzoni.

Orfeo fu il più grande musicista del suo tempo, in grado di incantare le pietre e i corsi d'acqua con la magia che emanava dai suoi canti. Si dice persino che con il suono armonioso della sua lira abbia attirato file di querce giù dai monti fino alle coste della Tracia. Orfeo si unì alla spedizione di Giasone e degli Argonauti alla ricerca del vello d'oro. Quando gli Argonauti udirono il canto tentatore delle sirene, ninfe marine che avevano adescato ed eliminato generazioni di marinai, Orfeo intonò un controcanto che coprì le loro voci.

Più tardi Orfeo sposò la ninfa Euridice. Un giorno, Euridice fu vista da Aristeo, un figlio di Apollo, che, in preda a un raptus passionale, l'assalì. Mentre tentava di sfuggirgli, la donna inciampò in un serpente che la uccise con il suo morso velenoso. A Orfeo si spezzò il cuore; incapace di vivere senza la sua giovane sposa, discese nell'oltretomba a chiedere che gliela restituissero. Questa era una richiesta senza precedenti. Ma il suono della sua musica affascinò persino Ade, il dio di quel mondo sotterraneo, che alla fine accondiscese a che Euridice ritornasse con Orfeo nel mondo dei vivi, ma a una condizione: Orfeo non doveva girarsi a guardare indietro fin quando i due non fossero di nuovo sani e salvi all'aperto.

Orfeo accettò prontamente e fece strada a Euridice lungo l'oscuro passaggio che portava al mondo soprastante, strimpellando la lira per guidarla. Ma quella di essere seguito da un fantasma era per lui una sensazione snervante. Non poteva essere perfettamente sicuro che la sua amata fosse dietro a lui, ma non osava voltarsi per accertarsene. Alla fine, quando sentì il calore del sole sul suo volto, ritenendo di aver superato la prova, si girò finalmente verso Euridice. Ella però non era del tutto fuori del cunicolo e così fu risucchiata nelle profondità del Regno dell'Oltretomba, perduta per sempre. Orfeo fu inconsolabile. Vagò per la campagna suonando musiche malinconiche sulla sua lira. Molte donne si offrirono di sposarlo, ma il grande musicista preferì starsene in compagnia di giovanetti.

Ci sono due racconti a proposito della morte di Orfeo. Una versione, quella di Ovidio nelle Metamorphoses, dice che le donne che gli si erano offerte, offese dal suo rifiuto, si coalizzarono contro di lui un giorno, mentre era seduto a cantare. Cominciarono a lanciargli contro sassi e lance. In un primo tempo la sua musica incantò quelle armi che caddero inoffensive ai suoi piedi, ma le donne fecero un tale strepito che alla fine riuscirono a coprire la musica magica e a fare arrivare a bersaglio i loro missili.

Eratostene, invece, dice che Orfeo provocò le ire del dio Dioniso per non aver compiuto sacrifici in suo onore. Orfeo reputava Apollo, il dio del Sole, la divinità massima e se ne stava spesso seduto sulla sommità del Monte Pangeo in attesa dell'alba per essere il primo a salutare il Sole con le sue melodie. Per ripagarlo di quest'affronto, Dioniso mandò i maniaci suoi seguaci a farlo a pezzi. Comunque siano andate le cose, alla fine Orfeo raggiunse la sua adorata Euridice nel Mondo dell'Oltretomba e le Muse posero la lira fra le stelle con l'approvazione di Zeus, loro padre.

Tolomeo conosceva la stella più brillante di questa costellazione con il semplice nome di Lira. Il nome che invece le viene dato oggi, Vega, viene dalle parole arabe al-nasr al-waki' che significano sia «l'aquila che attacca» sia «avvoltoio», poiché in questa posizione gli Arabi vedevano un'aquila o un avvoltoio. Negli atlanti celesti questa costellazione era spesso rappresentata da un uccello sistemato dietro a una lira. Sembra che gli Arabi abbiano visto Vega e le due stelle a lei vicine, Epsilon e Zeta della Lira, come un'aquila con le ali chiuse, che piomba sulla preda, laddove nella costellazione dell'Aquila la stella Altair e le due sue compagne davano l'impressione di un'aquila in volo con le ali spiegate.

Beta della Lira si chiama Sheliak, un nome che in arabo significa «arpa» in riferimento alla costellazione nel suo insieme. Beta della Lira è una famosa stella variabile. Gamma della Lira è chiamata Sulafat, dall'arabo «testuggine», l'animale dal cui guscio Ermete fece la lira. Fra Beta e Gamma della Lira c'è la Nebulosa ad Anello che spesso compare nei libri di astronomia; si tratta di un involucro di gas espulso da una stella morente.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Result for various objects, SIMBAD. URL consultato il 4 giugno 2009.
  2. ^ a b c Alan Hirshfeld, Roger W. Sinnott, Sky Catalogue 2000.0: Volume 2: Double Stars, Variable Stars and NonstellarObjects, Cambridge University Press, aprile 1985, ISBN 0-521-27721-3.
  3. ^ The International Variable Stars Index - AAVSO in Results for various stars. URL consultato il 20 giugno 2009.
  4. ^ The NGC/IC Project Public Database in Results for various objects. URL consultato il 20 giugno 2009.
  5. ^ NASA/IPAC Extragalactic Database in Results for various stars. URL consultato il 20 ottobre 2006.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Michael E. Bakich, The Cambridge Guide to the Constellations, Cambridge University Press, 1995, ISBN 0-521-44921-9.
  • (EN) Milton D. Heifetz; Wil Tirion, A Walk through the Heavens: A Guide to Stars and Constellations and their Legends, Cambridge University Press, 2004, ISBN 0-521-54415-7.
  • AA.VV., Astronomia - Dalla Terra ai confini dell'Universo, Fabbri Editori, 1991.

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