Microscopio (costellazione)

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Microscopio
Mappa della costellazione
Mappa della costellazione
Nome latino Microscopium
Genitivo Microscopii
Abbreviazione Mic
Coordinate
Ascensione retta 21 h
Declinazione -36°
Area totale 210 gradi quadrati
Dati osservativi
Visibilità da Terra
Latitudine min -90°
Latitudine max +45°
Transito al meridiano 20 settembre, ore 21
Stella principale
Nome γ Microscopii
Magnitudine app. 4,67
Altre stelle
Magn. app. < 3 Nessuna
Magn. app. < 6 14
Costellazioni confinanti
Da est, in senso orario:

Il Microscopio (in latino Microscopium, abbreviato in Mic) è una delle 88 costellazioni moderne. Si tratta di una piccola costellazione meridionale, introdotta da Nicolas Louis de Lacaille.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

pagina dell'atlante celeste di Mercatore; la coda del Pesce Australe forma oggi la costellazione del Microscopio.

Si tratta di una costellazione molto poco appariscente, situata a sud del Capricorno, a occidente della stella Fomalhaut, appartenente al Pesce Australe; le sue stelle principali sono di quinta magnitudine, dunque visibili solo in una notte buia e possibilmente senza Luna. Trovandosi nell'emisfero australe, la sua altezza sull'orizzonte non è mai elevata dalle latitudini temperate boreali e da parte dell'Europa centrale risulta pure in parte invisibile, mentre è ben osservabile dall'emisfero sud; il periodo di massima osservazione nel cielo serale ricade fra i mesi di luglio e novembre.

In antichità le stelle di questa costellazione facevano parte del Pesce Australe, di cui costituivano la coda, come si può intuire anche dalla disposizione delle sue stelle, che paiono il naturale prosieguo della sagoma di un pesce stilizzato con la bocca costituita dalla brillante stella Fomalhaut. Lacaille operò una divisione dell'originaria costellazione per creare il Microscopio.

Stelle principali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stelle principali della costellazione del Microscopio.
  • Alla stella più luminosa della costellazione è stata assegnata la lettera Gamma; questo è un astro di magnitudine 4,7 distante un centinaio di anni luce dal Sistema Solare, che brilla di luce gialla. In ricordo del fatto che la stella anticamente era parte della vicina costellazione del Pesce Australe, essa è talora indicata su alcuni atlanti come Csi Piscis Austrinus,
  • Gamma è seguita, per pochi centesimi di magnitudine, da Epsilon (magnitudine 4,7) anch'essa lontana 100 anni luce, ma brillante di luce bianco-azzurra.
  • La stella Alfa (magnitudine 4,9) si colloca solo al terzo posto nella graduatoria di stelle per luminosità nella costellazione, insidiata anche da Theta 1, che varia tra magnitudine 4,8 e 4,9.

Lacaille 8760 è una stella rossa di magnitudine 6,7 tra le più vicine alla Terra, essendo distante solo 13 anni luce.

Stelle doppie[modifica | modifica sorgente]

Alcune stelle doppie della costellazione sono osservabili con facilità anche con piccoli strumenti.

  • La coppia formata dalle stelle HD 200011 e HD 200026, nella parte più meridionale della costellazione, è risolvibile anche con un binocolo di media potenza, seppur con alcune difficoltà, mentre è ben alla portata di un piccolo telescopio; le componenti sono entrambe di sesta grandezza e i colori sono giallo e arancione.
  • HD 204018 è molto più stretta e difficile; inoltre il maggiore contrasto di magnitudini aumenta le difficoltà.
Principali stelle doppie[1][2]
Nome
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Magnitudine
Separazione
(in secondi d'arco)
Colore
AR
Dec
A B
HD 200011/26 21h 02m 12s -43° 00′ 07″ 6,6 6,9 57,5 g + ar
HD 204018 21h 27m 02s -42° 32′ 53″ 5,6 8,3 2,8 b + b

Stelle variabili[modifica | modifica sorgente]

La costellazione contiene alcune stelle variabili osservabili anche con piccoli strumenti amatoriali.

Le più semplici sono le Mireidi, quando sono al massimo: la U Microscopii è la più brillante e oscilla fra la settima e la quattordicesima magnitudine in poco meno di un anno. Semplice anche la S Microscopii, che al massimo raggiunge la magnitudine 7,8; il suo ciclo è di 210 giorni circa.

Una variabile pulsante è invece la θ1 Microscopii, che in due giorni oscilla di un solo decimo di magnitudine, dunque in maniera pressoché impercettibile.

Principali stelle variabili[3][1][2]
Nome
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Magnitudine
Periodo
(giorni)
Tipo
AR
Dec
Max. Min.
S Microscopii 21h 26m 44s -29° 51′ 05″ 7,8 14,8 209,68 Mireide
T Microscopii 20h 27m 55s -28° 15′ 40″ 7,7 9,6 347: Semiregolare pulsante
U Microscopii 20h 29m 16s -40° 25′ 01″ 7,0 14,4 334,29 Mireide
AV Microscopii 20h 41m 25s -42° 08′ 02″ 6,25 6,35 - Irregolare
θ1 Microscopii 21h 20m 46s -40° 48′ 34″ 4,77 4,87 2,1215 Pulsante

Oggetti del profondo cielo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Oggetti non stellari nella costellazione del Microscopio.

Le piccole dimensioni della costellazione, unite alla scarsa luminosità e vicinanza delle galassie osservabili in questo settore di cielo, fanno sì che il Microscopio sia povero di oggetti non stellari cospicui.

L'unico di discreta importanza è la galassia NGC 6925, nella parte settentrionale, che appare di aspetto allungato.

Principali oggetti non stellari[4][5][2]
Nome
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Tipo Magnitudine
Dimensioni apparenti
(in primi d'arco)
Nome proprio
AR
Dec
NGC 6925 20h 34m 20s -31° 59′ : Galassia 11,2 4,1 x 2
NGC 5086 21h 08m 32s -29° 46′ : Galassia 12,7 11,3 x 1,3

Sistemi planetari[modifica | modifica sorgente]

Nel Microscopio è noto un sistema planetario extrasolare, quello di WASP-7; si tratta di una nana gialla con un pianeta transiente, un pianeta gioviano caldo con una massa molto simile a quella di Giove.

Sistemi planetari[1]
Nome del sistema
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Magnitudine
Tipo di stella
Numero di pianeti
confermati
AR
Dec
WASP-7 20h 44m 10s -39° 13′ 30″ 9,54 Nana gialla 1 (b)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Result for various objects, SIMBAD. URL consultato il 4 giugno 2009.
  2. ^ a b c Alan Hirshfeld, Roger W. Sinnott, Sky Catalogue 2000.0: Volume 2: Double Stars, Variable Stars and NonstellarObjects, Cambridge University Press, aprile 1985, ISBN 0-521-27721-3.
  3. ^ The International Variable Stars Index - AAVSO in Results for various stars. URL consultato il 20 giugno 2009.
  4. ^ The NGC/IC Project Public Database in Results for various objects. URL consultato il 20 giugno 2009.
  5. ^ NASA/IPAC Extragalactic Database in Results for various stars. URL consultato il 20 ottobre 2006.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Michael E. Bakich, The Cambridge Guide to the Constellations, Cambridge University Press, 1995, ISBN 0-521-44921-9.
  • (EN) Milton D. Heifetz; Wil Tirion, A Walk through the Heavens: A Guide to Stars and Constellations and their Legends, Cambridge University Press, 2004, ISBN 0-521-54415-7.
  • AA.VV., Astronomia - Dalla Terra ai confini dell'Universo, Fabbri Editori, 1991.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]