Triangolo (costellazione)

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Triangolo
Mappa della costellazione
Mappa della costellazione
Vedi l'immagine della costellazione
Immagine del Triangolo
Immagine del Triangolo
Nome latino Triangulum
Genitivo Trianguli
Abbreviazione Tri
Coordinate
Ascensione retta 2 h
Declinazione 30°
Area totale 132 gradi quadrati
Dati osservativi
Visibilità da Terra
Latitudine min +90°
Latitudine max -60°
Transito al meridiano dicembre
Stella principale
Nome β Trianguli
Magnitudine app. 3,00
Altre stelle
Magn. app. < 3 0
Magn. app. < 6 18
Sciami meteorici

Nessuno

Costellazioni confinanti
Da est, in senso orario:

Il Triangolo (in latino Triangulum, abbreviato in Tri) è una delle 88 costellazioni moderne. Si tratta di una piccola costellazione dell'emisfero settentrionale, le cui tre stelle più luminose, di terza e quarta magnitudine, formano un triangolo elongato; nonostante la sua scarsa rilevanza, era una delle 48 costellazioni elencate da Tolomeo.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il Triangolo, visibile in basso a sinistra in quest'illustrazione del Mercatore.

Il Triangolo si individua con facilità a nord dell'Ariete e poco più a sud dell'area in cui si incontrano le due costellazioni di Andromeda e Perseo; in particolare, lo si può rintracciare a metà via sulla linea che congiunge le stelle Hamal (α Arietis) e Alamach (γ Andromedae). Nonostante le ridotte dimensioni, la sua individuazione non presenta particolari difficoltà, grazie al fatto che le sue tre stelle principali sono piuttosto ravvicinate fra loro, risaltando più facilmente alla vista. La distanza dalla scia del piano galattico non consente la presenza di ricchi campi stellari di fondo, ma ciò favorisce l'osservazione delle galassie esterne.

Il periodo più propizio per la sua osservazione ricade nei mesi compresi fra ottobre e marzo, sebbene nell'emisfero boreale sia osservabile anche per più tempo, dalla fine dell'estate alla primavera inoltrata; dall'emisfero australe la sua osservazione presenta delle difficoltà maggiori, dovute anche all'aumento delle ore di luce nei mesi compresi fra ottobre e dicembre.

Stelle principali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stelle principali della costellazione del Triangolo.

Stelle doppie[modifica | modifica wikitesto]

Fra le stelle doppie la più appariscente è la 6 Trianguli, formata da un astro di magnitudine 4,9 accompagnato da una stella di sesta grandezza; la loro separazione è piuttosto ridotta e occorre uno strumento potente per risolvere le due componenti.

Principali stelle doppie[1][2]
Nome
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Magnitudine
Separazione
(in secondi d'arco)
Colore
AR
Dec
A B
6 Trianguli 02h 12m 22s +30° 18′ 12″ 4,94 6,5 3,8 g + g
HD 13746 02h 14m 42s +30° 23′ 41″ 7,9 8,0 6,6 b + azz

Stelle variabili[modifica | modifica wikitesto]

L'unica stella variabile di facile osservazione è la R Trianguli, una variabile Mira che al massimo della luminosità è visibile anche ad occhio nudo; il suo periodo è di 266 giorni, durante i quali scende di luminosità fino ad essere al di fuori anche dalla portata di un piccolo telescopio.

Principali stelle variabili[3][1][2]
Nome
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Magnitudine
Periodo
(giorni)
Tipo
AR
Dec
Max. Min.
R Trianguli 02h 37m 02s +34° 15′ 51″ 5,4 12,6 266,9 Mireide
W Trianguli 02h 41m 31s +34° 30′ 58″ 8,5 9,7 108: Semiregolare pulsante

Oggetti del profondo cielo[modifica | modifica wikitesto]

La Galassia del Triangolo (M33), appartenente al Gruppo Locale.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Oggetti non stellari nella costellazione del Triangolo.

L'oggetto celeste più celebre all'interno della costellazione del Triangolo è M33, nota appunto come Galassia del Triangolo; si tratta di una delle galassie più vicine alla Via Lattea, essendo membro del Gruppo Locale di galassie. Può essere osservata sotto un cielo buio anche con un binocolo senza difficoltà, e se la notte è particolarmente limpida e l'atmosfera più rarefatta (come in montagna), persino ad occhio nudo, tramite la visione distolta; tuttavia è sufficiente il minimo accenno di inquinamento luminoso perché non sia più osservabile neppure con un binocolo. Si tratta di una galassia spirale i cui bracci sono composti da vari addensamenti e regioni meno dense, con grandi regioni H II. La sua distanza è stimata sui 2,59 milioni di anni luce e viene a trovarsi molto più vicina alla Galassia di Andromeda (M31) piuttosto che alla Via Lattea.

Fra le altre galassie, le più brillanti sono NGC 672 e NGC 925, entrambe delle galassie spirali barrate visibili anche con piccoli strumenti amatoriali.

Principali oggetti non stellari[4][5][2]
Nome
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Tipo Magnitudine
Dimensioni apparenti
(in primi d'arco)
Nome proprio
AR
Dec
M33 01h 33m 50s +30° 40′ : Galassia 5,7 73 x 45 Galassia del Triangolo
NGC 672 01h 47m 54s +27° 25′ 59″ Galassia 10,8 7,2 x 2,6
NGC 925 02h 27m 17s +33° 34′ 42″ Galassia 9,7 10,5 x 5,9

Sistemi planetari[modifica | modifica wikitesto]

Fra i sistemi planetari noti vi è HD 13189, una stella evoluta attorno alla quale orbita un corpo massiccio che potrebbe essere o un pianeta o una nana bruna.

Sistemi planetari[1]
Nome del sistema
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Magnitudine
Tipo di stella
Numero di pianeti
confermati
AR
Dec
HD 9446 01h 33m 20s +29° 15′ 55″ 8,35 Nana gialla 1 (b)
HD 13189 02h 09m 40s +32° 18′ 59″ 7,57 Gigante brillante arancione 1 (b)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Result for various objects, SIMBAD. URL consultato il 4 giugno 2009.
  2. ^ a b c Alan Hirshfeld, Roger W. Sinnott, Sky Catalogue 2000.0: Volume 2: Double Stars, Variable Stars and NonstellarObjects, Cambridge University Press, aprile 1985, ISBN 0-521-27721-3.
  3. ^ The International Variable Stars Index - AAVSO in Results for various stars. URL consultato il 20 giugno 2009.
  4. ^ The NGC/IC Project Public Database in Results for various objects. URL consultato il 20 giugno 2009.
  5. ^ NASA/IPAC Extragalactic Database in Results for various stars. URL consultato il 20 ottobre 2006.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Michael E. Bakich, The Cambridge Guide to the Constellations, Cambridge University Press, 1995, ISBN 0-521-44921-9.
  • (EN) Milton D. Heifetz; Wil Tirion, A Walk through the Heavens: A Guide to Stars and Constellations and their Legends, Cambridge University Press, 2004, ISBN 0-521-54415-7.
  • AA.VV., Astronomia - Dalla Terra ai confini dell'Universo, Fabbri Editori, 1991.

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