Andromeda (costellazione)

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Andromeda
Mappa della costellazione
Mappa della costellazione
Nome latino Andromeda
Genitivo Andromedae
Abbreviazione And
Coordinate
Ascensione retta 1 h
Declinazione 40°
Area totale 722 gradi quadrati
Dati osservativi
Visibilità da Terra
Latitudine min -40°
Latitudine max +90°
Transito al meridiano novembre
Stella principale
Nome Alpheratz (α And)
Magnitudine app. 2.1
Altre stelle
Magn. app. < 3 3
Magn. app. < 6 82
Sciami meteorici
  • Andromedidi
    (Bielidi)
Costellazioni confinanti
Da est, in senso orario:

Andromeda è una costellazione rappresentante la principessa Andromeda, che si trova nell'emisfero nord vicino a Pegaso. La costellazione ha la forma approssimata di una lettera «A» allungata, debole e deformata. È famosa soprattutto per la presenza della Galassia di Andromeda nei suoi confini.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

NGC 891, una galassia spirale vista di taglio.

La costellazione si individua con facilità, trovandosi a nordest del brillante asterismo del Quadrato di Pegaso, di cui la stella al vertice nordorientale fa parte di Andromeda; la costellazione si estende poi a nord e ad est del Quadrato, seguendo un allineamento di stelle di seconda e terza magnitudine, arrivando sin quasi a lambire la scia luminosa della Via Lattea del nord. Le sue dimensioni sono notevoli, ma nella parte occidentale si trovano solo stelle deboli, massimo di quarta grandezza. La sua individuazione è facilitata anche dalla presenza della caratteristica figura di Cassiopea, posta più a nord; in generale, si può affermare che anche lo spazio privo di stelle luminose situato fra Cassiopea e Pegaso fa parte di Andromeda.

Il periodo più adatto alla sua osservazione ricade fra settembre e gennaio; l'emisfero boreale è il punto di osservazione ideale, dove si presenta in parte circumpolare a partire dalle latitudini medie salendo verso nord. In quest'emisfero è una tipica costellazione autunnale, ma è visibile nel cielo serale da fine agosto fino a quasi tutto marzo senza grosse difficoltà. Dall'emisfero australe si mostra sempre molto bassa sull'orizzonte e a partire dalle latitudini temperate medie diventa progressivamente invisibile.

Stelle principali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stelle principali della costellazione di Andromeda.
  • La stella più luminosa, α Andromedae (chiamata Alpheratz o Sirrah), assieme alle stelle α, β e λ Pegasi forma un asterismo chiamato Quadrato di Pegaso. Questa stella era una volta parte della costellazione di Pegaso, con la sigla δ Pegasi, come dice anche il suo nome proprio, «l'ombelico del cavallo».
  • β Andromedae è chiamata Mirach, il busto. Si trova a circa 200[1] anni luce di distanza ed è di magnitudine 2,1.
  • γ Andromedae, o Almach, si trova all'estremo sud della costellazione. È una stella multipla visibile al telescopio, che mostra contrasti di colore.
  • δ Andromedae è una stella arancione di magnitudine 3,27, distante 101 anni luce.

Fra le altre stelle si segnala υ Andromedae, che ha un sistema planetario con tre pianeti confermati, con masse di 0,71, 2,11 e 4,64 volte quella di Giove.

Stelle doppie[modifica | modifica sorgente]

La costellazione di Andromeda mostra fra i suoi confini un gran numero di stelle doppie e multiple, alcune delle quali risolvibili anche con un semplice binocolo.

  • μ Andromedae è un sistema multiplo molto semplice: la componente primaria, bianca e di magnitudine 3,87, ha due compagne di undicesima e tredicesima grandezza separate da 34" e 44" rispettivamente; per individuare le componenti deboli occorre un telescopio di piccole dimensioni.
  • π Andromedae è una coppia semplice e risolvibile con un binocolo: le due componenti sono di quarta e ottava magnitudine e sono separate da 35".
  • γ Andromedae è un interessante sistema multiplo. Un telescopio di piccole dimensioni rivela una stella biancastra di quarta magnitudine a circa 10" dalla primaria, una gigante arancione di seconda grandezza; strumenti più potenti mostrano che la compagna minore è a sua volta una doppia, con componenti di quinta e sesta magnitudine separate da appena 0,7".
  • 59 Andromedae è una coppia di stelle bianche di quinta e sesta magnitudine, risolvibile con un piccolo telescopio.
Principali stelle doppie[2][3]
Nome
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Magnitudine
Separazione
(in secondi d'arco)
Colore
AR
Dec
A B
κ Andromedae 23h 40m 25s +44° 20′ 02″ 4,14 11,8 46,8 b + b
π Andromedae 00h 36m 53s +33° 43′ 10″ 4,36 8,8 35,2 azz + b
δ Andromedae 00h 39m 20s +30° 51′ 40″ 3,27 11,5 28,7 ar + r
μ Andromedae A-B 00h 56m 45s +38° 29′ 57″ 3,87 11 34,2 b + b
μ Andromedae A-C 00h 56m 45s +38° 29′ 57″ 3,87 13 44,2 b + b
τ Andromedae 01h 40m 35s +40° 34′ 38″ 4,94 10 52,5 azz + b
γ Andromedae A-BC 02h 03m 54s +42° 19′ 48″ 2,26 4,84 9,6 ar + b
γ Andromedae B-C 02h 03m 54s +42° 19′ 48″ 4,84 6,6 0,7 b + b
59 Andromedae 02h 10m 53s +39° 02′ 23″ 5,63 6,10 16,2 b + b

Stelle variabili[modifica | modifica sorgente]

Nella costellazione sono note un gran numero di stelle variabili piuttosto luminose e quindi anche alla portata di piccoli strumenti.

Fra le numerosissime Mireidi spicca R Andromedae che quando è al massimo della luminosità è visibile anche ad occhio nudo; in 409 giorni scende fino alla quattordicesima magnitudine e poi risale alla quinta. W Andromedae quando è al massimo è invece di sesta grandezza, ma anch'essa scende fino alla quattordicesima e risale in 396 giorni; KU Andromedae ha un periodo molto più lungo, di poco superiore ai due anni, ma le sue oscillazioni sono più ridotte, variando fra la sesta e la decima magnitudine.

Fra le variabili a eclisse la più appariscente è ζ Andromedae, sebbene le sue oscillazioni siano molto contenute e quindi difficilmente apprezzabili; si tratta di una coppia in cui le componenti sono talmente vicine da essere a contatto fisico fra loro (variabile Beta Lyrae). Anche λ Andromedae ha delle oscillazioni ridotte.

Fra le semiregolari pulsanti è da notare la ST Andromedae, che oscilla fra la settima e l'undicesima grandezza in poco meno di un anno.

Principali stelle variabili[4][2][3]
Nome
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Magnitudine
Periodo
(giorni)
Tipo
AR
Dec
Max. Min.
R Andromedae 00h 24m 02s +38° 34′ 37″ 5,6 14,9 409,33 Mireide
T Andromedae 00h 22m 23s +26° 59′ 46″ 7,7 14,5 280,76 Mireide
W Andromedae 02h 17m 33s +44° 18′ 18″ 6,7 14,6 395,93 Mireide
RW Andromedae 00h 47m 19s +32° 41′ 09″ 7,9 15,7 430,30 Mireide
ST Andromedae 23h 38m 45s +35° 46′ 21″ 7,7 11,8 328,34 Semiregolare pulsante
SV Andromedae 00h 04m 20s +40° 06′ 36″ 7,7 14,3 316,21 Mireide
TU Andromedae 00h 32m 23s +26° 01′ 46″ 7,8 13,1 316,77 Mireide
UY Andromedae 02h 38m 24s +39° 10′ 10″ 7,4 11,3 - Irregolare
VX Andromedae 00h 19m 54s +44° 42′ 34″ 7,8 9,3 369 Semiregolare (stella al carbonio)
AN Andromedae 23h 18m 23s +41° 41′ 25″ 6,0 6,16 3,2196 Eclisse
EG Andromedae 00h 44m 37s +40° 40′ 46″ 7,08 7,8 - Semiregolare
KU Andromedae 00h 06m 53s +43° 05′ 00″ 6,5 10,5 750 Mireide
V343 Andromedae 00h 10m 47s +32° 14′ 33″ 7,0 7,5 - Irregolare
V370 Andromedae 01h 58m 44s +45° 26′ 07″ 6,4 7,5 - Semiregolare
ζ Andromedae 00h 47m 20s +24° 16′ 03″ 3,9 4,1 17,77 Eclisse
λ Andromedae 23h 37m 34s +46° 27′ 33″ 3,69 3,97 54,20 Eclisse
ο Andromedae 23h 01m 55s +42° 19′ 34″ 3,58 3,78 - Irregolare

Oggetti del profondo cielo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Oggetti non stellari nella costellazione di Andromeda.

Nonostante le sue vaste dimensioni, la costellazione non offre un gran numero di oggetti non stellari, poiché la massima parte delle galassie osservabili qui sono estremamente remote e deboli; sono tuttavia presenti anche alcuni oggetti particolarmente brillanti e famosi.

L'oggetto del profondo cielo più famoso in Andromeda è M31, la Galassia di Andromeda, che è anche il più lontano oggetto visibile ad occhio nudo. È una grande galassia spirale, simile alla nostra Via Lattea ma un poco più grande, posta alla distanza di circa due milioni di anni luce. Per trovarne la posizione occorre tracciare una linea tra β e μ Andromedae, ed estenderla ancora per una distanza approssimativamente uguale; sebbene sia visibile ad occhio nudo, la galassia è molto difficile da osservare e occorrono cieli molto bui lontani da ogni fonte luminosa, e possibilmente l'utilizzo della visione distolta. È circondata da due galassie satelliti, M32 e M110, visibili anche con un binocolo in nottate buie e limpide.

Tra gli ammassi aperti interni alla nostra Galassia, è interessante il grande oggetto NGC 752, situato verso il confine col Triangolo, ben visibile con un binocolo e appena percepibile ad occhio nudo; si tratta di un ammasso molto esteso e con un elevato numero di componenti.

Fra le altre galassie invece spicca NGC 891, una galassia spirale vista perfettamente di taglio e attraversata da una banda oscura che la fa rassomigliare alla nostra Via Lattea, con cui probabilmente condivide anche la forma.

Principali oggetti non stellari[5][6][3]
Nome
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Tipo Magnitudine
Dimensioni apparenti
(in primi d'arco)
Nome proprio
AR
Dec
NGC 7662 23h 25m 54s 42° 32′ 06″ Nebulosa planetaria 8,3 0,5 x 0,5 Nebulosa Palla di Neve
M110 00h 40m 22s +41° 41′ 07″ Galassia 8,9 21,9 x 11,0
M31 00h 43m : +41° 17′ : Galassia 4,4 190 x 60 Galassia di Andromeda
M32 00h 42m 42s +40° 51′ 52″ Galassia 8,1 7,6 x 5,8
NGC 404 01h 09m 27s +35° 43′ 04″ Galassia 10,2 3,5 x 3,5
NGC 752 01h 57m : +37° 51′ : Ammasso aperto 5,7 50
NGC 891 02h 22m : +42° 21′ : Galassia 10,0 13,5 x 2,5

Sistemi planetari[modifica | modifica sorgente]

La costellazione contiene alcuni sistemi planetari noti; fra questi il più conosciuto, nonché uno dei primi scoperti, è quello di υ Andromedae, che conta quattro pianeti confermati: si tratta di quattro pianeti gioviani, di cui uno della metà della massa di Giove, uno quasi il doppio, uno oltre tre volte più grande e il quarto che ha circa la stessa massa del gigante del sistema solare. WASP-1 è invece una stella lontana oltre 1000 anni luce, intorno alla quale è noto un pianeta transitante.

Sistemi planetari[2]
Nome del sistema
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Magnitudine
Tipo di stella
Numero di pianeti
confermati
AR
Dec
14 Andromedae 23h 31m 17s +39° 14′ 11″ 5,22 Gigante arancione 1 (b)
WASP-1 00h 20m 40s +31° 59′ 24″ 11,79 Nana gialla 1 (b)
HD 8673 01h 26m 09s +34° 34′ 48″ 6,34 Nana gialla 1 (b)
υ Andromedae 01h 36m 48s +41° 24′ 23″ 4,10 Nana gialla 4 (b - c - d - e)

Mitologia[modifica | modifica sorgente]

Andromeda incatenata alla costa rocciosa, raffigurata in Uranographia di Johann Bode.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Andromeda (mitologia).

Si dice che sia stata la dea greca Atena a collocare l'immagine di Andromeda fra le stelle, dove si trova tra Perseo e sua madre Cassiopea. Solo la costellazione dei Pesci la separa dal Mostro Marino, Cetus (Balena). Le carte celesti rappresentano Andromeda con le mani incatenate. La testa è indicata dalla stella di seconda grandezza Alfa di Andromeda, stella questa che un tempo la costellazione di Andromeda aveva in comune con quella di Pegaso, dove segnava il punto dell'ombelico del cavallo. Alfa di Andromeda è nota con due nomi diversi, Alpheratz o Sirrah, entrambi derivanti dall'arabo, al-faras che significa «il cavallo», e surrat che significa «ombelico». Oggi la stella appartiene solo ad Andromeda.

Il punto è indicato dalla stella Beta di Andromeda, chiamata anche Mirach, una derivazione dall'arabo al mi'zar che significa «la guaina» o «perizoma». Il piede è segnato da Gamma di Andromeda, il cui nome è scritto sia Almach che Alamak, dall'arabo all'anaq, con riferimento alla lince del deserto o caracal, che gli antichi Arabi visualizzavano in questa posizione. Anche con telescopi piccoli si può ammirare questa stella doppia dai contrastanti colori giallo e blu.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Mirach's Ghost, Astronomy Picture of the Day, 29 ottobre 2008. URL consultato il 6 novembre 2008.
  2. ^ a b c Result for various objects, SIMBAD. URL consultato il 4 giugno 2009.
  3. ^ a b c Alan Hirshfeld, Roger W. Sinnott, Sky Catalogue 2000.0: Volume 2: Double Stars, Variable Stars and NonstellarObjects, Cambridge University Press, aprile 1985, ISBN 0-521-27721-3.
  4. ^ The International Variable Stars Index - AAVSO in Results for various stars. URL consultato il 20 giugno 2009.
  5. ^ The NGC/IC Project Public Database in Results for various objects. URL consultato il 20 giugno 2009.
  6. ^ NASA/IPAC Extragalactic Database in Results for various stars. URL consultato il 20 ottobre 2006.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Michael E. Bakich, The Cambridge Guide to the Constellations, Cambridge University Press, 1995, ISBN 0-521-44921-9.
  • (EN) Milton D. Heifetz; Wil Tirion, A Walk through the Heavens: A Guide to Stars and Constellations and their Legends, Cambridge University Press, 2004, ISBN 0-521-54415-7.
  • AA.VV., Astronomia - Dalla Terra ai confini dell'Universo, Fabbri Editori, 1991.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]