Idra (costellazione)

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Idra
Mappa della costellazione
Mappa della costellazione
Vedi l'immagine della costellazione
Immagine dell'Idra
Immagine dell'Idra
Nome latino Hydra
Genitivo Hydrae
Abbreviazione Hya
Coordinate
Ascensione retta 11 h
Declinazione -15°
Area totale 1303 gradi quadrati
Dati osservativi
Visibilità da Terra
Latitudine min -83°
Latitudine max +54°
Transito al meridiano giugno
Stella principale
Nome Alphard (α Hya
Magnitudine app. 1,98
Altre stelle
Magn. app. < 3 2
Magn. app. < 6 122
Costellazioni confinanti
Da est, in senso orario:

L'Idra (in latino Hydra, abbreviazione Hya) è la più estesa delle 88 moderne costellazioni, ed era anche una delle 48 costellazioni elencate da Tolomeo. Con un'estensione di ben 1303 gradi quadrati, copre il 3,16% della volta celeste. Non va confusa con l'Idra Maschio (Hydrus), che ha un nome molto simile.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

L'Idra rappresentata dal Mercatore.

La costellazione si snoda parallelamente alla scia della Via Lattea, ma sempre ad una ventina di gradi di distanza media da essa; nonostante la sua grandezza, contiene solo una stella ragionevolmente luminosa (Alphard, α Hya), visibile con facilità in una zona priva di stelle luminose una ventina di gradi a sud di Regolo, nel Leone; gran parte della costellazione infatti giace in aree buie, prive di stelle di una certa entità. Il gruppo di stelle che rappresentano la testa è la parte più facilmente riconoscibile e si individua a sud del Cancro; la coda termina invece in prossimità della Bilancia, dopo essersi distesa a sud delle costellazioni zodiacali di Leone e Vergine.

Il periodo più adatto alla sua osservazione nel cielo serale ricade fra i mesi di marzo e giugno, ossia quando è visibile per intero; essendo inoltre una costellazione contenuta quasi interamente nell'emisfero australe, alle latitudini settentrionali si presenta sempre piuttosto bassa sull'orizzonte. Dall'emisfero sud la sua visibilità è leggermente maggiore, ma permane la limitazione nel poterla osservare per intero, a causa della sua estensione specialmente in ascensione retta.

Stelle principali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stelle principali della costellazione dell'Idra.
  • α Hydrae (Alphard), è una gigante arancione di magnitudine 1,99, a 177 anni luce di distanza. Il nome Alphard deriva dall'arabo e significa la solitaria. Il nome le si addice in quanto è l'unica stella dell'intera costellazione più luminosa della terza grandezza, nonché l'unica stella effettivamente brillante in quell'area di cielo.
  • γ Hydrae (Dhanab al Shuja) è una stella gialla di magnitudine 2,99, visibile a sud della Vergine; dista da noi 132 anni luce.
  • ζ Hydrae (Hydrobius) è una stella gialla di magnitudine 3,11, distante 151 anni luce; fa parte del gruppo di stelle della "Testa", a sud del Cancro.
  • ν Hydrae (Sherasiph) è una stella arancione di magnitudine 3,11, distante 138 anni luce; si individua molto vicino alla figura del Cratere.

R Hydrae è una gigante rossa variabile di tipo Mira che oscilla tra le magnitudini 3 e 11 in 13 mesi circa.

U Hydrae è una gigante rossa variabile la cui luminosità varia tra le magnitudini 3 e 6 con scarsa regolarità, a seconda delle pulsazioni radiali della stella. Si trova a 530 anni luce da noi.

2M1207 è una nana bruna intorno alla quale è stato osservato per la prima volta un pianeta extrasolare dalla terra, 2M1207b.

Stelle doppie[modifica | modifica wikitesto]

L'Idra ospita un gran numero di stelle doppie molto semplici da risolvere, grazie anche alle sue estese dimensioni.

  • 27 Hydrae è un interessante sistema multiplo: le due componenti primarie sono di quinta e settima magnitudine e sono ben risolvibili anche con un semplice binocolo di piccole dimensioni, grazie alla loro separazione di quasi 4 primi d'arco; la componente secondaria inoltre è a sua volta una doppia, con componenti di settima e nona grandezza separate da 9,6".
  • Un'altra coppia facile è formata dalle due stelle HD 101666 e HD 101665; la primaria è di magnitudine 5,2 e la secondaria è di ottava, mentre la separazione è di oltre 1'.
  • HD 93526 è un'altra doppia risolvibile con piccoli strumenti: la componente primaria è di quinta magnitudine ed è separata dalla secondaria, di settima, da oltre 1'.
  • N Hydrae, nota talvolta anche come 17 Crateris, è una coppia più stretta delle precedenti, ma le sue componenti sono di quarta e quinta magnitudine.
  • HD 87330 è una stella bianca di magnitudine 6,2, accompagnata da un astro di settima grandezza (HD 87344) a 21".
  • ε Hydrae è una stella doppia risolvibile con un telescopio di media apertura; le due vicine componenti, di magnitudine 3,4 e 7,8, possiedono un periodo orbitale di circa 900 anni. Si trovano a circa 135 anni luce dal Sole.
Principali stelle doppie[1][2]
Nome
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Magnitudine
Separazione
(in secondi d'arco)
Colore
AR
Dec
A B
ε Hydrae AB-C 08h 46m 47s +06° 25′ 08″ 3,38 7,8 3,0 g + g
17 Hydrae 08h 55m 30s -07° 58′ 16″ 6,67 6,91 4,1 b + b
27 Hydrae A-BC 09h 20m 30s -09° 33′ 20″ 4,97 6,87 229 ar + g
27 Hydrae BC 09h 20m 30s -09° 33′ 20″ 6,9 9,0 9,6 g + ar
HD 87330/44 10h 04m 03s -18° 06′ 05″ 6,2 7,1 21,2 b + b
HD 93526 10h 47m 38s -15° 15′ 43″ 5,4 7,6 74,7 b + b
N Hydrae 11h 32m 17s -29° 15′ 41″ 4,93 5,64 9,3 g + g
HD 100893 11h 36m 35s -33° 34′ 12″ 5,9 8,1 3,3 ar + g
HD 101666/5 11h 41m 44s -32° 29′ 58″ 5,20 8,28 65 ar + g
HD 118349 13h 36m 49s -26° 29′ 43″ 6,1 7,1 10,1 ar + g
54 Hydrae 14h 46m 00s -25° 26′ 35″ 5,1 7,1 8,5 g + g

Stelle variabili[modifica | modifica wikitesto]

Alcune delle stelle variabili della costellazione sono molto luminose e facili da osservare; altre sono invece particolarmente note.

La più nota è la R Hydrae, una Mireide fra le più luminose della volta celeste; fu la terza di questa classe di variabili ad essere scoperta, nel 1704. In fase di massima la sua luminosità è quasi paragonabile alla vicina γ Hydrae, con la quale fa coppia a sud della brillante stella Spica (α Virginis), mentre in fase di minima è al di sotto della portata di un binocolo. Un'altra Mireide, molto meno brillante, è la T Hydrae, che oscilla fra le magnitudini 6,7 e 13,5.

Fra le semiregolari, una delle più famose è la W Hydrae: la sua luminosità in fase di massima è pari solo a 6,9, ma la sua notorietà deriva dal fatto di trovarsi in uno stadio di variabilità che probabilmente si interpone fra quello delle variabili semiregolari e quello delle Mireidi. Un'altra semiregolare molto nota è la U Hydrae, le cui oscillazioni sono apprezzabili con facilità anche ad occhio nudo nell'arco di oltre un anno; si tratta di una stella al carbonio, che emette la gran parte della sua lune nella banda dell'infrarosso.

Fra le variabili a eclisse, la più brillante è la χ2 Hydrae, anche se le sue oscillazioni sono comprese entro pochi decimi di magnitudine; la KW Hydrae possiede invece delle oscillazioni leggermente maggiori, ma è invisibile ad occhio nudo.

Principali stelle variabili[3][1][2]
Nome
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Magnitudine
Periodo
(giorni)
Tipo
AR
Dec
Max. Min.
R Hydrae 13h 29m 43s -23° 16′ 53″ 3,5 10,9 388,87 Mireide
S Hydrae 08h 53m 34s +03° 04′ 06″ 7,2 13,3 256,63 Mireide
T Hydrae 08h 55m 40s -09° 08′ 29″ 6,7 13,48 298,7 Mireide
U Hydrae 10h 37m 33s -13° 23′ 04″ 4,7 6,2 450: Semiregolare (Stella al carbonio)
W Hydrae 13h 49m 02s -28° 22′ 03″ 6,9 9,0 382,2 Semiregolare pulsante
X Hydrae 09h 35m 30s -14° 41′ 29″ 7,2 13,6 301,10 Mireide
Y Hydrae 09h 51m 04s -23° 01′ 02″ 6,9 9,0 302,8 Semiregolare (Stella al carbonio)
RT Hydrae 08h 29m 41s -06° 19′ 08″ 7,0 10,2 253: Semiregolare
AK Hydrae 08h 39m 54s -17° 18′ 11″ 6,33 6,91 112: Semiregolare pulsante
II Hydrae 11h 48m 45s -26° 54′ 49″ 4,85 5,12 - Semiregolare
IN Hydrae 09h 20m 37s +00° 10′ 54″ 6,27 6,87 65: Semiregolare
IO Hydrae 10h 07m 32s -22° 29′ 23″ 6,87 7,02 80: Semiregolare
IQ Hydrae 09h 13m 32s -23° 23′ 31″ 5,0 6,2 - Irregolare (Stella al carbonio)
KW Hydrae 09h 12m 26s -07° 06′ 35″ 6,11 6,58 7,75 Eclisse
χ2 Hydrae 11h 05m 58s -27° 17′ 16″ 5,65 5,94 2,2677 Eclisse

Oggetti del profondo cielo[modifica | modifica wikitesto]

La nebulosa planetaria NGC 3242, nota anche come "Il fantasma di Giove".
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Oggetti non stellari nella costellazione dell'Idra.

La costellazione si trova in un'area priva di oggetti di una certa importanza; gli oggetti brillanti sono pochi e molto distanti fra di loro.

Tra gli ammassi aperti si nota M48, appena visibile ad occhio nudo in condizioni di cielo terso e cristallino, ma più facile da identificare con un binocolo o un telescopio a largo campo; appare più esteso della Luna piena, e si trova a 200 anni luce dal Sole.

Tra gli ammassi globulari, l'unico alla portata di un piccolo strumento è M68, pochi gradi a sud delle stelle del Corvo; è un ammasso poco concentrato, distante 33.000 anni luce.

NGC 3242 (detta Il fantasma di Giove) è una nebulosa planetaria, visibile in un piccolo telescopio sotto forma di un disco bluastro simile a un pianeta, da cui il nome.

Tra le galassie, spicca M83, una galassia a spirale che ci appare di fronte, cosicché i bracci sono ben visibili al telescopio o in fotografia. Se osservata in un piccolo telescopio appare come una macchiolina tondeggiante.

Principali oggetti non stellari[4][5][2]
Nome
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Tipo Magnitudine
Dimensioni apparenti
(in primi d'arco)
Nome proprio
AR
Dec
M48 08h 13m 42s -05° 45′ : Ammasso aperto 5,5 54
NGC 2784 09h 12m 19s -24° 10′ 18″ Galassia 10,3 5,5 x 2,2
NGC 2835 09h 17m 53s -22° 21′ 17″ Galassia 10,6 6,6 x 4,4
NGC 2986 09h 44m 16s -21° 16′ 45″ Galassia 10,9 3,2 x 2,8
NGC 3109 10h 03m 07s -26° 09′ 31″ Galassia 9,9 19,1 x 3,7
NGC 3242 10h 24m 46s -18° 38′ 33″ Nebulosa planetaria 8,6 0,7 x 0,6 Fantasma di Giove
NGC 3585 11h 13m 17s -26° 45′ 18″ Galassia 10,2 4,7 x 2,6
NGC 3621 11h 18m 17s -32° 48′ 50″ Galassia 9,2 12,2 x 7,1
NGC 3904 11h 49m 13s -29° 16′ 35″ Galassia 11,0 2,7 x 1,9
NGC 3923 11h 51m 02s -28° 48′ 21″ Galassia 10,0 5,9 x 3,9
NGC 4105 12h 06m 41s -29° 45′ 38″ Galassia 10,7 2,7 x 2,0
M68 12h 39m 28s -26° 44′ 35″ Ammasso globulare 7,8 12
NGC 5061 13h 18m 05s -26° 50′ 16″ Galassia 10,5 3,5 x 3,0
NGC 5101 13h 21m 46s -25° 27′ 47″ Galassia 10,6 5,4 x 4,6
M83 13h 37m 01s -29° 51′ 57″ Galassia 8,2 12,9 x 11,5 Galassia Girandola del Sud
ESO 510-G13 13h 55m 04s -26° 46′ 50″ Galassia 13,4 1,9 x 1,3
NGC 5694 14h 39m 37s -26° 32′ 18″ Ammasso globulare 10,2 3,6

Sistemi planetari[modifica | modifica wikitesto]

Nell'Idra sono noti alcuni sistemi planetari, alcuni dei quali comprendono più pianeti conosciuti. Il più ricco scoperto è quello di HD 74156, che conta tre giganti gassosi disposti su orbite comprese fra 0,3 e 4 UA. Un secondo sistema a più pianeti è HD 82943, che conta due pianeti gioviani disposti su orbite prossime a 1 UA. Un pianeta è stato scoperto pure attorno a TW Hydrae, una stella T Tauri.

Sistemi planetari[1]
Nome del sistema
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Magnitudine
Tipo di stella
Numero di pianeti
confermati
AR
Dec
HD 70573 08h 22m 50s +01° 51′ 34″ 8,70 Nana gialla 1 (b)
HD 72659 08h 34m 03s -01° 34′ 06″ 7,48 Nana gialla 1 (b)
HD 74156 08h 42m 25s +04° 34′ 41″ 7,62 Nana gialla 3 (b - c - d)
HD 82943 09h 34m 51s -12° 07′ 46″ 6,54 Nana gialla 2 (b - c)
HD 86226 09h 56m 30s -24° 05′ 58″ 7,93 Nana gialla 1 (b)
HD 86264 09h 56m 58s -15° 53′ 42″ 7,42 Nana gialla 1 (b)
TW Hydrae 11h 01m 52s -34° 42′ 17″ 11,1 Stella T Tauri 1 (b)
Gliese 433 11h 35m 27s -32° 32′ 24″ 9,79 Nana rossa 1 (b)
HD 122430 14h 02m 23s -27° 25′ 47″ 5,47 Gigante arancione 1 (b)

Mitologia[modifica | modifica wikitesto]

L'Idra Femmina serpeggia fra le pagine dell'Atlas Coelestis di John Flamsteed. Alle sue spalle ci sono il Corvo e il Cratere, che fanno parte del suo stesso mito.

L'Idra Femmina è la più grande delle ottantotto costellazioni, e si snoda per un quarto di cielo. Ha la testa a sud della costellazione del Cancro, mentre la punta della coda si trova fra la Bilancia e il Centauro. Però, nonostante le sue dimensioni, non ha nulla di notevole. L'unica stella degna di nota è di II grandezza, Alphard, un termine di origine araba, al-fard, che significa «la solitaria».

L'idra compare in due leggende. La prima e la più nota è quella in cui si racconta dell'Idra Femmina come della creatura che Eracle combatté e uccise nella seconda delle sue famose fatiche. L'Idra Femmina, una bestia dalle molte teste, era figlia del mostro Tefeo e di Echidna, una creatura metà donna e metà serpente. Era quindi consanguinea del dragone posto a guardia delle mele d'oro e ricordato nella costellazione del Dragone. Si ritiene che le teste dell'Idra fossero nove, e che quella posta in mezzo fosse immortale. (In cielo, tuttavia, è raffigurata con una sola testa - forse quella immortale.)

L'Idra viveva in una palude vicino alla città di Lerna e da quella di tanto in tanto faceva delle sortite nelle pianure vicine, per divorare bestiame e devastare le campagne. Sia il fiato che l'odore che si lasciava dietro erano ritenuti talmente velenosi che chiunque li respirasse moriva tra atroci sofferenze.

Eracle raggiunse il nascondiglio dell'Idra sul suo carro e lo colpì con frecce infuocate per costringerla a uscire allo scoperto, dove l'affrontò. L'Idra gli si avvolse intorno a una gamba; con il bastone Eracle le sfondò le teste, che però, appena distrutte, ricrescevano immediatamente in numero doppio. Ad accrescere le preoccupazioni dell'eroe, un granchio saltò fuori dalla palude e l'attaccò al piede che aveva libero, ma Eracle lo schiacciò uccidendolo. Il granchio è commemorato nella costellazione del Cancro.

Eracle chiese aiuto al suo cocchiere Iolao, che bruciò il moncone di ciascuna testa non appena Eracle la mozzava per evitare che ne crescessero altre al suo posto. Alla fine Eracle tagliò la testa immortale dell'Idra e la seppellì sotto una pietra enorme al lato della strada. Tagliò per lungo il corpo della bestia e immerse le sue frecce in quel fiele velenoso.

Una seconda leggenda associa l'Idra Femmina alla costellazione del Corvo e del Cratere (Tazza) che si trova alle sue spalle. Secondo questa storia, il corvo fu mandato da Apollo a prendere acqua con la tazza, ma quello si attardò a mangiare fichi. Quando finalmente ritornò da Apollo diede la colpa del suo ritardo all'idra che, a sentire lui, aveva bloccato la sorgente. Ma Apollo sapeva che il corvo stava mentendo, e lo punì piazzandolo in cielo in una posizione in cui l'idra gli impedisce per l'eternità di bere dalla tazza.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Result for various objects, SIMBAD. URL consultato il 4 giugno 2009.
  2. ^ a b c Alan Hirshfeld, Roger W. Sinnott, Sky Catalogue 2000.0: Volume 2: Double Stars, Variable Stars and NonstellarObjects, Cambridge University Press, aprile 1985, ISBN 0-521-27721-3.
  3. ^ The International Variable Stars Index - AAVSO in Results for various stars. URL consultato il 20 giugno 2009.
  4. ^ The NGC/IC Project Public Database in Results for various objects. URL consultato il 20 giugno 2009.
  5. ^ NASA/IPAC Extragalactic Database in Results for various stars. URL consultato il 20 ottobre 2006.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Michael E. Bakich, The Cambridge Guide to the Constellations, Cambridge University Press, 1995, ISBN 0-521-44921-9.
  • (EN) Milton D. Heifetz; Wil Tirion, A Walk through the Heavens: A Guide to Stars and Constellations and their Legends, Cambridge University Press, 2004, ISBN 0-521-54415-7.
  • AA.VV., Astronomia - Dalla Terra ai confini dell'Universo, Fabbri Editori, 1991.

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