Gemelli (costellazione)

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Gemelli
Mappa della costellazione
Mappa della costellazione
Nome latino Gemini
Genitivo Geminorum
Abbreviazione Gem
Coordinate
Ascensione retta 7 h
Declinazione 20°
Area totale 514 gradi quadrati
Dati osservativi
Visibilità da Terra
Latitudine min -60°
Latitudine max +90°
Transito al meridiano 20 febbraio, alle 21:00
Stella principale
Nome Polluce (β Gem)
Magnitudine app. 1.1
Altre stelle
Magn. app. < 3 4
Magn. app. < 6 73
Sciami meteorici
Costellazioni confinanti
Da est, in senso orario:

I Gemelli (in latino Gemini, simbolo ♊) sono una delle costellazioni del cielo settentrionale, attraversata dall'eclittica. Fanno parte, nell'emisfero boreale, del cielo invernale, trovandosi tra il Toro ad ovest e il poco luminoso Cancro ad est, con a nord l'Auriga e la quasi invisibile Lince, e a sud l'Unicorno e il Cane Minore.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Gemelli
Illustrazione dei Gemelli ad opera di John Flamsteed.

La figura della costellazione è facile da rintracciare in cielo, grazie alla coppia di stelle brillanti, che hanno il nome dei due gemelli Diòscuri della mitologia greca: Castore (α), una ben nota stella binaria telescopica (in realtà composta da sei stelle), e Polluce (β), che è più brillante. Le altre stelle sono relativamente deboli (solamente alcune sono visibili da una città), e si presentano allineate su due tratti paralleli che tracciano i confini di un rettangolo che si estende verso sud-ovest, in direzione di Orione; l'angolo più meridionale è segnato da Alhena, la terza stella della costellazione per luminosità. La parte occidentale dei Gemelli giace sulla Via Lattea, pertanto abbondano gli oggetti galattici.

Il periodo più propizio per la sua osservazione nel cielo serale va da dicembre a maggio; essendo una costellazione boreale, gli osservatori posti a latitudini settentrionali sono maggiormente favoriti. Tuttavia, la sua declinazione non è fortemente settentrionale, così può essere osservata con facilità anche dall'emisfero sud. Durante le notti dell'inverno boreale i Gemelli sono una delle costellazioni dominanti del cielo, assieme all'Auriga, al Toro, Orione e il Cane Maggiore.

Stelle principali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stelle principali della costellazione dei Gemelli.
  • Polluce (β Geminorum) è la stella più luminosa; si tratta di una stella di colore arancione di magnitudine 1,16, la diciassettesima più brillante del cielo. Attorno ad essa è stato scoperto un pianeta; la distanza di Polluce è stimata sui 34 anni luce, ed è dunque anche una delle stelle luminose più vicine.
  • Castore (α Geminorum) è una stella di colore bianco, famosa per essere in realtà un sistema multiplo costituito da ben sei componenti; ha magnitudine integrata apparente pari a 1,59; la distanza è stimata sui 51 anni luce da noi.
  • Alhena (γ Geminorum) è una stella bianca di magnitudine 1,93, ben visibile a nord dell'asterismo del Triangolo invernale; dista 105 anni luce.
  • μ Geminorum (Tejat Posterior) è una stella rossa di magnitudine 2,88, spesso usata come riferimento per trovare il cielo l'ammasso M35. Dista da noi 232 anni luce.
  • ε Geminorum (Mebsuta) è una stella bianca di magnitudine 3,06; si tratta di una delle stelle più luminose in termini assoluti, con una magnitudine assoluta pari a -4,15. Dista da noi 903 anni luce.

Nel 1930, il pianeta Plutone fu scoperto in questa costellazione, vicino alla stella Wasat (δ Geminorum).

Stelle doppie[modifica | modifica sorgente]

La costellazione dei Gemelli contiene un gran numero di stelle doppie piuttosto luminose.

Fra le coppie di stelle non legate fisicamente, la più notevole è quella formata dalle stelle 64 e 65 Geminorum; di magnitudini 5,07 e 5,01 e dai colori contrastanti, essendo bianca la prima e arancione la seconda; sono distinguibili anche ad occhio nudo.

  • Il sistema stellare più noto è quello di Castore, un sistema a sei stelle di cui tre sono ben distinguibili anche con strumenti amatoriali; La componente più lontana è di magnitudine 9,3, che ha una separazione di oltre 1 primo d'arco, mentre le due componenti più strette sono due stelle di prima e seconda grandezza separate da pochi secondi d'arco, e dunque distinguibili solo con un telescopio a forti ingrandimenti.
  • Un altro sistema molto ampio è quello di ζ Geminorum, una stella di terza magnitudine con due compagne di settima e decima magnitudine separate da oltre 1 primo d'arco; le componenti sono tutte giallastre.
  • La 20 Geminorum è composta da due stelle di sesta grandezza entrambe giallastre, separate da circa 20" e alla portata di strumenti amatoriali di media potenza; si trova nella parte meridionale della costellazione.
  • La 63 Geminorum è una stella gialla di quinta magnitudine che possiede una compagna di nona grandezza, osservabile solo con potenti strumenti nonostante la separazione, poiché la luminosità della primaria tende a oscurare la secondaria.
Principali stelle doppie[1][2]
Nome
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Magnitudine
Separazione
(in secondi d'arco)
Colore
AR
Dec
A B
20 Geminorum 06h 32m 19s +17° 47′ 03″ 6,28 6,75 20 g + g
ε Geminorum 06h 48m 16s +11° 08′ 36″ 5,03 9,6 9,2 azz + b
38 Geminorum 06h 54m 39s +13° 10′ 41″ 4,75 7,65 7,6 b + g
ζ Geminorum Aa-B 07h 04m 07s +20° 34′ 13″ 3,79 10,5 87 g + b
ζ Geminorum Aa-C 07h 04m 07s +20° 34′ 13″ 3,79 7,55 96 g + b
45 Geminorum 07h 08m 22s +15° 55′ 51″ 5,44 10,8 10,4 g + g
λ Geminorum 07h 18m 06s +16° 32′ 26″ 3,58 10,7 10,0 b + g
δ Geminorum 07h 20m 08s +21° 58′ 56″ 3,55 8,18 5,8 g + ar
63 Geminorum 07h 27m 45s +21° 26′ 44″ 5,22 9,5 43 g + g
α Geminorum (Castore) AB 07h 34m 36s +31° 53′ 19″ 1,94 2,92 3,5 b + b
α Geminorum (Castore) AB-C 07h 34m 36s +31° 53′ 19″ 1,57 9,3 73 b + r
κ Geminorum 07h 44m 27s +24° 23′ 53″ 3,57 9,4 7,1 g + g
π Geminorum AB 07h 47m 30s +33° 24′ 57″ 5,14 10,3 21,0 r + b
π Geminorum AC 07h 47m 30s +33° 24′ 57″ 5,14 10,0 92 r + b

Stelle variabili[modifica | modifica sorgente]

Molte delle stelle variabili della costellazione hanno una magnitudine massima più luminosa della 8,0.

Una delle più famose, sebbene sia poco brillante, è la U Geminorum, il prototipo della classe delle novae nane; si tratta di stelle che ciclicamente sono soggette ad improvvisi aumenti di luminosità a causa dell'improvvisa reazione di fusione del materiale acquisito da una nana bianca strappandolo ad una compagna con cui è in interazione fisica.

Fra le variabili più luminose vi è la ζ Geminorum, una variabile Cefeide le cui pulsazioni, che avvengono nell'arco di circa dieci giorni, sono percepibili anche ad occhio nudo prendendo come riferimento altre stelle vicine. Un'altra Cefeide, meno brillante e osservabile con un binocolo, è la W Geminorum.

Nella costellazione sono presenti diverse variabili irregolari molto luminose, come la μ Geminorum, una gigante rossa che oscilla di alcuni decimi di magnitudine; altre irregolari visibili ad occhio nudo o con un piccolo strumento sono la NP Geminorum e la BU Geminorum, che in fase di massima sono anche visibili ad occhio nudo sotto cieli molto bui.

Le Mireidi sono in genere poco luminose; le più appariscenti in fase di massima sono la R Geminorum e la V Geminorum, che però restano di sesta o settima grandezza.

Principali stelle variabili[3][1][2]
Nome
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Magnitudine
Periodo
(giorni)
Tipo
AR
Dec
Max. Min.
R Geminorum 07h 07m 21s +22° 42′ 13″ 6,0 14,0 369,63 Mireide
U Geminorum 07h 55m 05s +22° 00′ 04″ 8,80 14,20 101,8: Nova nana (prot. U Gem)
V Geminorum 07h 23m 09s +13° 06′ 05″ 7,0 14,9 274,8 Mireide
W Geminorum 06h 34m 57s +15° 19′ 50″ 6,54 7,38 7,9138 Cefeide
X Geminorum 06h 47m 07s +30° 16′ 34″ 7,5 13,8 264,16 Mireide
BN Geminorum 07h 37m 06s +16° 54′ 15″ 6,00 6,60 - Irregolare
BQ Geminorum 07h 13m 22s +16° 09′ 32″ 6,63 7,02 50: Semiregolare
BU Geminorum 06h 12m 19s +22° 54′ 31″ 5,74 8,10 - Irregolare
IS Geminorum 06h 49m 41s +32° 36′ 24″ 6,60 7,30 47: Semiregolare pulsante
NP Geminorum 07h 02m 26s +17° 45′ 20″ 5,89 6,04 - Irregolare
NQ Geminorum 07h 31m 55s +24° 30′ 13″ 7,40 7,99 70: Semiregolare
NZ Geminorum 07h 42m 03s +14° 12′ 31″ 5,52 5,72 - Semiregolare
OT Geminorum 07h 24m 28s +15° 31′ 02″ 6,00 6,44 - Irregolare
ζ Geminorum 07h 04m 07s +20° 34′ 13″ 3,62 4,18 10,151 Cefeide
η Geminorum 06h 14m 53s +22° 30′ 25″ 3,15 3,90 232,9 Semiregolare
μ Geminorum 06h 22m 58s +22° 30′ 50″ 2,75 3,02 - Irregolare
ο Geminorum 07h 39m 10s +34° 35′ 05″ 4,13 4,29 19,423 Eclisse

Oggetti del profondo cielo[modifica | modifica sorgente]

La Nebulosa Eschimese.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Oggetti non stellari nella costellazione dei Gemelli.

La costellazione giace nella parte occidentale sulla Via Lattea, in opposizione al centro galattico, ma in un'area comunque ricca di oggetti celesti non stellari.

L'oggetto del profondo cielo più brillante nei Gemelli è M35, un ammasso aperto di quinta magnitudine, posto a 2.800 anni luce dalla Terra. Si trova a nordovest di η Geminorum, vicino al bordo ovest della costellazione, ed è visibile anche ad occhio nudo se la notte è particolarmente nitida. Un binocolo 10x50 è già sufficiente per risolverlo in stelle. A breve distanza si trova anche NGC 2158, molto più remoto e compatto, la cui individuazione è facilitata dalla presenza del precedente. Altri piccoli ammassi remoti o poco concentrati sono osservabili anche nella parte orientale della costellazione, come NGC 2331 e NGC 2420; quest'ultimo in particolare è uno degli ammassi più antichi conosciuti, anche se meno vecchio di M67, ed è facile da risolvere anche con piccoli telescopi.

Tra le nebulose planetarie la più notevole è la Nebulosa Eschimese, posta verso il centro-sud della costellazione, il cui nome deriva dal fatto che somiglia alla testa di una persona racchiusa dal cappuccio di una giacca a vento. Può essere osservata con un telescopio di media potenza, ma la sua struttura a doppio anello diventa visibile nelle fotografie o con forti ingrandimenti in strumenti di grande diametro.

IC 443 è invece un resto di supernova visibile con un telescopio di grandi dimensioni con l'ausilio di filtri.

Principali oggetti non stellari[4][5][2]
Nome
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Tipo Magnitudine
Dimensioni apparenti
(in primi d'arco)
Nome proprio
AR
Dec
NGC 2158 06h 07m 26s +24° 05′ 46″ Ammasso aperto 8,6 5
M35 06h 08m 56s +24° 21′ 28″ Ammasso aperto 5,1 28
IC 443 06h 16m 54s +22° 47′ 00″ Resto di supernova - 50 x 40
NGC 2331 07h 07m 00s +27° 15′ 42″ Ammasso aperto 8,5 18
NGC 2392 07h 29m 11s +20° 54′ 42″ Nebulosa planetaria 9,1 0,8 x 0,7 Nebulosa Eschimese
NGC 2395 07h 27m 13s +13° 36′ 29″ Ammasso aperto 8,0 12
NGC 2420 07h 38m 24s +21° 34′ 27″ Ammasso aperto 8,3 10

Sistemi planetari[modifica | modifica sorgente]

Uno dei sistemi planetari scoperti nei Gemelli appartiene alla sua stella più brillante, Polluce; infatti possiede un gigante gassoso con una massa poco più che doppia rispetto a quella di Giove, che orbita a 1,6 UA di distanza media. HD 50554 ha un pianeta ancora più grande in orbita a circa 2,3 UA, mentre HD 59686 possiede anch'essa un massiccio pianeta a poco meno di 1 UA di distanza.

Sistemi planetari[1]
Nome del sistema
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Magnitudine
Tipo di stella
Numero di pianeti
confermati
AR
Dec
HD 50554 06h 54m 43s +24° 14′ 44″ 6,86 Nana gialla 1 (b)
BD+20°1790 07h 23m 44s +20° 24′ 59″ 9,93 Nana arancione 1 (b)
HD 59686 07h 31m 48s +17° 05′ 10″ 5,45 Gigante arancione 1 (b)
Polluce 07h 45m 19s +28° 01′ 35″ 1,16 Gigante arancione 1 (b)

Mitologia[modifica | modifica sorgente]

Gli inseparabili Gemelli Castore e Polluce, commemorati nella costellazione dei Gemelli, qui raffigurati da Johannes Hevelius. Castore ha nelle mani una lira e una freccia, Polluce tiene un bastone. Le stelle Castore e Polluce segnano i punti delle teste dei gemelli.

La costellazione dei Gemelli rappresenta i gemelli Castore e Polluce; ai Greci essi erano noti come i Dioscuri, che letteralmente significa «figli di Zeus». I mitologi, però, non furono tutti d'accordo sul fatto che fossero entrambi veramente figli di Zeus, a causa delle insolite circostanze della loro nascita. La loro madre era Leda, Regina di Sparta, alla quale fece un giorno visita Zeus, sotto forma di cigno (rappresentato nella costellazione del Cigno). Quella stessa notte Leda giacque anche con il marito, il Re Tindaro. Entrambe le unioni furono allietate da prole, poiché in seguito Leda diede alla luce quattro bambini. Secondo la versione più comunemente accettata, Polluce ed Elena (la futura famosa Elena di Troia) erano figli di Zeus, e quindi immortali, mentre Castore e Clitennestra erano figli di Tindaro, e quindi erano mortali.

Castore e Polluce crebbero molto legati l'uno all'altro, non litigarono mai né mai agirono senza prima consultarsi. Si diceva che si assomigliassero molto fisicamente e che persino si vestissero allo stesso modo, come spesso fanno i gemelli. Castore fu un famoso cavaliere e guerriero e insegnò a Eracle a tirare di scherma, mentre Polluce fu un campione di pugilato.

Gli inseparabili gemelli si unirono alla spedizione di Giasone e degli Argonauti alla ricerca del vello d'oro. Le abilità pugilistiche di Polluce tornarono utili quando gli Argonauti approdarono in una regione dell'Asia Minore governata da Amico, un figlio di Poseidone. Amico, lo sbruffone più sbruffone del mondo, non permetteva ai visitatori di andarsene se prima non si battevano con lui in un incontro di pugilato che, invariabilmente lo vedeva vincitore. Si recò sulla spiaggia dove la nave era agli ormeggi e sfidò l'equipaggio a trovare qualcuno che l'affrontasse. Polluce, istigato dall'arroganza di quell'uomo, accettò immediatamente e i due tirarono fuori i guantoni di cuoio. Polluce evitò facilmente gli assalti del suo avversario, come un torero quando si fa di lato per evitare la carica del toro, e atterrò Amico con un colpo alla testa che gli spaccò il cranio.

Durante il viaggio di ritorno degli Argonauti, dopo che avevano conquistato il vello d'oro, Castore e Polluce furono ancora utili ai loro compagni. Apollonio Rodio racconta brevemente che durante il percorso dalla foce del Rodano alle isole Stoechades (le attuali isole di Hyères, al largo di Tolone) gli Argonauti si salvarono grazie a Castore e Polluce. Presumibilmente ciò avvenne durante una tempesta, ma lo scrittore non specifica bene le circostanze. Da quell'episodio in poi, dice Apollonio - ed egli ci assicura che ci furono altri viaggi durante i quali i due salvarono gli equipaggi - i gemelli diventarono i protettori dei marinai. Igino sostiene che il potere di salvare i marinai vittime di naufragi fu dato loro da Poseidone, il dio del mare, che anche regalò loro i cavalli bianchi che spesso cavalcarono.

I marinai credevano che durante le bufere in mare i gemelli apparissero sugli alberi delle navi grazie a un fenomeno di elettricità atmosferica conosciuto come fuoco di Sant'Elmo, come descrive Plinio, lo scrittore latino del I secolo d.C., nel suo libro Storia naturale:

« Durante un viaggio le stelle si illuminano su pennoni e su altre parti della nave. Se sono due significano salvezza e predicono la conclusione positiva del viaggio. Per questo motivo vengono chiamate Castore e Polluce, e la gente si rivolge a loro come a dèi per ricevere soccorso in mare. »

Un unico bagliore si chiamava un «Elena» ed era considerato presagio di disastro.

Castore e Polluce si scontrarono con un'altra coppia di gemelli, Idas e Linceo, a proposito di due belle donne. Ida e Linceo (che erano anche membri dell'equipaggio della nave Argo) erano fidanzati con Febe e Ilaria, ma Castore e Polluce gliele rubarono. Ida e Linceo li inseguirono e le due coppie di gemelli si batterono. Castore fu trafitto da una spada sguainata da Linceo, che fu subito ucciso da Polluce. Ida attaccò Polluce ma fu respinto da una folgore di Zeus.

Un'altra storia dice che le due coppie di gemelli si riappacificarono dopo la lite per le due donne, ma vennero alle mani a causa della divisione di certi capi di bestiame che avevano rubato insieme. Comunque siano andate le cose, Polluce pianse il suo fratello morto e chiese a Zeus di concedere a entrambi l'immortalità. Zeus li sistemò insieme in cielo come la costellazione dei Gemelli, dove sono raffigurati abbracciati, inseparabili per l'eternità.

Arato di Soli si riferì alla costellazione semplicemente come ai Gemelli, senza identificarli, ma Eratostene li chiamò Castore e Polluce. Un punto di vista alternativo, riportato da Igino, dice che la costellazione rappresenti Apollo ed Eracle, entrambi figli di Zeus ma non gemelli. Tolomeo sostenne quest'interpretazione; le due stelle che noi conosciamo come Castore e Polluce da lui furono chiamate «la stella di Eracle» e «la stella di Apollo». Questa identificazione non si trova nel famoso Almagesto di Tolomeo, ma in un trattato chiamato Tetrabiblos, che parla d'astrologia. Parecchie carte celesti identificano i gemelli con Apollo ed Eracle; nell'illustrazione qui riportata di John Flamsteed, per esempio, un gemello tiene in una mano la lira e nell'altra una freccia, che sono gli attributi di Apollo, mentre l'altro impugna un bastone, l'arma preferita di Eracle.

Le due stelle più brillanti della costellazione si chiamano Castore e Polluce e indicano i punti delle teste dei gemelli. Gli astronomi hanno scoperto che in realtà Castore è un sistema di sei stelle tenute insieme dalla forza di gravità. Polluce è una stella gigante arancione. Differentemente dai gemelli che rappresentano, le stelle Castore e Polluce non sono collegate poiché si trovano a distanze differenti da noi. Eta dei Gemelli si chiama Propus che in greco significa «piede davanti», un nome che fa la sua prima apparizione in Eratostene.

Astrologia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gemelli (astrologia).

A causa del fenomeno della precessione degli equinozi, non esiste più alcuna corrispondenza sulla volta celeste fra la costellazione astronomica dei Gemelli ed il relativo segno zodiacale,[6][7] sebbene, secondo gli astrologi, le caratteristiche ascritte in astrologia al segno zodiacale corrispondente sarebbero in realtà relative al simbolismo della figura che le stelle nella volta celeste ritraggono, e non come erroneamente si pensa alla loro intrinseca posizione.

Archeoastronomia[modifica | modifica sorgente]

La costellazione dei Gemelli venne usata come modello di riferimento nella costruzione dell'Acropoli di Alatri.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Result for various objects, SIMBAD. URL consultato il 4 giugno 2009.
  2. ^ a b c Alan Hirshfeld, Roger W. Sinnott, Sky Catalogue 2000.0: Volume 2: Double Stars, Variable Stars and NonstellarObjects, Cambridge University Press, aprile 1985. ISBN 0-521-27721-3.
  3. ^ The International Variable Stars Index - AAVSO in Results for various stars. URL consultato il 20 giugno 2009.
  4. ^ The NGC/IC Project Public Database in Results for various objects. URL consultato il 20 giugno 2009.
  5. ^ NASA/IPAC Extragalactic Database in Results for various stars. URL consultato il 20 ottobre 2006.
  6. ^ La precessione. URL consultato il 30 aprile 2008.
  7. ^ Corso di astronomia teorica - La precessione. URL consultato il 2 maggio 2008.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Michael E. Bakich, The Cambridge Guide to the Constellations, Cambridge University Press, 1995. ISBN 0-521-44921-9.
  • (EN) Milton D. Heifetz; Wil Tirion, A Walk through the Heavens: A Guide to Stars and Constellations and their Legends, Cambridge University Press, 2004. ISBN 0-521-54415-7.
  • AA.VV., Astronomia - Dalla Terra ai confini dell'Universo, Fabbri Editori, 1991.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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