Dragone (costellazione)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Dragone
Mappa della costellazione
Mappa della costellazione
Nome latino Draco
Genitivo Draconis
Abbreviazione Dra
Coordinate
Ascensione retta 15 h
Declinazione +75°
Area totale 1083 gradi quadrati
Dati osservativi
Visibilità da Terra
Latitudine min -15°
Latitudine max +90°
Transito al meridiano giugno
Stella principale
Nome Etamin (γ Dra)
Magnitudine app. 2,23
Altre stelle
Magn. app. < 3 3
Magn. app. < 6 119
Sciami meteorici
Costellazioni confinanti
Da est, in senso orario:

Il Dragone (in latino Draco) è una costellazione settentrionale. È una delle 88 moderne costellazioni, ed era anche una delle 48 costellazioni elencate da Tolomeo.

Il poeta latino Virgilio chiama questa costellazione Anguis nella sua opera delle Georgiche (I, 244-246): "Quassù [sul polo nord astronomico] scivola il Serpente con le sue pieghe sinuose e come un fiume passa intorno ed in mezzo alle due Orse...".

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

La costellazione del Dragone rappresentata da Johannes Hevelius.

Quella del Dragone è una delle costellazioni più grandi della volta celeste; si presenta completamente circumpolare fino alle latitudini temperate boreali, come le regioni del bacino del Mediterraneo. Il gruppo della testa è rappresentato da quattro stelle, le più luminose delle quali sono chiamate Eltanin e Rastaban: la prima possiede una grande importanza storica, poiché fu misurando la parallasse di questa stella che James Bradley scoprì nel 1725 il fenomeno dell'aberrazione della luce, che costituisce una delle prime prove della rotazione della Terra attorno al Sole.

Il resto della costellazione si snoda attorno al polo nord celeste, insinuandosi fra l'Orsa Maggiore e l'Orsa Minore, circondando quest'ultima sui lati est, sud ed ovest; le stelle del Dragone al di fuori del quadrilatero della testa sono per lo più di terza e quarta magnitudine, organizzate in allineamenti.

Circa 2700 anni fa il polo nord celeste si trovava in direzione di questa costellazione e in particolare nella parte della coda, all'altezza della stella Thuban, che all'epoca era considerata la Stella Polare.

Stelle principali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stelle principali della costellazione del Dragone.
  • Eltanin (γ Draconis) è una stella gigante arancione di magnitudine 2,24, distante 148 anni luce.
  • η Draconis è una stella gialla di magnitudine 2,73, distante 88 anni luce.
  • Rastaban (β Draconis) è una stella gialla di magnitudine 2,79 distante 361 anni luce.
  • δ Draconis è una stella gialla di magnitudine 3,07 distante 100 anni luce.

Fra le altre stelle si segnala Thuban (α Draconis, anche se non è la più luminosa), che è stata la stella polare nord intorno al 2700 a.C.

Arrakis (μ Draconis) è un sistema binario i cui componenti sono due stelle pressoché identiche che orbitano a distanza ravvicinata.

Stelle doppie[modifica | modifica sorgente]

La costellazione conta un grande numero di stelle doppie, alcune delle quali sono piuttosto facili da risolvere anche con piccoli strumenti.

  • ν Draconis si trova nella sezione della testa ed è composta da due stelle biancastre di quarta grandezza separate da oltre 1'; si tratta di una delle prime stelle doppie mai risolte ed è ben apprezzabile anche con un piccolo telescopio.
  • ο Draconis è una stella giallo-arancione di quarta grandezza, con una compagna arancione di ottava a circa 35", dunque risolvibile con un telescopio di piccole dimensioni.
  • 16 Draconis e 17 Draconis è una coppia di astri biancastri ben risolvibile anche con un binocolo, grazie alla separazione di circa un grado e mezzo; le due stelle sono visibili anche a occhio nudo, ma appaiono come una stella singola di quarta magnitudine. La 17 Draconis è a sua volta una doppia con componenti di quinta e sesta grandezza molto vicine fra loro.
  • φ Draconis è anch'essa una stella di facile risoluzione, dato che le sue componenti si trovano a 30"; la primaria è biancastra e la secondaria gialla.
  • 39 Draconis è un interessante sistema multiplo: le componenti A e C sono separate da circa 90" e sono dunque visibili sciolte anche con un binocolo; la componente A è inoltre in coppia stretta con B e la loro risoluzione è possibile solo con potenti telescopi. Tutte le componenti sono biancastre.
Principali stelle doppie[1][2]
Nome
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Magnitudine
Separazione
(in secondi d'arco)
Colore
AR
Dec
A B
HD 129798 14h 42m 03s +61° 15′ 42″ 7,1 7,3 4,8 b + b
17 Draconis - 16 Draconis 16h 36m : +52° 55′ 27″ 4,9 5,5 90,3 b + b
17 Draconis 16h 36m 13s +52° 55′ 27″ 5,1 6,5 3,3 b + b
μ Draconis 17h 05m 20s +54° 28′ 11″ 5,8 5,8 2,0 b + b
β Draconis 17h 30m 25s +52° 18′ 04″ 2,8 11,7 4,2 g + g
ν Draconis 17h 32m 12s +55° 10′ 20″ 4,9 4,9 62,3 b + b
φ Draconis 18h 20m 45s +71° 20′ 15″ 4,6 5,8 30,2 b + g
HD 238802 18h 02m 49s +56° 22′ 24″ 7,1 7,0 36,9 b + b
41 Draconis - 40 Draconis 18h 00m : +80° 00′ : 5,7 6,0 19,3 b + b
39 Draconis AB 18h 23m 54s +58° 48′ 02″ 5,0 7,8 3,8 b + b
39 Draconis C 18h 23m 54s +58° 48′ 02″ 7,9 - 89,0 b + b
ο Draconis 18h 51m 12s +59° 23′ 17″ 4,7 8,1 34,6 ar + ar

Stelle variabili[modifica | modifica sorgente]

Entro i confini del Dragone sono note un gran numero di stelle variabili, molte delle quali sono di facile osservazione a causa della loro brillantezza o del loro corto periodo.

Fra le variabili Mireidi spicca R Draconis, la prima ad essere stata catalogata in questa costellazione: essa oscilla fra un massimo di magnitudine 6,7 e un minimo di circa 13 in un periodo di circa otto mesi; sempre dello stesso tipo è T Draconis, un po' meno luminosa, e la Y Draconis, che quando è al massimo della luminosità è al limite della visibilità ad occhio nudo.

Molte sono pure le variabili a eclisse, prima fra tutte la DE Draconis, visibile ad occhio nudo, ma le cui oscillazioni, che avvengono in un ciclo di cinque giorni e qualche ore, sono molto ridotte e non sono facilmente apprezzabili; più facile appare la TW Draconis, molto meno luminosa ma con delle oscillazioni più ampie, dall'ottava alla decima grandezza. Il periodo è di poco meno di tre giorni.

Fra le altre una delle più facili è la UX Draconis, una stella al carbonio che varia fra la magnitudine 5,94 e la 7,1 in circa cinque mesi e mezzo; quando è al massimo è ben visibile anche ad occhio nudo sotto un cielo non inquinato.

Una variabile importante è infine BY Draconis, prototipo di una particolare classe di variabili semiregolari chiamate variabili BY Draconis.

Principali stelle variabili[3][1][2]
Nome
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Magnitudine
Periodo
(giorni)
Tipo
AR
Dec
Max. Min.
R Draconis 16h 32m 40s +66° 45′ 17″ 6,7 13,2 245,60 Mireide
T Draconis 17h 56m 23s +58° 13′ 06″ 7,2 13,5 421,62 Mireide
Y Draconis 09h 42m 22s +77° 51′ 07″ 6,24 15,0 325,79 Mireide
RV Draconis 12h 37m 34s +65° 34′ 02″ 8,4 14,2 208,14 Mireide
RY Draconis 12h 56m 25s +65° 59′ 39″ 6,03 8,0 200: Semiregolare (stella al carbonio)
SS Draconis 12h 26m 20s +68° 41′ 17″ 8,4 10,4 51,5 Semiregolare pulsante
TW Draconis 15h 33m 51s +63° 54′ 25″ 8,0 10,5 2,8068 Eclisse
UX Draconis 19h 21m 35s +76° 33′ 34″ 5,94 7,1 168 Semiregolare (stella al carbonio)
YZ Draconis 19h 23m 45s +71° 41′ 13″ 8,3 <14,5 347,6 Mireide
BV Draconis 15h 11m 50s +61° 51′ 25″ 7,88 8,48 0,3501 Eclisse
BY Draconis 18h 33m 56s +51° 43′ 09″ 9,20 9,46 3,826 Semiregolare (prototipo BY Dra)
CU Draconis 13h 51m 25s +64° 43′ 23″ 4,52 4,67 - Irregolare
DE Draconis 20h 19m 36s +62° 15′ 26″ 5,72 5,88 5,2980 Eclisse (binaria spettroscopica)

Oggetti del profondo cielo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Oggetti non stellari nella costellazione del Dragone.

La costellazione del Dragone si trova in massima parte lontano dalla scia luminosa della Via Lattea, pertanto è possibile osservare nella sua direzione principalmente oggetti extragalattici.

Un oggetto interno alla nostra Galassia è la nebulosa planetaria NGC 6543, soprannominata Nebulosa Occhio di Gatto a causa del suo aspetto: essa presenta due strutture ad anello parzialmente sovrapposte al cui centro si trova una nana bianca; la nebulosa si trova esattamente in direzione del polo nord dell'eclittica. Questa nebulosa è diventata famosa grazie alle foto di altissima qualità riprese dal Telescopio Spaziale Hubble.

Fra le innumerevoli galassie osservabili nella costellazione spicca la Galassia Fuso (NGC 5866), una galassia spirale vista esattamente di taglio e dunque estremamente appiattita: potrebbe trattarsi di M102, un oggetto perduto del Catalogo di Messier che secondo alcuni coinciderebbe con una riosservazione accidentale della Galassia Girandola (M101), nell'Orsa Maggiore. Fra le altre galassie spicca la Galassia Girino, una galassia spirale fortemente distorta che lascia dietro di sé una lunga scia di gas e stelle. NGC 4236 è una galassia spirale barrata di grande estensione apparente, anche a causa della sua relativa vicinanza a noi; si trova sulla coda del Dragone ed è visibile anche con un piccolo strumento.

È presente anche una galassia nana satellite della nostra, la Galassia Nana del Drago.

Principali oggetti non stellari[4][5][2]
Nome
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Tipo Magnitudine
Dimensioni apparenti
(in primi d'arco)
Nome proprio
AR
Dec
NGC 4125 12h 08m 06s +65° 10′ 28″ Galassia 9,9 5,8 x 3,2
NGC 4236 12h 16m 42s +69° 27′ 45″ Galassia 9,9 21,9 x 7,2
NGC 5866 15h 16m 30s +55° 46′ 00″ Galassia 10,0 5,2 x 0,4 Galassia Fuso (M102?)
NGC 5907 15h 15m 54s +56° 19′ 44″ Galassia 10,3 11,0 x 0,1
NGC 6503 17h 49m 27s +66° 38′ 00″ Galassia 10,2 6,5 x 2,3
NGC 6543 17h 58m 33s +55° 01′ 00″ Nebulosa planetaria 9,8 5,8 x 5,8 Nebulosa Occhio di Gatto

Sistemi planetari[modifica | modifica sorgente]

Il Dragone contiene alcuni sistemi planetari noti; fra questi il più particolare è quello di GSC 03549-02811, una nana gialla simile al Sole che possiede un pianeta gioviano caldo, la cui massa è di poco superiore a quella di Giove. HD 139357 b è un corpo molto massiccio, al punto che si mette in dubbio che possa trattarsi di una nana bruna, più che di un pianeta vero e proprio; 42 Draconis b è certamente un pianeta gioviano, con un'orbita eccentrica la cui distanza media dalla stella madre è leggermente superiore a quella della Terra.

Sistemi planetari[1]
Nome del sistema
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Magnitudine
Tipo di stella
Numero di pianeti
confermati
AR
Dec
ι Draconis 15h 24m 56s +58° 57′ 58″ 3,29 Gigante arancione 1 (b)
HD 139357 15h 35m 16s +53° 55′ 20″ 5,97 Gigante arancione 1 (b)
42 Draconis 18h 26m 00s +65° 33′ 49″ 4,82 Gigante arancione 1 (b)
Kepler-4 19h 02m 28s +50° 08′ 09″ 12,7 Nana gialla 1 (b)
GSC 03549-02811 19h 07m 14s +49° 18′ 59″ 11,41 Nana gialla 1 (TrES-2)

Mitologia[modifica | modifica sorgente]

Al matrimonio di Zeus e Era ci fu una gara fra tutte le gerarchie divine nell'offrire alla coppia i doni più preziosi. La Terra non aveva voluto essere da meno e regalò degli alberi da frutto molto particolari: infatti ogni primavera sui loro rami nascevano delle mele d'oro. Questi alberi erano custoditi in un meraviglioso giardino affidato a quattro ninfe, le Esperidi, le quali avevano posto a guardia del cancello d'entrata un drago con cento teste. Ogni volta che qualcuno si avvicinava al giardino con l'intenzione di rubare i pomi, le teste del drago iniziavano a gridare con cento tonalità diverse facendo fuggire via anche il più coraggioso degli uomini. Ma una delle dodici fatiche date a Eracle da Euristeo chiedeva proprio di rubare quelle mele, ed Ercole grazie al consiglio di Prometeo di farsi aiutare da Atlante e grazie ad Atlante stesso, riuscì ad uccidere il drago e a rubare le mele. Infine Era pose il drago nel cielo nella costellazione del Dragone in modo che tutti potessero ricordarlo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Result for various objects, SIMBAD. URL consultato il 4 giugno 2009.
  2. ^ a b c Alan Hirshfeld, Roger W. Sinnott, Sky Catalogue 2000.0: Volume 2: Double Stars, Variable Stars and NonstellarObjects, Cambridge University Press, aprile 1985. ISBN 0-521-27721-3.
  3. ^ The International Variable Stars Index - AAVSO in Results for various stars. URL consultato il 20 giugno 2009.
  4. ^ The NGC/IC Project Public Database in Results for various objects. URL consultato il 20 giugno 2009.
  5. ^ NASA/IPAC Extragalactic Database in Results for various stars. URL consultato il 20 ottobre 2006.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Michael E. Bakich, The Cambridge Guide to the Constellations, Cambridge University Press, 1995. ISBN 0-521-44921-9.
  • (EN) Milton D. Heifetz; Wil Tirion, A Walk through the Heavens: A Guide to Stars and Constellations and their Legends, Cambridge University Press, 2004. ISBN 0-521-54415-7.
  • AA.VV., Astronomia - Dalla Terra ai confini dell'Universo, Fabbri Editori, 1991.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]