Unicorno (costellazione)

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Unicorno
Mappa della costellazione
Mappa della costellazione
Nome latino Monoceros
Genitivo Monocerotis
Abbreviazione Mon
Coordinate
Ascensione retta 7,15 h
Declinazione -6°
Area totale 482 gradi quadrati
Dati osservativi
Visibilità da Terra
Latitudine min -85°
Latitudine max +75°
Transito al meridiano 20 febbraio, alle 21:00
Stella principale
Nome α Monocerotis
Magnitudine app. 3,93
Altre stelle
Magn. app. < 3 Nessuna
Magn. app. < 6 73
Sciami meteorici
Costellazioni confinanti
Da est, in senso orario:

L'Unicorno (in latino Monoceros, abbreviato in Mon) è una delle 88 costellazioni moderne. Si tratta di una debole costellazione del cielo invernale; la sua posizione, prossima all'equatore celeste, la rende visibile dalla maggior parte di entrambi gli emisferi terrestri.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Illustrazione del Cane Minore e dell'Unicorno.

L'Unicorno è una costellazione quasi invisibile ad occhio nudo, per via delle poche stelle qua presenti con una magnitudine apparente inferiore a 4,0: infatti, la α Monocerotis ha una magnitudine pari a 3,93 e α Monocerotis di 3,94, mentre tutte le altre visibili ad occhio nudo sono di quarta e quinta grandezza; oltre a ciò si aggiunge la vicinanza di tre brillantissime costellazioni, Orione ad ovest, il Cane Minore a nordest e il Cane Maggiore a sud. Nonostante ciò, è facile da trovare nel cielo invernale, poiché si trova "incastonata" fra le stelle dell'asterismo del Triangolo d'Inverno, formato dalle brillanti stelle Betelgeuse, Sirio e Procione. La costellazione è attraversata da un ramo debole ma esteso di Via Lattea.

Il periodo più propizio per la sua osservazione nel cielo serale ricade nei mesi fra dicembre e aprile, in cui è visibile dopo il tramonto; la sua posizione, a cavallo dell'equatore celeste, fa sì che la si possa osservare da entrambi gli emisferi della Terra, senza alcuna differenza o alcun privilegio.

Stelle principali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stelle principali della costellazione dell'Unicorno.
  • β Monocerotis (nota come Cerastes, con evidente riferimento al "corno" dell'animale) è una notevole stella tripla, risolvibile con un piccolo telescopio; le tre componenti poste ai vertici di un triangolo. Le loro magnitudini apparenti sono 4,7, 5,2 e 6,1. William Herschel scoprì questo sistema nel 1781 e lo descrisse come una delle viste più belle dei cieli.
  • α Monocerotis (Lucida) è una stella arancione di magnitudine 3,94, distante 144 anni luce.
  • γ Monocerotis (Tempestris) è una stella arancione, di magnitudine 3,99, distante 644 anni luce.

La ε Monocerotis è una stella doppia; le componenti presentano magnitudini apparenti pari a 4,5 e 6,5.

La S Monocerotis, o 15 Monocerotis, è una stella variabile blu-bianca situata al centro di NGC 2264. La sua variabilità è comunque modesta. Ha una compagna di magnitudine 8.

La V838 Monocerotis è un'altra stella variabile che ha avuto un outburst, un forte e improvviso aumento di luminosità, il 6 gennaio 2002.

Stelle doppie[modifica | modifica sorgente]

L'Unicorno contiene diverse stelle doppie ben osservabili anche con piccoli strumenti.

  • β Monocerotis è un sistema a tre stelle scoperto come tale da William Herschel; la componente primaria ha una magnitudine pari a 4,6 ed è ben visibile ad occhio nudo nelle sere invernali boreali. Le due componenti secondarie, entrambe di quinta magnitudine, formano una coppia molto stretta separata dalla primaria da circa 7"; tutte le componenti sono di colore azzurro.
  • S Monocerotis è la stella dominante dell'ammasso NGC 2264, racchiuso nella Nebulosa Rosetta; si tratta di una gigante blu leggermente variabile facente parte di un sistema a sette o più stelle. Alcune di queste sono osservabili anche con un telescopio amatoriale, essendo di settima e nona magnitudine.
  • ζ Monocerotis è una stella gialla che possiede due compagne di nona e decima magnitudine con una grande separazione angolare, dunque facilmente risolvibili anche con piccoli strumenti.
  • ε Monocerotis è una stella bianca di quarta magnitudine, con una compagna di sesta risolvibile con uno strumento amatoriale di media potenza.
Principali stelle doppie[1][2]
Nome
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Magnitudine
Separazione
(in secondi d'arco)
Colore
AR
Dec
A B
ε Monocerotis 06h 23m 46s +04° 35′ 34″ 4,44 6,72 12,9 b + g
β Monocerotis AB 06h 28m 49s -07° 01′ 59″ 4,60 5,40 7,1 azz + azz
β Monocerotis BC 06h 28m 49s -07° 01′ 59″ 5,40 5,60 2,9 azz + azz
HD 46178 06h 32m 24s +11° 40′ 15″ 6,03 10,2 31,1 ar + b
S Monocerotis AB 06h 40m 59s +09° 53′ 45″ 4,8 7,6 2,9 azz + b
S Monocerotis AC 06h 40m 59s +09° 53′ 45″ 4,8 9,9 17,0 azz + b
δ Monocerotis 07h 11m 52s -00° 29′ 34″ 4,15 13,3 32,0 b + b
HD 67158/9 08h 06m 27s -09° 14′ 20″ 6,4 8,1 30,8 b + b
ζ Monocerotis AB 08h 38m 36s -02° 59′ 02″ 4,34 10,1 32,0 g + g
ζ Monocerotis AC 08h 38m 36s -02° 59′ 02″ 4,34 9,2 66 g + ar

Stelle variabili[modifica | modifica sorgente]

Molte delle stelle variabili della costellazione possono essere osservate anche con un binocolo.

La S Monocerotis è la più appariscente e domina l'ammasso della Nebulosa Rosetta; oltre che una stella multipla è anche una variabile irregolare, una stella pre-sequenza principale che oscilla di alcuni decimi di magnitudine. Un'altra stella giovane è la U Monocerotis, nel sud della costellazione, che mostra delle oscillazioni di oltre due magnitudine nell'arco di circa 3 mesi, percepibili con facilità con un binocolo.

Fra le molte semiregolari le più appariscenti in fase di massima sono la X Monocerotis e la RV Monocerotis, che al massimo della luminosità sono entrambe di magnitudine 6,8.

La V Monocerotis è una Mireide dal periodo di poco superiore agli undici mesi, che oscilla fra le magnitudini 6,0 e 13,9.

Principali stelle variabili[3][1][2]
Nome
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Magnitudine
Periodo
(giorni)
Tipo
AR
Dec
Max. Min.
S Monocerotis 06h 40m 59s +09° 43′ 55″ 4,20 4,60 - Irregolare
T Monocerotis 06h 25m 13s +07° 05′ 09″ 5,58 6,62 27,025 Cefeide
U Monocerotis 07h 30m 47s -09° 46′ 37″ 6,1 8,8 91,32 RV Tau
V Monocerotis 06h 22m 44s -02° 11′ 44″ 6,0 13,9 340,5 Mireide
X Monocerotis 06h 57m 12s -09° 03′ 52″ 6,8 10,2 155,8 Semiregolare pulsante
RV Monocerotis 06h 58m 21s +06° 10′ 02″ 6,8 8,3 131,5 Semiregolare pulsante
RY Monocerotis 07h 06m 56s -07° 33′ 27″ 7,5 9,2 455,7 Semiregolare pulsante
AX Monocerotis 06h 30m 33s +05° 52′ 01″ 6,59 6,94 232,5 Irregolare (Stella Be)
V474 Monocerotis 05h 59m 01s -09° 22′ 56″ 5,93 6,96 0,1361 Pulsante (δ Sct)
V505 Monocerotis 06h 45m 50s +02° 29′ 57″ 7,15 7,65 53,781 Eclisse
V592 Monocerotis 06h 50m 42s -08° 02′ 28″ 6,16 6,32 2,9760 Pulsante
V614 Monocerotis 07h 01m 02s -03° 15′ 09″ 7,01 7,36 60: Semiregolare (Stella al carbonio)
V644 Monocerotis 06h 57m 09s -10° 49′ 28″ 6,88 6,98 - Irregolare (Stella Be)

Oggetti del profondo cielo[modifica | modifica sorgente]

La Nebulosa Rosetta.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Oggetti non stellari nella costellazione dell'Unicorno.

L'Unicorno ricade nella Via Lattea, in un tratto non molto appariscente, ma ricchissimo di oggetti galattici. La sua parte più settentrionale, nell'emisfero boreale, contiene quelli più interessanti.

Tra gli ammassi aperti vanno segnalati innanzitutto M50 e NGC 2232, entrambi nella parte australe della costellazione. Il primo è stato notato dal Messier, che lo inserì nel suo catalogo; il secondo è più debole. Un gran numero di ammassi minori si addensano specialmente nella parte settentrionale e al confine con il Cane Maggiore.

L'oggetto più notevole della costellazione è invece la celebre Nebulosa Rosetta (NGC 2237-9,46), al cui interno si trova l'ammasso aperto NGC 2244, che la illumina; è una nube molecolare gigante di idrogeno ionizzato, in cui si formano nuove stelle. Poco più a nord è visibile un altro oggetto molto conosciuto, la più debole Nebulosa Cono (NGC 2264); questa nebulosa, debole ma molto estesa, si sovrappone ad un ammasso aperto, formato da due concatenazioni di stelle congiunte in un vertice, caratteristica che gli vale in nome di Ammasso Albero di Natale. Una curiosità è invece fornita dalla nebulosa NGC 2261, la Nebulosa Variabile di Hubble, soggetta ad oscillazioni di luminosità nel corso del tempo; assieme alla Nebulosa Cono fa parte di un grande complesso nebuloso in cui è attiva la formazione stellare, il Complesso nebuloso molecolare di Monoceros OB1. Un'altra regione di formazione stellare ben nota e studiata si trova sul bordo sudoccidentale della costellazione, al confine con Orione; si tratta del Complesso nebuloso molecolare di Monoceros R2, la cui caratteristica più notevole è la presenza di un gran numero di nebulose a riflessione illuminate della stelle più calde e massicce dell'associazione. Infine, a sud, è presente un vasto complesso nebuloso centrato sulla nebulosa IC 2177, la Nebulosa Gabbiano, che sconfina nel Cane Maggiore; ad essa sono associate alcune stelle calde e massicce, che compongono l'associazione Canis Major OB1, immerse in piccole nebulose a riflessione.

Fra le nubi minori, una delle più interessanti dal punto di vista scientifico è Sh2-289, situata all'estrema periferia della Via Lattea; la sua alta latitudine galattica è un importante indicatore della presenza del warp galattico, ossia la forma arcuata e leggermente disallineata del braccio di spirale più esterno della nostra Galassia.

Principali oggetti non stellari[4][5][2]
Nome
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Tipo Magnitudine
Dimensioni apparenti
(in primi d'arco)
Nome proprio
AR
Dec
NGC 2232 06h 28m 01s -04° 50′ 51″ Ammasso aperto 4,2 29
NGC 2237 06h 31m : +05° 03′ : Nebulosa diffusa 6,0 90 x 90 Nebulosa Rosetta
NGC 2244 06h 31m 56s +04° 56′ 35″ Ammasso aperto 4,8 24
NGC 2261 06h 39m 10s +08° 44′ 39″ Nebulosa diffusa 9,0 2 x 1 Nebulosa variabile di Hubble
NGC 2264 06h 40m 58s +09° 53′ 44″ Nebulosa + Ammasso 3,9 (Ammasso) 20 Nebulosa Cono
NGC 2301 06h 51m 45s +00° 27′ 33″ Ammasso aperto 6,0 12
M50 07h 02m 42s -08° 23′ 26″ Ammasso aperto 5,9 16
NGC 2335 07h 06m 50s -10° 01′ 43″ Ammasso aperto 7,2 12
IC 2177 07h 05m 06s -10° 42′ 00″ Nebulosa diffusa - 20 x 20 Nebulosa Gabbiano
NGC 2343 07h 08m 07s -10° 37′ 01″ Ammasso aperto 6,7 6
NGC 2353 07h 14m 30s -10° 15′ 57″ Ammasso aperto 7,1 20
NGC 2506 08h 00m 02s -10° 46′ 11″ Ammasso aperto 7,6 8

Sistemi planetari[modifica | modifica sorgente]

Nell'Unicorno è stato scoperto il primo pianeta transiente mai osservato: si tratta di COROT-1b, individuato nel maggio del 2007 in orbita ad una stella distante oltre 1500 anni luce; si tratta di un pianeta gioviano caldo con una massa di poco superiore a quella di Giove e con un periodo di rivoluzione di soli 1,5 giorni terrestri. Nella costellazione sono stati poi scoperti altri pianeti transienti, e in particolare è stato scoperto il sistema di COROT-7, che conta due pianeti confermati.

Sistemi planetari[1]
Nome del sistema
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Magnitudine
Tipo di stella
Numero di pianeti
confermati
AR
Dec
HD 44219 06h 20m 15s +10° 43′ 30″ 7,70 Nana gialla 1 (b)
HD 45652 06h 29m 13s +10° 56′ 02″ 8,13 Nana gialla 1 (b)
HD 46375 06h 33m 13s +05° 27′ 46″ 7,84 Nana arancione 1 (b)
COROT-7 06h 43m 49s -01° 43′ 46″ 11,67 Nana gialla 2 (b - c)
COROT-5 06h 47m : -00° 12′ : 14,0 Nana bianco-gialla 1 (b)
COROT-1 06h 48m 19s -03° 06′ 08″ 13,6 Nana arancione 1 (b)
HD 52265 07h 00m 18s -05° 22′ 03″ 6,29 Gigante gialla 1 (b)
HD 66428 08h 03m 29s -01° 09′ 46″ 8,25 Nana gialla 1 (b)
COROT-4 08h 48m 47s -00° 40′ 22″ 13,45 Nana gialla 1 (b)

Storia e Mitologia[modifica | modifica sorgente]

L'Unicorno è una costellazione moderna; si ritiene che la sua definizione risalga all'astronomo e teologo danese Petrus Plancius nel 1613, e che sia stata cartografata come l'Unicorno da Jakob Bartsch nel 1624. Wilhelm Olbers e Ludwig Ideler suggeriscono tuttavia che la costellazione sia in realtà molto più antica, perché appare già in lavori del 1564, e Joseph Scaliger l'ha individuata persino su carte celesti degli antichi Persiani.

Trattandosi di una costellazione moderna, l'Unicorno non presenta un mito classico associato. L'unicorno è una creatura leggendaria, che somiglia ad un cavallo ma ha un singolo corno, spiraleggiante, posto sulla fronte. Si crede che il corno possa curare il veleno. Questo animale è stato spesso simbolo di castità e purezza.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Result for various objects, SIMBAD. URL consultato il 4 giugno 2009.
  2. ^ a b c Alan Hirshfeld, Roger W. Sinnott, Sky Catalogue 2000.0: Volume 2: Double Stars, Variable Stars and NonstellarObjects, Cambridge University Press, aprile 1985, ISBN 0-521-27721-3.
  3. ^ The International Variable Stars Index - AAVSO in Results for various stars. URL consultato il 20 giugno 2009.
  4. ^ The NGC/IC Project Public Database in Results for various objects. URL consultato il 20 giugno 2009.
  5. ^ NASA/IPAC Extragalactic Database in Results for various stars. URL consultato il 20 ottobre 2006.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Michael E. Bakich, The Cambridge Guide to the Constellations, Cambridge University Press, 1995, ISBN 0-521-44921-9.
  • (EN) Milton D. Heifetz; Wil Tirion, A Walk through the Heavens: A Guide to Stars and Constellations and their Legends, Cambridge University Press, 2004, ISBN 0-521-54415-7.
  • AA.VV., Astronomia - Dalla Terra ai confini dell'Universo, Fabbri Editori, 1991.

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