Jakob Bartsch

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« se vi è qualcosa che possa impegnare la mente celestiale dell'uomo in questo esilio polveroso della nostra casa terrena e che possa conciliare il nostro destino sì da poter gioire della vita - queste sono sicuramente le gioie ... delle scienze matematiche e astronomiche. »
(Giovanni Keplero in una lettera a Bartsch[1])

Jakob Bartsch, o Jacobus Bartschius (Lauban, 1600 circa – Lauban, 26 dicembre 1633), è stato un astronomo tedesco.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Bartsch nacque a Lubań, in Lusazia. Imparò ad utilizzare l'astrolabio da Sarcefalo (Christopher Hauptfleisch), un bibliotecario di Breslavia. Studiò inoltre astronomia e medicina all'Università di Strasburgo[2].

Nel 1624 Bartsch pubblicò alcune carte celesti, intitolate Usus astronomicus planisphaerii stellati, nelle quali raffigurò alcune nuove costellazioni introdotte attorno al 1613 da Petrus Plancius su un globo celeste fabbricato da Pieter van den Keere. Tra queste ricordiamo la Giraffa, la Croce del Sud, l'Unicorno e il Reticolo.

Bartsch sposò Susanna, figlia di Giovanni Keplero, il 12 marzo 1630[3] e aiutò molto il suocero nell'esecuzione dei suoi calcoli[4]. Dopo la morte di Keplero, nel 1630, Bartsch pubblicò una sua opera postuma, Il Sogno, e sostenne economicamente con il proprio denaro la vedova[2].

Bartsch morì a Lubań nel 1633.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Norman Davidson. Sky Phenomena. SteinerBooks, 2004. ISBN 1-58420-026-X
  2. ^ a b Ioan James. Remarkable Physicists: From Galileo to Yukawa. Cambridge University Press, 2004. ISBN 0-521-01706-8
  3. ^ James A. Connor. Kepler's Witch. HarperCollins, 2004. ISBN 0-06-052255-0
  4. ^ Christian Pamphlets. Protestant Episcopal Society for the Promotion of Evangelical Knowledge. 1852.

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