Gigante blu

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In astronomia una gigante blu è una stella di tipo spettrale O o B (quindi caratterizzata da un colore blu più o meno intenso) ed una classe di luminosità III (stelle giganti, almeno 18 volte più grandi del Sole). Nel diagramma Hertzsprung-Russell le giganti blu sono poste nella parte superiore sinistra.

Nome[modifica | modifica sorgente]

Raffronto tra le dimensioni di, da sinistra a destra: una nana rossa, il Sole, una stella di classe B ed R136a1. R136a1 non è la stella più grande conosciuta in termini di volume; il primato spetta infatti a VY Canis Majoris.

Il termine "gigante blu" è improprio, poiché il termine gigante implica solitamente uno stadio evolutivo avanzato in cui la stella, non più nella sequenza principale, fonde nel proprio nucleo l'elio anziché l'idrogeno. Non vi sono delle "vere" giganti blu, cioè stelle stabili di classificazione OxIII o BxIII, ma alcune stelle, come BellatrixOrionis, classe spettrale B2III), sono stelle di mezza età in procinto di diventare massicce giganti brillanti (classe II), decisamente diverse dalle giganti rosse come ArcturusBoötis, K1III), che rappresentano lo stadio finale dell'evoluzione delle stelle di piccola massa.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Comparazione tra Bellatrix (una gigante blu, in alto a sinistra), Algol B (gigante arancione), il Sole (al centro) ed altri oggetti, in scala.

Le giganti blu sono estremamente luminose e raggiungono magnitudini assolute pari a −5, −6 o persino superiori. La loro temperatura superficiale è abbastanza elevata (circa 20 000 K) da permettere che una parte consistente della propria radiazione venga diffusa alle lunghezze d'onda dell'ultravioletto, invisibile all'occhio umano.

Un gran numero di giganti blu di giovane età è riunito in particolari associazioni stellari, dette associazioni OB. Gli astronomi ritengono che tali stelle, poiché hanno una temperatura ed una densità molto elevate, abbiano una vita piuttosto breve (di qualche decina o al massimo centinaio di milioni di anni) ed ipotizzano che gran parte di esse termineranno la propria esistenza esplodendo come supernova.

Le giganti blu di mezz'età rappresentano uno stadio transitorio dell'evoluzione stellare, al termine del quale la stella può trasformarsi in una gigante brillante (ed eventualmente in una nebulosa planetaria e poi in una massiccia nana bianca) o in una supergigante (ed eventualmente esplodere in supernova o degenerare in una rara nana bianca ossigeno-neon); per tale motivo nessuna stella permane nello stadio di gigante blu per un lungo periodo di tempo (al massimo qualche centinaio di migliaia di anni). L'equivalente dello stadio di gigante blu per una stella di massa simile a quella del Sole è la subgigante (classe IV), durante la quale la fusione dell'idrogeno è in una fase di rallentamento mentre sta per avere inizio la fusione dell'elio.

Alcune stelle, quali Spica o le Pleiadi, sono state erroneamente classificate come giganti blu (in realtà si tratta di stelle di sequenza principale che fondono idrogeno) per via della loro eccezionale luminosità che ha fatto presupporre agli astronomi del passato che si trattasse di stelle giganti.

Alcuni esempi di giganti blu sono Saiph ed Heka, entrambe nella costellazione di Orione; le giganti blu non devono però essere confuse con le supergiganti blu come Rigel o le stelle di sequenza principale di classe O e B come Regolo.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA.VV, L'Universo - Grande enciclopedia dell'astronomia, Novara, De Agostini, 2002.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]