Indiano (costellazione)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Indiano
Mappa della costellazione
Mappa della costellazione
Nome latino Indus
Genitivo Indi
Abbreviazione Ind
Coordinate
Ascensione retta 22 h
Declinazione -60°
Area totale 294 gradi quadrati
Dati osservativi
Visibilità da Terra
Latitudine min +15°
Latitudine max -90°
Transito al meridiano settembre
Stella principale
Nome α Indi
Magnitudine app. 3,11
Altre stelle
Magn. app. < 3 Nessuna
Magn. app. < 6 19
Costellazioni confinanti
Da est, in senso orario:

L'Indiano (in latino Indus, abbreviato in Ind) è una piccola costellazione del cielo meridionale; la sua introduzione risale a Johann Bayer. La costellazione è figurativamente rappresentata con le fattezze di un indiano d'America con una lancia in mano.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

L'Uranometria di Bayer; l'Indiano è visibile in alto a sinistra fra la Gru e il Pavone.

L'Indiano è una piccola costellazione creata per raggruppare alcune stelle rimaste spaiate con la creazione di altre costellazioni adiacenti, come il Pavone. Può essere individuata grazie alla stella α Indi, di terza magnitudine e dunque osservabile anche nei cieli delle aree urbane, seppure con difficoltà; le costellazioni vicine semplificano la sua ricerca, in particolare la Gru, grazie alle sue brillanti stelle di prima e seconda magnitudine, situata ad est. La parte settentrionale dell'Indiano, con la stella α, è visibile anche alle latitudini medie boreali, mentre la parte meridionale raccoglie solo stelle di quinta grandezza e confina direttamente con l'Ottante, in cui ricade il polo sud celeste.

La sua osservazione per intero è possibile solo dall'emisfero australe, più la fascia immediatamente a nord dell'equatore; i mesi ideali per scorgerla nel cielo serale sono quelli che vanno da fine agosto a dicembre, nella fascia tropicale, mentre nelle aree temperate australi si presenta in massima parte circumpolare.

Stelle principali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stelle principali della costellazione dell'Indiano.
  • α Indi (chiamata talvolta Il Persiano) è una gigante arancione di magnitudine 3,11, distante 101 anni luce; è la stella più brillante della costellazione.
  • β Indi è una gigante arancione di magnitudine 3,67, distante 603 anni luce.

Fra le altre stelle spicca la ε Indi è una delle più vicine al sistema solare; è situata ad appena 11,82 anni luce di distanza dal Sole.

Stelle doppie[modifica | modifica sorgente]

Le stelle doppie presenti nella costellazione sono poco abbondanti e spesso molto deboli o difficili da risolvere con strumenti amatoriali.

  • L'unica coppia di discreta facilità è la θ Indi, composta da due stelle bianche di quarta e sesta grandezza, separate da circa 6".
Principali stelle doppie[1][2]
Nome
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Magnitudine
Separazione
(in secondi d'arco)
Colore
AR
Dec
A B
α Indi 20h 37m 34s -47° 17′ 30″ 3,11 12,5 67,4 ar + b
θ Indi 21h 19m 52s -53° 26′ 57″ 4,5 6,9 6,1 b + b

Stelle variabili[modifica | modifica sorgente]

Fra le poche stelle variabili dell'Indiano, spicca la variabile semiregolare T Indi, nella parte più settentrionale della costellazione, che quando è al massimo raggiunge la magnitudine 6,0, diventando visibile ad occhio nudo nelle notti più limpide; il suo periodo è lungo, sui 320 giorni circa.

Una Mireide è invece la S Indi, che in 400 giorni oscilla fra la settima e la quattordicesima grandezza.

Principali stelle variabili[3][1][2]
Nome
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Magnitudine
Periodo
(giorni)
Tipo
AR
Dec
Max. Min.
S Indi 20h 56m 23s -54° 19′ 27″ 7,4 14,0 399,95 Mireide
T Indi 21h 20m 09s -45° 01′ 19″ 6,0 8,5 320: Semireg. pulsante
W Indi 21h 14m 23s -53° 01′ 35″ 9,40 11,50 243: Semireg. pulsante
X Indi 21h 30m 28s -53° 17′ 19″ 8,0 12,0 225,85 Mireide

Oggetti del cielo profondo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Oggetti non stellari nella costellazione dell'Indiano.

La fascia di cielo ricoperta dall'Indiano non è oscurata da polveri galattiche, così, nonostante le sue esigue dimensioni, si possono osservare alcune galassie; tuttavia la gran parte di esse sono piuttosto deboli, rendendosi necessario l'utilizzo di un telescopio amatoriale di medie dimensioni per poterle individuare.

IC 5152 e NGC 7049 sono le più appariscenti, e si individuano nella parte più settentrionale della costellazione; nel loro pressi sono presenti varie altre galassie meno luminose.

Principali oggetti non stellari[4][5][2]
Nome
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Tipo Magnitudine
Dimensioni apparenti
(in primi d'arco)
Nome proprio
AR
Dec
NGC 7049 21h 19m 00s -48° 34′ : Galassia 10,6 4,2 x 3,2
NGC 7090 22h 36m 28s -54° 33′ : Galassia 11,0 7,1 x 1,0
IC 5152 22h 02m 54s -51° 17′ : Galassia 10,2 5,1 x 3,2

Sistemi planetari[modifica | modifica sorgente]

La costellazione contiene una stella, ρ Indi, attorno alla quale è stato scoperto un pianeta extrasolare la cui massa è oltre due volte superiore a quella di Giove.

Sistemi planetari[1]
Nome del sistema
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Magnitudine
Tipo di stella
Numero di pianeti
confermati
AR
Dec
ρ Indi 22h 54m 40s -70° 04′ 26″ 6,04 Subgigante gialla 1 (b)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Result for various objects, SIMBAD. URL consultato il 4 giugno 2009.
  2. ^ a b c Alan Hirshfeld, Roger W. Sinnott, Sky Catalogue 2000.0: Volume 2: Double Stars, Variable Stars and NonstellarObjects, Cambridge University Press, aprile 1985, ISBN 0-521-27721-3.
  3. ^ The International Variable Stars Index - AAVSO in Results for various stars. URL consultato il 20 giugno 2009.
  4. ^ The NGC/IC Project Public Database in Results for various objects. URL consultato il 20 giugno 2009.
  5. ^ NASA/IPAC Extragalactic Database in Results for various stars. URL consultato il 20 ottobre 2006.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Michael E. Bakich, The Cambridge Guide to the Constellations, Cambridge University Press, 1995, ISBN 0-521-44921-9.
  • (EN) Milton D. Heifetz; Wil Tirion, A Walk through the Heavens: A Guide to Stars and Constellations and their Legends, Cambridge University Press, 2004, ISBN 0-521-54415-7.
  • AA.VV., Astronomia - Dalla Terra ai confini dell'Universo, Fabbri Editori, 1991.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]