Carena (costellazione)

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Carena
Mappa della costellazione
Mappa della costellazione
Nome latino Carina
Genitivo Carinae
Abbreviazione Car
Coordinate
Ascensione retta 9 h
Declinazione -60°
Area totale 494 gradi quadrati
Dati osservativi
Visibilità da Terra
Latitudine min +20°
Latitudine max -90°
Transito al meridiano marzo
Stella principale
Nome Canopo (α Car)
Magnitudine app. -0.7
Altre stelle
Magn. app. < 3 5
Magn. app. < 6 122
Sciami meteorici
Costellazioni confinanti
Da est, in senso orario:

La Carena (in latino Carina) è una costellazione meridionale, che faceva parte dell'antica costellazione della Nave Argo; si trova sul bordo meridionale della Via Lattea australe ed è una figura dominante dei cieli del sud.

Osservazione[modifica | modifica sorgente]

La Nebulosa della Carena, la più brillante della volta celeste.

La Carena è una costellazione di medie dimensioni, al di sotto dell'orizzonte nelle regioni temperate boreali; si tratta infatti di una tipica costellazione australe: può essere osservata per intero solo a partire dal quindicesimo parallelo nord. È facilmente individuabile grazie alla brillantissima stella Canopo, una ipergigante gialla seconda in luminosità solo a Sirio. Canopo si trova all'estremità occidentale della costellazione, ed è anche la sua stella più settentrionale, tra quelle visibili ad occhio nudo; ad est le stelle ε Carinae e ι Carinae sono immerse nella Via Lattea. Nell'estremità orientale, spicca la stella θ Carinae, circondata da un folto gruppetto di stelline, e la luminosa Miaplacidus, la stella β della costellazione. La Carena è una costellazione estremamente interessante. La sua parte nordorientale giace sulla Via Lattea in un suo campo particolarmente intenso, ricco di stelle e di oggetti di ogni genere. Le stelle ε e ι Carinae formano, con le più settentrionali δ e κ Velorum, un asterismo noto come Falsa Croce, perché spesso confuso con la vera Croce del Sud.

Il periodo più propizio per la sua osservazione nel cielo serale ricade nei mesi compresi fra gennaio e maggio ed è limitata quasi esclusivamente alle latitudini australi, ad eccezione della ristretta fascia boreale compresa fra l'equatore e il Tropico del Cancro; la parte più settentrionale, con Canopo, è visibile anche alle latitudini mediterranee meridionali, mentre la parte immersa nella Via Lattea può essere osservata solo in prossimità delle zone tropicali.

Stelle principali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stelle principali della costellazione della Carena.
  • La stella principale della costellazione è Canopo (α Carinae, Canopus in Latino), una supergigante gialla, che è anche la seconda stella più luminosa del cielo; la prima è Sirio, la terza è Rigil Kentaurus (o Toliman). Si individua circa 35° a sud della stessa Sirio, ad ovest della scia luminosa della Via Lattea australe.
  • Miaplacidus (β Carinae) è la seconda stella più luminosa della costellazione, ed è la ventinovesima stella più luminosa del cielo notturno, con una magnitudine apparente di +1,68; rispetto a Canopo si trova dalla parte opposta della costellazione.
  • La stella Avior (ε Carinae) con una magnitudine apparente di 1,86 è anch'essa una delle più brillanti stelle nel cielo notturno, ma è visibile dall'emisfero boreale solo a latitudini tropicali.
  • La stella Aspidiske (ι Carinae, nota anche come Turais) è una stella bianca di magnitudine +2,21, sul bordo della Via Lattea.
  • La stella η Carinae (nota anche come Foramen), ora invisibile ad occhio nudo, è stata per lungo tempo una delle stelle più brillanti del cielo; si trova all'interno della Nebulosa di Eta Carinae, in uno dei tratti più brillanti della Via Lattea.

La nomenclatura stellare segue quella assegnata alla costellazione della Nave Argo: le stelle α e β Carinae sono effettivamente le stelle α e β dell'Argo navis. Mancano le stelle γ e δ, ma sono presenti la ε, la η (che una volta era ben più luminosa di adesso), la θ e la ι, terminando infine con la υ, la χ e la ω. Seguono diverse lettere latine, anch'esse secondo l'assegnazione data alla costellazione della Nave Argo.

Stelle doppie[modifica | modifica sorgente]

La costellazione contiene un numero relativamente esiguo di stelle doppie di facile osservazione.

  • HD 77002, nota anche come b1 Carinae, è una delle più aperte; la primaria è ben visibile ad occhio nudo nelle notti buie, essendo di magnitudine 5,1, e possiede una compagna di settima grandezza separata da oltre 40", dunque risolvibile anche con un potente binocolo.
  • Una simile separazione la possiedono anche le due componenti principali di HD 66546; si tratta di una stella di sesta magnitudine con una compagna di ottava grandezza. Uno strumento maggiore consente di rivelare un'ulteriore compagna di nona magnitudine molto vicina alla componente primaria.
  • HD 92397 è una stella arancione visibile con facilità anche ad occhio nudo, posta sul bordo nordoccidentale della Nebulosa della Carena; nel ricco campo stellare in cui si trova si distingue anche con un telescopio di medie dimensioni una stella di settima magnitudine molto vicina ad essa.
  • HD 92436 è una stella dal marcato colore rosso posta poco più a nord della precedente; possiede una compagna apparente di ottava magnitudine a oltre 20" di separazione.
Principali stelle doppie[1][2]
Nome
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Magnitudine
Separazione
(in secondi d'arco)
Colore
AR
Dec
A B
HD 57852/3 07h 20m 22s -52° 18′ 43″ 6,02 6,66 9,3 g + g
HD 57918 07h 20m 39s -52° 22′ 53″ 6,90 9,13 29 g + g
HD 66546 AB 08h 01m 23s -54° 30′ 56″ 6,12 9,93 12,0 azz + azz
HD 66546 AC 08h 01m 23s -54° 30′ 56″ 6,12 8,14 40,2 azz + azz
C Carinae 08h 15m 16s -62° 54′ 56″ 5,25 7,61 3,9 b + b
HD 74341 08h 40m 44s -57° 32′ 44″ 6,52 8,4 3,8 b + b
b1 Carinae 08h 56m 59s -59° 13′ 46″ 5,09 7,0 40,2 azz + b
υ Carinae 09h 47m 06s -65° 04′ 19″ 2,92 6,03 2,6 b + b
HD 86388 09h 55m 06s -69° 11′ 20″ 6,8 8,3 9,4 b + b
HD 92397/8 10h 38m 45s -59° 10′ 59″ 4,69 7,62 14,6 ar + b
HD 92436 10h 39m 00s -58° 49′ 01″ 5,96 8,33 23,5 r + b

Stelle variabili[modifica | modifica sorgente]

Fra le stelle variabili della Carena, la più celebre in assoluto, nonché una delle più famose e studiate del cielo, è la η Carinae, una variabile S Doradus che periodicamente sembra subire delle violente esplosioni di materiale; la sua magnitudine nella seconda metà del Novecento è rimasta sostanzialmente stabile attorno alla sesta magnitudine, ma in altri periodi è stata molto più brillante, e verso la metà dell'Ottocento aveva persino una magnitudine negativa, al punto che a tratti superava la luminosità di Canopo, diventando così la seconda stella più brillante del cielo. η Carinae si trova immersa in una fitta nebulosità causata dalla sua ultima esplosione, la Nebulosa Omuncolo, a sua volta situata all'interno della Nebulosa della Carena.

Fra le altre variabili una delle più luminose è la Cefeide l Carinae, che in fase di massima è di magnitudine 3,28 ed è perfettamente visibile anche dai piccoli centri urbani senza l'ausilio di alcuno strumento. Anche la x Carinae è una Cefeide brillante, che oscilla fra le magnitudini 3,8 e 4,0; le sue variazioni non sono rilevabili ad occhio nudo con facilità, essendo molto contenute. Un'altra Cefeide relativamente brillante è la U Carinae, che in fase di massima è al limite della visibilità ad occhio nudo, mentre in fase di minima la sua luminosità arriva alla settima grandezza.

Fra le variabili a eclisse quella che mostra la più ampia escursione di luminosità è la QX Carinae, che oscilla di poco meno di una magnitudine in circa 4,5 giorni.

La Carena contiene anche due Mireidi molto brillanti in fase di massima; la più luminosa è la R Carinae, che raggiunge la magnitudine 3,9, mentre la S Carinae arriva alla 4,5; entrambe sono facilmente individuabili anche sotto un cielo non perfettamente buio in fase di massima, mentre al minimo arrivano entrambe attorno alla decima magnitudine.

Principali stelle variabili[1][2][3]
Nome
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Magnitudine
Periodo
(giorni)
Tipo
AR
Dec
Max. Min.
R Carinae 09h 32m 15s -62° 47′ 20″ 3,9 10,5 308,71 Mireide
S Carinae 10h 09m 22s -61° 32′ 56″ 4,5 9,9 149,49 Mireide
U Carinae 10h 57m 48s -59° 43′ 56″ 5,72 7,02 38,7681 Cefeide
UY Carinae 10h 32m 05s -61° 46′ 58″ 8,54 9,33 5,5437 Cefeide
ER Carinae 11h 09m 41s -58° 50′ 16″ 6,58 7,13 7,7186 Cefeide
QX Carinae 09h 54m 34s -58° 25′ 17″ 6,6 7,21 4,4780 Eclisse
QY Carinae 10h 11m 47s -58° 03′ 38″ 5,63 5,83 - Irregolare (Stella Be - γ Cas)
QZ Carinae 10h 44m 23s -59° 59′ 36″ 6,16 6,49 5,9981 Eclisse
IW Carinae 09h 26m 53s -63° 37′ 49″ 7,9 9,6 67,5 RV Tau
V341 Carinae 07h 56m 51s -59° 07′ 33″ 6,2 7,1 - Semiregolare
V344 Carinae 08h 46m 43s -56° 46′ 11″ 4,40 4,51 - Irregolare (Stella Be - γ Cas)
V345 Carinae 09h 05m 38s -70° 32′ 19″ 4,67 4,78 - Irregolare (Stella Be - γ Cas)
V368 Carinae 10h 11m 35s -58° 49′ 40″ 6,1 6,4 120: Semiregolare
V374 Carinae 07h 58m 51s -60° 49′ 28″ 5,72 5,84 - Irregolare (Stella Be - γ Cas)
l Carinae 09h 45m 15s -62° 30′ 28″ 3,28 4,18 35,5358 Cefeide
x Carinae 11h 08m 35s -58° 58′ 30″ 3,84 4,02 - Cefeide
η Carinae 10h 45m 04s -59° 41′ 03″ -0,8 7,9 - Irregolare (LBV)
ι Carinae 09h 17m 06s -59° 16′ 31″ 2,23 2,28 - Irregolare

Oggetti del cielo profondo[modifica | modifica sorgente]

L'ammasso aperto soprannominato Pleiadi del Sud.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Oggetti non stellari nella costellazione della Carena.

Entro i confini con la Carena si trova uno dei tratti di Via Lattea più brillanti e ricchi dell'intera volta celeste, il cosiddetto "Arco della Carena"; la costellazione perciò abbonda di oggetti del cielo profondo appartenenti alla nostra Galassia, come ammassi e nebulose. Il fatto che però sia anche uno dei tratti più meridionali della Via Lattea, fa sì che sia visibile solo dalle regioni dell'emisfero australe, più la fascia tropicale di quello boreale.

Tra gli innumerevoli ammassi aperti, il più notevole è senza dubbio quello noto come Pleiadi del Sud (Southern Pleiades - IC 2602); la stella principale è la θ Carinae, azzurra, di magnitudine 2,7, circondata da un gruppetto di stelle di quinta che le conferiscono un aspetto caratteristico e inconfondibile. Di grande interesse per gli astrofili è pure un altro ammasso, NGC 3532, ben visibile anch'esso ad occhio nudo, giacente nel tratto più ricco della Via Lattea e soprannominato talvolta Ammasso pozzo dei desideri per la somiglianza ad un grande insieme di monete come quelle che si trovano sul fondo di un pozzo dei desideri. Poco ad ovest si trova pure l'ammasso NGC 3293, circondato sul lato NW da una nebulosa.

A breve distanza da questi, sul bordo meridionale della Via Lattea, si trova il ricco ammasso NGC 3114, visibile ad occhio nudo e risolvibile in stelle anche con piccoli strumenti; a sud ovest della Falsa Croce si trova invece NGC 2516, altro brillante ammasso.

È presente pure un ammasso globulare, NGC 2808, uno dei più compatti che si conoscano.

Tra le Nebulose diffuse, spicca la grande Nebulosa della Carena (NGC 3372): posta al centro del ramo brillante della Via Lattea del sud, è la nebulosa diffusa più brillante dell'intera volta celeste, più luminosa pure della ben più famosa Nebulosa di Orione; ben visibile ad occhio nudo, in un semplice binocolo già si evidenziano alcune delle sue strutture più importanti, come una banda oscura che la attraversa da est ad ovest. La stella η Carinae si trova al suo interno.

Tra le galassie è presente, poco a nord-est di Canopo, della Galassia Nana della Carena, una galassia satellite della nostra Via Lattea.

Principali oggetti non stellari[2][4][5]
Nome
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Tipo Magnitudine
Dimensioni apparenti
(in primi d'arco)
Nome proprio
AR
Dec
NGC 2516 07h 58m 07s -60° 45′ 12″ Ammasso aperto 3,8 29
NGC 2808 09h 12m 03s -64° 51′ 47″ Ammasso globulare 6,2 13,8
NGC 2822 09h 13m 50s -69° 38′ 41″ Galassia 10,8 3,3 x 2,2
NGC 2867 09h 21m 25s -58° 18′ 42″ Nebulosa planetaria 9,7 12,0
NGC 3114 10h 02m 43s -60° 06′ 32″ Ammasso aperto 4,2 35
NGC 3136 10h 05m 48s -67° 22′ 40″ Galassia 11,0 3,1 x 2,1
IC 2581 10h 27m 24s -57° 38′ 00″ Ammasso aperto 4,3 7
NGC 3293 10h 35m 54s -58° 14′ 10″ Ammasso aperto 4,7 5
NGC 3324 10h 37m 19s -58° 39′ 36″ Ammasso aperto 6,7 5
Mel 101 10h 42m 06s -65° 06′ 00″ Ammasso aperto 8,0 14
IC 2602 10h 43m : -64° 24′ : Ammasso aperto 1,9 50 Pleiadi del Sud
NGC 3372 10h 45m : -59° 52′ : Nebulosa diffusa 3,0 120 x 120 Nebulosa della Carena
NGC 3532 11h 05m 48s -58° 46′ 13″ Ammasso aperto 3,0 55 x 50 Pozzo dei Desideri
NGC 3572 11h 10m 19s -60° 14′ 54″ Ammasso aperto 6,6 6
Tr 18 11h 11m 24s -60° 40′ 00″ Ammasso aperto 6,9 12

Sistemi planetari[modifica | modifica sorgente]

La gran parte dei pianeti extrasolari scoperti nella costellazione della Carena sono dei pianeti transienti, ossia che dalla linea di vista della Terra appaiono transitare davanti alla loro stella madre; tutti i sistemi planetari noti nella Carena possiedono un solo pianeta confermato. Gran parte di questi sistemi si trovano a grandi distanze dal sistema solare, ben oltre i 1000 anni luce; fra i sistemi più vicini vi è quello di HD 65216, che possiede un pianeta con una massa minima leggermente superiore a quella di Giove e orbita a circa 1,4 UA dalla sua stella madre.

Sistemi planetari[1]
Nome del sistema
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Magnitudine
Tipo di stella
Numero di pianeti
confermati
AR
Dec
HD 63765 07h 47m 50s -54° 15′ 51″ 7,98 Nana gialla 1 (b)
HD 65216 07h 53m 41s -63° 38′ 50″ 7,98 Nana gialla 1 (b)
OGLE-TR-211 10h 40m 14s -62° 27′ 20″ 14,3 Nana bianco-gialla 1 (b)
OGLE-TR-132 10h 50m 35s -61° 57′ 26″ 15,72 Nana bianco-gialla 1 (b)
OGLE-TR-113 10h 52m 24s -61° 26′ 49″ 14,42 Nana arancione 1 (b)
OGLE-TR-111 10h 53m 18s -61° 24′ 20″ 15,55 Nana gialla 1 (b)
OGLE2-TR-L9 11h 07m 55s -61° 08′ 46″ 14,74 Nana bianco-gialla 1 (b)
OGLE-TR-182 11h 09m 19s -61° 05′ 43″ 16,84 Nana gialla 1 (b)

Storia e mitologia[modifica | modifica sorgente]

La costellazione della Nave Argo in un'incisione sull'Uranographia di Hevelius.

Questa è una delle parti in cui Argo Navis, la nave degli Argonauti, fu divisa dall'astronomo francese Nicolas Louis de Lacaille nel suo catalogo del cielo australe pubblicato nel 1763. Carina rappresenta la carena della nave. Contiene la seconda stella del cielo in ordine di grandezza, Canopo, una stella supergigante bianco crema, distante circa 300 anni luce, che segna la posizione di uno dei due rematori principali della nave.

Per quanto riguarda invece l'origine del nome della sua stella più brillante, Canopo, è da dire che non è menzionata da Arato di Soli, perché ai suoi tempi la stella era sotto l'orizzonte visibile della Grecia; il suo nome compare per la prima volta in Eratostene che lavorò più a sud, ad Alessandria, e quindi poté vederla. Scrittori greci come Strabone e Conone ci dicono che Canopo deriva il suo nome dal timoniere del Re greco Menelao. Al ritorno da Troia con Elena la flotta di Menelao fu portata fuori rotta da una tempesta e approdò in Egitto. Là Canopo morì per il morso di un serpente; Elena uccise il serpente e insieme al Re seppellì Canopo con tutti gli onori. Sul suo luogo di sepoltura prosperò la città di Canopo (la moderna Abukir), sulla foce del Nilo. Data la prominenza della stella, le sonde spaziali moderne usano Canopo per stabilire le loro rotte. Eratostene conosceva questa stella anche con un altro nome, Perigeo, con riferimento al fatto che restava vicina all'orizzonte.

La costellazione contiene una stella singolare, Eta della Carena, che nel 1843 s'infiammò a tal punto da diventare più brillante di Canopo, ma da quel momento la sua brillantezza è scesa al disotto del livello di visibilità a occhio nudo. Gli astronomi la ritengono una stella nuova e massiccia che un giorno esploderà.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Result for various objects, SIMBAD. URL consultato il 4 giugno 2009.
  2. ^ a b c Alan Hirshfeld, Roger W. Sinnott, Sky Catalogue 2000.0: Volume 2: Double Stars, Variable Stars and NonstellarObjects, Cambridge University Press, aprile 1985, ISBN 0-521-27721-3.
  3. ^ The International Variable Stars Index - AAVSO in Results for various stars. URL consultato il 20 giugno 2009.
  4. ^ The NGC/IC Project Public Database in Results for various objects. URL consultato il 20 giugno 2009.
  5. ^ NASA/IPAC Extragalactic Database in Results for various stars. URL consultato il 20 ottobre 2006.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Michael E. Bakich, The Cambridge Guide to the Constellations, Cambridge University Press, 1995, ISBN 0-521-44921-9.
  • (EN) Milton D. Heifetz; Wil Tirion, A Walk through the Heavens: A Guide to Stars and Constellations and their Legends, Cambridge University Press, 2004, ISBN 0-521-54415-7.
  • AA.VV., Astronomia - Dalla Terra ai confini dell'Universo, Fabbri Editori, 1991.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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